Il Blog di Luca C.

Come comunichiamo oggi?

Posted on: 7 ottobre 2008

 
 

Rispondo al post di Flavio dalle pagine del mio blog.

I nuovi mezzi di comunicazione hanno cambiato le nostre abitudini, specialmente dei più giovani.

Una volta si aveva il numero del telefono fisso, adesso solo quello del cellulare, sicuramente più personale.

Vi ricordate quando rispondevano i genitori dei nostri amici?:"Buongiorno, sono l’amico di… Può passarmelo per favore? Grazie!"

Adesso che appare sul display il nome si risponde subito: "Ehi, dimmi!"

Il negativo dei cellulari è che si usano soprattutto gli sms.

In realtà sarebbe più semplice, veloce ed economico parlare direttamente con l’interessato senza dover sperare che l’sms arrivi in tempo, sia stato letto e capito.

Capito perché l’sms non permette di scrivere una frase intera, la si abbrevia con sigle ed emoticon per fare capire l’emozione.

Invece, con l’e-mail si possono raggiungere molte persone contemporaneamente, si può scrivere di più, si possono allegare file. Io lo uso per cercare di organizzare qualche incontro anche se non tutti leggono in tempo.

Poi ci sono le chat e i siti come Facebook che permettono agli utenti di internet di comunicare tra loro e stringere nuove “amicizie”.

La chat magari è utile per evitare di spendere soldi al telefono utilizzando la linea ADSL (paghi un tot al mese e ti connetti quanto vuoi).

In più puoi aggiungere la telecamera e il microfono, meglio di una telefonata.

Ma dietro l’sms e i social network c’è veramente la voglia di relazionare?

Facebook offre la possibilità di ricontattare i vecchi compagni di scuola e i colleghi di lavoro, ma poi nascono amicizie o si rimane sempre nel vago?

Non lo so, ma avverto che dietro gli sms e i social network non nasca nulla. Mi dà la sensazione di chi lancia una pietra in mare nella speranza di una risposta dagli abissi.

Anni fa frequentavo persone con cui, per vari motivi, i rapporti si sono allentati sino a perdersi. E sinceramente non provo nessun interesse a tentare di riallacciarli, e sono quasi certo che lo stesso vale per queste persone. Non siamo riusciti a “costruire” nulla, anzi…

Adesso mi trovo le loro richieste di amicizia su Facebook. Che fare? Ha un senso tutto ciò?

Invece altre persone si vedono tutti i giorni per molte ore in modo disinteressato e poi sono amiche su Facebook! Anzi, quasi sicuramente si insultano alle spalle e si detestano…

Per fortuna molte delle persone che frequento adesso non hanno bisogno dei social network per uscire con me.

Sinceramente anche io utilizzo Facebook, ma non tantissimo, ma mi chiedo perché lo faccio?

Forse per curiosità di vedere chi lo usa. Una volta che scopro che esistono nel mondo altri individui con il mio cognome che ci faccio?

Quante possibilità ho di costruire con loro un legame? E loro con me?

Non so, ma dietro agli sms e soprattutto ai social network vedo anche tanta ipocrisia e falsità.

Anche nel quotidiano è così, ma si è meno nascosti, si è più esposti ai rischi.

Per timore di farsi vedere come si è veramente, ci si nasconde dietro un monitor e un cellulare: il nostro fisico e il nostro tono di voce trasmettono molto a chi abbiamo davanti e viceversa.

Penso che si possa creare un legame solo frequentandosi dal vivo, ma noto con rammarico che oggi non siamo in grado di instaurare un rapporto sincero per paura di soffrire, di affrontare i piccoli e grandi guai, di confrontarsi e di affrontare faccia a faccia le altre persone.

Purtroppo la Vita non ha un libretto di istruzioni per risolvere i problemi come per un elettrodomestico. Di fronte ai guai di tutti i giorni bisogna battersi e faticare.

Nei legami virtuali basta un click su “disconnetti” o spengnere il cellulare.

Forse questo è il succo di tutto questo bel discorso o sto scrivendo castronerie?

In questo calderone mi ci ficco anche io. Qualcuno diceva: “Chi non ha peccato scagli la prima pietra”.

Per quanto riguarda i blog, li ritengo utili perché danno la possibilità di esprimersi con parole, colori, musica e scrivere opinioni e fare anche queste discussioni che si possono allargare anche fuori da internet, nalla vita di tutti i giorni.

Il blog è anche un mezzo per far risaltare un po’ di sano protagonismo che è in noi, o sbaglio?

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