Il Blog di Luca C.

Vienna: viaggio tra storia, arte e cibo

Posted on: 27 maggio 2014

Approfittando di una settimana di vacanza abbiamo preso la decisione di visitare una città europea e la scelta è caduta su Vienna, in cui abbiamo trascorso all’incirca tre giorni e mezzo partendo il lunedì di mattino da Malpensa e rientrando venerdì pomeriggio.

Prima mezza giornata:

Abbiamo alloggiato presso l’hotel Ibis Styles in Doblinger Hauptstraße e a due passi dalle linee della metropolitana U6 e U4 nella zona delle università ovvero Schottenring e Alsergrund. Oltre alla metropolitana la zona era servita dagli efficienti tram 37 e 38 e da molti negozi, bar, ristoranti, club notturni. Nella prima mezza giornata, dopo aver sistemato i bagagli in hotel e dopo una doccia salutare abbiamo pranzato presso il buon ristorante Kaffe Monarkie Konditorei in Nußdorfer Straße 69 (vicinissimo all’hotel) in cui con 19,60 euro abbiamo gusto un ottimo gulash. Dopodiché abbiamo passeggiato nel quartiere a piedi scoprendo che vicino all’hotel c’è la casa di Schubert (che era chiusa essendo lunedì). Per sicurezza abbiamo fatto un biglietto giornaliero per viaggiare con i mezzi pubblici viennesi, in quanto la carta Vienna Card da 72 ore sarebbe stata obliterata l’indomani. Camminando ci siamo accorti che le distanze a Vienna non sono enormi e così ci siamo ritrovati nella parte più interessante del quartiere: la Votickirche (anch’essa chiusa essendo lunedì, ma anche in restauro) con il giardino dedicato a Sigmund Freud frequentato dai giovani viennesi e dagli universitari. Subito vicino l’università di Vienna “open since 1365” e lo splendido municipio. Abbiamo continuato il giro osservando i negozi e soprattutto i locali in cui avremmo dovuto cenare. Quindi abbiamo optato per lo Zwillings gewölb in Universitätsstraße 5 in cui con 31,60 euro abbiamo cenato a volontà con le prelibatezze austriache. Premetto che il cibo austriaco è soprattutto a base di carne e verdure e si fa uso di molto burro; l’acqua costa di più delle altre bevande, ma in compenso quella che esce dai rubinetti è ottima, quindi fatevi una scorta d’acqua da portarvi sempre dietro. Bene, cominciamo:

1° giorno:

Ovviamente essendo il primo giorno ci siamo recati subito nel meraviglioso duomo di Vienna, lo Stephansdom. L’ingresso è a pagamento e noi abbiamo scelto di salire con l’ascensore (5 euro) sulla torre nord, quella più bassa sulla quale è stata posta la piattaforma panoramica e dove si può ammirare la famosa campana da venti tonnellate. Non è consigliabile la salita a chi soffre seriamente di vertigini. Per il resto se si ha una buona macchina fotografica si possono fare delle splendide foto all’interno del duomo senza dover per forza pagare il biglietto per avvicinarsi agli splendori che contiene. Conviene andare nel duomo al mattino presto perché è assaltato dai turisti a loro volta assaltati da finti mozart che vi fermeranno continuamente per convincervi ad andare ad assistere ai concerti che si terranno credo nel teatro nel parco di Stadtpark. Usciti dal duomo ci siamo recati nella casa di Mozart, proprio dietro lo Stephansdom. La visita è interessante, anche se la casa è un po’ spoglia e le audio guide comprese nel prezzo sono fin troppo ricche di informazioni e dopo un po’ risultano tediose. Questa è una particolarità delle audio guide nei musei viennesi: se state ad ascoltare tutto, ma proprio tutto, non vi bastano tre giorni per visitare la città. Verso le ore dodici ci siamo appostati davanti l’Ankerurh, un orologio costruito agli inizi del 1900 e che alle ore 12 mostra tutti i personaggi più importanti di Vienna dall’imperatore Marco Aurelio al compositore Haydn con accompagnamento musicale. Ed ovviamente subito dopo abbiamo cercato un ristorante con cucina tipica viennese capitando nello storico Zum Figlmüller nel vicolo Wollzeile 5 in cui abbiamo gustato per 41 euro in due la famosa cotoletta viennese (schnitzel)che è simile a quella milanese tranne che nelle dimensioni. Come contorno insalata e da bere la soda con limone che in realtà era una banale Sprite. Anche se il prezzo è un po’ elevato si sta in un ristorante molto caratteristico di Vienna. E’ consigliabile prenotare se si superano le due persone. Nel pomeriggio siamo andati a visitare l’Hofburg Palace (altra tappa obbligatoria) acquistando però il biglietto Sissi che comprende la mostra dell’imperatrice e tutte e 41 le stanze di SchönBrunn valido anche se non ci si va nello stesso giorno. Anche qui l’uso delle audio guide risulta interessante, ma le spiegazioni sono fin troppo dettagliate e si prolungano su molti particolari. Ripeto, non che sia sbagliato, però si rischia di trascorrere un giorno intero nel museo e con tutte le cose che ci sono da vedere e fare a Vienna non conviene. Purtroppo il museo in cui sono conservati il tesori secolari e sacri dell’Hofburg era chiuso essendo martedì, ma ciò non ha fatto in modo di fotografare la Schweizertor, ovvero la porta rinascimentale tutta rossa su un lato del palazzo. Il riposo è stato meritato e ci siamo seduti su una delle tante panchine nel parco adiacente il palazzo in cui spiccano le statue equestri del principe Eugenio di Savoia e dell’arciduca Carlo. Poco più in la si può ammirare la statua dell’imperatrice Maria Teresa. La giornata è stata scandita da ritmi veloci in quanto ci siamo recati subito nel museo della musica in cui scienza e storia si uniscono. Molte aeree del museo sono interattive ed divertentissimo creare un proprio brano musicale elettronico e farne un cd (a pagamento) oppure dirigere un’orchestra virtuale. Qui la tappa nel negozio del museo è stata obbligatoria perché ho acquistato il cd del viennese Stefan Obermaier che ha immaginato come poteva essere la musica di Mozart e di Beethoven se fossero vissuti nella nostra epoca. Risulta infine un cd di musica lounge. Ma mi sono anche regalato un cd di blues viennese o comunque austriaco, ovvero Song di Die Qualtinger. Al piano terra del museo c’è un piano che gli utenti possono utilizzare ovviamente se sanno suonare. Ma il pomeriggio è ancora lungo è passeggiando nella via pedonale Kårtner Straße ci siamo imbattuti nel grande negozio di cd EMI Austria: 3 piani di cd e vinili!!! Ancora camminando siamo entrati nel Café Sacher in cui servono la vera torta Sacher. Entrate tranquilli perché i prezzi non sono proibitivi. L’ultima tappa prima di cenare è stato lo Stadpark il parco in cui sono presenti le statue dei musicisti austriaci nonché quella tutta d’ora di Johann Strauss. Infine la cena meritata presso la birreria Bettelstudent in Joahnnesgasse 12 economico e buono. Prima di tornare in albergo un’ultima passeggiata nelle aree pedonali con negozi di lusso e delle grandi marche multinazionali e un passaggio davanti lo Stephansdom illuminato con luci colorate.

2° giorno:

la mattinata è trascorsa al Belvedere in cui oltre gli splendidi giardini e la bellezza dell’intera struttura si possono osservare gli splendidi quadri tra cui il famosissimo Il bacio di Klimt. Storicamente il palazzo è importante perché qui è stato firmato il trattato di Stato in le nazioni vincitrici della seconda guerra mondiale restituirono la completa sovranità all’Austria. Abbiamo evitato l’uso delle audio guide: ci si passa già un’intera mattinata ad osservare quadri… Prima di entrare al Belvedere osservate il monumento alla Liberazione. Il pranzo: altro momento importantissimo della giornata! Andate assolutamente a mangiare al ristorante Salm Braeu in Rennweg Straße 8 attaccato al Belvedere, in cui i camerieri vestiti con abiti classici austriaci vi faranno gustare ottimi piatti e la loro birra artigianale. I prezzi sono molto abbordabili. Intanto il tempo è cambiato e il cielo minaccia pioggia. Prendiamo subito la metropolitana per andare al Prater: oggi ci rilassiamo un po’ dopo tutte le visite del giorno prima. Il prater è una piccola Disneyland o un grandissimo lunapark sempre fisso in città. E’ bello avere un così grande parco divertimenti in città. E’ obbligatorio fare un giro sulla storica ruota panoramica e prendere il trenino dei lillipuziani che fa un lungo giro del parco sino ad arrivare nelle vicinanze dello stadio di calcio: una volta i vagoncini erano guidati da una locomotiva a vapore (si può vedere la caldaia smontata), ora da una banale motrice a gasolio. Se siete coraggiosi salite sul Praterturm ovvero un “calcio in culo” che gira a 60 Km/h e intanto sale fino a 117 metri da terra. Perla maggior parte delle attrazioni ci vuole molto coraggio e noi siamo saliti su uno scivolo ad acqua pensando fosse tranquillo: peccato che l’attrazione si chiamava “Tornado”. Quando è iniziato a piovere siamo tornati verso il centro città passando a casa di Strauss, quella in cui compose An der schönen blauen Donau op. 314 (Danubio blu). La casa è un po’ spoglia e l’unica cosa interessante è la stanza in cui sono conservati il pianoforte e l’organetto. Ci si può sedere tranquillamente nella prima stanza e ascoltare un po’ di valzer. Quando siamo giunti in centro città pioveva a catinelle, ma abbiamo proseguito la nostra passeggiata osservando da fuori il Musikverein il teatro in cui viene suonato il famoso Concerto di Capodanno: si può visitare con guida in inglese solo alle ore 13.00; così abbiamo proseguito verso lo Staatsoper, ma anch’esso era inaccessibile in quanto era in corso uno spettacolo; allora ci siamo diretti verso la Palazzina della Secessione, solo da fuori perché di quadri ne abbiamo visti già abbastanza. E sempre da fuori abbiamo visto i Padiglioni di Otto Wagner che costruì con il suo stile molte delle stazioni della metropolitana: non è difficile individuarle; e la Karlskirche sempre da fuori: tutto sommato di chiese barocche ne è piena l’Italia e la nostra città, Torino. Non sembra, il pomeriggio è trascorso in un battibaleno e le lancette dell’orologio ci dicevano che era ora di tornare in hotel, farsi una doccia e andare a cenare; è continuato a piovere e abbiamo optato di andare in qualche taverna vicino all’hotel, ma siamo capitati in una bettola puzzolente di fumo residuo sulle tovaglie: non avendo nulla da prepararci, la signora proprietaria della bettola ci ha cucinato cibo surgelato a base di formaggio e insalata poco lavata e nemmeno lo scontrino! Se volete provare recatevi nella stradina pedonale di Alserbach Straße vicino ad uno dei tanti supermercati Spar. Meglio andare a dormire: l’indomani saremmo andati Schönbrunn!

3° giorno:

Sopravvissuti alla cena e dopo una buona colazione in hotel abbiamo preso la linea U6 per recarci finalmente a Schönbrunn. La linea U4 alla stazione di intercambio Langenfeldgasse vi porterà all’ingresso del parco. Conviene essere mattinieri perché Schönbrunn è presa letteralmente d’assalto dai turisti. Ricordo che con il biglietto Sissi è possibile visitare sia l’Hofburn sia le 41 stanze di Schönbrunn. Se trovate una bella giornata come l’abbiamo trovata noi è piacevole passeggiare nei lunghi viali alberati ed ammirare il paesaggio ed il panorama. A palazzo è consigliabile prendere le audio guide. LA visita è abbastanza lunga, ma non ve ne accorgerete nemmeno date le bellezze e le curiosità che vedrete. Dopodiché è l’ora di una salutare passeggiata verso la Gloriette che originariamente era un belvedere e la “sala da pranzo” estiva; ora è una bar ristorante in cui noi abbiamo pranzato e in cui abbiamo gustato un buon bicchiere di vino rosso e, soprattutto, la vera soda al limone che va così tanto a Vienna, cioè non la mediocre Sprite o gazzosa, ma un bicchiere d’acqua mediamente frizzante con tanto buon succo di limone (vero) non zuccherato. Anche se i prezzi sono medio-alti per una volta nella vita ci si può pranzare e tutte le portate erano ottime. Una delle tante attrazioni che ci sono nel parco di Schönbrunn sono i labirinti, ben quattro (a pagamento, ma costa poco). Se vi piace camminare potete fare il giro del parco a piedi, ma noi abbiamo approfittato del carro trainato da cavalli e con il cocchiere che faceva da cicerone e che ci ha fatto apprezzare la nostra scelta di non andare a piedi: l’estensione di Schönbrunn è più o meno quella del Principato di Monaco. A metà pomeriggio siamo ritornati in centro città e siccome la stanchezza iniziava a farsi sentire abbiamo deciso di prendere il Ring tram che percorre le strade del centro, ovvero l’anello che circonda il centro storico facendoci mostrare Vienna sotto un altro aspetto. L’uso dell’audio guida è stato molto utile ed il biglietto non costa tanto. Grazie al Ring tram abbiamo scoperto scorci che poi abbiamo visitato a piedi prima di dirigerci verso l’Hundertwasserhaus, ultima tappa del nostro viaggio. Abbiamo avuto il tempo di ritornare in hotel, preparare le valige e cenare al ristorante Wiener Rathauskeller proprio sotto il municipio. Non fatevi spaventare dagli arredi lussosi, non pagherete caro, anzi… Ed era tutto, ma proprio tutto ottimo con il cameriere gentilissimo. Avremmo potuto avere lo sconto del 10% possedendo la Vienna Card, ma abbiamo lasciato perdere data la disponibilità e la gentilezza del cameriere e la bontà delle portate. E’ arrivata l’ora di andare a dormire.

