Il Blog di Luca C.

Crisi di creatività?

Posted on: 2 ottobre 2008

 
Lavorando in un negozio in cui si vendono anche i dischi non posso non notare che in questi anni c’è una forte mancanza di creatività da parte degli artisti, anche quelli più importanti dai quali si aspetta sempre il meglio.
Ultimamente stanno uscendo soltanto raccolte, antologie e adesso i cantanti si cimentano anche a reinterpretare canzoni non loro; in pratica fannno dischi con solo cover.
Di esempi ce ne sono tanti: si può iniziare da Franco Battiato che qualche anno fa fece uscire il cd Fleurs, ed in seguito Fleurs 2. In pratica sono raccolte delle canzoni più amate dal filosofo siciliano, tutto sommato egregiamente riarrangiate.
L’inverno passato uscì il Best Of di Eros Rammazzotti, con quattro inediti, comunque ben fatti e con riarrangiamenti nuovi, anche orchestrali.
Questa estate è uscito anche il meglio di Daniele Silvestri Monetine, 2 cd con i grandi successi e qualche inedito tra cui l’hit Un giornata al mare (un electro-tango alla Gotan-Project, la base è quella).
Questo autunno è uscito anche il "nuovo" disco di Mango, ma… Anche lui non porta novità: ha reinterpretato vecchie canzoni di altri famosi cantanti!
Poi scopro che anche la torinesissima ex cantante dance Neja ha inciso un nuovo cd, Acousticlub, uscito il 13 giugno 2008, ma passato inosservato e indovinate un po’? Anche quest’ultimo è un cd di cover di canzoni famose pop e dance, con un arrangiamento molto soft e appunto acustico, da jazz band.
Insomma, tutta roba vecchia! Magari bella, ma pur sempre vecchia!
E che dire della nuova star Giusy Ferreri? Un cd di cover (pure questo) più un inedito sull’impronta di Amy Winehouse.
Tra poco uscirà il cd di Ornella Vanoni, una raccolta di sue vecchie canzoni in cui partecipano artisti famosi.
Per non parlare del cantante e dj israeliano Sagi Rei e dei suoi dischi Emotional Songs e Emotional Songs 2, in cui vengono reinterpretate quasi esclusivamente con la chitarra acustica le mie amatissime canzoni dance degli anni ’90.
Di esempi ce ne sono veramente un’infinità, soprattutto nel panorama italiano: da Neffa a Ligabue, dalla Pausini a Max Pezzali, alla buon’anima di De André.
E perché non parlare anche delle noiosissime raccolte sui Beatles e su Lucio Battisti? Basta, fermatevi, non ne possiamo più di sentire le solite canzoni, anche se stupende!
E’ vero, le reti peer to peer (prima fra tutte quella del "Mulo") stanno rovinando il mercato dei cd e dei dvd, però questo non giustifica la mancanza di creatività degli autori.
Sembra che si viva solo di single e hit radiofoniche: qualche novità c’è, ad esempio la nuova scoperta di Caterina Caselli, Malika Ayanne, con il brano Sospesa.
Che tutto sia stato ormai scritto e cantato, quindi tutto il resto è superfluo? Mi auguro di no!
Cosa ci riserveranno per il Natale? Staremo a vedere…
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2 Risposte to "Crisi di creatività?"

