Il Blog di Luca C.

Preparativi per il giorno più importante 1

Posted on: 17 gennaio 2013

Torno a scrivere dopo più di due settimane di silenzio, o quasi: oltre all’influenza che mi ha inchiodato a letto ho partecipato al dibattito che si è aperto in seguito ad un mio post sulla riqualificazione dell’Area Diatto-Snia e del C.S.O.A. Gabrio. Ma non voglio continuare a scrivere su questo argomento; chi volesse partecipare lo può fare tranquillamente cercando il post.

Tra gli argomenti che vorrei trattare, oggi inizierei a parlare di come organizzare uno degli eventi che caratterizzerà il mio (nostro) 2013, ovvero il matrimonio.

Matrimonio

Il discorso è venuto fuori a maggio del 2012 e dal quel momento abbiamo iniziato a studiare e fare ricerche. Conviene partire almeno un anno prima per non fare cose affrettate. REGOLA NUMERO UNO: non avere fretta e non dare nessun tipo di conferma fin quando non si è più che sicuri: chiunque vuole tirare acqua al proprio mulino pur di guadagnarci. Quindi sempre occhi ben aperti e fare più ricerche possibili. Eh sì, una delle cose negative di un matrimonio sono i costi alti: insomma, c’è tanta speculazione intorno all’argomento. Dunque, dicevo che non bisogna avere fretta, ma anche che bisogna mettere subito in chiaro se accettare aiuti e consigli dai parenti più stretti che, sicuramente, una volta raccontata la lieta novella, potrebbero letteralmente sommergervi come se fossero loro a dover organizzare la festa ed stilare gli inviti. Una volta superata questa fase si può iniziare a ragionare: per prima cosa bisogna stabilire un tetto economico massimo da non superare, calcolando che tanto non si riuscirà a rispettarlo. Dopodiché, con la penna in mano e, soprattutto, il cuore in mano fare la lista delle persone che si vorrebbero a tutti i costi al proprio matrimonio: questa fase potrebbe essere molto delicata a causa dell’intromissione dei genitori. REGOLA NUMERO DUE: il matrimonio è vostro e saranno gli sposi a decidere chi parteciperà. Bisognerà, però, arrivare comunque a dei compromessi. Nel mio caso specifico ho deciso di non invitare tutti i parenti e gli amici che risiedono fuori dal Piemonte per motivi logistici ed economici. Qui lo anticipo scrivendolo e se si tratta di persone intelligenti, come spero che siano, capiranno. Compromessi appunto: bisogna almeno includere famigliari con i quali non si ha più un rapporto da anni, ma siccome risiedono in Piemonte, per educazione, bisogna invitarli. A meno che, con freddezza, decidiate di rompere i rapporti. Vi conviene? Poi ci sono tutti quegli amici di famiglia (dei genitori) con cui, anche se conosco dall’infanzia, non c’è stata una continuazione di rapporti, quindi ho eliminato dalla lista alcuni di loro a malincuore. Fate una lista ragionata di persone alle quali tenete veramente, in base ai rapporti o che bisogna invitare per educazione e in base ai costi. Siccome da parte mia ci sono tantissime persone ho dovuto farlo: spero che capiscano tutti che siamo in tempo di crisi, che non navighiamo nell’oro e che vogliamo metterci i soldi di tasca nostra perché già i nostri genitori hanno fatto tantissimo per noi. Ah, dimenticavo: noi abbiamo deciso di sposarci con rito civile; lo preferisco al rito religioso perché non mi piace l’ipocrisia delle religioni. E poi diciamolo anche se dietro al matrimonio c’è l’Amore è pur sempre un contratto tra due persone. Stabilito anche questo bisognerà fare ricerche sulle location. REGOLA NUMERO TRE: anche se un po’ costoso, fare qualche cenetta in incognito nei ristoranti che più hanno attirato la vostra attenzione. Scoprirete che non sempre i grandi nomi offrono servizio e cibi altrettanto buoni. Tra i vari avvisi che ci sono pervenuti, ci è stato vivamente sconsigliato il catering: un nostro sondaggio tra le persone che hanno mangiato tramite catering non c’è stata una buona percentuale a favore. Ci sono location storiche in cui ci si può sposare regolarmente e offrire il banchetto, oppure ci si sposa in comune e ci si sposta al ristorante, oppure c’è l’alternativa di fare un rito fittizio direttamente in loco mentre lo sposalizio vero è già avvenuto in anagrafe. Abbiamo escluso il rito fittizio perché ci sembra triste, abbiamo escluso le location storiche perché troppo care e/o con regole troppo restrittive e la maggior parte con servizio catering, quindi abbiamo optato per rito civile in sala comunale con spostamento nel ristorante. REGOLA NUMERO QUATTRO: forse avrei dovuto scriverla prima; conviene crearsi un file o scrivere su un’agenda tutte le impressioni, tutti i nomi, tutti i costi, insomma, tutto sulle varie location visitate. Vedrete che a distanza di mesi servirà. Quando la data del matrimonio verrà confermata (calcolare sei mesi prima) sia dal ristorante, sia dal comune prescelto, la strada sarà più semplice…

La prossima volta parlerò della lista nozze, delle partecipazioni, delle bombonierie…

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