Il Blog di Luca C.

Sono ritornato a scrivere qualche cosa di mio che non sia la solita citazione o video, ma in questo periodo va così. Sembra tutto fermo come in uno stagno, ma in fondo dentro ci trovi la vita che si muove. Eppure qualcosa si sta muovendo in questi giorni: che sia la volta buona? E’ meglio muoversi per non fare ristagnare i pensieri negativi e allora cosa c’è di meglio che uscire con la propria donna e/o con gli amici soprattutto ora che si avvicina il Natale, questo triste Natale del 2014 che si porta dietro un bel carico di stanchezza, stress, ansia e pessimismo cosmico. Ma ha ragione chi dice che bisognerebbe godere delle piccole cose. Infatti, un sms inaspettato con cui siamo stati invitati ad una cena ha scosso il mio umore cupo, forse perché colui che ce lo ha inviato era Mattia S., un bravo e simpatico ragazzo, ovvero il cuoco che ci ha preparato il delizioso pranzo di nozze. Siccome, causa mutua, non abbiamo potuto partecipare alla serata “Polenta immacolata”, siamo stati nuovamente invitati alla cena “Santa gallina” e questa volta, cascasse il mondo, ci siamo andati. Il luogo non era il ristorante in cui abbiamo pranzato il famoso 21 giugno 2013, ma una locanda, o meglio una birreria in cui si organizzano anche i concerti. Il locale è Lo sbarco in via Silvio Pellico 0 (zero) nel cuore del quartiere San Salvario a Torino. Forse non è proprio elegante, ma è accogliente e i ragazzi che ci lavorano sono molto gentili e amichevoli. Il desiderio di assaggiare le nuove prelibatezze di Mattia era alle stelle. Il menù comprendeva:

Cipolla bionda ripiena di salsiccia, robiola e nocciole

Insalata di gallina (ovviamente), radicchio e mele

Carciofi ripieni

Capunet di baccalà (che ovviamente non ho mangiato)

Risotto ubriaco (di vino rosso)

Dolcettino di crema, cioccolato e amaretto

Il tutto 18 euro a testa compreso vino e acqua. Le capacità culinarie di Mattia sono notevoli, soprattutto per gli accostamenti, a mio dire, bizzarri. Tutto era buono, pure il baccalà era invitante, ma a me il pesce proprio non riesce di assaggiarlo. I colori delle portate erano molto autunnali: la cipolla avvolta ancora dalla sua pellicina rossastra, l’insalata bianca e rossa, il carciofo ovviamente verde, il baccalà avvolto da una foglia di cavolo e accompagnato da una crema (penso di castagne) marroncina, il risotto violaceo; tutti colori molto caldi e autunnali; molto diversi dai colori chiari del nostro pranzo nuziale, ma tutto molto buono. Finalmente Mattia esce dalla cucina per fare quattro chiacchiere con noi, ma il suo lavoro creativo ai fornelli non ci ha permesso di di dialogare più di tanto, ma ci ha promesso che ci terrà informati su altri venti mangerecci. Chissà che ci scappi anche una serata in cui lui non lavori e si stia in compagnia di nuove persone tutte da conoscere…

Un ultimo appunto lo voglio fare, ma non sulla serata organizzata da Mattia e i suoi colleghi, ma sull’uomo prepotente che abbiamo incontrato sulla nostra strada al momento di parcheggiare e che ha rischiato di rovinarci la serata se io mi fossi impuntato a volere la ragione, ma si sa che la ragione va data ai cretini. Alcune volte è meglio stare zitti per non trovarsi di nuovo lo specchietto dell’auto spaccato. In pratica, dopo un bel po’ di minuti che stavamo cercando posteggio ci siamo lanciati verso un posto libero, ma durante la manovra di retromarcia un uomo con un FIAT Ducato bianco di cui mi ricordo solo il numero della targa (475), si è messo proprio dietro di noi impedendoci la manovra semplicemente perché quel posto lo voleva lui. Inutile il tentativo di azzardare un’ulteriore retromarcia o stare fermi in attesa che se ne andasse perché l’uomo è sceso dal mezzo per venire a dirci qualcosa o forse aggredirci. A quel punto ce ne siamo andati via con il nervoso e la coda tra le gambe. Ma vale la pena rovinarsi la serata per colpa di un coglione? No. E allora, siccome voglio vendicarmi, oltre ad annotare il numero della targa mi sono annotato quello che c’era scritto sulle fiancate del furgone, ovvero Yamaha Magic Bike con tanto di sito http://www.magic-bike.it/. Si tratta di una concessionaria in corso Casale 479 a Torino. Vi invito semplicemente a non recarvi in questo esercizio commerciale perché questa gente che non consoce il rispetto, l’educazione e si comporta prepotentemente con il prossimo merita di rimanere disoccupata a vita.

