Il Blog di Luca C.

Riflessioni di maggio

Posted on: 3 maggio 2009

 
Puntualmente all’occorrere di alcune occasioni, quali vacanze, feste o serate, come Atlantide che riemerge dalle acque, appaiono alcune località mitologiche. Dissimili d’aspetto, dalla discoteca, all’isola, dalla casa libera, alla località di villeggiatura, sono accomunate dal mito che "lì si scopa di sicuro". E sulle ali del mito, orde di giovani guerrieri accorrono ad affollare quei luoghi.
Ma finita la serata, la festa, o la vacanza, si rimane con l’amara sensazione che il mito sia ancora una volta sfuggito.
Perché la scopata sicura è una condizione interiore.
 
Ma spero che tu possa capire il mio sconcerto, dopo due anni di fatiche e patimenti per conquistarti, dopo che mi ero innamorato di te al primo sguardo, né ho mai cessato di amarti, ecco che una sera mi dici che provi lo stesso, per me, perché ho riconosciuto un Guado al Tasso Antinori, che il conte Augusto Morbelli di Biasi aveva scambiato per un Brunello di Montalcino Biondi Santi.
E pensare che sei pure astemia.
[…] ti debbo confessare che il tuo improvviso sentimento vero di me, mi è apparso un’offesa.
[…], ma, quando hai detto di amarmi, io non ti ho amata più.
E’ andata così.
 
Prendiamo i calendari. Ora si stanno diffondendo anche quelli maschili. Benissimo. Quali sono i soggetti? I personaggi famosi, che benché nudi vestono la loro notorietà. Per gli uomini non ci sono solo i calendaridi attrici, top model & Co., ci sono anche quelli di bellissime sconosciute tutte nude. Per le donne, se l’uomo non è famoso, è comunque vestito di una carica, tipo il "calendario degli operai" o quello dei pompieri ecc…
A noi basta il calendario dei pompini.
 
Intervista al direttore della fabbrica di fighe
[…]
-Quando sarà più grande, cosa dirà a suo figlio del suo lavoro?
-Che ci illudiamo di produrre quella cosa tanto preziosa che ci manca.
-La figa?
-No, l’amore.
 
Una volta che uno ci ha provato con una mia amica e lei non c’è stata, ho voluto andare a fondo.
Volevo sapere perché lo aveva rifiutato.
Cosa le aveva fatto classificare il mio amico come "il solito che ci prova"?
C’è voluta un’ora.
Dopo una montagna di giri di parole, di discorsi inutili e di falsità, alla fine ha ceduto e ha confessato perché lui non la attraeva:
"Era troppo gentile".
 
Nel ricordo ero ancora io, sotto quelle bende. Ma quando sarò diverso, quando non sarò più io, tu in realtà farai l’amore con un altro e non ti importa se ti piacerà, o meno, perché a te importa di come sono dentro, non fuori.
Scusami, ma questo è osceno.
Non potrò mai più fare l’amore con te, pensando che ti fai piacere il corpo che ti penetra, solo perché mi ami. Il sesso è una celebrazione del corpo: fare sesso non con la persona, ma con la personalità è osceno e falso.
 
Nessuna opera umana, né altre opere della natura possono eguagliare la sublime perfezione, o l’armoniosa imperfezione di certi corpi femminili.
Ti lasciano senza fiato e potresti anche morire, che tanto ti senti già vicino a Dio.
 
-Mi sono alzato e mi sono seduto dieci posti più in là. Poi dopo tre fermate sono sceso.
-Ma…
-E che dovevo fare? Io sono uno normale, cioè una così non so…
-E ti sei pentito di non averle parlato?
-Beh… Le vorrei dedicare una canzone. "Train to heaven" degli Asphalt.
-E sia. "Train to heaven", dedicato a lei, se ci sta ascoltando, ovunque sia, all’angelo della metropolitana, che con il suo sguardo ha regalato a Fabio un pezzo di paradiso. Non scendete dal treno, fratelli, perché alcuni treni passano una volta sola…
 
E se avessero ragione loro?
 
(Gionata Zarantonello, Basta che respirano, 2005)
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