Il Blog di Luca C.

Il piantagrane

Posted on: 19 marzo 2013

[…] erano due brave persone, per quanto è possibile esserlo mentre si cerca di sopravvivere e, come spesso capita alle brave persone, non contavano un cazzo.

[…] ce la fecero quasi subito a prender sonno, anche se non potevano confidare in quel vantaggio minimo sul domani di cui tutti abbiamo bisogno, al momento di posare la testa sul cuscino. Credere di sapere cosa ci aspetta.

E’ stupido cercare d’essere originali in certi frangenti. Se pensi che una donna sia bella, lascia perdere la sua sensibilità e la sua simpatia, dille che è bella e lei ne sarà felice.

I gusti del gelato la dicono lunga sui cambiamenti che una società subisce nel corso degli anni. Un tempo eri un tipo stravagante se ti piaceva la stracciatella. Oggi la gente trova normale leccare un abbinamento cardamomo-zenzero.

Non essere a conoscenza dei fatti è una fortuna che non viene apprezzata abbastanza. Anzi, la si considera una menomazione, una manchevolezza cui è necessario porre rimedio. Così si fa di tutto per sapere, per scoprire, senza tenere che poi nulla sarà più come prima.

Non esiste alcuna soglia di maturità che una volta varcata, ti permetta di dire:”Amore mio, sei tutta la mia vita, ma capisco che ora devi andare via per sempre, sparire e non essere mai più la voce che mi chiamava dalla sua stanza, i quattro in latino che mi facevano mangiare il fegato, le telefonate dal campeggio, i pomeriggi noiosi in cui tu seguivi il motociclismo e io cercavo di preparare uno strudel. Devi scomparire perché questa è la legge, io lo capisco e lo accetto”.

[…] sto cercando di dirvi, in buona sostanza, che le vere rivoluzioni sono spontanee e inevitabili… in poche parole, inconsapevoli e accidentali…

Quante sofferenze derivano dalla mancata accettazione di fatti immodificabili: la fine di un amore, la scomparsa di una persona cara, una menomazione improvvisa. Ti dibatti, ti contorci, soffri e non ti rassegni […]. Imparare ad accogliere ciò che non puoi cambiare, ecco in cosa consiste la superiorità delle piante.

Non è vero che tutti gli uomini sono uguali, è una baggianata cui fingiamo di credere per non dispiacere alle religioni e a quel che resta delle ideologie. Alcuni sono inferiori per dignità e cuore e non meritano più rispetto di un tubetto di dentifricio spremuto.

Perché uno stronzo è uno stronzo? Ecco la grande domanda che l’Umanità dovrebbe porsi. […]. Uno stronzo perfetto rappresenta una sorta di alterazione della specie, tra cento anni magari ci spiegheranno che si tratta di esemplari che hanno un cromosoma diverso. Gli autentici stronzi non sono moltissimi e non vanno confusi con i collerici o con i nervosi. […] Riconoscere i veri appartenenti alla categoria dal fatto che non hanno mai dubbi né orrore di loro stessi, sanno conservare il rancore in eterno, sfruttano finché possono una posizione di vantaggio.

E’ solo nei momenti di serenità che riusciamo a capire quanto siamo infelici.

(Marco Presta, Il piantagrane, 2012)

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