Il Blog di Luca C.

1° maggio: Santuario d’Oropa e Arena Laser

Posted on: 6 maggio 2009

 
Finalmente è arrivato un po’ di sole! Altro che primavera in anticipo, cara Laura Pausini!
Dopo tanta piogga, il 1° maggio è spuntato uno splendido sole, così si decide con i soliti amici di andare al Santuario d’Oropa (BI).
Sinceramente per come me lo ricordavo io, perché ero stato moltissimi anni fa, non mi convinceva l’idea, anche dopo tutta quella pioggia…
Ma ci affidiamo a Fabrizio, che tanto insiste perché dice di conoscere sentieri, ma in realtà ne sa meno di me.
La giornata è stupenda, si parte con mia sorella, Dario, Alessandro e Anna e "agganciamo" Fabrizio e Arianna in autostrada.
La meta non era il santuario in cui è costudita la famosa Madonna nera, ma era svaccarsi sui prati ed eventualmete fare un viaggetto sulla funivia.
In effetti abbiamo molta voglia di verde, di sole e d’azzurro, chi se ne frega di blocchi di cemento e mattoni seppur dipinti da artisti.
Ma il santuario (secondo me mal curato con negozietti puzzolenti pieni di souvenir e cianfrusaglie odiose, nonostante i soldi dei posteggi tutti a pagamento e nemmeno asfaltati) attira molta gente, così i prati si riempiono velocemente di carne di maiale e carne umana lasciata ad abbrostulire su fuochi improvvisati e sotto il sole. Addio tranquillità.
Ne approfitto per chiacchierare, prendere il sole, e giocare con Dario a Sudoku e altri giochi "spezzaneuroni".
Il pomeriggio dopo aver escluso il viaggetto in funivia più per tirchieria che per paura del freddo d’alta quota, pensiamo di fare una passeggiata seguendo uno dei tanti percorsi, ma ahimé sono mal segnati, incompleti ed interrotti da montegne di neve. Torniamo indietro decisi verso la stazione della funivia che alle 16.30 ha terminato i servizi. Non ci resta che cazzeggiare nei bazar fetenti intorno al santuario.
La prossima volta cercheremo posti migliori. Intanto si fa sera e la mia giornata prosegue a Leinì dove mi incontro con i famosi cugini e fratello Carlo per giocare nell’Arena Laser.
Ogni giocatore indossa un corpetto elettronico, a cui è collegato un fucile a raggi laser. L’attrezzatura è in grado di stabilire se si colpisce un avversario o se si è colpiti. Durante la battaglia in un’arena semibuia (illuminata con luce nera, n.d.r.) con il fumo (ghiaccio secco, n.d.r.) si è divisi in due squadre.
Ogni squadra ha come obiettivo la conquista della base avversaria. Esiste una zona per ricaricare quando vengono terminati i colpi del proprio fucile. La battaglia ha una durata di 30 minuti. Durante il gioco il fucile tiene informati sull’andamento della partita. Al termine del gioco il computer stamperà una scheda per ogni giocatore con tutti i dati della partita, personali e di squadra.
Lo scopo del Q-Zar è quello di colpire i componenti della squadra nemica e di evitare di essere colpiti, bisogna stare attenti a non colpire un compagno di squadra perché si perdono dei punti.
[…] ad ogni giocatore verranno consegnate delle pagelle con i dati personali della partita.*
Io mi sono classificato come "recluta scelta". Tuttosommato un gioco che mi ha fatto notare come molte volte stia sulla difensiva, senza espormi troppo e attaccare solo quando necessario, anche nella Vita.
Un po’ di coraggio in più non guasterebbe.
 
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