Il Blog di Luca C.

In Oriente ci insegnarono che la sofferenza deriva dal desiderio, e quella bestia violenta mi avrebbe perseguitato tutta la vita;

<<Tu pensi troppo. E pensare non ti porterà che sofferenza. Sii più ingenuo>> [...]. Era il discorso più coerente che gli avessi mai sentito fare.

Suppongo che l’umanità sia nata allo scopo di andare incontro alle tentazioni. Se il progresso è una cosa positiva, allora questo è il nostro dono più prezioso (che cos’è la curiosità se non una tentazione intellettuale? E quale progresso può esserci senza curiosità?) [...]. A chi va la responsabilità delle sofferenze umane? Alla tentazione stessa o – più semplicemente – alla mancanza di giudizio davanti ad essa?

[...] se Dio non avesse detto ad Adamo ed Eva di evitare il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male, la razza umana se ne andrebbe ancora in giro nuda, danzerebbe beatamente e passerebbe il tempo a dare un nome agli oggetti, tra snack, pisolini e passi di danza.

La paura sorge quando si cerca di prevedere il futuro, Biff.

<<La vita è sofferenza>> [...] <<ma conviene affrontarla con le gambe intatte>>.

[...] L’amore non è una cosa a cui si pensa, ma una condizione in cui si dimora.

(Christopher Moore, Il vangelo secondo Biff, LIT edizioni)

Data: 31 luglio 2014

Ora: 21.15 circa

Luogo: Torino, corso Potenza nei pressi della sopraelevata

Condizioni atmosferiche: cielo sereno, visibilità 100%

A quanto pare ho avvistato un UFO per pochi decimi di secondo. Eravamo fermi al semaforo rosso del suddetto corso per recarci a Leinì a giocare a beach-volley con gli amici. Per qualche strano motivo ho alzato gli occhi al cielo in attesa del segnale verde quando all’improvviso un oggetto luminoso è apparso ed ha percorso ad altissima velocità un tratto di cielo per poi scomparire. Purtroppo l’ho visto solo io. Sono sicuro che non si trattava di un aereo di linea, né di uno militare, né di un elicottero: la velocità era troppo alta. Sicuramente l’oggetto non identificato era molto luminoso perché rifletteva la luce del sole che stava tramontando dietro le montagne piemontesi. Di sicuro non era una stella cadente perché il cielo era ancora molto illuminato dal sole. Di sicuro non poteva essere un altro pianeta: a volte al tramonto si possono scorgere dei punti luminosi che non sono stelle ma pianeti allineati con la Terra e non si muovono. Potrebbe essere un satellite che stava precipitando e si stava disintegrando a contatto con l’atmosfera? Potrebbe essere stato un meteorite che precipitava? Posso scrivere con sicurezza che non erano riflessi di luce sul parabrezza dell’auto. Ovviamente non ero sotto effetto di medicinali, né di alcool, né tanto meno di stupefacenti, quindi ero lucidissimo e stavo bene sia fisicamente, sia psicologicamente. Chi avesse avvistato l’UFO può segnalarlo lasciando un commento a questo post.

Ricordo, che anche in passato, circa 15 anni fa, a Messina, avvistammo degli oggetti non identificati nel cielo stellato di una notte di agosto. Pensavamo si trattasse di stelle cadenti (erano puntini molto lontani), ma ci sorprendemmo quando quelle scie luminose tornarono indietro velocemente da dove erano partite e continuarono a muoversi in quel modo per molti minuti. E questa volta non ero solo, ci sono altre persone che possono testimoniarlo. Misteri…

E ricordati di abbassare i vicini ché disturbi il volume! Questa frase era il finale di un intermezzo tra due brani del disco d’oro (o di platino?) di Francesco Salvi “Mega Salvi” del 1989. Tutto ‘sto preambolo per parlare dei nostri vicini, sia quelli di fianco che quelli sopra di noi. Quelli accanto a noi sono una coppia tabagista con figlio: fumano talmente tanto che anche il figlio ha la voce cavernosa. Il padre, però, batte tutta la famiglia in fatto di frequenze basse tanto che l’ho soprannominato sub-woofer. Dalla loro casa esce un tanfo di fumo mescolato a roba da mangiare e cantina marcia come quello delle peggiori bettole di paese di una volta frequentate da vecchi catarrosi che giocano a carte fumando per ore. Qualche volta quando invitano il cuginetto o quello che è, i due bimbi (oddio, hanno già superato i dieci anni) corrono per la casa urlando sui balconi anche fin dopo le ore 23.00. L’appartamento di sopra, invece, è di proprietà di un poliziotto che portava la sua compagna a fare le orge di notte. Di questo particolare simpatico raccontai qualcosa l’anno scorso. Ora sopra ci abita un suo collega che di notte non ho ancora capito cosa faccia: diciamo che dalle ore 00.30 alle ore 05.30 si muove o sposta oggetti come sedie o comodini o cammina a piedi scalzi pestando sul tallone e poi si butta sul letto che ha le molle: lo si capisce dal rumore. Che ci siano le pareti sottili lo sappiamo tutti, ma c’è un limite! Addirittura sentiamo le vibrazioni del suo cellulare quando riceve gli sms o quando suona la sveglia puntuale alle ore 07.00. Con l’arrivo del caldo una vibrazione con frequenza bassissima giunge alle nostre orecchie: potrebbe essere un ventilatore che rimane in funzione tutta la notte. Una, due, tre notti e poi esplodo! Ho inveito contro i vicini battendo il manico di scopa sul soffitto invano: erano le 04.30! Qualche ora dopo ero al telefono con l’amministratore spiegandogli il nostro disagio. La risposta è stata di cercare di parlare con il vicino e che se fosse stato una persona coscienziosa avrebbe capito. D’altronde il padrone di casa sembra “permalosetto” (parole di amministratore): poverino lui che ci ha allagato il bagno perché i suoi muratori si erano dimenticati nel periodo di accensione del riscaldamento di chiudere i rubinetti dei termosifoni (che non erano ancora fissati a muro) durante i lavori di ristrutturazione… Così abbiamo seguito il consiglio del coniglio, ops, dell’amministratore cercando di essere gentili e di non incolpare il vicino dei rumori che, in effetti, potrebbero venire da un’altra fonte. Ovviamente il vicino ha negato tutto, ma il giorno dopo sotto i cognomi del citofono qualcuno ha attaccato un adesivo con su scritto “due facce da culo”. Qualcuno qui ha la coda di paglia! Adesso grazie al tempo autunnale non sentiamo più il ventilatore, ma i rumori misteriosi continuano: chiedo a voi lettori un consiglio su come poter agire. Magari tra voi c’è un avvocato oppure un amministratore? Purtroppo siamo in affitto e l’unica cosa che potremmo fare è consultare un esperto per capire quale sia la fonte del rumore, ma di sicuro se in futuro potremmo permetterci un’alloggio di proprietà il primo lavoro che ordinerò sarà quello di insonorizzare tutta la camera da letto. Per me un buona dormita è fondamentale. Grazie dei consigli e ricordate di abbassare i vicini ché disturbate il volume! Facce da culo, tsé…

Facce da culo

Finalmente una domenica libera in cui incontrare gli amici, ma il tempo di inizio luglio è quello che si avrebbe in autunno e non ci permette di fare gite in montagna o di andare in piscina o al mare. Quindi, pur di non stare a casa ci siamo recati all’agrigelateria di Poirino. Il gelato è sempre buono, ma il locale è troppo affollato, bambini che urlano e corrono, i genitori che li inseguono urlando anche loro, una pozza d’acqua marrone che dovrebbe ospitare le trinche che si possono osservare da una vetrata, ma essendo l’acqua molto sporca non si vede proprio un bel niente. In più hanno costruito quella che dovrebbe essere un’arena per gli spettacoli con getti d’acqua per niente attraenti con i bambini che vi si buttano dentro. Forse non ero io dell’umore giusto, ma avevo bisogno di tranquillità e silenzio e l’afa del posto non contribuiva a rendermi la giornata serena. Così ci siamo spostati in macchina senza una meta precisa decidendo che al primo paese incontrato ci saremmo fermati a curiosare e facendo così siamo capitati a Riva presso Chieri, un paese tranquillissimo di domenica, molto, ma molto silenzioso. Quello che ci ha colpito è stata l’indicazione di un museo, il Museo del paesaggio sonoro. Quando si tratta di musica mi si rizzano le orecchie. E così ci siamo recati al museo di Riva presso Chieri che fortunatamente era aperto. L’ultima domenica del mese si possono effettuare le visite guidate di tutto il palazzo in cui ha sede il municipio. In un’ala del palazzo si può appunto visitare il Museo del paesaggio sonoro. Non so indicarvi il costo del biglietto perché avendo la tessera musei siamo entrati gratis. L’impiegato molto gentile ci ha chiesto se volevamo vistare per conto nostro oppure con lui che faceva da guida. Secondo voi quale è stata la risposta? Il nostro cicerone ci ha spiegato come e perché è nato il museo. In pratica si tratta di sale in cui sono state esposti oggetti “musicali” ritrovati o ricostruiti che si usavano ad inizio XX secolo, per giocare, cacciare e lavorare. Man mano che si andava avanti con la visita abbiamo scoperto una serie di oggetti, abitudini e tradizioni ormai perse nel territorio piemontese e più precisamente intorno a Chieri. Si va dalle ocarine agli strumenti musicali artigianali costruiti dai contadini a quelli professionali per chi conosceva la musica, alle campane con tanto di sala in cui si può riprodurre il loro suono. Un percorso interessante, multimediale ed interattivo adatto a tutti, bambini e non. A parte le sale molto buie e la temperatura eccessiva (magari un ricircolo d’aria sarebbe necessario) ci siamo divertiti ed abbiamo imparato qualcosa di nuovo, tradizioni del passato e che purtroppo si stanno perdendo o che abbiamo già perso con tutta questa tecnologia che ci aiuta, ma di cui si abusa fin troppo. Un piccolo museo assolutamente da visitare. Di seguito la brochure.

