Il Blog di Luca C.

Riqualificazione dell’area Diatto-Snia

Posted on: 28 novembre 2012

Qualche settimana c’è stata una manifestazione pacifica degli occupanti del CSOA (centro sociale occupato autogestito) Gabrio lungo via Frejus perché in futuro saranno sfrattati dall’ex scuola dato che il comune di Torino è in trattativa con la banca San Paolo per la vendita e la riqualificazione dell’area industriale, ormai abbandonata, Diatto-Snia e di quella adiacente dell’ex scuola Gabrio. I ragazzi del Gabrio hanno così occupato uno stabile di via Frejus il cui proprietario, per chissà quale motivo, non vuole affittare né gli alloggi, né i locali commerciali sottostanti; intanto gli occupanti illegali vivono tutt’ora in questo stabile usando energia elettrica e acqua potabile, mi chiedo a spese di chi. Sembra che la riqualificazione dell’area preveda la costruzione di nuovi alloggi e di un centro commerciale, l’ennesimo, e di posteggi sotteranei. Per dirla giusta il tratto di via Frejus tra la discoteca America (via Revello) e via Cesana è in pessimo stato. I muri di recinzione dell’area del Gabrio sembrano pericolanti, cadono pezzi di cornicione dai tetti dell’ex fabbrica Snia, crescono erbacce infestanti sui marciapiedi in estate e in autunno le foglie cadute dagli alberi ricoprono le lose dei marciapiedi rendendoli scivolosi, per non citare gli escrementi canini abbandonati e abbondanti. Stessa sorte vale per i marciapiedi perimetrali dell’ex fabbrica, cioè via Revello, via Moretta e via Cesana. Posteggiare l’auto in questo tratto di via Frejus è rischioso in quanto numerose volte ho visto finestrini spaccati per rubare le autoradio o soltanto per bivaccare all’interno dell’abitacolo; una volta una Fiat Panda ha preso misteriosamente fuoco. Quindi, ritengo giusto che ci si adoperi per riqualificare l’intera area a spese del comune o a spese di privati. La creazione di posteggi sotterranei sarebbe utilissima dato che in zona è molto difficile parcheggiare la propria auto. Presumibilmente si tratterà di posteggi a pagamento o di box da affittare, ma sarebbe interessante se ci fossero degli accordi con gli abitanti della zona, il comune di Torino e i proprietari del terreno in questione,  per avere la possibilità di pagare un canone annuale modesto per dare un posteggio auto a chi lo richiedesse e, in caso di numerose richieste, creare delle liste da turnare anno per anno. Per quanto riguarda la creazione di appartamenti sono un po’ dubbioso perché si legge troppo spesso sui giornali che a Torino ci sono tanti alloggi sfitti a causa dell’aumento delle persone che non si possono più permettere neanche di pagare le spese di affitto. Sarebbe importante, secondo me, se, in accordo con il comune, venissero creati appartamenti con canoni di affitto agevolati per le giovani coppie, per i lavoratori precari, per gli studenti o per chi ne avesse veramente bisogno, ma con prove alla mano. Per quanto riguarda il centro commerciale, l’ennesimo, non sono d’accordo per vari motivi, primo fra tutti che ci sono troppi centri commerciali e che non ne abbiamo bisogno di un altro con i soliti marchi multinazionali, che oltretutto sarebbe vicino al mercato di corso Racconigi, al mercato coperto e ai negozi di via Frejus. Sarei piuttosto favorevole se venissero mantenute le mura perimetrali dell’ex area Snia come monumento post indutriale e che all’interno venissero creati, per esempio, laboratori e botteghe artigianali un po’ all’antica, come una volta, magari insieme a luoghi di incontro per anziani e piccini in cui svolgere attività ludiche, educative e culturali. Per esempio si potrebbero creare una biblioteca, un’area concertistica, una scuola in cui si insegnasse musica e mestieri artigianali e una palestra. Per quanto riguarda il Gabrio, premetto che non conosco bene la storia della nascita del CSOA e dei suoi occupanti: innanzitutto, so che la scuola, chiusa da anni a causa dell’amianto, fu occupata illegalmente per essere trasfomata in un centro sociale autogestito in cui svolgere rave e concerti. Tempo fa si esibirono anche i Subsonica. Nel lontano 1994 con un mio compagno di scuola ci entrai e ne rimasi perplesso a causa del disordine, della sporcizia e della mancanza di rispetto delle elementari norme igieniche. Molte volte furono pubblicizzati gli eventi del Gabrio su testate giornalistiche, ad esempio Torino7, come se si trattasse di un locale normalissimo. Mi piacerebbe sapere chi paga per l’utilizzo di energia elettrica, di acqua corrente ed eventualmente di fornitura del gas. Lo stato di degrado dell’area del Gabrio è notevole: tutto intorno erbacce, alberi cresciuti e mai potati, le lamiere dello stabile arruginite, vetri delle finestre rotti, le mura perimetrali a rischio crollo e ultimamente bandiere no-tav e cartelli stradali abbandonati certamente rubati durante le manifestazioni sull’A32. Sui muri dei palazzi attorno le scritte e gli slogan politici sono da attribuire agli occupanti del Gabrio che, oltretutto, sostengono di avere fatto molto per il quartiere Cenisia e adesso richiedono un aiuto dagli abitanti della circoscrizione 3 per non essere mandati via. Piuttosto gradirei che l’ex scuola fosse demolita in caso non sia possibile recuperarla e bonificarla e, magari, creare un giardino pubblico con giochi per i bambini e, aggiungo, un posteggio auto gratis ben illuminati di notte. Non riesco a capire le ragioni di chi sostiene di voler tenere un’area così grande in questo stato di pessimo degrado.

