Il Blog di Luca C.

Storie di ordinaria burocrazia e disservizi: Italia, un Paese di…

Posted on: 24 giugno 2014

In base alle vostre esperienze la frase potrebbe essere conclusa in milioni di modi, ma dubito che i giudizi saranno tutti positivi. Il mio non lo è anche se a malincuore. Anziché semplificare la vita ai cittadini si rendono infernali alcune operazioni che potrebbero essere svolte in maniera veloce e, appunto, semplice. Iniziamo dalla raccomandata che ho inviato all’INPS per informare l’Istituto di una richiesta di aspettativa. Cosa c’è di più comodo per inviare una raccomandata dal sito delle Poste Italiane essendo titolare di conto corrente postale? Semplice e veloce. L’unico dubbio me lo pongo sulla riservatezza della privacy: allegando il file (vengono accettati vari formati) qualche impiegato sarà sicuramente addetto alla stampa del documento che verrà inviato e potrà leggerne il contenuto? Non importa, non ho nulla da nascondere. Dal sito è possibile richiedere la ricevuta di consegna. Ebbene, ho utilizzato questo sistema la prima volta e mi sono trovato bene. Non la seconda che era quella più importante, cioè la raccomandata inviata all’INPS. Controllando lo stato delle spedizioni ho scoperto che dopo ben quindici giorni la lettera è stata portata all’ufficio postale di riferimento tre giorni dopo la mia richiesta di spedizione. Da qui ho compreso che il postino è passato davanti all’INPS e che per qualche motivo non abbia potuto consegnare la raccomandata. Ho i miei dubbi. Abbi dubbi, cantava Edoardo Bennato. Come sempre più spesso sta capitando, i postini per chissà quale astruso motivo non consegnano le raccomandate, i pacchi o comunque tutto ciò abbia bisogno di firma al momento del ritiro da parte del destinatario. E’ successo già molte volte e sta capitando ancora. Ma qui sto parlando di una lettera che dovrebbe essere recapitata all’INPS e non a Pinco Pallino! Si tratta di documenti importanti! Così mi sono recato io all’ufficio postale di riferimento e ho chiesto delucidazioni. Dopo una snervante attesa mi è stato risposto che la lettera non c’era e che era stata recapitata in modo corretto al destinatario. E ancora abbi dubbi soprattutto quando ho visto l’impiegata inserire il numero di spedizione sul pc e risultava che la lettera non era stata ancora consegnata. Anzi mi è stato riferito di stare tranquillo che era tutto a posto. Lo scazzo stampato in faccia agli impiegati faceva impressione. Abbi dei dubbi, sì, abbi dei dubbi, no, abbi dei dubbi seri. Ma la mattina era iniziata ben prima recandomi all’ufficio dell’agenzia delle entrate per consegnare il mio codice IBAN per il rimborso del 730: una coda infernale. Dopo circa mezz’ora ho deciso di ritornare a casa e provare ad utilizzare il sito delle Agenzie delle Entrate. Sarà semplice, no? No, appunto. Bisogna registrarsi per fornire una benedetto codice di 27 caratteri. E come ci si registra per ottenere un PIN da utilizzare in seguito? Bisogna perderci almeno venti minuti per capire cosa si sta leggendo, dove si sta cliccando, eccetera eccetera. Quando finalmente ho capito come poter accedere il sistema richiede codice fiscale, ok, che tipo di richiesta era stata effettuata e da chi (modello unico, 730, niente, tramite posta, sito delle agenzie delle entrate, intermediario, cazzi e mazzi) e ancora ok, ed infine l’importo lordo annuale e ancora ok. Ma il sistema non ha accettato nessun dato. Ho ricontrollato, ho re-inserito i dati, ma ancora nulla. Errore… Non c’è due senza tre: errore… L’utente può provare solo tre volte dopodiché si dovrà rivolgere all’ufficio. La bestemmia è uscita spontanea soprattutto quando ho capito (niente di ché, solo una piccola svista) che bisognava inserire i dati riferiti non ai documenti richiesti nell’anno in corso per il precedente, ma ai documenti richiesti l’anno precedente per quello ancora precedente!!! Incredibile. Allora, data l’importanza della cosa ho preso la mia fedele bicicletta (la prima volta quest’anno che la prendo visto che qua al Nord-Ovest siamo ancora in pieno autunno, mortacci…) e mi ri-reco al dannato ufficio e aspetto silenziosamente in coda. Diciamo più di mezz’ora di coda. Più la mezz’ora passata prima uguale a più di un’ora. All’ufficio informazioni mi viene dato il numerino e mi è stato chiesto se avessi avuto con me anche la fotocopia della carta d’identità altrimenti l’avrei potuta richiedere nel bar sottostante a 20 centesimi… Un lungo sospiro è stato necessario per calmarmi: 1) non avevo la fotocopia 2) non avevo spiccioli e banconote 3) non mi avrebbero fatto pagare una fotocopia con il bancomat 4) dopo mezz’ora di coda io non faccio nessuna fotocopia e aspetto il mio turno aspettando che l’impiegata mi chieda ‘sta cazzo di fotocopia! Finalmente arriva il mio turno e fuori da ogni dubbio mi viene chiesta la fotocopia della carta d’identità. Spiegato quanto sopra, ma soprattutto dalla mia chiara espressione facciale l’impiegata è stata zitta (e vorrei vedere!) e accettato tutto segnandosi solo il numero del documento. L’operazione è durata 30 secondi. Ah, dimenticavo, nell’attesa cercavo di chiamare l’INPS con il cellulare per chiedere se gli fosse giunta la mia raccomandata, ma una voce registrata è andata avanti per cinque minuti dicendo premi 1 se, premi 2 se, premi 3 se, premi 4 se, premi 5 se, Se, se, se,… Andate affanculo tutti quanti! Un’intera mattina persa per due operazioni semplici che avrebbero richiesto pochissimo tempo. Ma siamo in Italia e all’Ufficio delle Entrate di Torino il 6 giugno non è stato nemmeno garantito il servizio a causa di un’assemblea!!! Ovviamente sabato e domenica gli uffici sono chiusi perché bisogna riposarsi. In questa Italietta di buffoni e ladri non cambia proprio niente, quando c’è da riscuotere le tasse sono tutti bravi a controllarti che paghi tutto fino all’ultimo centesimo, ma quando c’è da andare incontro ai cittadini con buoni servizi allora aspetta e spera. Chi dubbi non avrà chissà cosa farà? Dimmi dimmi dimmi dimmi tu quanti dubbi hai? E qui lo scrivo e non lo nego che se a causa dei loro disguidi mi dovesse arrivare una sanzione (come successe qualche anno fa) io questa volta non pagherò! Su questo non ho dubbi! Per fortuna, purtroppo sono Italiano, come cantava il saggio Giorgio Gaber.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

Segui assieme ad altri 154 follower

Archivi

Categorie

Il blog di Luca C. è stato visitato

  • 63,563 volte
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: