Il Blog di Luca C.

Incontro con Luigi Piccatto

Posted on: 2 aprile 2012

Approfittando della splendida e calda giornata di sabato pomeriggio, siamo andati alla Fattoria didattica Pro-Polis (strada del Nobile 86/92 – Torino) che, oltre ad essere un bar-ristorante e accogliere nel suo giardino qualche animale da fattoria (conigli, galline, un asino e un cavallo), organizza mostre ed eventi. L’appuntamento per il quale ci siamo recati nel primo pomeriggio era per incontrare uno dei disegnatori storici del fumetto della Bonelli, Dylan Dog, Luigi Piccatto. All’interno della sala sono state esposte alcune tavole dei tanti disegnatori che hanno reso l’indagatore dell’incubo molto famoso, con le loro biografie. Nel cortile della fattoria è stato allestito un mini mercatino di fumetti. L’appuntamento con Piccatto era fissato per le 17.30 ed è stato organizzato da un suo vecchio amico e compagno di scuola del primo anno di geometra, che si occupa delle produzioni di animazioni a Torino. Il nome di quest’ultima persona mi sfugge, ma penso che il mondo sia veramente piccolo, perché entrambi erano compagni di scuola di mio zio. La sala nella quale Piccatto ha raccontanto la sua storia professionale, il processo di produzione del fumetto e altre curiosità non era affollata, ma comunque c’erano persone molto attente e appassionate di Dylan Dog e dei fumetti in generale. Un punto in cui Piccatto si è soffermato parecchio è stato sulla discussione della stesura degli story-board, ovvero fogli su cui vengono disegnate le scene della storia. Secondo il disegnatore gli story-board sono molto importanti anche per il cinema, in quanto quando hai uno schizzo delle scene il regista può facilmente decidere cosa cosa è importante e cosa è superfluo per la storia. In questo modo se tutti i registi utilizzassero gli story-board ci sarebbe un notevole risparmio economico e di tempo sulla realizzazione del film, ci sarebbe la possibilità di investire i soldi per migliorare alcuni aspetti del film, la storia sarebbe più gradevole e scorrevole per il pubblico e per questo la pellicola sarebbe esportabile in altri paesi più facilmente. Questa tecnica è usata molto negli Stati Uniti d’America e in Francia. In Italia forse i registi peccano di onnipotenza e non sfruttano gli story-board (alcuni non sanno nemmeno cosa sono), ma chissà perché i film nostrani non sfondano mai all’estero. Tutto ciò per rammentare che spesso i fumetti prendono spunto dal cinema e viceversa, basti ricordare i super-eroi come l’Uomo Ragno e Batman tanto per citarne due. Un’altra questione calda per Piccatto è stata quella su cui i disegnatori di fumetti non sono considerati professionalmente, non hanno un sindacato, ma per quello che ho capito devono diventare liberi professionisti per vivere o alcune volte sopravvivere. Il lavoro del disegnatore è appassionante, ma spesso duro e faticoso. Entrare a lavorare nella squadra della Bonelli è un’enorme fortuna. La gavetta può essere faticosa, ma quando la redazione e gli autori comprendono le capacità dei disegnatori, alla lunga questi ultimi possono decidere quali sceneggiature disegnare, come è successo a Piccatto. Cerco di spiegare in breve come nasce un fumetto: il creatore del personaggio (Tiziano Sclavi per Dylan Dog) scrive le sceneggiature della storia, il disegnatore legge la sceneggiatura e quindi disegna le tavole e le presenta alla redazione; quindi, se sono approvate, le tavole vengono spedite a chi si occupa del lettering (stesura dei testi all’interno delle nuvolette), successivamente si passa in stampa. Il fumetto è così pronto per la vendita. Una curosità su Tiziano Sclavi: molte volte ha scritto sceneggiature ideate apposta per i suoi disegnatori perché ogni disegnatore ha caratteristiche proprie e diverse dagli altri colleghi. Una curiosità su Bonelli: con la morte di Sergio (molto conservatore) e l’avvento del figlio Davide sembra che ci sia più libertà nello sperimentare e nella ricerca di nuove idee per la creazione di nuovi personaggi. Sergio Bonelli resta comunque un grande editore di fumetti in Italia.

Questa è l’estrema sintesi di ciò che abbiamo ascoltato, ma ci sarebbe molto altro da scrivere e da discutere. Il pubblico ha partecipato attivamente con curiosità e domande. Ovviamente, a me sorgono le questioni quando è ormai troppo tardi. Ad esempio: chi si occupa del lettering quanta libertà ha di cambiare i dialoghi tra i personaggi (senza cambiare l’andamento della storia), magari per mancanza di spazio? Chissà se qualche professionista del settore che leggesse queste righe mi saprebbe dare una risposta. Al termine dell’incontro Piccatto ha fatto visionare alcuni suoi schizzi e ha autografato i fumetti da lui disegnati. Insieme a Luigi Piccatto si è affiancato Cristiano Spadavecchia, giovane disegnatore di Brendon.

Fra le tre bancarelle che vendevano fumetti vorrei citare quella dei due ragazzi di Asti che promuovevano i loro fumetti (Lo Scarabocchio) e l’Associazione Culturale Compagnia dei Fumetti.

Come sempre, trovo note negative da scrivere: l’incontro con Luigi Piccatto era a pagamento (7 euro a persona), ma su Torino7 non era specificato, anzi era scritto che sarebbe stato meglio prenotare per includere all’evento anche l’apericena pagando 15 euro a testa (peccato che ai due numeri di telefono non ha mai risposto nessuno). Invito la Fattoria Pro-Polis ad essere più chiara la prossima volta.

Per info:

http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Piccatto

http://www.sergiobonellieditore.it/auto/cpers_index?pers=dylan

http://www.fattoriapropolis.it/wp/?p=1647

http://compagniadelfumetto.forumfree.it/

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