Mi sono fatto forza
per coltivare un fiore
in mezzo a tanta sabbia nel deserto.
E’ tutto quanto incerto,
incerto e provvisorio,
non è consolatorio, ma è così.
Non resta che il rifugio in fondo al cuore, là dove amore so che ci sei tu
insieme a quella tenerezza, a quel poco di purezza
che non muore con la gioventù.
D’acrobata inesperto
ho camminato piano
in bilico su ogni sentimento,
ma basta un po’ di vento
e ruota lo scenario.
Precario è tutto quello che si ha.
Non resta che il rifugio in fondo al cuore, là dove amore non ci sei che tu,
sperduta e sola in quell’immenso basti a dare luce e senso a un mondo che altrimenti non ne ha più.
Non resta che il rifugio in fondo al cuore, là dove amore non ci sei che tu,
sperduta e sola in quell’immenso basti a dare luce e senso a un mondo che altrimenti non ne ha più,

perché il rifugio è dove sei anche tu.

(Mango, Il rifugio, La terra degli aquiloni, 2011)

https://mango.it

https://www.facebook.com/mangoofficialpage

«Non è stato considerato per quanto valesse. Adesso, dopo la sua morte, avrà sicuramente una valutazione più grande» così, con evidente commozione, il maestro Mogol ricorda il cantante lucano […].

Steso sul filo
di una gloria che non c’è
disincantato, disarmato per aver
perso di vista
perso di vista te stesso

Appeso al grido
di una folla che non c’è
amareggiato disorientato per aver
perso di vista
perso di vista te stesso

Stai vivendo un equilibrio precario

Steso all’ombra
di una vita che non c’è
rammaricato tormentato per aver
perso di vista
perso di vista te stesso

Stai vivendo un equilibrio precario

Steso sul filo
di una gloria che non c’è
demotivato insoddisfatto per aver
perso di vista
perso di vista te stesso

(Carmen Consoli, Equilibrio precarioStato di necessità, 2000)

Approfitto ora che sono in mutua a riprendere il mio piccolo spazio sul blog. Ho saltato alcune settimane, mi sono preso delle pause necessarie in quanto non avevo spunti e riflessioni da condividere ed esternare. Voglio che il mio spazio virtuale sia un piccolo mondo gioioso, nello stesso tempo serio e non frivolo e non lo voglio sprecare per vomitare tutte le mie negatività. Utilizzo questo spazio soprattutto per scrivere diari di viaggio, impressioni, discussioni più o meno importanti, consigli e fare conoscere a tutti voi eventi e situazioni che ho vissuto personalmente nella mia città, provincia, regione e anche più in là. Questa volta vi racconterò di un festival che si tiene in autunno a Moncalieri ovvero Moncalieri Jazz. E’ la prima volta che assisto ad uno spettacolo di questo evento. Normalmente tutto inizia con una notte bianca nel centro della città con musica, ovviamente jazz, arte e sapori. Quest’anno le notti bianche sono state ben due perché due sono stati gli eventi da festeggiare e due è il numero che si ripete: il bicentenario della fondazione dell’arma dei Carabinieri e il bicentenario della nascita di Adolphe Sax. Bene, nella mia ignoranza ho imparato che il sassofono è stato inventato da questo signore e ce ne sono di tutti i tipi, piccoli, grandi ed enormi: il più grande al mondo entrato nel guiness dei primati (funzionante davvero) era in mostra al castello di Moncalieri, ma non ho avuto la possibilità di ammirarlo. E’ inutile dire che per tutto il festival il sassofono è stato il protagonista. Comunque, dopo la festicciola casalinga di Halloween, direi ben riuscita, il primo novembre avendo libero un giorno di festa (grazieaddioognitantocapitapureame) siamo andati ad assistere al concerto della Fanfara del 3° battaglione Carabinieri Lombardia diretta dal maresciallo Andrea Bagnolo. Lo scrivo con fierezza che abbiamo assistito ad un evento più unico che raro! Voi direte che cosa sarà mai una fanfara dei Carabinieri? E io vi risponderò che per la prima volta nella storia di tutta l’arma dei Carabinieri è stato suonato il jazz. Spero solo che la musica sia stata registrata e venga messo in vendita su un supporto fisico in modo che non si perdi questa unicità. Non ci capisco nulla di musica jazz, ma posso dirvi che tutti i brani selezionati e suonati nella Piazza d’armi del Castello di Moncalieri erano orecchiabili e famosissimi, alla portata di tutti. Tra gli ospiti invitati dai Carabinieri c’erano musicisti che in passato erano nell’arma. Molti per me sono sconosciuti e solo adesso leggendo i nomi scopro che sono stati collaboratori di importanti artisti ed istituzioni: Claudio Chiara con Paolo Conte, Flavio Boltro con Michel Petrucciani, Gianfranco Marchesi per l’Orchestra Sinfonica della RAI, per citarne alcuni. E’ bello vedere come la musica sia di tutti e non sia chiusa in scompartimenti stagni. E’ così che deve essere. Il programma del jazz festival è terminato tre giorni fa, il 15 novembre. Alcuni concerti si sono tenuti nel Teatro Civico Matteotti, molti altri nelle Fonderie Limone, altri ancora all’aperto e gratuiti. Mi chiedo solo se sia possibile anticipare il Moncalieri Jazz Festival in un periodo dell’anno meno freddo, magari a fine settembre quando il clima ancora mite permetta di assistere agli spettacoli all’aperto in modo che gli spettatori non se ne vadano infreddoliti durante il concerto come abbiamo fatto noi. Soprattutto quando si organizzano eventi irripetibili ed unici come questo del quale siamo stati testimoni e che è stato a mio dire importante. E nella speranza che il cd sia prodotto e messo in vendita gustatevi il video di tutto il concerto (o quasi) trovato su Youtube postato da Alamari Musicali augurandomi che non lo cestini.

