Il Blog di Luca C.

Vacanze a Rodi – Grecia

Posted on: 25 luglio 2010

 
Siamo tornati a Torino dopo due settimane di mare a Rodi. Sigh!
Questo il resoconto della vacanza:
 
FALIRAKI
Dopo un atterraggio perfetto siamo stati accompagnati al centro vacanze a circa 1,5Km da Faliraki, che viene considerata la Rimini dell’isola con vie che su cui si affacciano una discoteca dietro l’altra, negozi di souvenir stile Autogrill, abiti e profumi tutto felicemente contraffatto!
Faliraki d’estate è meta soprattutto di giovani inglesi e tedeschi, infatti ogni locale sembra dedicato a loro.
La spiaggia invece è lunghissima e ben attrezzata con ampi spazi liberi.
Noi eramo alloggiati nell’hotel Diagoras (nell’isola di Rodi qualunque cosa si chiama Diagoras) gestito dal tour operator In Viaggi con animazione italiana, cucina un po’ greca, un po’ internazionale e un po’ italiana. Personale cordiale, efficace, animatori poco insistenti con i clienti e non abbiamo avuto nessun tipo di problema a parte il gabinetto che un giorno ha deciso di intasarsi.
Abbiamo anche noleggiato l’auto presso l’Avis di Faliraki che ci ha fornito una splendida Citroen C1 completa di ogni comfort: devo ammettere che è una comoda utilitaria.
Intorno al complesso turistico e anche nella stessa Faliraki il panorama non è gradevole, almeno per me, e sembra tutto in degrado: palazzi (abusivi?) non terminati accanto a palazzi già abitati, ampie zone ricoperte di erbacce, molti negozi (compresi piccoli centri commerciali), ristoranti e discoteche con tanto di piscina e con all’interno ancora il necessario per svolgere l’attività in evidente stato di abbandono. Sarà la crisi che ha sconvolto la Grecia in questi ultimi mesi? Per fortuna il nostro complesso sembrava appena costruito!
Faliraki, come tutti i centri più importanti dell’isola è attraversata da una statale (sulle cartine in inglese è nominata "highway", traendoci tutti in inganno). In realtà si tratta di una semplice strada statale che da Rodi a Faliraki ha subìto lavori di aggiornamento e presenta due carreggiate a due corsie per ogni senso di marcia. Peccato che non abbiano pensato a dei marciapiedi per i pedoni, a delle piste ciclabili e a delle rotonde che permettano di passare dall’altra parte della strada (divisa da blocchi spartitraffico di cemento) e a degli svincoli sicuri per immettersi nelle strade secondarie. Inoltre allargando le carreggiate la strada affianca (per non dire "entra in") molte abitazioni.
Da Faliraki in poi questa statale è ancora in fase di restauro e prevedo che sarà una cosa mooolto lunga. Per fortuna a luglio il traffico non è intenso. Sempre la suddetta statale conduce nello splendido paese di Lindos.
 
LINDOS
Chi va a Rodi deve obbligatoriamente visitare questo centro ricco di storia e in classico stile greco (casette basse bianche) con l’acropoli che sovrasta il paese. Per chi non vuole fare fatica sono disponibili degli asinelli che costano 5 euro (solo andata). Comunque non c’è da spaventarsi perché la salita all’acropoli non è difficile né faticosa. All’ingresso del monumento storico si paga il biglietto anche se secondo me è possibile sgattaiolare senza che nessuno se ne accorga. Poco più in là della biglietteria sono disposti dei cancelli elettronici (come quelli delle metropolitane) che sono senza barriere, quindi…
Però il posto merita di essere visitato! Vi consiglio di comprarvi una guida in italiano di Rodi in quanto in loco non ci sono ciceroni e i cartelli esplicativi sono in greco, inglese e/o tedesco, almeno sapete cosa state vedendo.
Comunque è raccomandabile salire all’Acropoli nelle ore più fresche della giornata.
Lindos invece è ricca di negozietti di souvenir e taverne; i vicoli sono ombreggiati da teli da sole o da piante di vite o vite vergine che rendono il paese ancora più caratteristico. Una pausa nelle taverne per un caffé greco è necessaria.
La spiaggia di Lindos è splendida, peccato che non siamo riusciti a concederci un bagno.
 
SPIAGGE DI TSAMBIKA E DI LADIKO’ E BAIA DI ANTONY QUINN
Ritornando verso Faliraki è possibile raggiungere la spiaggia di Tsambika (sabbiosa, attrezzata con un paesaggio stupendo) e la baia di Anthony Quinn in cui nel 1960 hanno girato il film I cannoni di Navarone e la spiaggia di Ladikò. In questi posti è obbligatorio andare a fare il bagno!
Proseguendo a nord, attraversando Faliraki si giunge dopo una decina di chilometri a Rodi.
 
