Il Blog di Luca C.

Riflessioni di marzo

Posted on: 1 marzo 2010

 
Eppure nei Promessi sposi avevo letto che "Dio non turba mai la gioia dei suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande". Forse i libri non dicevano sempre la verità.
 
Quanto è bella, quanto è cara!
Più la vedo, e più mi piace…
ma in quel cor non son capace
lieve affetto ad inspirar.
Essa legge, studia, impara…
non vi ha cosa ad essa ignota;
io son sempre un idiota,
io non so che sospirar.
Chi la mente mi rischiara?
Chi m’insegna a farmi amar?
"Che cos’è?" chiedevo io, totalmente ignorante.
"E’ L’elisir d’amore di Donizzetti."
 
"Conosci B.B. King e Muddy Waters?"
"Sì."
"Sono bravi per te?"
"Numeri uno."
"Beh, non sanno leggere uno spartito. Non hanno idea di come si legga la musica. Come diceva Bill Bernach: le regole sono quelle che l’artista spezza; nulla di memorabile è mai uscito da una formula. E poi la grandezza nella vita sta nel cercare di esserlo…"
"Cosa?"
"Grandi! Questo fa la differenza."
 
"Voglio darti un consiglio, poi tu fai come ti pare. La tua forza è l’autenticità. Non sforzarti di essere ciò che non sei, ma lotta per rimanere ciò che sei. Tu non devi cercare niente, hai già tutto; fidati, devi solo prendere coscienza di te stesso. Credici di più. Prova ad avere un po’ più di autostima. Non devi cercare un linguaggio nuovo, bensì imparare ad ascoltare quello che già possiedi. Difendi la tua spontaneità e nel frattempo otterrai anche la naturalezza che si acquisisce nel tempo con la fiducia in se stessi. Ricordati che vivere è l’arte di diventare quello che si è già."
 
[…] se critichi continuamente gli altri, finisce che crei una grande aspettativa si di te, ti costruisci da solo la trappola. Più critichi, più crei aspettative, e più crei aspettative più hai paura di sbagliare. E spesso, invece di fare, rimandi con un’infinità di scuse. Chi critica spesso ha paura.
 
Ma io non vado in giro a sparare sentenze. Mi prendo quello che le persone mi danno, e se non mi danno niente vuol dire che non sono importanti, segnifica che il rapporto è stato in superficie.
 
Spesso il fatto di non essere contenti di se stessi genera crudeltà verso gli altri.
 
L’omologazione non è mai stata realizzata nemmeno dalle dittature più feroci, mentre la società dei consumi, senza dichiararlo, ci si è avvicinata molto di più. Come ha detto Huxley:"…ci sarà in una delle prossime generazioni un metodo per far amare alle persone la loro condizione di servi e quindi produrre dittature, come dire, senza lacrime, una sorta di campo di concentramento indolore per intere società in cui le persone saranno private di fatto delle loro libertà, ma ne saranno piuttosto felici".
 
Non stai vivendo se non sai di vivere.
 
"Ho commesso il peggiore dei peccati
che possa commettere un uomo.
Non sono stato felice."
                                      Jorge Luis Borges
 
(Fabio Volo, Il tempo che vorrei, 2009)
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