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Da LA STAMPA del 11 gennaio 2013

La stampa 11 gennaio 2013

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Da TORINO7 del 15 febbraio 2013

Torino7 - 15 febbraio 2013

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35 Risposte to "Riqualificazione dell’area Diatto-Snia"

potresti provare a chiederglielo, chi paga l’acqua, il gas, la messa in sicurezza dell’amianto, il gabrio è sempre aperto. la risposta potrebbe stupirti.

Oh, bene. C’è qualcuno che ha letto il post con cui condividere qualche idea. Ma tu lo sai chi paga l’acqua, il gas e la messa in sicurezza dell’amianto? Sono lieto di ascoltarti.

ahahah sembra il blog della celebre “casalinga di voghera”. invece di scrivere tutti quei “non conosco bene”, “mi piacerebbe sapere”, “non riesco a capire”, staccati dal computer e vai a informarti di persona! scopriresti che c’è un comitato di quartiere che lotta per portare alla luce l’ennesima svendita di patrimonio pubblico. e il gabrio dà il suo contributo nella lotta contro le speculazioni; si autofinanzia con concerti e serate (pubblicizzati su torino7 perché tra i più interessanti in città, a prezzi popolari o gratis)…e si paga le bollette.
poi se per te il decoro urbano è più importante di 20 miliardi buttati per guadagnare un’ora di tempo sulla frequentatissima torino-lione, allora rimani pure chiuso in casa davanti al computer. fuori piove merda e di bagnarsi per la pioggia ormai si curano in pochi