RODI
La citta vecchia di Rodi è splendida e tutt’oggi ben conservata come lo sono le possenti mura difensive. Se volete visitarla da soli in autonomia vi consiglio sempre di portarvi appresso una buona guida che vi condurrà verso il quartiere turco ricco di moschee, il quartiere ebraico e nelle vie con più importanza storica e turistica. Se non siete troppo stanchi e amate i resti archeologici vi è anche un museo di grande importanza che noi non abbiamo visitato. La via più turistica nella città vecchia di Rodi è via Socrate piena di turisti, negozietti di souvenir e cianfrusaglie, kafenion e taverne. A proposito di taverne vi suggerisco di mangiare presso Mbuchia-Mbuchia poco affollata, piccola, economica e con un’ottima cucina greca casereccia, mica i soliti menù greco-turistici!
Abbiamo notato che alcune taverne per richiamare i turisti, oltre a essere fermati per strada, escogitano qualunque cosa: ad esempio fare uscire da tubicini posti nei dehors vapore acqueo ad alta pressione per incuriosire i passanti oppure fare uso di animali esotici come i pappagalli.
Questa tecnica non l’apprezzo molto. Non c’è molto rispetto per gli animali: nel porto commerciale appena usciti dalle mura vi sono barche che vendono una quantita esorbitante di conchiglie, stelle marine, cavallucci marini, granchi e pesci palla (ovviamente imbalsamati) di dubbia provenienza e legalità; vi inviterei a non acquistare da questi commercianti. A peggiorare le cose ci sono molti cani randagi disperati.
Proseguendo lungo le mura e scosteggiando il porto commerciale si arriva al porto vecchio di Mandraki dove si suppone che fosse stato eretto il Colosso di Rodi (ma poi sarà veramente esistito?) e da cui si vede la vicinissima Turchia. Si possono notare attraverso gli edifici anche le varie influenze dei vari domini che ha subito Rodi: da quello ottomano a quello italo-fascista.
Dalla città vecchia si può risalire alla città nuova in cui le vie più commerciali orbitano intorno a Via XXV Marzo. Un po’ di shopping non guasta mai: Benetton, Zara, Sturbucks, Disney, ecc. Una tappa presso il negozio di dischi Manuel Music Center è stata necessaria! Sono stato assistito dal gentilissimo e paziente gestore che mi ha consigliato degli ottimi dischi, nonché fatto spendere 83 euro. Subito di fianco c’è una fornitissima libreria.
Uscendo da Rodi, saltando l’acropoli e i giardini Rodini, si prosegue verso l’aeroporto e si raggiunge Kamiros
 
KAMIROS
Un altro posto ricco di storia, anche se un po’ mal curato (ci vorrebbe un percorso guidato, con cartelli multilingue e con ricostruzioni virtuali), è la vecchia città-stato di Kamiros. All’interno dellì’area archeologica si possono vedere le terme con i resti delle caldaie per riscaldare l’acqua!
Ovviamente in cima alla città dominava l’acropoli. Per vederla bisogna munirsi solo di fantasia perché non c’è assolutamente niente a parte le vasche per l’accumulo di acqua piovana per uso cittadino. Da qui si può ammirare il panorama con all’orizzonte la Turchia. Vi consiglio di andare nel tardo pomeriggio per stare freschi e in modo da ammirare anche il tramonto. Il biglietto costa solo 3 euro.
Lungo la strada del ritorno potete fermarvi in una delle tante fabbrichette di ceramiche e comprare oggetti fatti a mano belli e veramente indigeni, mica le porcherie made in Taiwan!
 
L’AEROPORTO
Ovviamente si chiama Diagoras e per come l’abbiamo visto è gestito male. All’andata i nostri bagagli sono stati aggiunti sul nastro con quelli provenienti da Milano. Vabbé che Milano è più importante di Torino, però sarebbe opportuno avvisare anche i viaggiatori sia a voce sia su schermo: hai voglia ad aspettare!
Al ritorno, dopo avere fatto il check-in, siamo stati avvisati sul gate di imbarco appena 5 minuti prima della partenza dopo più di mezz’ora di attesa. Nell’area duty-free non esiste neanche un’edicola per comprare qualche rivista e per mangiare delle merendine bisogna spendere un occhio della testa!
 
IMPRESSIONE GENERALE
Sicuramente non abbiamo visitato tutta l’isola di Rodi e le isole vicine, però a giudicare dalla lettura della guida e dai consigli su internet non ci siamo persi nulla di altrettanto interessante. Secondo me per visitare l’isola di Rodi può bastare una settimana nel mese di luglio in cui vi è meno affollamento. Il paesaggio non ha nulla di entusiasmante, ma va bene per chi ha voglia di fare solo vita da spiaggia e mare (che è veramente pulito).
E’ sempre consigliabile stare sulla parte sud-orientale dell’isola perché ad occidente soffia sempre il forte vento Melteni (che addolcisce le alte temperature) e il paesaggio è più selvaggio.
Se devo essere sincero sono quasi convinto che non ritornerò più su quest’isola, piuttosto mi piacerebbe ritornare nelle Cicladi.
Ma poi diciamolo: l’importante è stato riposarsi due settimane con la mia dolce metà!
 
Per info: 
 
Post Scrittum (29 luglio 2010):
Ancora una piccola raccomandazione: fate attenzione quando riaccendete i cellulari all’atterraggio perché se avete impostato la ricerca di rete automatica è possibile che siate collegati con la compagnia Turkish Telecom (o un nome simile), quindi non chiamate i vostri parenti e amici altrimenti pagherete le tariffe extraeuropee.
Se noleggiate la macchina informatevi con quale tipo di benzina dovete fare rifornimento: sono disponibili benzine da 95, 100 ottani e un altra varietà che non ricordo (qualcuno mi spieghi la differenza); inoltre, non lamentiamoci dei costi proibitivi in Italia: sull’isola di Rodi la benzina senza piombo costa anche più di €1,700 al litro!
 
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