Il Blog di Luca C.

Un po’ di hip-hop fuori Torino

Posted on: 1 luglio 2010

 
Dopo un lungo periodo di assenza mi sono ritrovato di nuovo a trascorrere una serata insieme ai "cugini".
In effetti non li frequentavo da molto tempo e le esperienze passate e recenti insegnano che una volta seminato non bisogna dormire sugli allori per non perdere il raccolto.
Così anche se ero un po’ stanco perché sto vivendo intensamente un periodo della mia vita molto importante, ho deciso di recarmi in quel di Leinì dove alle ore 22.00 è avvenuto l’incontro con Mirko, Ettore, Carlo, Giorgio, Riccardo e Mario, ovvero i "cugini".
Non sono più pratico di queste zone adesso che lavoro in centro città, ma tutti ci affidiamo comunque alle scelte di Mirko: il posto prescelto inizialmente era la birreria Zeus di Ciriè che, ahimé, abbiamo trovato con le serrande abbassate.
Verso le ore 23.00 siamo andati in cerca di un altro posto in cui Riccardo e Mario avessero potuto ristorarsi perché reduci dal corso di nuoto.
Ci siamo quindi trasferiti a Robassomero esattamente al confine con Ciriè dopo il ponte sul fiume Stura in cui è sita la birreria Robin Hood.
Erano ormai le 23.30, mi sentivo demoralizzato perché ho guidato per due ore da solo (Ettore, Mirko e Carlo erano in moto, gli altri con le proprie auto) con la paura che la serata non ancora iniziata si preannunciasse noiosa.
La birreria è molto frequentata soprattutto da adolescenti indigeni e devo ammettere che si tratta di un luogo molto vivace; il posteggio non è asfaltato, ma è comodo anche se pericoloso perché l’ingresso è su una curva.
La "Robin Hood" è costitutita da una sala molto ampia con tavoli e panche in legno, un biliardo al centro e un calcetto balilla all’ingresso dei bagni, per non dire dentro.
Sul palco, su cui salgono gruppi rock e non, è stata allestita una consolle da DJ su cui si alternavano due disc jockey che scratchavano i loro vinili in maniera egregia su una base dance o hip-hop proposta da un PC.
Il volume dell’audio era un po’ alto e i ritmi un po’ troppo incalzanti e ripetitivi, ma sul più bello ecco arrivare dei ragazzi in tenuta ovviamente hip-hop che hanno dato inizio ad acrobazie di break-dance e free-style niente male.
Dopo una buona mezz’oretta un altro gruppo costituito da maschi e femmine ha proposto un balletto funky hip-hop veramente eccezionale: erano così coordinati ed atletici da fare invidia a chi la danza la fa come mestiere.
Purtroppo lo show di questi bravi ragazzi è durato relativamente poco, anzi è stato meglio così perché ho colto l’occasione per tornare a casa a dormire in attesa dell’ultimo giorno di lavoro prima delle meritate tre settimane di vacanza.
Le lancette dell’orologio segnavano 00.30.
 
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