Il Blog di Luca C.

Lou Dalfin, Alexia, mezzi pacchi e pacchetti di sigarette

Posted on: 16 febbraio 2009

 
Dopo avere trascorso il venerdì sera in compagnia dei cugini e del fratello in quel di Leinì, mi accingo a organizzare il week-end che si prospetta ricco di eventi musicali, soprattutto grazie alla giornata di San Valentino dedicata alla cultura Innamorati della Cultura.
Tra le ricche ed interessanti proposte si decide di andare al Gran ballo d’inverno, il concerto dei Lou Dalfin, tenutosi al Monte dei Capuccini.
E sì, la voglia di ballare è molta, e anche se il suono dei Lou Dalfin a me non garba più di tanto, mi piace l’idea delle danze occitane che possono essere di gruppo o di coppia.
Fa freddo, però, penso, muovendosi insieme a centinaia di persone sicuramente ci scaldiamo. Invece no. La prima cosa che si fa e quella di rifugiarci, mio malgrado, dentro il Museo della montagna, aperto per l’occasione con ingresso gratuito. Ma come? L’abbiamo già visitato! Che entriamo a fare? Il bello è nel cortile! Ma vince la maggioranza e il mio entusiasmo, già basso da un po’ di tempo, scema ancora di più. Così, mentre la mia compagnia visita, io guardo invidioso gli altri che si divertono, insistendo che c’è qualcosa che non va.
Per fortuna riusciamo ad assistere passivamente agli ultimi quindici minuti di concerto, ma mi scateno con l’ultimo brano in cui il pubblico forma una treno umano e inizia a correre veloce, veloce, sempre più veloce, che sembra di essere su una giostra al luna park. Almeno questi 5/10 minuti me li sono goduti fino alla fine. Torno a casa un po’ apatico dopo una cioccolata calda consolante, chiedendo a destra e a manca chi sia interessato al concerto di Alexia del giorno dopo, invano.
Perse le speranze per Alexia, l’amico Dario nella serata di domenica, all’uscita da lavoro, mi fa la sorpresa dicendomi di aspettarlo che ha preso la sua decisione.
Così ci rechiamo alla discoteca Theatrò in cui si terrà il concerto comprensivo di cena a buffet, il tutto organizzato da Qimanji.
Trascorso pochissimo tempo dopo l’ingresso, iniziamo a capire che l’associazione Qimanji organizza eventi interessanti, ma soprattutto nell’ambiente gay e lesbo, così ci siamo trovati in mezzo ad un pubblico coloratissimo, grazie alle drag queen, a coppie di uomini e donne che si baciavano appassionatamente e a truzzi alla Giovanni Vernia (sembra che vadano di moda le musicassette come ciondoli delle collane, e maschere antigas come collari).
Ovviamente per i nostri gusti differenti tendevamo ad avvicinarci ai gruppi lesbo.
Che peccato, fior fiore di fanciulle carine sciupate così. Non è giusto! Ehi!!! Ci sono qua io!!! Sono un maschio vero!!! Oooh!!! Mi vedete? Ho anche il Walter!!! Quello vero!!! Mica quello di gomma!!! Niente da fare, neanche ci considerano. Ci consoliamo almeno con la musica funky-house, pop e commerciale del momento.
Finalmente alle 23.15 arriva Alexia (nuova icona gay?) che propone alcuni suoi successi dance del passato: Happy, The summer is crazy, Good bye, Uh la la la.
Ore 23.35: Alexia propone l’ultimo brano a tutti sconosciuto perchè poi deve andare via. Ma come? Proprio adesso, così presto? Hai cantato 20 minuti!!! "Devo andare a nanna" è stata la risposta, "domani devo andare a San Remo a fare le prove della canzone in gara Biancaneve". Sarà un brano dedicato ai presenti in sala, a giudicare dai molti occhi sbarrati. 
Per dindirindina!!! Allora non venire a smobilitare Torino dicendo che fai il concerto!
Così usciamo dal locale, perplessi e un po’ delusi, anche dal fatto che abbiamo amaramente constatato che nelle discoteche si è tornati a fumare dinuovo.
Allora è vero quello che avevano detto Linus e Nicola di Radio Deejay durante una diretta di Deejay chiama Italia: infatti, sembra che sia stato emesso un decreto in cui si dichiara che i gestori delle discoteche non sono più responsabili e, quindi, multabili, se i clienti fumano.
Così è anarchia pura!!! Per una volta che era stata fatta una legge che tutelava almeno in parte la salute dei cittadini, di quelli che non fumano… L’Italia è stata la prima in Europa a fare una legge del genere. Adesso siamo tornati indietro. Stiamo regredendo!!! Si parte dalle cose piccole per fare le cose grandi, ma se non mi fai nemmeno rispettare queste cosucce dove andremo a finire? C’è crisi, c’è grossa crisi!
 
Solo in italia è concesso far tutto
Rubare, ammazzare, stuprare che poi
Con queste leggi, con questi magistrati al gabbio per poco ci resterai […]
Altri cazzi e stessi culi, lo stato andove sta
Semo tanti e semo soli, se dovemo ribellà
Altri cazzi e stessi culi, l’italia è questa qua
Sessanta milioni de coglioni
Che se deveno svegliaaaaa
 
(Prophilax, Altri cazzi,stessi culi, Coito ergo sum, 2008)
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