Caro anonimo, uso il blog e scrivo post perché mi piace esprimere le mie idee liberamente per conoscere e magari discuterne con qualcuno, anche sbagliando e scrivendo castronerie (a volte mi rimangio quello che ho scritto e detto quando mi viene fatto notare). Quello che non sopporto sono le persone come te che sparano sentenze alla “membro di segugio” solo perché le idee e gli ideali espressi non coincidono con i tuoi. Non mi dà fastidio quando paragoni il mio blog alla “casalinga di Voghera”, semmai sei tu che offendi tutta una intera categoria, quelle delle casalinghe considerandole di un livello sociale e culturale inferiore, e poi inferiore a chi? A chi è bravo a sparare sentenze come te, a chi è sempre contro qualcosa solo per il piacere di essere contro, a chi sporca i muri dei palazzi e dei monumenti con scritte politiche e anti-politiche con vernici spray (e poi chi paga per la pulizia sono gli onesti cittadini), a chi è sempre pronto a manifestare con le pietre e le spranghe in mano, a chi vuole la libertà assoluta e poi non sopporta chi ha idee differenti? Posso dire che almeno ad una domanda hai risposto, cioè che il Gabrio paga le bollette e gli annunci su Torino 7 e si autofinanzia con i suoi concerti. Se il Comune vi ha lasciato stare in mezzo all’amianto ha anch’esso le sue colpe, però anche chi l’ha occupato e poi non se ne occupa lasciandolo nella merda (scusa il gioco di parole e il francesismo). Per quanto riguarda il decoro urbano, preferisco vivere in un quartiere in cui posso passeggiare tranquillamente su marciapiedi puliti, posteggiare l’auto senza paura di trovarmela danneggiata, dormire senza essere disturbato dalle frequenze basse dei subwoofer dei locali, come il Gabrio, con pareti senza pannelli fonoassorbenti, e non trovarmi ogni mattina i muri del condominio pasticciati con vernici spray e non dovere scoprire che le linee dei bus sono deviati per l’ennesima manifestazione anarchica e antipolitica seppur alcuni ideali li condivida. Poi non capisco cosa c’entra il decoro urbano con la TAV. Me lo devi spiegare. Si tratta di realtà ben diverse, ma se vuoi una mia opinione sulla TAV te la scrivo pure: una linea ferroviaria ad alta velocità che colleghi le città principali d’Europa è importante, ma bisogna saperla sfruttare al massimo (se si riduce il trasporto merci su gomma, si riducono l’inquinamento, i tempi di consegna, il traffico sulle strade e gli incidenti). Anche io ho dei dubbi su tutti i lavori che stanno facendo, sui soldi che stanno spendendo e soprattutto su chi gestisce politicamente tutta l’opera: “mi piacerebbe sapere” se sia possibile rimodernizzare la linea già esistente fin dove si può? Ah, già, scusa, tu non sopporti tutti quei “mi piacerebbe sapere”, “non coosco bene”, “non riesco a capire”. Inoltre ti ricordo che le popolazioni della Valle di Susa protestavano anche quando costruirono l’A32, adesso gli fa comodo che non passano più i camion sotto i balconi. Infine ti voglio tranquillizzare che non sto sempre chiuso in casa davanti al computer, ma che esco all’aria aperta e che ho una vita sana forse più stimolante della tua.

P.S.: Ops! mi sono rimesso davanti computer: in merito alla “qualche ora in meno con la TAV”, volevo solo aggiungere che anche l’A32 ha permesso di recuperare qualche mezz’ora di viaggio elimindando il traffico dalle strade statali e provinciali. Adesso fa comodo a tutti avere l’autostrada che porta gitanti in montagna in poco tempo.

P.S.2: Ops! mi sono ririmesso davanti al computer: vorrei chiedere al comitato di quartiere sostenuto dal c.s.o.a. Gabrio se abbia un’alternativa migliore al progetto di vendita da parte del Comune al San Paolo per la riqualificazione dell’area Diatto-Snia che attualmente è in stato di abbandono e degrado oppure se preferiscono lasciarla così com’è, in attesa che i muri perimetrali crollino addosso a qualcuno. Se così fosse è riaperta la discussione! Gradirei una risposta, grazie.

mi spieghi come avete fatto ad avere l allacciamente a l energia elettrica senza un regolate contratto di locazione?

Ho allegato l’articolo di giornale al termine del post. C’è scritto che basta chiedere un allacciamento ai servizi e pagare. Ai fornitori di servizi ed energia (gestori telofonici, distribuzione di gas ed elettricità) non interessa se sei illegale e dove, basta che paghi altrimenti non ti dà più servizi. Ma il comune ci perde perché il luogo non risulta legalmente occupato e non può inviare cartelle esattoriali ad un titolare specifico. Sì, le bollette per la fornitura di energia vengono pagate, ma non si parla di affitto, tarsu, altre tasse. Comunque il problema oltre ad essere l’illegalità dell’occupazione è che il comune è compiacente e/o ha paura, non sa che soluzioni prendere e non le prende per evitare disordini. Quindi una parte di colpa è anche del comune… A mio parere di “cazzaro”… 🙂

ho risposto ad un articolo pieno di generalizzazioni, imprecisioni e ragionamenti fondati su ipotesi non verificate e forse in malafede, ma ho risposto male. mea culpa. ricomincio con buon ordine.

Anzitutto “Casalinga di Voghera è un’espressione idiomatica del lessico giornalistico, con cui si intende rappresentare uno stereotipo della fascia della popolazione italiana piccolo-borghese, dal basso livello di istruzione e che possiede un lavoro generalmente molto semplice o umile. Questo stereotipo è tuttavia “rispettabile” per il suo senso pratico di stampo tradizionale di cui è portatore.

