Il Blog di Luca C.

Al concerto di Nina Zilli

Posted on: 13 settembre 2010

 
 
Torino, 12 settembre 2010.
Ultimo giorno della festa del PD. Non che mi interessi tanto per i congressi, ma ci vado ogni tanto per sniffare quantità industriali di vapori derivanti dalle enormi grigliate dei soliti ristoranti romagnoli e per assistere ai concerti.
Ormai della sinistra e della destra ho perso la fiducia così come negli uomini che dovrebbero governarci: parole parole parole cantava Mina.
Ma non voglio parlare di politica, non voglio fare comizi contro uno o  l’altro partito: sono tutti uguali, bisogna avere solo l’accortezza di votare il meno peggio!
Parliamo di musica che è meglio: Ho assistito a ben due concerti, quello di Giuliano Palma con i  Blue Beaters e quello di Nina Zilli che ha appunto chiuso la festa del PD in bellezza.
Non scriverò nulla di Giuliano Palma perché per me è stato un concerto un po’ noioso. Certo, sono musicisti molto bravi, però basta che ascolti una loro canzone e le hai ascoltate tutte: sono tutte uguali! Inoltre, molte sono cover, nemmeno brani originali del gruppo. Ogni brano viene riarrangiato con lo stesso stile, lo ska; è come se io prendessi una manciata di canzoni famose e le riproponessi tutte in versione cha cha cha: ve la immaginate Disperato di Marco Masini oppure Almeno tu nell’universo di Mia Martini cha cha cha? O samba?
Torniamo a Nina che è meglio…
Dopo ben quarantacinque minuti di attesa ecco apparire i suoi musicisti sul palco. Finalmente, neanche fosse una super-diva!
Ma è giustificata: la cantante si sarà fatta male alla caviglia perché entra in scena con un bastone, zoppicando.
Nina Zilli dal vivo è una forza della natura! Una regina italiana del R’n’B, del soul, del funky, dell’easy jazz, dello ska e del reggae ovvero della black music. Ha una gran bella voce e sprizza energia e allegria coinvolgente, e a differenza di Giuliano Palma scherza e interagisce con il pubblico.
Oltre ad eseguire le sue canzoni ne ha interpretato egregiamente altre super-famose tra cui My Girl di Otis Redding, Impazzivo per te di Adriano Celentano e questa che sentite in sottofondo di Diana Ross You ca’nt hurry love.
Il concerto è durato fino alle 23.45 circa, peccato, perché sarei stato volentieri ad ascoltare altri brani allegri. Il pubblico era numerossimo, forse di più rispetto a quello di Giuliano Palma.
Così Nina saluta Torino, con un pizzico di malizia presentando i musicisti: leccando testa pelata e sudata del trombettista e facendo cenno delle abili dita del chitarrista "se tocca così bene le corde della chitarra, chissà come tocca altre cose!".
Almeno due le cose negative: l’abito nero orrendo che avvolgeva Nina come una salsiccia e la mancanza della mia cucciola al mio fianco.
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