Il Blog di Luca C.

Senso D’oppio

Posted on: 8 ottobre 2013

Con l’arrivo dell’autunno e del freddo cambiano i modi di trascorrere il tempo libero e così anziché una passeggiata all’aperto per comprarsi un buon gelato a “La Romana” ci si ingegna per ovviare e organizzare delle simpatiche serate possibilmente insieme agli amici. E così quando ho un po’ di tempo libero sfoglio Torino7, ma soprattutto mi collego ad internet per scoprire quali eventi propongono i luoghi che mi interessano di più. Tra questi c’è sempre il Cab41, storico locale di cabaret in via Carle 41 a Torino. Due settimane fa ho scoperto all’ultimo momento che era in programma uno spettacolo dei Senso D’oppio, simpaticissimo duo di mimo e “ballerini” già conosciuti nella trasmissione televisiva Zelig e mi sono subito entusiasmato da quello che facevano. Anche se il Cab41 ha aumentato nel giro di pochi anni il costo del biglietto mi son detto che non era il caso di farseli scappare adesso che erano a Torino. Chissà quanto tempo ci vorrà per rivederli dal vivo. Qualche dubbio su questi comici di Zelig ce l’ho sempre: non voglio dire che non siano bravi e preparati, ma che ogni tanto mi domando se siano capaci di tenere in piedi uno spettacolo che dura circa due ore e non cinque minuti come in TV. Lo spettacolo dei Senso D’oppio è incentrato soprattutto sulla musica, sul mimo e sul ballo e ritengo che sia un lavoro molto impegnativo, primo perché lo fanno in sincrono (cosa difficilissima), secondo perché penso che sia allucinante fare la ricerca di brevissimi secondi di canzoni i cui testi messi insieme danno un senso logico agli sketch dei Senso D’oppio. E proprio con il missaggio di questa moltitudine di brani e i balletti che il duo crea una comicità sfrenata. I testi delle canzoni, ovviamente famosissimi, possono essere in lingua straniera o in italiano, ma quando il testo è in lingua inglese si gioca sul suono delle parole: ad esempio Love is in the air potrebbe diventare in dialetto pugliese L’ov son de ieru cioè Le uova sono di ieri. Insomma, bisogna essere un po’ svegli ed avere un ottimo senso dell’umorismo per cogliere queste sottigliezze. In buona sostanza sono rimasto estremamente soddisfatto dello spettacolo e la spesa di sedici euro (consumazione compresa) ne è valsa la pena. I Senso D’oppio dopo una breve introduzione di Enrico Luparia ed il suo compare hanno fatto uno spettacolo di ben un’ora e mezza (forse di più) coinvolgendo il pubblico che non voleva più andarsene via e soprattutto non scendendo mai nel volgare, cosa che sembra difficilissima in questo momento di crisi anche culturale. Secondo me, alla fine della serata, un po’ di stupore e commozione hanno colto il “piccolo” dei Senso D’oppio quando ha preso di mira un ragazzo del pubblico per fargli spiegare davanti a tutti con microfono in mano il significato di “bis” e costui, ovviamente intimidito ed impacciato, ha risposto con un sincero “vogliamo che non andate ancora via”. Eh sì, delle buone risate fanno sempre bene al corpo e soprattutto alla mente. Grazie ai Senso D’oppio.

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