Il Blog di Luca C.

Si può fare!

Posted on: 29 ottobre 2013

[…] così è fatta la natura umana. Gli studi e le ricerche sul campo condotte da sociologi, economisti e psicologi sottolineano spesso come le persone, indipendentemente dalla cultura cui appartengono, siano restie ad attribuire agli avvenimenti che esistono solo in un possibile futuro la stessa importanza che danno a quelli imminenti. Si tratta del medesimo atteggiamento che fa sì che americani ed europei, benché ricchi e istruiti trovino così difficile controllarsi nel consumo di alcol, fumo o di cibo in eccesso. Spesso ai comportamenti “cattivi” si associa una gratificazione immediata, mentre i connessi danni per la salute diverranno evidenti solo nel giro di anni.

E’ una tragica, anche se ovvia, rappresentazione di come il nostro sistema economico fallisca di fronte al compito di soddisfare i bisogni di tutta l’umanità e lasci milioni di persone di ogni paese in mezzo ai guai e alla sofferenza perché pochi speculatori inseguono ciecamente l’obiettivo di profitti sempre più alti.

Tutto cambia se ci caliamo in un mondo popolato da persone multidimensionali, interpretato da una visione che adotta come metro di misura del successo il contributo di ciascuno al benessere di tutti. Per ridurre la miseria della povertà si pensa, convenzionalmente, di ricorrere alla redistribuzione del reddito, tassando i ricchi e impiegando il ricavato per il bene dei poveri. In un’economia abitata da esseri multidimensionali si innesca invece una specie di processo di autoredistribuzione del reddito in cui alcuni ricchi impiegano il business sociale per sradicare la povertà. Per lo stato allora può risultare più facile ed efficiente incentivare i ricchi ad affrontare i problemi sociali dando vita a imprese con finalità sociali in molti campi diversi, piuttosto che ricorrere alla leva fiscale per finanziare l’arsenale degli ammortizzatori sociali e altri programmi di intervento pubblico di dubbia efficienza. Per garantire che anche i poveri possano beneficiare della crescita economica non è solo necessario che la torta continui a crescere, ma anche che la porzione che tocca ai poveri cresca a velocità maggiore.

Se vogliamo fare delle previsioni possiamo seguire due strade . Una è quella di raccogliere i migliori esperti di scienza, tecnologia ed economia chiedendo loro di formulare le più acute e lungimiranti proiezioni a venti anni che la loro competenza consente. L’altra è di chiedere ai più brillanti scrittori di fantascienza di immaginarsi il mondo del 2030. E se poi chiedete a me quale delle due strade abbia le migliori chance di cogliere nel segno, rispondo senza esitazione: quella degli scrittori di fantascienza. La spiegazione è molto semplice: gli esperti sono abituati a fare le loro previsioni sulla base dell’esperienza passata e della situazione presente, ma nel mondo reale sono i nostri sogni a dare la spinta decisiva agli eventi della storia. Per descrivere il mondo del 2030 possiamo partire preparando una lista delle cose che ci piacerebbe trovare. Per esempio: […]

I sogni sono fatti di cose “impossibili”. All’impossibile non si arriva seguendo le menti analitiche condizionate a pensare in base all’informazione fattuale così com’è generalmente accessibile. Sono menti che ospitano lampeggianti rossi pronti a entrare in azione per metterci in guardia dagli ostacoli che potremmo incontrare lungo la via. Quando vogliamo pensare al nostro futuro dobbiamo invece orientare le nostre menti in un’altra direzione. Dobbiamo predisporci a osare i balzi più spavaldi per riuscire a rendere possibile l’impossibile. E non appena una cosa “impossibile” diventa possibile viene scompaginata con un effetto domino tutta la struttura del reale e si prepara così il terreno perché molte altre cose “impossibili” possano diventare possibili. Dobbiamo credere nella nostra lista dei desideri se vogliamo sperare di trasformarla in realtà. Dobbiamo creare concetti, istituzioni, tecnologie e politiche che siano adatti e appropriati a raggiungere i nostri scopi […] Per nostra fortuna siamo entrati in un’epoca in cui c’è una speranza che i sogni possano realizzarsi. Il presente deve essere organizzato in modo da consentire un facile passaggio al futuro, senza permettere che il passato possa sbarrarci la strada. I nostri sogni ci sembrano impossibili? Vuol dire che hanno una possibilità di realizzarsi se sapremo crederci fino in fondo e lavorare in questo senso.

(Muhammad Yunus, Si può fare!, Feltrinelli, 2010)

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