Il Blog di Luca C.

Come comunichiamo oggi? – 2° Capitolo

Posted on: 11 aprile 2009

 
Riprendo il discorso che ho scritto un po’ di tempo fa sulla comunicazione.
Nel giro di pochi mesi si è diffusa a dismisura la moda dei social-network, primo fra tutti Facebook.
Mi sono iscritto anche io ovviamente, come molte altre persone.
All’inizio, penso che tutti abbiamo utilizzato il sito come se fosse stato un bel gioco, con la possibilità di esprimere al mondo i nostri pensieri , cercare i vecchi compagni di scuola, i vecchi amici delle vacanze estive.
Anche io ho ceduto alla tentazione, alla curiosità di vedere se esistono dei soggeti che ho frequentato nel passato, giocando a indovinare se erano proprio loro, osservando oltre alla data di nascita, anche i lineamenti del viso se c’era la foto che li ritraeva, ho creato dei gruppi inutili per puro divertimento, mi sono riempito di "amici" ai quali scrivevo un sacco di fesserie, commentando i loro gruppi, i loro pensieri, ecc.
D’altronde se finora non mi hanno cercato loro, perché dovrei stare io davanti ad un monitor a fare ricerche?
Comunque ho cercato sempre di non essere succube di Facebook e ho iniziato a trovargli un utilizzo. Innanzitutto potrebbe essere utile per comunicare, ma bisogna stabilire cosa comunicare.
Ho iniziato a cancellarmi da quei pochi gruppi inutili creati anche da me. Spiegatemi un’utilità di tutti i gruppi esistenti su Facebook.
Ho sempre ignorato tutte le pubblicità, perché di pubblicità si tratta, con la dicitura "diventa fan di…". Spiegatemi a cosa serve diventare fan di qualche prodotto se non ottengo nessun tipo di vantaggio.
Così ho deciso di utilizzare Facebook per rafforzare, forse, alcune amicizie e relazioni in corso, utilizzando "Crea eventi". Almeno, così penso, il sito potrebbe essere un modo per organizzare incontri.
Qualche settimana fa mi è stato chiesto gentilmente di evitare di affollare con commenti idioti (era solo un modo di scherzare) le notifiche di molti "amici". Sicuramente mi sono fatto prendere troppo la mano e chiedo scusa.
Poi mi sono chiesto a che serve avere tutti questi "amici" se poi con loro non ho realmente nessun tipo di contatto, anche all’interno del sito.
Con molte persone "amiche" esiste solo un rapporto fugace di lavoro, che non sono riuscito ad arricchire. Se non ci riesco nella realtà, figuratevi su Facebook. Pecca mia? Sì e no.
Stare dietro un monitor può essere più semplice che stare faccia a faccia con l’interlocutore, ma vista la mole di stronzate scritte e pubblicate ho iniziato a by-passare alcuni contatti, in quanto ho la possibilità di incontrare le persone davvero. Come si dice, se son rose fioriranno…
Con altre persone esiste solo un contatto, un link, niente di più. Chi sono? Chi le conosce? Forse le ho viste solo una volta per poche ore o per qualche istante.
Che senso ha inserirle come "amicizie"? Che cosa condividiamo? Nulla, a parte la pubblicità, i quiz, i gruppi, i fan e le mie idiozie.
Senza considerare, purtroppo, le falsità e le iposcrisie… Queste reali… Ma questo è un altro discorso.
Quindi ho deciso di eliminare i link di alcune persone con le quali in effetti non ho nulla di che spartire.
Vorrei precisare che con questi soggetti non ho avuto nessun contrasto, sia chiaro.
La mia conferenza è terminata, ma siccome mancano poche ore alla Pasqua, vi auguro due giorni di felicità e di allegria in compagnia delle persone a voi più care, magari per vostra fortuna e/o buona dote di comunicazione, conosciute su Facebook.
Spero che nel vostro uovo troviate tutto quello che finora avete sempre desiderato e che state cercando.
Per me, l’uovo sicuramente di cioccolato fondente.
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2 Risposte to "Come comunichiamo oggi? – 2° Capitolo"

