Il Blog di Luca C.

Citazioni di agosto

Posted on: 17 agosto 2011

Ci sono musicisti straordinari che mi dicono poco o nulla perché li sento appunto troppo attaccati alla forma, troppo preoccupati del come. Mentre da una musica voglio che mi trascini e mi slanci, che mi lasci a bocca aperta, che mi faccia ridere o commuovere ( meglio se tutte e due insieme), che mi familiarizzi con una certa grandezza di sentimenti e di stai d’animo, che faccia felici i miei sensi. Tutte cose che non si fanno senza forma, certo: ma che forse in prima battuta non vanno pensate in termini di forma.

A me piacciono – anche se non sono roba mia –  tante cose del pop di intrattenimento (Britney Spears, il cinema di serie c, i thriller e gli horror, certe serie tv di pura evasione). Ho problemi con quelli che se la tirano da intelligenti e morali.

Che del mondo tende a vedere il negativo, è probabilmente perché intorno a sé ha persone facce corpi tristi, disfunzionali.

[…] tutto il pianeta specialmente l’occidente si è adeguato a uno standard in cui la musica è pompatissima ma piattissima come se passasse da un minuscolo buco e ne uscisse un po’ tritata come da certe macchinette che hanno i macellai. […] Di fatto quello che accade è che oggi la musica si deve fare in tutto un altro modo, bisogna tenere conto che le nostre canzoni dovranno passare da questi buchi pressate e compresse in formati digitali che distruggono la spazialità e annullano le dinamniche. Si tratta solo di una nuova appassionante sfida […] è sorprendente ed eccitante come quando sembrava che dopo l’alta definizione ci sarebbe necessariamente stata l’altissima definizione, il suono perfetto, invece boooom, la musica la si ascolta “peggio”, nell’iPod, dalle piccole casse che ho qui collegate al Mac.

Per essere più completi, per non restare soltanto figurine stereotipate, tanto il maschile che il femminile hanno bisogno di ampliars, di uscire dal perimentro ristretto di un tempo. Solo che probabilmente siamo ancora in una fase in cui la perdita delle identità non si è ancora generalmente tradotta in costruzione di identità espanse.

Il passato non si può cambiare, questo lo sanno tutti, ma non tutti sanno che il passato può diventare racconto e noi possiamo diventare quel racconto e possiamo decidere, nel racconto, di scegliere le parti che ci piacciono di più.

Tieni alta la testa, vai con il sorriso sulle labbra, accendi il tuo fuoco, giocati tutto, fai la tua piccola audace impresa.

Io mi sento protetto, per questo non mi fa paura il mondo, tranne quando mi fa paura. Non mi sento protetto dal denaro, dalle cose, dalle idee, dalle organizzazioni, dal rispetto, mi sento protetto da chi mi vuole bene.

(Jovanotti, Bolelli, Viva tutto!, 2010)

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