Ciao Luca,che il mondo discografico fosse alla frutta, …lo si sapeva già da un po’ di tempo.Comunque, voglio specificare che in molti contratti gli artisti si impegnano consensualmente alla label per la realizzazione di un greatest hits. Possiamo non essere d’accordo, …per le etichette discografiche è un riempitivo, ma corrisponde ad una boccata d’ossigeno non indifferente per far conoscere i grandi successi ad un altro target di pubblico.Ricordo il mio periodo "degregoriano", il quale ha coinciso con l’uscita di un’infinita serie di live, "Musica leggera", "Catcher in the sky", "Ninete da capire", "Il bandito e il campione", "Bootleg", …in quel caso c’era la volontà dell’artista di dare nuova linfa vitale ai suoi brani storici, con arrangiamenti più maturi.Il "mulo" non è colpevole di aver distrutto la musica in Italia, purtroppo è solo colpevole di uno stile di vita che ci appartiene. Il programma si può scaricare, installare ed utilizzare, …ma è solo libero arbitrio.Se non voglio, non lo uso.Myspace ha creato invece una via alternativa, …ha permesso a Pincopallino Joe di far conoscere la propria musica in tutto l’orbe terracqueo, …ma soprattutto di scambiare opinioni con l’ultimo degli uomini della Nuova Zelanda."Da un grande potere derivano grosse responsabilità", …il buon vecchio zio Ben, aveva ragione, …ora i siti di social networking hanno la grande occasione di dare un calcio alle convenzioni creando un nuovo ciclo.In Italia la musica è in letargo da parecchi anni, l’originalità esiste nel sottobosco dei locali underground, …basterebbe avere il coraggio di stare ad ascoltare.La mentalità musicale italiana è antidiluviana, ha ancora le ruote quadrate e fin quando la mentalità non sarà cambiata, …non si potrà far nulla.Se molti di noi, ascoltassero le canzoni "noiose" (quoto te) dei Beatles o di Lucio Battisti, e provassero ad analizzare e a contestualizzare il periodo in cui sono nate e che cosa hanno rappresentato per un mondo intero, ….solo allora si potrà parlare di rivoluzione.Aspettando che l’homo erectus scopra il fuoco, …viviamo il nostro tempo con la passione che ci sentiamo dentro e ascoltiamo e inventiamo la musica che ci fa star bene.Take care.Flavio

In effetti mi sono spiegato male.
Non intendo dire che le canzoni dei Beatles e di Lucio Battisti siano noiose, ma che ne ho abbastanza delle loro raccolte: penso che su di loro tutto o quasi sia stato detto e scritto.
Considero obsoleto fare uscire l’ennesima raccolta di questi artisti.
Pensa che nella raccolta dei Beatles One i brani sono nello stesso ordine di una raccolta che aveva mia sorella più di dieci anni or sono!
Comunque è anche curioso e bello capire il contesto in cui è nata una canzone e questo non vale solo per i gruppi storici, ma per tutti, anche quelli attuali.

Per quanto riguarda le cover, hai ragione, è giusto che un artista abbia la possibilità di dare nuova vita ad una sua vecchia canzone (oppure di altri "colleghi") per raggiungere un diverso target di pubblico.
Anzi, a volte alcune cover rivisitate sono ancora più belle delle originali, ed è un bene che ogni tanto le vecchie canzoni vengano rispolverate e proposte ad un pubblico più giovane.
Per esempio mi incuriosice la raccolta con i duetti di Ornalla Vanoni, un’artista che conosco pochissimo.
Però non ti sembra che si stia un po’ esagerando con i Best of?

Quello che è preoccupante è che mi pere che adesso non si sappia più cosa scrivere e dire.
E’ vero, c’è la musica underground, meno commerciale, ma è anche vero che molta di questa musica non raggiunge il grande pubblico, per suoni troppo innovativi e testi non subito intuitivi.
Ma attenzione: non che la gente sia ignorante (anche se molte persone lo sono oppure sono talmente acculturate da considerare esatto solo il proprio punto di vista): magari non è ancora pronta.
Però lasciamelo dire che a volte questa musica “underground” va alla ricerca di tutto ciò che non sia intuitivo per principio, solo per il fatto di andare contro il consumismo e le masse.
Esattamente come per la Musica Colta (diciamo la classica contemporanea): per pochi, ma non per tutti.

Secondo me non esiste sempre la canzone impegnata, cervellotica e filosofica, bisogna anche sapersi divertire con poco e con cose semplici.
Il problema è si è persa la qualità.

Giustamente tu dici che se uno vuole può fare a meno di E-mule… però è anche vero che quando la qualità è grossolana, spendere soldi per un disco non ne vale la pena, per non parlare dei costi a volte proibitivi, soprattutto per i giovanissimi.
Molte volte preferisco l’originale, ma se ben fatto. Oltretutto è bello sfogliare il foglietto illustrativo dei cd, a volte si fanno delle scoperte inpensabili leggendolo.
Comunque c’è grossa crisi…

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