L’espressione è solo di rado utilizzata in senso dispregiativo: ad esempio, il Dizionario della memoria collettiva riferisce l’espressione a chi si abbandona passivamente alla fruizione televisiva. Altre volte è usata come sinonimo di saggezza popolare. Al maschile, si potrebbe tradurre con Signor Rossi.”

Hai fatto bene a suddividere gli argomenti altrimenti sarebbe stato difficile organizzarsi in tutto ciò che hai scritto. Inizio ad ammettere che il post in questione sarà pieno di generalizzazioni e su ipotesi non verificate, ma ti assicuro che ho scritto questo articoletto spinto da quello che vedo intorno camminando su quel tratto di via Frejus e che, come cittadino, non gradisco, e al di là della questione del centro sociale, lo avrei scritto lo stesso. Ma se mi permetti, mi sembra che si siano scaldati gli animi più che altro quando ho toccato l’argomento del centro sociale.
Per quanto riguarda il mio blog, si tratta di uno spazio che mi sono creato per poter scrivere quello che sento, cercando di non andare troppo sul personale e soprattutto di non trasformare il blog in uno di quelli pieni di copia ed incolla di poesie e video da Youtube. Nel mio piccolo cerco di renderlo un pochettino unico per quello che mi permettono le mie conoscenze. Se piace, se dà consigli utili a qualcuno e magari apre qualche discussione come la nostra, mi rende un po’ orgoglioso.

nella risposta che mi hai dato è emerso in maniera abbastanza evidente quale idea tu abbia di un centro sociale, di una manifestazione di protesta(qualsiasi?) o delle grandi opere. non hai fornito argomentazioni o ipotesi tese ad avvalorare ciò che pensi, ma lo hai buttato giù di pancia, forse anche un po’ scocciato che gli unici commentatori del tuo post non abbiano apprezzato. ai tuoi sfoghi non sento di dover dare una risposta.

tornando invece alla questione della ex Diatto, stiamo vivendo sulla nostra pelle (di tutti quelli che abitano in zona) il fenomeno della gentrificazione [http://it.wikipedia.org/wiki/Gentrificazione]. è subdolo, spesso passa inosservato o addirittura viene giudicato positivamente, come fai tu inconsapevolmente plaudendo alla creazione di parcheggi (e quelli sotto piazza adriano? com’è che restano mezzi vuoti?) o alla riqualificazione di una zona in evidente stato di degrado.
la “trappola supermercato” l’hai colta da solo e pure quella degli appartamenti.
a cosa serve costruire un supermercato con accanto uno dei mercati rionali più grandi di torino? e nuovi lussuosi appartamenti e parcheggi privati con tutti quelli che ci sono vuoti? è una speculazione bella e buona, serve a far girare i soldi nelle mani dei soliti noti (pirelli e sanpaolo in questo caso) dei politici compiacenti e incompetenti.

i militanti del centro sociale non fanno finta di niente, stanno dalla parte degli ultimi, che con la “riqualificazione” saranno anche i primi…a pagare il prezzo della speculazione. vogliamo un progetto che risponda alle esigenze di tutti(*) gli abitanti del quartiere, non un quartiere per soli ricchi. la questione “ideologica” è tutta qua.

