Il Blog di Luca C.

Preparativi per il giorno più importante 3

Posted on: 29 gennaio 2013

matrimonio 3

Continuano le “rapid lessons” sull’organizzazione di un matrimonio, suddivise in semplici e chiare regole:

REGOLA NUMERO UNO: non avere fretta e non dare nessun tipo di conferma fin quando non si è più che sicuri;

REGOLA NUMERO DUE: il matrimonio è vostro e saranno gli sposi a decidere chi parteciperà;

REGOLA NUMERO TRE: fare qualche cenetta in incognito nei ristoranti che più hanno attirato la vostra attenzione;

REGOLA NUMERO QUATTRO: crearsi un file o scrivere su un’agenda tutte le impressioni;

REGOLA NUMERO CINQUE: la bomboniera dovrà piacere anche agli invitati e soprattutto dovrà essere un minimo utile;

REGOLA NUMERO SEI: inviti semplici e chiari, tanto nessuno li conserverà;

REGOLA NUMERO SETTE: consultate più agenzie di viaggio e i cataloghi.

E’ possibile che nella vostra città si organizzino mostre espositive sull’argomento matrimonio: cercate di andare per conoscere e farvi delle idee, ma non presentatevi impreparati, altrimenti rischierete di essere letteralmente sommersi da volantini e tirati dentro ogni stand. Quello che non vi interessa rifiutatelo educatamente. Comunque dalle esposizioni qualcosa si ricava sempre: per esempio ho conosciuto una simpatica signora dalla quale sono venuto a conoscenza di partecipazioniinkarta, del fotografo e il personale del negozio che mi ha venduto l’abito da sposo. Come avrete capito oggi parlerò del fotografo e dell’abito da sposo. Sull’abito da sposa non posso dire nulla, a parte il fatto che sarà bianco panna. Vicino a casa nostra c’è un buon fotografo, ma dopo aver fatto conoscenza dell’altro, abbiamo preferito l’altro che ci ha anche lasciato un preventivo scritto e scontato. Più o meno il nostro servizio fotografico costerà sui 1000 euro e include album per gli sposi, due piccoli album per i genitori e tutte le foto su dvd. Nessun filmato perché lo trovo pacchiano e non mi piace tediare gli amici con i video, a meno che il regista sia un nome importante… A parte gli scherzi… Sembrerebbe che tutti i fotografi suggeriscano di stampare su carta fotografica opaca e di evitare quelle lucida e soprattutto quella metallizzata. La carta opaca ha il vantaggio di non riflettere la luce, di non lasciare impronte visibili, di non falsare i colori. Forse per il fotografo è più semplice lavorarci e per gli sposi è più economico. La carta lucida ha un certo suo impatto iniziale, mentre quella metallizzata la trovo esagerata. Per quanto riguarda il modello (lo stile di fotografia), i fotografi consigliano lo stile “reportage”, insomma, quello più naturale, senza pose, senza forzatura e molto naturali. Quello che fa per noi! Per il fotografo non abbiamo avuto molti problemi a sceglierlo, anche se abbiamo cambiato idea sul primo, forse un po’ più caro e all’apparenza un pochino frettoloso. Anche con il fotografo è indispensabile decidere abbastanza in fretta perché più passano i mesi, più si accumulano i suoi impegni. Fortunatamente sposandoci di venerdì, forse avremo il fotografo tutto per noi. REGOLA NUMERO OTTO: scegliete, infine, lo stile fotografico che più vi garba, ma evitate il filmino. Quando sono andato all’esposizione di Guidasposi, ho anche prenotato un incontro presso il negozio in cui mi sono comprato l’abito. Innanzitutto vi consiglierei di acquistare un vestito che si potrà utilizzare anche in futuro, possibilmente un completo, tanto per rendere più semplici gli accostamenti. Quello che forse non si useranno più saranno la camicia diplomatica, il pastran o come diavolo si chiama quella specie di cravatta, e forse il gilet. Tutto è già pronto perché quando riesco ad avere le idee chiare ci vuole pochissimo tempo per scegliere il vestito: un gessato blu  scuro (righine argento), con camicia bianca e ‘sta “cravatta” argento; insomma, molto semplice ma efficacemente elegante. Dimenticavo le scarpe , i gemelli e il punto luce per la cravatta compresi. Alcuni elementi devono essere un po’ eccentrici per evitare di essere confusi con gli altri invitati maschi o con i camerieri (eh sì, succede anche questo). Insomma, l’abito c’è già, solo da riprovare e saldare, ahimé, il conto, ma non ho speso tanto calcolando che si tratta di buone marche; diciamo che meno di 1000 euro per il mio abito è più che onesto. Ce ne sono alcuni da 2000 euro in su, ma sono indispensabili frack da pinguino, cilindro, gioielli, bastone e tutti gli altri elementi inutili? Secondo me no. REGOLA NUMERO NOVE: (per i futuri mariti) scegliete un abito sobrio, elegante e che si possa utilizzare in futuro. Sempre alla fiera ho iniziato a farmi un’idea sul tipo di animazione e intrattenimento musicale. Qui ho ancora adesso delle perplessità e non abbiamo ancora deciso. Ci sono diversi tipi di intrattenimento: il dj, il complesso, il tastierista cantante, il quartetto d’archi,… Il complesso mi sembra un po’ “numeroso” (qui vi ricordo che tra gli invitati al banchetto dovrete considerare il/i fotografo/i e gli/l’animatori/e), il quartetto d’archi un po’ “antico”, il tastierista “sempre il tastierista”, il dj… Sì, il dj, ma un dj che sappia animare e che sappia scegliere la musica giusta. Vorrei fare io il dj, con tutti i cd che ho a casa, con tutte le idee che ho in testa… Ma non posso e non saprei utilizzare la strumentazione. Comunque è meglio scegliere una persona professionista; evitate di fare di testa vostra e di usare lettori mp3 (la durata della batteria è breve, il volume tra ogni canzone diverso). Semmai, fate una selezione delle vostre musiche preferite (lavoro lungo e faticoso) e date gli mp3 al dj, considerate anche i gusti musicali degli invitati (ahimé, tra i nostri invitati piace il liscio) e, soprattutto, se ci sono molte canzoni straniere cercate la traduzione dei testi per evitare di trovarvi Knockin on heaven’s door, una bellissima canzone sulla morte di una persona cara. Al momento non ho le idee chiare, ma forse per i balli ci sarà una lunga selezione di brani super-famosi anni ’70, ’80, ’90 e del primo decennio ’00 fino ad oggi, ma anche il rock’n’roll anni ’50, il boogie-woogie, qualche brano trash riempi-pista e un pochettino di liscio. Durante l’aperitivo e il pranzo sarebbe meglio avere un sottofondo musicale molto “sottofondo”, cioè soft pop e orecchiabile. Dimenticavo la musica da utilizzare nella sala comunale: per non fare spostare il dj con tutta la sua strumentazione potrebbe bastare un lettore cd portatile con dentro Lohengrin, Coro nuziale di Richard Wagner e un amico pronto a premere play all’entrata della sposa. REGOLA NUMERO DIECI: scegliete il tipo di animazione che più vi garba, considerando l’intero contesto e anche i gusti dei vostri invitati. Ricordatevi che ci sarà da pagare anche l’amica SIAE. Alla prossima lezione…

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