Il Blog di Luca C.

Riflessioni di giugno

Posted on: 31 maggio 2010

 
Ma spesso riveliamo di noi molto più di quello che pensiamo, quando entriamo nel mondo colorato delle passioni e dei desideri.
 
"La vita è un fiume" mi disse una volta, "e tutti dobbiamo trovare una barca che galleggi".
 
"Ah, non bisogna mai aspettare prima o poi".
 
"La musica non è musica se non la condividiamo con gli altri" mi disse, ma anche quel sentimento mi sembrò poco soddisfacente. […] Perché non potevamo suonare per diletto? […] E poi la musica può essere una cosa meravigliosa da dividere con gli altri: in concerto, con amici, in privato con chi si ama. Ma l’idea che qualcuno voglia suonare da solo, per il semplice piacere di imparare a conoscere la musica e chi la compone dall’interno, è considerata una specie di bestemmia.
 
Non avevo considerato la suite, come dicono i francesi, la sequenza di eventi e circostanze che donano alla vita la sua atmosfera a un tempo toccante e piena di significato.
 
"Forza, niente falsa modestia qui. Se Dio ti ha dato un dono, lo ha fatto per dei buoni motivi. Lo metteremo a frutto. Ecco lo spirito della scuola!".
 
"E’ molto meglio quando c’è della musica in famiglia".
 
"Ci sono molti modi di fare le cose, ma ce n’é sempre uno naturale".
 
[…] Una ripetizione non è MAI ‘uguale’.
 
"Il movimento naturale è più rischioso" ammise, "ma la vita è rischiosa e la musica è un elemento della vita. Perciò anch’essa è rischiosa!".
 
"Non è un’assenza, è il vuoto; e talvolta è un concetto difficile da afferrare […]".
La migliore tecnica è quella che non esiste, una specie di atto di sparizione, in modo che la concentrazione sia il punto in cui nasce, una calma interiore, il vuoto su cui insisteva tanto e in cui si poteva veramente ascoltare. "Non è uguale al rilassamento" […]. Parlo invece della paura e la confronto con l’amore e l’odio e le altre emozioni umane. La musica nasce da queste emozioni, ma è bloccata dalla paura. […]".
[…]; una volta che si padroneggia adeguatamente la tecnica e la concentrazione, bisogna decidere da soli quale sia la giusta interpretazione. E’ un messaggio complesso.
"Non esiste la musica nota per nota, come non esiste il libro parola per parola. Dobbiamo accettare che le cose sono ambigue" […].
[…], quel concetto si applicava alla vita intera, non solo alla musica.
 
(T.E. Carhart, La bottega del pianoforte, 2000)
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