E’ vero, in quello che ho scritto non ci sono state verifiche, ma ho scritto quel che pensavo osservando il degrado dell’area in questione. Non sono un frequentatore dei centri sociali e ci entrai anni addietro solo due volte, portandomi dietro un senso di disagio, forse perché vedevo tutto arrangiato alla meno peggio, forse perché la vita che vi ho percepito e percecisco (passami il termine, non voglio essere nuovamente offensivo) “randagia” non è consona al mio stile di vita, ma non sono né un riccone, né uno con la puzza sotto il naso… Molte persone (giovani ed anziani) hanno dei centri sociali un’idea negativa, basta sentirli parlare in una sala d’aspetto del medico, come è capitato a me: centro sociale è per molti sinonimo di “spinello, rave, estrema sinistra (o destra), anarchia, ragazzi sbandati che non hanno niente da fare durante il giorno, ragazzi che vogliono vivere senza lavorare e che tanto hanno il culo parato da genitori ricchi e con mestieri prestigiosi”. Questo è quello che si sente in giro, ma quel che è peggio è che ho riscontrato tra quelle poche persone con cui ho chiaccherato in sala d’attesa, è che non sanno nulla del motivo della protesta e dell’occupazione dello stabile di via Frejus. Come me, ignorarano il termine gentrificazione, di cui ti ringrazio di avermelo insegnato. L’occupazione dello stabile è stato visto come un ennesimo atto di “vandalismo” da parte del Gabrio. Forse sarebbe meglio affrontare la protesta in altri termini, iniziando a mobilitare i commercianti per evitare la costruzione dell’ennesimo centro commerciale (ma a che servirà che tra poco non abbiamo più i soldi per conprarci il pane?), distribuendo più volantini con la spiegazione di quello che sta succedendo e degli eventuali pericoli da voi percepiti. Quando ho scritto il post, ho affermato che sarebbe bello se i nuovi appartamenti fossero affitatti a costi agevolati ai più bisognosi, lo stesso i box e i posteggi (non si può ignorare il fatto che in zona è difficile trovare posto alla propria auto), ho citato laboratori artigianali e culturali, giardini. Forse è pura utopia. Secondo me, questo comitato di quartiere dovrebbe trovare il modo di parlare del progetto con i rappresentati comunali e delle aziende acquirenti con la speranza che vengano incontro alle esigenze dei cittadini della zona. Un’altra manifestazione, un’altra occupazione male interpretata rischierebbe di avere contro di voi alcuni cittadini favorendo il progetto del comune di sbaraccare per prima cosa il Gabrio. Forse sto scrivendo tutte castronerie? Infine ribadisco che quel che ho scritto nel post è nato dall’osservazione del degrado e abbandono dell’area Snia, ma anche dell’area attualmente occupata dal centro sociale, che dico sinceramente, com’è arrangiato adesso è sembra un posto poco accogliente.

l’impressione dall’esterno non è delle migliori (e pure dentro), di esperienze di vita randagia (come hai detto tu e mi pare azzeccata) ce ne sono un sacco e c’è pure gente che si fuma gli spinelli. e quindi? sono convinto che la libertà di un essere vivente si estenda fino al punto dove intacca quella di qualcun altro e non mi sogno nemmeno di insegnare a qualcuno come dovrebbe vivere. un sacco di persone emarginate (dai migranti ai senzadimora, dagli anziani senza i soldi per andare alla bocciofila alle persone con problemi con le sostanze) vanno al centro sociale perché è l’unico posto dove non si sentono escluse. e criticare quel posto perché lì gli esclusi si sentono a loro agio è nuovamente un atteggiamento xenofobo.

per spiegare l’iniziativa alla diatto sono stati distribuiti volantini (porta a porta nei palazzi circostanti e volantinaggi al mercato) ed è stata organizzata un’assemblea (piuttosto partecipata) ma sicuramente non è abbastanza e infatti il lavoro non finisce qua. di certo non saranno i “randagi” del centro sociale a bloccare gli intrallazzi del comune con i soliti noti, ma se la gente comincia a seguire la faccenda e a mobilitarsi può sicuramente rendere difficile la vita agli speculatori. e di questo in comune hanno paura: guarda come escono distorte le notizie sui giornali (che salvo un caso non si sono nemmeno preoccupati di venire a verificare sul posto le informazioni che hanno ricevuto dal comune e dalla questura) e quanto scarsa è l’importanza data a questa faccenda (parliamo di milioni di euro eppure…). sai in che periodo è stato concesso ai cittadini di sollevare questioni sul progetto diatto? per due settimane a cavallo di ferragosto…

“la libertà di un essere vivente si estenda fino al punto dove intacca quella di qualcun altro” è vero, ma più che un atteggiamento xenofobo mancano le strutture statali per ovviare ai problemi, soprattutto a quelli dei tossicodipendenti, dei senza dimora, degli “ultimi”. Un centro sociale occupato può sì accogliere chi vuole senza fare distinzioni, ma a livello sociale riesce a (ri)mettere in carreggiata questi “esclusi”? Sicuramente è meglio che non fare niente e fare finta di niente. Anche la CRI con i suoi volontari organizza azioni atte a regalare qualche piccolo aiuto, ma poi tutto si ferma lì. Gli “ultimi” devono avere la possibilità di rimettersi in società, ci devono essere strutture statali aperte per loro, con volontari, medici, psicologi, ecc. ma lo Stato è assente (?). Non si può negare però la diffidenza della gente comune di fronte a tossicodipendenti e senza-dimora: un po’ è normale che ci sia paura. L’argomento è molto delicato e vasto quando si parla di gente emarginata, quindi vorrei evitare di fare generalizzazioni.