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Voglio usare le pagine virtuali di questo blog per ricordare una persona a me carissima, un cugino, che purtroppo non c’è più, un uomo amato e benvoluto da tante, tantissime persone, una persona come poche ce ne sono nel mondo, sensibile e altruista, amante della natura, di tutti gli esseri viventi, flora e fauna, e soprattutto dei suoi amati bambini orfani di Chernobyl ai quali ha creato un’associazione in loro soccorso, la Peter Pan a Chernobyl, ai bambini della sua cittadina che faceva divertire nel periodo natalizio travestito da Babbo Natale (la barba e la presenza fisica si prestavano ottimamente al personaggio), una persona sempre presente che riusciva a prendere del tempo per ascoltarti, per darti un consiglio, una persona che riusciva in pochissimo tempo a farti sentire a tuo agio, a scrollarti le tensioni di dosso, pronta a raccontarti un aneddoto divertente o una barzelletta quasi sempre in piemontese, una persona che non ho mai visto perdere le staffe anche davanti a situazioni difficili e ad individui egoisti e meschini che ha incontrato sulla sua strada, un amante della buona cucina e del buon vino, un ottimo cuoco che riusciva a cucinare le famose lasagne per un intero reggimento, una persona attiva in campo sociale nel suo amato paesino in Val di Susa, Condove, nel quale, nel giro di qualche anno, ha contribuito alle attività della pro-loco, della banda di paese, ha sostenuto le attività ludiche del paese come il cinema, il carnevale di cui ricordo la mia partecipazione come pagliaccio e l’enorme divertimento su un carro molto arrangiato e che purtuttavia ha vinto il primo premio per la simpatia e l’unione delle persone che vi erano sopra, la protezione civile, il movimento No TAV (ma quello non violento perché lui era un non violento), la FIDAS e l’ANPI. La sua porta di casa era sempre aperta a tutti, ai bambini ai quali donava i dolcetti nella notte di Halloween, agli animali feriti trovati per strada ai quali prestava le cure, agli amici a cui non faceva mai mancare qualcosa da mangiare e ovviamente un buon bicchiere di vino. Chi ha avuto la fortuna di frequentarlo ha potuto assorbire gran parte del bene che diffondeva. Io sono uno di quei fortunati: lui mi ha introdotto nel mondo del lavoro dopo il servizio civile e dopo inutili corsi post-diploma. Mi ha permesso di vivere un’esperienza lavorativa indimenticabile nel suo vivaio in cui ho potuto apprendere moltissime nozioni sulle piante, sul giardinaggio e su come si lavora (ho potuto esprimermi al meglio grazie ad un buon margine di libertà di cui non ho mai abusato e alla creatività che il lavoro richiedeva) e quel che più ho potuto assorbire è stata la sua bontà d’animo, il suo amore per gli animali ai quali prestava le cure: gattini, cani abbandonati, ricci, cornacchie, tartarughe, oche, papere, galli e galline: chi di voi ha visto uscire i pulcini dalle uova o nutrito una cornacchia in cura? Grazie a lui ho potuto pormi delle domande esistenziali in un momento cupo della mia vita che mi hanno permesso di essere la persona che sono adesso. Ammetto di aver provato un po’ d’invidia per lui. Inconsapevolmente è stata la persona che mi ha introdotto in un percorso, per così dire, di guarigione. Se non avessi incontrato questa persona lungo il mio percorso di vita sarei molto diverso da quello che sono ora, sicuramente molto più triste e negativo. La notizia della sua morte mi ha sconvolto non poco, era malato, ma non pensavo che ci avrebbe lasciato così presto. Il suo funerale civile voleva essere una sorta di festa al contrario secondo le sue disposizioni: la bara nel giardino di casa sua, la banda che suonava le canzoni che più lo rappresentavano, Azzurro, Piemontesina bella, Bella ciao e Bandiera rossa, il sindaco di Condove, i vari rappresentati delle associazioni citate sopra e gli amici più cari hanno letto poesie e aneddoti sulla vita del defunto. Il feretro è stato accolto nel primo pomeriggio di lunedì 14 luglio dagli applausi di tantissima gente, non pensavo così tanta da dover aggiungere degli altoparlanti all’ingresso di casa sua perché non c’era abbastanza spazio per tutti in giardino e da chiudere temporaneamente al traffico la piccola via in cui abitava. Sempre secondo le sue disposizioni dopo la funzione funebre è stato allestito un banchetto in cui tutti potevano mangiare e bere perché a casa sua era abitudine offrire qualcosa da mangiare e bere, guai se non fosse stato così. La sua ospitalità la si poteva intuire dalle dimensioni del tavolo in soggiorno e dalla grandezza delle pentole. Se non fosse stato per non far scappare i suoi amati cani la porta di casa sarebbe stata sempre aperta. Quest’uomo ha seminato tante buone cose e le persone che gli sono state vicino ne hanno potuto godere, come ne ho potuto godere anche io per qualche anno. Ho trattenuto a stento le lacrime, ma ho cercato di non piangere perché ho pensato che non avrebbe voluto vederci piangere. Il nodo alla gola quasi mi strozzava, ma ho resistito. Mai riuscirò a dimenticare una persona così tanto buona che si prodigava per gli altri esseri viventi, umani, animali e vegetali. Ora le sue ceneri sono sparse nei boschi da lui tanto amati in cui andava a passeggiare e a raccogliere i funghi e se mi capiterà di percorrere quei sentieri saprò che ci sarà lui al mio fianco che mi consiglierà la strada come in qualche modo, inconsapevolmente, ha fatto in questi anni. Il mondo avrebbe bisogno di molte più persone come te, ma adesso il mondo dovrà fare a meno di Pino. Grazie Pino!

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