Il Blog di Luca C.

Al Museo nazionale dell’automobile di Torino

Posted on: 9 giugno 2011

E’ più di una settimana che piove a Torino, fa freddo e siamo a giugno. Pensavo di andare a correre, di usare la bicicletta nuova, e invece il tempo molto variabile non permette di far nulla. Sembra di essere ad ottobre. Abbiamo approfittato di un pomeriggio piovoso per visitare il nuovo Museo dell’automobile. Non posso sapere come era prima della ristrutturazione perché non ho mai avuto l’occasione di andarci. Devo dire che a me è piaciuto moltissimo in quanto c’è la possibilità di intergire durante il percorso grazie ai numerosi elementi multimediali. Nonostante i tre piani, la visita al museo non è assolutamente stancante. Dopo aver pagato il biglietto (intero €8,00) ci si reca al secondo piano dove inizia la visita: si parte dalle ultime carrozze trainate dai cavalli a quelle alimentate dal vapore (tra cui curiosi ed assurdi prototipi dell’epoca). Il percorso conduce gradualmente dall’inizio del XX secolo sino ai giorni nostri attraversando tutti i momenti storici più importanti: la prima guerra mondiale, la crisi economica del 1929, la seconda guerra mondiale, il dopo guerra e la rinascita economica, le nuove tendenze in Europa e USA, i nuovi studi sull’aerodinamica e così via. Il primo piano, invece, è dedicato all’Italia e soprattutto a Torino capitale dell’industria automobilistica: si scopre che la città era ricca di fabbriche che producevano auto o materiali per la loro costruzione, però la FIAT ha avuto la meglio inglobando pian piano marche famose come Lancia, Alfa Romeo, e Abarth. Si prosegue nelle altre sale in cui si può vedere come l’avvento dell’automobile ha rivoluzionato la vita di tutti i giorni con i suoi pregi e difetti e la nascita di manie. Prima di scendere al pian terreno si attraversa la sala “Formula” dedicata alle gare automobilistiche: i modelli più famosi, da quelli storici all’ultimo guidato da Shumacher, sono stati posti su una pista virtuale sulla quale, grazie a rumori ed effetti luminosi creati in maniera stupefacente, inizia la corsa. Scendendo al piano terra si possono vedere alcuni motori smontati, l’evoluzione dei pneumatici, alcuni prototipi nemmeno tanto futuristici, e la sala del design in cui alcuni tra i più importanti progettisti raccontano le loro esperienze. Infine un’ultima carrellata di auto in mostra e si esce. Ovviamente, come tutti i musei che si rispettino c’è un negozio di souvenir e un bar. Un’unica nota agli addetti del museo ai quali proporrei di creare un percorso più visibile e chiaro.

Per info: http://www.museoauto.it/website/

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