Per vedere il concerto su Youtube cliccate sul link sottostante:

Moncalieri Jazz Festival 2014 – Fanfara III Battaglione Carabinieri “Lombardia”

Per info:

http://www.moncalierijazz.com/

Siccome sono un patito delle costruzioni LEGO sto cercando di progettare qualche prodotto utilizzando il software scaricabile gratuitamente dal sito ufficiale della famosa azienda produttrice dei mattoncini di plastica. Purtroppo non essendo un grafico, né un ingegnere, né un architetto non ho avuto la possibilità di utilizzare programmi professionali di grafica per il rendering dell’immagine, cioè non ho potuto creare delle immagini che dessero una parvenza di realismo, insomma come i cartoni animati di oggi che sembrano più film che cartoni. Al omento i miei progetti non hanno avuto un enorme successo, forse perché sbaglio io la tecnina di marketing per promuoverli. I progetti a cui tengo moltissimo perché riguardano la mia città e che ho postato sul sito http://ideas.lego.com sono i seguenti:

LEGO Architecture – Mole Antonelliana (Torino 2015, Capitale europea dello sport)

https://ideas.lego.com/projects/39862

LEGO Architecture – Palazzo Madama (Torino 2015, Capitale europea dello sport)

https://ideas.lego.com/projects/38350

Ho bisogno di ben diecimila voti , ma oramai ho perso le speranze perché mancano 176 giorni da oggi alla cancellazione dei progetti. Vorrà dire che li proporrò nuovamente con alcune modifiche notevoli che sto apportando in questo periodo.

Per giocare ancora un po’ ho proposto anche la serie LEGO Lady Oscar tratta dal famoso manga giapponese, ma anch’esso non ha avuto enormi riscontri a causa del titolo poco conosciuto. Intanto il progetto de La Reggia di Versailles ha superato il numero di voti dei LEGO Architecture, ma in questo caso sono riuscito tramite Facebook a contattare l’autrice del manga e le varie fan page.

LEGO Lady Oscar – La Reggia di Versailles

https://ideas.lego.com/projects/57958

Non contento ho pensato di avere un lampo di genio e dopo la DeLorean di Ritorno al futuro e l’auto di Ghostbuster ho pensato alla serie LEGO 007 con i primi tre progetti dedicati a Goldfinger: l’Aston Martin di James Bond, la Roll-Royce Phantom III di Goldinger ed infine l’elicottero di Pussy Galore che per le severe regole imposte da LEGO avrei semplicemente chiamato P.G. o la segretaria di Goldfinger. Appunto… Le regole rigide non hanno permesso ai miei progetti di essere accettati perché il marchio 007 è in qualche modo sinonimo di violenza e sesso. A pensarci bene è vero, però non mi sembrava così volgare l’idea. Così ha deciso la LEGO e nonostante i miei progetti fossero piaciuti mi è stato proposto di modificarli in qualche modo eliminando i riferimenti a 007. Ho pensato magari a LEGO Spy Stories, ma ancora oggi il progetto è chiuso nelle cartelle del mio pc. Siccome sono orgoglioso di quest’ultimo progetto scartato ho pensato di pubblicare le foto nel blog con la curiosità di conoscere il vostro giudizio e i vostri suggerimenti.

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