Il Blog di Luca C.

Verrà fermato anche Babbo Natale?

Posted on: 17 dicembre 2013

Allora, premetto innanzitutto che ho scritto questo post l’11 dicembre (due giorni dopo l’inizio delle manifestazioni del movimento dei forconi) e che in questi giorni non mi sono documentato come avrei voluto a causa di fatti miei, quindi i soliti commentatori che pensano di saperne di più evitino di insultare e firmino con il proprio nome i commenti altrimenti non li pubblicherò. L’argomento del quale vorrei discutere in questo post riguarda gli ultimi avvenimenti che stanno accadendo in Italia: le manifestazioni dei forconi. Si tratta di un segnale molto forte da parte del popolo italiano che non ce la fa più a sostenere la crisi e a subire quotidianamente gli insulti dei politici che non sanno fare il loro lavoro tranne litigare. Il problema non è il governo attuale, ma cinquant’anni di mal governo, di trattative Stato-Mafia, di tangenti, di sperpero di denaro pubblico, di occultamento di documenti e prove sulle stragi italiane (Ustica, Bologna, piazza Fontana…), di malagiustizia (un povero che ruba subito in carcere con direttissima, un boss della mafia i domiciliari). La crisi ha accentuato l’insofferenza degli Italiani: sacrifici per arrivare a fine mese (anche se poi molti non possono fare a meno dell’ultima versione dell’I-Phone), prezzi dei prodotti di prima necessità che aumentano, aumento delle tasse, aumentano i senza-tetto tra i quali ci sono molti “giovani”. In un’intervista televisiva una donna ha detto “noi votiamo i nostri politici sperando che loro ci facciano da padre e ci curino e accudiscono, invece ci abbandonano per seguire i loro sporchi interessi”. La sfiducia è alle stelle: prima o poi doveva capitare ed sta capitando adesso. Se i governatori non agiscono subito mettendosi una mano sulla coscienza prevedo grossi guai. Purtroppo penso anche che il danno è talmente enorme che pure il migliore e onesto dei politici abbia difficoltà a risolverlo e soddisfare tutti. Insomma, il disagio è così palpabile che la gente è finalmente scesa per strada con lo slogan “l’Italia si ferma”. Inevitabili gli scontri con le forze dell’ordine. Purtroppo le teste di cazzo e gli infiltrati (inviati direttamente dalla polizia?) ci sono sempre per scatenare l’inferno e una manifestazione che vuole essere magari pacifica si trasforma in guerriglia. Il primo giorno ho in qualche modo assistito anche io alle manifestazioni pur essendo a lavoro. Molti i giovanissimi che si sono riversati per le strade: studenti che per non andare a scuola si sono recati in centro città quasi per divertimento e fare casino senza conoscerne i motivi: bastava guardarli. Molte le famiglie che andavano più che altro a curiosare per vedere dal vero come sono gli scontri durante le manifestazioni. Praticamente tutti i negozi chiusi in città e molti con il foglio con su scritto “chiuso per sostegno ai manifestanti” attaccato sulle serrande. Aree mercatali deserte. Per carità ognuno è libero di fare quello che vuole. La libertà di scioperare e manifestare è un sacrosanto diritto, ma non lo è più quando i manifestanti insultano e obbligano a chiudere le saracinesche dei negozi che vogliono rimanere aperti tenendo in ostaggio i dipendenti che sono andati a svolgere il loro lavoro quotidiano e fargli perdere ore di lavoro che tanto prima o poi bisognerà recuperare. Quando si lede la libertà del prossimo allora non si è più in democrazia, ma in una stato di dittatura. Nessuno deve costringere a chiudere le porte dei negozi che vogliono rimanere aperti. Io stesso sostengo chi è andato a manifestare contro anni di malgoverno, ma ritengo che ognuno debba agire come meglio crede senza obbligare gli altri con idee diverse: e non si tratta di destra o sinistra, si tratta di libertà di scelta e di pensiero. Mi chiedo poi come mai la maggior parte dei commercianti abbia deciso di appoggiare il movimento dei forconi proprio il lunedì, quando a Torino il lunedì mattina sono chiusi il 95% degli esercizi commerciali che aprono per quattro ore al pomeriggio e magari gli incassi sono bassi. Cari commercianti, volete fermare veramente l’Italia? Abbiate il coraggio di chiudere i vostri negozi dal venerdì alla domenica quando l’affluenza di clienti è maggiore, provate a chiudere dal 20 al 24 dicembre, tutti, pure quelli alimentari. Allora sì che l’Italia si ferma! E magari si riscopriranno i veri valori del Natale che si è trasformato in  una festicciola consumistica in cui abbiamo talmente troppo che non sappiamo più che regalare ai nostri cari. Preferisco che mi regalino la loro compagnia ed il loro affetto. E poi che bisogno c’è di commettere atti di vandalismo? E ci credo che poi la polizia carica, perché non deve difendere i politici, bensì l’ordine pubblico. Pensate veramente che un poliziotto o un carabiniere piaccia rischiare la propria vita per poco più di mille euro? Meditiamo e cerchiamo di passare un Natale sereno!

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