Il Blog di Luca C.

Ricordo di una cena schifosa

Posted on: 14 gennaio 2014

Mi son detto che quando scrivo un commento riferito ad un’esperienza negativa devo evitare di fare nomi e cognomi, ma ogni tanto è molto difficile. Beh, non esageriamo adesso: al mondo c’è molto di peggio, ma quando si tratta di ristorazione e servizi offerti al consumatore… Ma iniziamo dall’inizio. Dopo mesi e mesi in cui cercavamo di organizzare un incontro tra cugini per far vedere le nostre foto del matrimonio e del viaggio di nozze, finalmente abbiamo trovato un buco in cui poter fare visita al cuginone preferito, perché se aspetto che Maometto vada alla montagna è meglio che la montagna vada da lui. Con il favore degli orari lavorativi siamo addirittura riusciti a cenare insieme. A cenare, adesso non esageriamo… Se fosse stata una pizza almeno avrei digerito meglio. Ma complice il movimento dei forconi nel grazioso paesino in prima cintura di Torino (in cui vive il cugino) era tutto chiuso, praticamente il coprifuoco. L’unica pizzeria aperta era lì a due passi, ci si poteva arrivare anche a piedi, però quel buongustaio chef di mio cugino ci ha informato che si mangia male perché la pasta della pizza è troppo elastica. Eh vabbé! Così ci rechiamo in un ristorante self-service subito dietro l’aeroporto Sandro Pertini di Caselle. In precedenza lì c’era una discoteca, il My Way, nel senso non al posto dell’aeroporto, ma al posto della sala da ballo. Anni fa la discoteca era abbastanza frequentata, soprattutto dai ragazzini casellesi (si chiamano così i cittadini di Caselle?) che non avevano ancora la patente. Il locale disposto su unica sala offriva musica dance commerciale e latino-americana oltre ad un servizio bar e ristorazione all’ora di pranzo. Se non sbaglio venivano invitati anche dj tutto sommato famosi nell’hinterland torinese. E’ ovvio che il centro di Torino è molto più invitante rispetto al trascorrere una serata a Caselle. Comunque l’attività precedente è fallita e la gestione è stata presa da un imprenditore cinese che ha dato luce a questo fantastico ristorante self-service. Il locale è molto spartano e minimale, le pareti di un colore direi indefinito, un mix di giallo e grigio o un verdastro oliva chiaro. In pratica è stato lasciato il bancone del bar e la sala ristorazione che c’era già in precedenza e semplicemente sono state eliminate tutte le strumentazioni e i decori che servono in una discoteca. Al posto dei divanetti e della saletta priveé (ce ne sempre una in discoteca, ma a che cacchio serviranno?) sono stati messi una serie di tavoli quadrati di formìca anch’essi molto spartani. In mezzo alla sala è stato aggiunto tutto l’occorrente per il self-service. Al posto delle casse e delle luci psichedeliche attaccati alle pareti ci sono tre schermi piatti. Et voilà! Il ristorante è fatto… Che tristezza! In confronto la mensa degli ospedali è più colorata, allegra e di sicuro più curata e sana. All’interno l’aria è fredda, non c’è nemmeno il riscaldamento o  se c’è è tenuto al minimo di legge. Di fronte ai tavoli di metallo classici dei self-service in cui i clienti si servono (appunto) c’è la cucina separata dal resto del locale da una vetrata (tipo banca per dire), ma almeno si possono tenere d’occhio i cuochi anch’essi cinesi. Non si sa mai cosa bolle in pentola. Nei vassoi dai quali ci si può servire, le pietanze sono scarse e, si vede anche con l’occhio meno esperto, cucinate e conservate male. Altro che la mensa del nostro albergo a Las Vegas: il ben di Dio c’era là e tutto buono (peccato le bevande ghiacciate). Comunque per andare sul sicuro ho deciso di prendere per primo un piattino di agnolotti con panna, prosciutto e piselli (appena tiepidi) e poco gustosi. Per secondo, non volendo farmi cucinare la carne esposta cruda sul tavolo, ho preso qualche oliva ascolana e un po’ di patate al forno. Orrore! Sia le patate, sia le olive erano fredde, asciutte ed avevano un gusto di olio che si capiva benissimo che era stato usato più volte e che ci avevano fritto pure il pesce. Ho pensato che la frutta fosse la cosa più salutare là dentro. Ho optato per un kako (ovviamente freddo di frigo) e dalla buccia appiccicosa. Per dolce c’erano dei residui di tiramisù che non ho preso per evitare qualche intossicazione alimentare. Tutta la cena ci è costata 76 (SETTANTASEI) euro! In pratica la cena costa 15,90 euro a persona bevande escluse! E ancora più assurdo che se lasci qualcosa nel piatto il gestore potrà decidere di farti pagare dai 5 ai 20 euro!!! Ma siamo pazzi? E ci credo che in ‘sto locale cucinano roba schifosa, così la clientela paga la cena che non mangia perché è disgustosa e poi si trova la sorpresa di pagare anche quello che non ha mangiato!!! Dovrebbero chiuderlo subito questo ristorante! Bisogna mandargli l’ASL. Purtroppo non ho pensato di curiosare nei bagni, chissà che sorprese avrei trovato! Intanto, mentre stavo per concludere il post ho visitato il sito http://tripadvisor.it in cui ho trovato questa recensione:

Sono stata al *** *** con il mio fidanzato, una volta abbiamo preso cibo cinese d’asporto. Buono come tutti i ristoranti cinesi, hanno la capacità di avere tutti lo stesso sapore. Un altra volta andando a mangiare lì abbiamo visto una cosa assurda, a chi aveva avanzato cibo nel piatto, il cameriere lo riprendeva e andava a rimetterlo nel buffet dove i clienti andavano a riempirsi i piatti. Dopo aver visto ciò, già non sono assidua frequentatrice dei ristoranti cinesi, da oggi li abolirò del tutto e tirerò una riga sopra il *** ***.

  • Visitato a Settembre 2012

Peccato che il giudizio complessivo sia di 3,5 voti su 5 (avranno tutti lo stomaco di ghisa); peccato che ho ho fatto il voto di non far nomi, peccato…

Scontrino

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