(*) tra le esigenze di tutti ci sono anche quelle dei gggiovani e meno giovani che vogliono vedersi un bel concerto. al gabrio si fa un gran casino durante le serate, ma chiuso il gabrio ci si lamenterà dell’america, dei mercatari che sferragliano all’alba con i rimorchi del mercato ecc.
lo stress e una società sempre più xenofoba non aiutano a essere tolleranti.
tornando ai nostri concerti: ci sono pannelli fonoassorbenti, dopo una certa ora si abbassa il volume, non si fanno serate d’estate (quando le finestre sono aperte), ci sono pure delle orrende tende di plastica spessa alle porte che trattengono ulteriormente il rumore…eppure una soluzione definitiva al problema non c’è o almeno in 18 anni non si è trovata.

ti lancio uno spunto di riflessione interessante, ribaltiamo la questione: se il gabrio smettesse di fare concerti, le migliaia di persone che di solito vengono a vederli, cosa direbbero? cosa farebbero in alternativa?

E’ anche vero che la gente è diventata meno tollerante. Ad alcuni dà persino fastidio sentire giocare i bimbi o avere le bici posteggiate nei cortili, che per legge adesso tutti i condomini dovrebbere avere delle aree per posare la propria bicicletta… Ma siamo in Italia, non si può pretendere tanto… Concordo pienamente che la società è diventata più xenofoba, basta sentire parlare la gente. Quel che fa più paura è che alcuni ammettono che vorrebbero un governo guidato da uno con le palle che sistemi tutto, stile dittatura. Queste affermazioni le ho sentite con le mie orecchie!!! A proposito di orecchie e pannelli fonoassorbenti: sarebbe un altro discorso utopico se il comune vi aiutasse a sistemare il centro sociale migliorandolo e rendendolo “locale” a tutti gli effetti? E nel caso non esistesse più il centro sociale, a Torino ci sono altre strutture oramai abbandonate a sé stesse e affidate a nessuno che potrebbe riutilizzarle per eventi musicali e culturali (vergognoso): Mazdapalace, quell’ammasso di ferro e vetro del Palazzo del lavoro, per citarne due. L’America rispetto al Gabrio è un locale sicuramente più “controllato” e non apre tutti i giorni: quello che potrebbe dar fastidio ai dormienti è il traffico di auto lungo via Frejus, proprio perché non c’è un’adeguata area per posteggiare le auto.

certo che sarebbe un discorso utopico, il comune non aiuta chi critica duramente tutte le scempiaggini che fanno sulle nostre spalle e con i nostri soldi. infatti ci sgomberano! o almeno vorrebbero

La risposta che avete dato creando cineforum, corsi di ginnastica, ecc. (vedi La Stampa dell’11 gennaio 2013, pag. 59) va benissimo, bisogna far capire ai nuovi acquirenti che quello di cui c’è bisogno sono servizi al cittadino: insomma un po’ quello che continuo a ribadire io: laboratori, una bella palestra, un auditorium, una moderna biblioteca e ovviamente anche dei posti auto… Meglio una biblioteca o un polo concertistico che un centro commerciale! E’ questo che devono capire e fare i nuovi acquirenti, con il sostegno del comune, per offrire a tutti i cittadini i servizi. E a proposito di “ultimi”: sarebbe importante dedicare uno spazio anche a loro, con strutture adeguate per il recupero… Sono pazzo? Concludo la risposta con una frase che Edoardo Bennato disse durante un suo concerto: “Forse è meglio correre il rischio di essere considerati pazzi che smettere di sognare”

P.S. Ho inserito nel post la scansione dell’articolo de La Stampa perché nelle “risposte” non è possibile allegare immagini.

alle auto che passano per chi vive in citta oramai ci ha gatto l abitudine, ai bassi del centro sociale molti fidati non li sopportano.

ascolta io abito a 200 metri dal gabrio e durante le serate si sente la musica alta, dovete chiudere il lato che da dalla parte del campo sportivo,so che li ce un uscita senza porta, fate una parete, non stiamo chiedendo chissa cosa.

Anche io a volte, sono sincero, ho sentito un po’ di frequenze basse uscire dal Gabrio, ma poche volte, e d’estate (quando le finestre rimangono aperte di notte) si sente di più la musica della vicina bocciofila fin dopo la mezzanotte. Poi i vandali notturni sono ovunque: auto con subwoofer più potenti del motore, ragazzi che urlano per la strada, motociclette tirate al massimo, insomma cose che si potrebbero evitare tranquillamente se ci fosse un po’ di rispetto. I camion dell’immondizia e gli operatori di mercato direi che sono esenti dalla critica: sono lì per lavorare, loro.

sinceramente ti dico che mi sento preso per il culo, gli operatori se passano una volta ci puo anche stare, il vandalo stai trqanquillo che lo mando via, la bocciofila mi fa ridere, fai il bravo va’.

Noto un leggero sentimento di rabbia. Sicuramente tu che sei a 200 metri dal Gabrio sei più esposto ai rumori che escono da lì. Io forse sono un po’ più fortunato forse perché più lontano, ma ti assicuro che i sabato sera d’estate provengono (penso, forse, suppongo, ma sono quasi sicuro) dalla bocciofila le musiche e capisco chiaramente quando fanno karaoke, balli di gruppo, ecc. Sai quando uno deve lavorare anche la domenica può dare fastidio. Quando per le strade c’è molto silenzio, allora posso percepire anche le frequenze basse del Gabrio. Comunque capisco che tu non ami il centro sociale, ma anche io, come avrai capito dal mio post, non sono un grande sostenitore… Comunque, a parte il Gabrio, il discorso era soprattutto incentrato sulla riqualificazione della ditta Snia. Tirare fuori il discorso Gabrio sì, Gabrio no, ha sollevato un polverone notevole. Ribadisco, comunque, che gli occupanti del Gabrio (e degli altri centri sociali) sono illegali nonostante i loro ideali, le loro opere condivisibili o no, e il Comune avrebbe quindi dovuto sloggiarli fin da subito, anche per tutelarli dato che quella scuola è piena di amianto, ma siamo in Paese con molte contraddizioni, in cui l’illegalità (non solo dei ragazzi dei centri sociali, ma in generale) è sopportata e a volte accettata per quieto vivere, mentre una persona innocente per una volta che sbaglia a dichiarare il suo reddito rischia super multe. Comunque la discussione resta sempre aperta ed è pacifica! 😉

sulla storia della A32 sei un po’ sbrigativo: è provata l’infiltrazione della mafia nella sua costruzione, le critiche sulla sicurezza si sprecano ancora oggi e se la sua utilità è quella di portare gli sciatori sulle piste…allora anche le critiche sull’utilità si sprecano!
il tranello del “prima si lamentano, poi fa comodo” non regge: io so che l’automobile inquina, ma non posso lamentarmi dello smog se prendo l’autobus? solo chi va in bici o a piedi può? allora quelli del gabrio sono gli unici che possono lamentarsi dell’amianto visto che hanno intrapreso lavori di bonifica a spese loro…
😉

Sull’A32 e sulla TAV sono sbrigativo perché non conosco la storia, anche se non è così difficile intuire che ci siano state infiltrazioni mafiose e speculazioni. Siamo in Italia ed è possibile tutto. Ti pongo una domanda: cosa possiamo fare noi nel nostro piccolo contro mafie e corruzioni? L’unico rimedio è bloccare i lavori? Per grandi opere non intendo le opere inutili come il ponte sullo stretto di Messina, che non servirà a nulla se non si miglorano i collegamenti ferroviari ME-SR e ME-PA gestite ancora con un solo binario e la dannata A3. Rinnovare, rimodernare, costruire nuove strade ferrate è comunque importante per i commerci e i trasferimenti delle persone. L’A32 è stata costruita per aver un collegamento veloce con la Francia, sia per i commerci, sia per il turismo. Ti ricordo che il turismo è una delle fonti di ricchezza dell’Italia, anche se non lo sa sfruttare, anche se c’è di mezzo Mafia e corruzione… Purtroppo… La soluzione giusta è quella di non aggiornarsi mai, rimanere sempre indietro o fermi?

