Il Blog di Luca C.

Una domenica a Genova – Museo del mare

Posted on: 17 novembre 2009

 
Ogni tanto una piccola trasferta ci vuole, anche se si tratta solo di 175 Km.
Domenica, approfittando dello stesso giorno di riposo con Elena, siamo andati insieme a mia sorella e a Luca a Genova a visitare Galata, il Museo del Mare vicinissimo all’Acquario.
Per me l’importante è andare un po’ fuori Torino e possibilmente andare a trovare l’amico mare.
Ma il tempo a Genova era cattivo e pioveva a dirotto. Si è ripreso solo nel pomeriggio dopo pranzo.
Il tempo giusto per andare in giro per musei.
Il Museo del Mare è un museo di ben quattro piani suddivisi per età.
Al piano terra "l’età del remo" con la sala dedicata a Cristoforo Colombo, la vita dei marinai sulle navi e la scoperta delle nuove terre.
Al primo e al secondo piano "l’età della vela" in cui è possibile consultare preziosi e antichi atlanti e capire come si evolve la vita dei marinai tramite nuove invenzioni e strumenti di bordo.
Al terzo piano "l’età del vapore" il percorso più suggestivo, dedicato all’emigrazione degli Italiani in America: all’ingresso del piano un’hostess fornisce uomini e donne di passaporto (non si sa ancora la propria identità).
Ci si presenta all’imbarco dove un operatore virtuale dopo aver controllato i passaporti ci svela chi siamo, da dove proveniamo, la nostra destinazione e condizione economica, il nostro mestiere, ecc.
Finalmente si sale a bordo della nave che ci porterà a New York. Si scoprono tantissime curiosità: per esempio che i bambini maschi di 7 anni non potevano stare con le donne, ma solo nello scomparto degli uomini.
Dopo avere percorso parte della nave osservando come si viveva la traversata dell’oceano in terza, seconda e prima classe si giunge a destinazione dove gli Statunitensi ci visitavano e controllavano quali erano le nostre intenzioni nella loro Nazione, altrimenti si ritornava in Italia.
E al controllo bisogna ricordarsi tutte le notizie fornite dall’operatore virtuale. Se si risponde in maniera corretta viene permesso l’ingresso negli Stati Uniti d’America. E si scoprono le identità, realmente esistite degli emigranti: io per esempio ero Nicola Sacco.
Per ultimo il terrazzo panoramico.
Il museo è da visitare con calma perché ci sono molte cose interessanti ed è grande, ci sono modellini, ma anche ricostruzioni in scala 1:1 delle navi e, soprattutto, è multimediale e interattivo: installazioni virtuali, suoni, rumori, luci, odori… Si può anche mangiare nel bar all’interno del museo se non ci si sente di avventurarsi nei vicoli "cinesi".
Ma il tempo stringe e ci riavviamo verso Stazione Principe per il ritorno a Torino previsto per le 18.40.
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