Seconda mezza giornata:

Dopo una buona colazione e dopo aver gustato l’atteso pretzel ci siamo diretti verso la stazione Landstrasse (Wien Mitte) da cui parte il comodissimo, pulitissimo, puntualissimo e silenziosissimo treno CAT per l’aeroporto. E’ possibile fare anche il chek-in già alla stazione del CAT a Wien Mitte, ma prima abbiamo fatto un giro nel centro commerciale sopra la stazione Landstrasse facendo tappa da MediaMarkt (la nostra MediaWorld) e scoprendo che i viennesi sembrano amare i film di Adriano Celentano, Bud Spencer e Terence Hill e Peppone e don Camillo (sono disponibili i cofanetti in dvd e bluray con tutti i film, neanche in Italia si trovano). Alla fine il resto della mattinata l’abbiamo trascorso in aeroporto in attesa di essere imbarcati sull’aereo che ci avrebbe riportato in Italia.

Conclusioni:

Sicuramente non abbiamo visitato tutto quello che c’era da visitare, ma ci siamo fatti un’ottima idea di Vienna che risulta essere una città molto vivibile, ben organizzata nei trasporti; si fa molto uso della bicicletta, ma anche dello skateboard e del monopattino per spostarsi: le piste ciclabili e le corsie riservate alle biciclette sono praticamente in ogni strada e gli automobilisti rispettano ciclisti e pedoni. Gli accessi alla metropolitana sono aperti a tutti (non ci sono i tornelli – in Italia tutti se ne approfitterebbero), ma quando fanno i controlli non c’è modo di sottrarsi ai controllori perché tutte le uscite sono presidiate. Abbiamo notato che a Vienna vivono molti italiani che hanno aperto attività, soprattutto ristoranti e pizzerie. Certamente anche una grande città come Vienna avrà i suoi problemi, ogni tanto si vedono giovani poveri per le strade e alcuni negozi chiusi, ma mai come nella nostra città; ci saranno pure lì corruzione e criminalità, ma quando leggi sui quotidiani che alcuni giovani teppisti colti a imbrattare i muri e i monumenti sono stati costretti a ripulire tutto e le loro famiglie a pagare una multa di 13.000 (tredicimila!!!) euro allora capisci che a Vienna (e forse in tutta l’Austria) sei una persona pienamente libera, ma appena infrangi le leggi non puoi sottrarti alle conseguenze dell’infrazione che hai commesso. Non ho apprezzato solo una cosa: purtroppo nei locali è ancora permesso fumare e le salette per i non fumatori, se ci sono, sono piccole. Il cibo è ottimo, ma se siete a dieta moderatevi perché si fa tanto uso di carne e burro. Infine, essendo andati a Vienna in periodo di Eurovision Song Contest 2014, era praticamente impossibile non imbattersi nel bel visino barbuto di Conchita la/il quale ha vinto il festival canoro con le lodi e gli apprezzamenti di tutta l’Austria, dimostrazione di grande apertura mentale e civiltà. Alla faccia di tutti i razzisti e della “vicina” Russia omofoba. Ultimo consiglio: vedete il film Il terzo uomo ambientato a Vienna subito dopo la seconda guerra mondiale.

Informazioni:

http://www.wienerlinien.at/eportal2/ep/tab.do?tabId=0 (per i trasporti pubblici e la loro interessante storia)

http://www.wien.info/it (portale del turismo a Vienna in italiano)

http://www.cityairporttrain.com/ (informazione sul treno CAT)

http://fm4.orf.at/ (radio in lingua tedesca, inglese e francese)

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