sul fatto dei bassi , cioe che la musica sia alta e vero , il fatto e che voi parlate molto , noi aiutiamo chi vive nel quartiere, ci preoccupiamo, facciamo, diciamo…….., tutte cazzate dite, non avete un insonorizzazione come si deve
, il limite legale in decibel e molto superato da voi, spero non prendiate la cosa alla leggera qualcuno si potrebbe rompere il cazzo , non e un minaccia e un consiglio.
Il rumore fa male alla salute
Quotidianamente il nostro udito è sottoposto alle
sollecitazioni dell’ambiente circostante (rumori sul posto
di lavoro, traffico, tv, radio…), che può incidere
negativamente sulla salute delle orecchie. Soprattutto
quando l’esposizione è prolungata, il danno interessa,
oltre all’apparato uditivo, anche l’ambito cardiovascolare,
neurologico e psichico. A partire da un generico stress, il
suono elevato può provocare diverse risposte da parte
dell’organismo.
Le persone più sensibili, se esposte in modo prolungato
ad alti livelli di rumore, possono subire effetti
permanenti. I danni non restano limitati agli organi
dell’udito (sordità, lesioni…), ma implicano anche stress,
disturbi del sonno, ansia, irritabilità, mal di testa,
aumento del battito cardiaco e della pressione arteriosa.
Il rumore eccessivo riduce anche la concentrazione e la
capacità di vigilare, e interagisce con il benessere fisico
e mentale.

Come potete vedere lascio spazio a tutti…

eh ma gli sfoghi sono utili solo per tranquillizzare chi si sfoga…
posso scrivere:
“Lo smog fa male alla salute” ecc come l’amico qua sopra, ma se domani blocco tutte le auto e spengo tutti i riscaldamenti scateno una rivolta pur avendo risolto il problema smog.
se la proposta risolutiva è smettere di fare serate è una nonsoluzione, perché chi cerca una certa forma di svago e intrattenimento la troverà altrove.
se l’amico qua sopra avesse come vicini dei ragazzi frequentatori abituali del gabrio, qualora il gabrio smettesse di fare concerti potrebbero anche pensare di organizzare qualche festa in più tra le mura domestiche.
il problema non è solo clinico-medico, ma anche sociale e culturale

Come sempre la soluzione sono le giuste misure e stabilire delle regole che tutti dovrebbero rispettare…

qui nessuno ti sta chiedendo di smettere di fare serete,ho frequentato ancheio il gabrio, pero se voi parlate di rispetto del quartiere bisogna essere moderati nelle cose , cioe la musica in questo caso che a volta e eccessivamente alta.

Vieni agli incontri del Comitato Sniarischiosa, porta le tue proposte, io non sono del Gabrio, sono un’esponente del Comitato che vive in zona…

Ciao, mi sapresti indicare esattamente dove si trovano le aree Diatto Snia? (via oppure anche link a google maps?)

Grazie

Ps; Non sono di torino ma ho abitato per 3 anni in c;so racconigi quando facevo l’università

Il Gabrio è in via Revello, mentre l’ex stabilimento comprende l’area tra via Frejus, via Cesana, Via Revello e via Moretta.

da quanto scrivi è chiaro che in generale tieni molto alla “legalità”. perché?

Io preferisco non commettere azioni illegali, poi gli altri facciano quello che vogliono, ma sarebbe meglio senza oltrepassare certi limiti e come dici tu, la libertà degli altri finisce dove inizia quella degli altri. Se ci sono delle leggi ci sarà un perché, anche se molte leggi sono state fatte ad hoc per chi è al governo. 😉

Mercoledì 20 febbraio alle ore 18 all’Urban Center (piazza Palazzo di Città 8/f) ci sarà un incontro con i proprietari, i progettisti e vari esperti per discutere sulla riqualificazione dell’ex area Diatto-Snia. Ingresso libero.

http://urbancenter.to.it

Di seguito un link molto interessante:

spero che vengano ascoltate le richieste e i consigli di tutti gli abitanti della zona. In effetti basta centri commerciali, basta appartamenti di pregio (ma tanto chi se li può permettere?) Magari un posteggio all’aperto per le auto, quello sì, un parco, e come ho scritto strutture utili per gli abitanti del quartiere (una biblioteca, un ritrovo per anziani, bambini o per i bisognosi… Di cose da inventare e progettare ce ne sono…) E per quanto riguarda il Gabrio, magari creare una struttura simile al Barrio di via Cuorgné, comunque che sia a norma e sicura per chi la gestisce e per chi ci va ogni tanto.
Vorrei, infine, dire basta a chi imbratta i muri dei palazzi, anche se abbandonati, con scarabocchi e scritte volgari.

http://sniarischiosa.noblogs.org/

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