Il Blog di Luca C.

Riflessioni di febbraio

Posted on: 2 febbraio 2010

 
La  vita sarebbe molto più semplice, pensò, se tutti avessimo un allenatore che ci guarda, attento a ogni segno di stanchezza o confusione, specialisti in attesa appena fuori dal campo, pronti a salvare il nostro lavoro, tutto quello che abbiamo fatto finora, per impedirci di rovinare una vita vissuta bene.
 
"Ci vorrebbe il comunismo" disse l’uomo. "Non come forma di governo o di economia, quello è stato un fallimento, pieno di corruzione e di disincentivazione, come tuti gli altri sistemi. Ma l’ideale, quell’ottimismo infantile… Senza quello il mondo diventa cinico. A volte penso che avremmo bisogno di un percorso politico verso la moralità e la generosità. […]"
 
"Hai mai letto gli articoli scientifici del Times?" continuò lei. "Mi fanno sentire così sola. Parlano sempre di qualche esperimento in un acceleratore di particelle, o di un raggio di luce che gira nella spazio dal principio dei tempi, senza spiegare come fanno a saperlo. Scoprono nuove stelle, galassie che hanno un effetto specifico su altre galassie, un effetto che si può determinare solo matematicamente, e nulla di tutto questo significa qualcosa. Ora la vita mi sembra così. Come se tutti noi fossimo diventati teoria: curviamo la luce, esercitiamo una gravità, ma non ci tocchiamo mai davvero."
 
"Non riesco più a tenere traccia di ciò che succede. Mi sembra di entrare e uscire dalla mia vita" […]. "Mi trovo in queste situazioni. Non so come ci sono arrivato o cosa sto facendo. Non so cosa succederà finché non succede. Faccio cose che non capisco e poi vorrei non averle fatte."
"Forse la vita è così per tutti" disse l’uomo.
 
L’istruttore gli diceva sempre che se si fosse limitato a stendersi sulla schiena fidandosi che l’acqua l’avrebbe sostenuto, sarebbe restato a galla. […] Ed era rimasto a galla. Non nel modo che si aspettava: non galleggiava sull’acqua, piuttosto gli era sembrato di diventare l’acqua, di galleggiare dentro di essa. Forse quella era la risposta. Galleggiare in quella vita come carta nella corrente. Rilassarsi e lasciarsi andare.
 
"Trovo interessante il modo in cui la gente qui si prende gioco di una religione che promette ai martiri un paradiso pieno di vergini, nell’aldilà. La vostra cultura sembra indicare che non ci sia nulla di più profondo del sesso, nulla di più bello e suggestivo del mistero della creazione. Eppure l’idea delle vergini in paradiso vi sembra una cosa da disprezzare. Immaginate davvero il vostro paradiso senza sesso? Che razza di paradiso sarebbe, con angeli e arpe ma senza orgasmi?"
 
"Cercate continuamente di convincervi che il mondo non è ciò che è, che nessuna realtà è importante, a parte la vostra. per questo siete delle vittime scadenti. Non potete soffrire davvero se non conoscete la rabbia. E non potete provare una rabbia autentica se non ammetete la perdita.
Questo succede quando una nazione diventa una ditta di pubbliche relazioni. Dimenticate la realtà. Tutto diventa Fort Alamo. In ogni sconfitta gridate vittoria. Dichiarate querra quando la guerra non c’è, e quando siete in guerra fate finta che non ci sia nessuna guerra in corso. Il resto del mondo geme e grida vendetta e seppelisce i suoi morti, e voi accendete il televisore. Andate al cinema."
 
(James Walter, Dopo quel giorno, 2009)
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