Il Blog di Luca C.

Una settimana a Parigi – Atto II

Posted on: 1 maggio 2010

 
Sono stato un po’ latitante nel mese di aprile senza aggiornare il mio blog.
Riprendo a scrivere il 1° maggio approfittando del maltempo che ci ha impedito di fare una gita a Pralormo.
Come avrete notato, i pochi cambiamenti apportati nel blog sono stati le foto e l’elenco musica in cui spiccano tre dischi francesi comprati a Parigi.
Più grandi e importanti cambiamenti invece sono nel mio cuore e li terrò solo per me e la mia dolcissima cucciola.
E’ stata una settimana da favola.
Tutto sommato abbiamo cercato di risparmiare un po’ affittando un monolocale in pieno centro parigino a due passi dal Louvre e da Notre Dame, grazie al papà di Elena che ci ha aiutato a trovarlo su un sito internet di cui non ricordo l’indirizzo, ma è molto utile.
Ci siamo regalati anche una giornata ad Euro Disney: uno spettacolo, anche se un giorno non basta per visitare tutto e andare sulle molte attrazioni perché è molto frequentato e possono esserci fino a 80 minuti di attesa. Vi ricordo che ci sono due parchi con all’interno la stazione ferroviara: è una vera città del divertimento.
Io ed Elena ci siamo avventurati sulla giostra di Nemo nella vorticosa corrente australiana a bordo delle tartarughe, tra gli effetti speciali di Armageddon, nel labirinto di Alice nel paese delle meraviglie, sull’Autopia e nei numerosi negozi Disney in cui ho comprato per i parenti i souvenir di "Una settimana a parigi – Atto II".
Per fortuna il tempo è stato clemente con noi facendoci trovare ogni mattina e per tutto il giorno un sole tanto caldo da farmi bruciare la fronte, ma almeno abbiamo visitato tranquillamente la città gustandoci la libertà di coppia, facendo tanto shopping e tante passeggiate.
Non sono mancate le numerose visite tra cui la meravigliosa Reggia di Versaille in cui non ero ancora stato e accompagnando Elena nei luoghi di Parigi che non aveva visitato: un bello e interessante scambio culturale.
Io sono dell’idea che è meglio immergersi nella vita della città ospitante piuttosto che chiudersi nei musei e nelle pinacoteche, quindi via libera ai numerosissimi negozietti piccoli ma affascinanti, strade, stradine, metrò, bistrot e brasserie con tanta possibilità di scambiare due parole con gli indigeni e fare tantissime scoperte: la cultura è anche questa.
Secondo me si impara di più così, ci si ambienta meglio, si diventa un po’ più parigini.
Ovviamente bisogna un attimino organizzarsi prima di partire, ma con Elena è avventuto tutto con estrema naturalezza, fin troppo…
Ma va bene così…
Vivendo ogni giorno quello che la vita ci regala…
Comprendendoci sempre il più possibile…
Perché l’Amore che provo per Elena è vero e vivo.
Grazie Elena!
Adesso lo voglio gridare a tutti: sono felice!
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