Il Blog di Luca C.

Quanti “se” ci siamo detti quel giorno…

Posted on: 18 marzo 2014

Ogni tanto abbiamo dei giorni di pausa in comune. Per noi quei giorni sono intoccabili in quanto sono le nostre “domeniche”, ma cadendo durante la settimana è praticamente impossibile coinvolgere amici e famigliari. Così ne approfittiamo per svolgere le attività a noi più interessanti: non ci facciamo scappare il cinema dato che in settimana il biglietto è ridotto, ma nemmeno i musei in quanto a Natale ci è stata regalata la tessera Torino Musei. Se l’avessimo acquistata noi, ora sarebbe più che strapagata. Sicuramente questo sarà il prossimo regalo di Natale che richiederemo o che ci faremo a fine anno perché una volta che la si ha la si sfrutta moltissimo. E proprio in suddetti giorni di pausa infrasettimanale che ne abbiamo usufruito recandoci ultimamente al Castello di Agliè e alla basilica di Superga: in pratica turisti della nostra città. Lasciata alle spalle la noia lavorativa abbiamo iniziato a cercare delle località da visitare. Purtroppo per noi il martedì sembra il giorno di chiusura di tutti i musei, i castelli e i trasporti turistici GTT, ma in qualche modo riusciamo sempre ad aggiustarci. La prima visita è stata dedicata alla Reggia di Venaria o meglio alle stanze reali all’interno del parco La Mandria, ma ahinoi tutto il complesso era chiuso per gli aggiornamenti delle sale espositive fino al 7 marzo. Siccome la giornata era soleggiata seppur fresca abbiamo passeggiato nei viali del parco salendo alla piana in cui hanno sede le stanze reali. Un senso di sgomento ci ha investito brutalmente: gli alberi del viale principale sono tutti malati e pericolanti, ma è stato creato un percorso alternativo. La cosa più sconvolgente è che tutto il complesso in cui si trovano le stanze reali è in completo abbandono: un enorme cartello indica che i lavori di restauro dell’intero complesso, che prevedevano un hotel con 58 stanze, un ristorante, un ostello della gioventù, un’area ricreativa con mercatino artigianale e alimentari e chioschi, una galleria di vetro dedicata alle scienze o alla botanica (al posto delle stalle dei cavalli), sarebbero stati terminati tra il 2008 e il 2009. Una realizzazione stupenda che avrebbe richiamato turisti da tutto il mondo, forse, se non fosse per la solita mancanza di fondi. Invece è tutto in completa rovina, tutto è transennato per pericolo di crollo e non c’è più neppure il bar all’interno di uno dei cortili in cui c’erano le recinzioni dei cavalli. Niente di niente. Come sarebbe bello se… Quanti se ci siamo scambiati quel giorno… Una settimana dopo ci siamo recati al Castello di Agliè, altra residenza sabauda, recuperata durante gli ultimi due decenni (io, da piccolo, me la ricordo in rovina anch’essa, magari mi sbaglio) e dove in seguito hanno girato la famosa serie televisiva “Elisa di Rivombrosa” che ha portato momentaneamente al piccolo borgo di Agliè scompiglio, fama e turisti, ma anche qui abbiamo avvertito un’aria di abbandono, rovina e decadenza. Sarà perché siamo andati a visitare in giorni feriali, però quando si vedono le mura scrostate dall’umidità un minimo dubbio che anche qua manchino i fondi per restaurare, preservare e richiamare i turisti. Come sarebbe bello se… Quanti se che ci siamo scambiati quel giorno… Due giorni dopo approfittando del bel tempo e del cielo limpido siamo saliti alla basilica di Superga utilizzando la tranvia a dentiera. Io ci viaggiai quando ero piccolo e non mi ricordavo nulla, per la mia consorte era la prima volta. Devo ammettere che è stato fatto un ottimo lavoro di restauro grazie alla GTT e ai molti volontari amanti dei binari, dei treni e dei tram. Purtroppo essendo un giorno feriale l’ultima salita era quella delle ore 15.00 e l’ultima discesa alle ore 15.30. Quindi non avremmo avuto il tempo di goderci il panorama su Torino e la visita se non ci fosse stato il bus 79 che ci avrebbe riportato alla stazione Sassi: ma volete mettere in confronto un viaggio sulla dentiera e uno su un mini-bus? Forse nella bella stagione il servizio con la dentiera ha orari prolungati, però un occhio ai turisti non farebbe mai male. Essendo l’ultima corsa del trenino il bar della stazione era chiuso, così abbiamo optato per il bar-ristorante all’interno della basilica. Sempre grazie alla tessera Musei abbiamo potuto visitare gratuitamente gli appartamenti reali, le tombe dei reali e la cupola juvarriana ammirando il bel panorama su Torino. Non ci siamo fatti mancare nulla perché tra la prima visita e la seconda abbiamo fatto una breve sosta all’interno della basilica in cui un musicista stava suonando l’organo originale settecentesco restaurato da alcuni anni e funzionante. Ogni 45 minuti c’è una visita con delle guide volontarie e il nostro simpatico accompagnatore era molto bravo, preparato e soprattutto riusciva a dare spiegazioni il più possibile complete senza annoiare. Si capiva benissimo che amava il suo” hobby lavoro” e l’arte perché ogni tre per due si fermava a sospirare, quasi soffrendo, e dicendo come sarebbe bello se… Ebbene sì, anche qui la mancanza di fondi fa i suoi disastri: statue di marmo che sarebbero da ripulire dalla polvere e piccoli pezzi di cornicione che si staccano all’interno delle cripte. Purtroppo la sovrintendenza alle belle arti vieta ai volontari di effettuare piccole manutenzioni (forse giustamente), ma anche di spolverare le bellissime statue di marmo. Come sarebbe bello se… Quanti se ci siamo detti quel giorno e soprattutto ci siamo chiesti cosa possiamo fare io, noi, voi, cosa possiamo metterci di nostro, come possiamo agire senza doverci aspettare che sia sempre il solito sms di due euro per una giusta causa, una legge, un governo a provvedere, per proteggere e dare nuova vita alle infinite bellezze artistiche e naturali che sono presenti in Italia? Ma se mancano i soldi, non si potrebbe far intervenire le banche o qualche persona estremamente ricca senza chiedere e dare nulla in cambio? O meglio, in cambio si avrebbe la soddisfazione di avere fatto qualcosa di buono per la Patria. Oppure come sarebbe bello se alcuni restauri fossero affidati ad aziende che facessero lavorare sì professionisti, ma anche persone normali come volontari o i giovani apprendisti o i detenuti, almeno quelli meno pericolosi, così si farebbe anche un’opera di bene insegnandoli un nobile mestiere e reinserendoli in società. Ma ditemi, sto forse scrivendo castronerie?

Per info:

http://www.basilicadisuperga.com/

http://www.ilcastellodiaglie.it/

http://www.lavenaria.it/

http://www.parchireali.gov.it/parco.mandria/

http://www.abbonamentomusei.it/

http://www.gtt.to.it/turismo/

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