Anch’io come ben sai mi sono iscritto a Facebook, …e devo confessarti che l’ho fatto seguendo la corrente, la moda del momento, …incuriosito dal sito e dalle potenzialità della piattaforma.Grazie a tutto questo ho potuto riallacciare vecchie amicizie e consolidarne alcune che credevo in crisi o addirittura perdute, …ma soprattutto ho potuto restare in contatto con amici geograficamente lontani.Facebook – Diavolo o Acquasanta?La ricerca di un’amicizia “informatica” ha una doppia faccia, come una moneta, come Harvey Dent (qui ci vuole un po’ di cultura fumettistica) da un lato abbiamo il piacere di conoscere una persona con gli stessi nostri gusti, qualunque essi siano, …dall’altra abbiamo la possibile crescita sostanziale di una delusione generata dall’illusione che ci siamo costruiti intorno nel caso in cui il nostro rapporto di “amicizia” venga meno.Come nella vita normale, …aggiungerei io.Per semplicità alcune persone hanno accostato i loro sentimenti all’interno di una scatola tecnologica e hanno trasformato in digitale le loro coscienze, perdendone i sapori, i gusti nonché gli odori di una sana relazione.Questo è sbagliato!!!Il mezzo non è sbagliato, semmai come viene utilizzato.Inizialmente ho conosciuto diverse persone sui blog, …raccontare la mia vita quotidiana, mi ha permesso di condividere umori ed emozioni, …consentendomi di confrontarmi con loro.Un diario personale fatto di zero ed uno.Ho conosciuto persone con gli stessi miei gusti, e mi sono guadagnato la loro fiducia con rispetto cortesia, imparando ad ascoltare, …ma anche a restituire il favore.Non ho mai dimenticato gli amici in carne ed ossa, …ma ho sempre cercato anche se con riguardoso sforzo di mantenere un legame con tutti quanti.Alcune amicizie prevalgono, …mi sembra giusto e doveroso, …anche se personalmente non mi è mai piaciuto fare classifiche.Diventare fan di qualche personaggio famoso su Facebook, vuol dire tenersi aggiornati sulla sua carriera, …essendo uno sportivo ed un cinefilo (e non un cinofilo come sta cercando di convincermi il correttore automatico di Microsoft Word), questi comunicati possono tornare utili.La creazione di gruppi si è moltiplicata a macchia d’olio, ma sono stati creati al fine unico di creare aggregazione, …con la complicità di condivisione di idee e pensieri comuni.La comodità nasce quando si crea un evento, perché grazie a questa piattaforma è possibile avvertire il popolo internauta di uno spettacolo, di una festa o di un’importante ricorrenza, con pochi click di mouse.La comunicazione globale, infatti si fa forte grazie ad applicazioni di questa categoria, in grado di raggiungere il proprio obiettivo con costi quasi pari a zero.Quando si crea così tanta comunicazione si crea altresì tanta incomunicazione, …per ogni forza, ne esiste una di uguale valore ma contraria.Commentare a sproposito o commentare qualunque scritto si veda passare sotto gli occhi, può essere valutato in maniera differente a seconda delle variabili.Il giusto equilibrio potrebbe essere la soluzione.Purtroppo l’ironia e la battuta, nonostante siano in grado di essere scritte in buona fede, potrebbero essere male interpretate, e dare adito ad equivoci, supportate dal fatto che la scrittura non permette di utilizzare un tono.Qualcuno potrebbe dire che esistono le “emoticons”, …ma non è la stessa cosa.La critica, allo stesso modo e con la medesima misura, può essere espressa liberamente, ma senza i relativi parametri per non equivocarla si rischia di ricevere un’amara delusione.Le falsità e le ipocrisie ci sono e ci saranno sempre a tutti i livelli della nostra vita, …ma dovremmo imparare a conviverci, reagendo quando ci toccano e ci fanno male, …ma ricordando con rispetto che la vita stessa è conoscenza, confronto, e libertà di poter scegliere, …sbagliando a volte, …ed essere fieri di poterlo ammettere.

Grazie Flavio per il tuo commento.

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