Il Blog di Luca C.

Il mio contributo in ricordo di una persona buona e cara

Posted on: 29 luglio 2014

Voglio usare le pagine virtuali di questo blog per ricordare una persona a me carissima, un cugino, che purtroppo non c’è più, un uomo amato e benvoluto da tante, tantissime persone, una persona come poche ce ne sono nel mondo, sensibile e altruista, amante della natura, di tutti gli esseri viventi, flora e fauna, e soprattutto dei suoi amati bambini orfani di Chernobyl ai quali ha creato un’associazione in loro soccorso, la Peter Pan a Chernobyl, ai bambini della sua cittadina che faceva divertire nel periodo natalizio travestito da Babbo Natale (la barba e la presenza fisica si prestavano ottimamente al personaggio), una persona sempre presente che riusciva a prendere del tempo per ascoltarti, per darti un consiglio, una persona che riusciva in pochissimo tempo a farti sentire a tuo agio, a scrollarti le tensioni di dosso, pronta a raccontarti un aneddoto divertente o una barzelletta quasi sempre in piemontese, una persona che non ho mai visto perdere le staffe anche davanti a situazioni difficili e ad individui egoisti e meschini che ha incontrato sulla sua strada, un amante della buona cucina e del buon vino, un ottimo cuoco che riusciva a cucinare le famose lasagne per un intero reggimento, una persona attiva in campo sociale nel suo amato paesino in Val di Susa, Condove, nel quale, nel giro di qualche anno, ha contribuito alle attività della pro-loco, della banda di paese, ha sostenuto le attività ludiche del paese come il cinema, il carnevale di cui ricordo la mia partecipazione come pagliaccio e l’enorme divertimento su un carro molto arrangiato e che purtuttavia ha vinto il primo premio per la simpatia e l’unione delle persone che vi erano sopra, la protezione civile, il movimento No TAV (ma quello non violento perché lui era un non violento), la FIDAS e l’ANPI. La sua porta di casa era sempre aperta a tutti, ai bambini ai quali donava i dolcetti nella notte di Halloween, agli animali feriti trovati per strada ai quali prestava le cure, agli amici a cui non faceva mai mancare qualcosa da mangiare e ovviamente un buon bicchiere di vino. Chi ha avuto la fortuna di frequentarlo ha potuto assorbire gran parte del bene che diffondeva. Io sono uno di quei fortunati: lui mi ha introdotto nel mondo del lavoro dopo il servizio civile e dopo inutili corsi post-diploma. Mi ha permesso di vivere un’esperienza lavorativa indimenticabile nel suo vivaio in cui ho potuto apprendere moltissime nozioni sulle piante, sul giardinaggio e su come si lavora (ho potuto esprimermi al meglio grazie ad un buon margine di libertà di cui non ho mai abusato e alla creatività che il lavoro richiedeva) e quel che più ho potuto assorbire è stata la sua bontà d’animo, il suo amore per gli animali ai quali prestava le cure: gattini, cani abbandonati, ricci, cornacchie, tartarughe, oche, papere, galli e galline: chi di voi ha visto uscire i pulcini dalle uova o nutrito una cornacchia in cura? Grazie a lui ho potuto pormi delle domande esistenziali in un momento cupo della mia vita che mi hanno permesso di essere la persona che sono adesso. Ammetto di aver provato un po’ d’invidia per lui. Inconsapevolmente è stata la persona che mi ha introdotto in un percorso, per così dire, di guarigione. Se non avessi incontrato questa persona lungo il mio percorso di vita sarei molto diverso da quello che sono ora, sicuramente molto più triste e negativo. La notizia della sua morte mi ha sconvolto non poco, era malato, ma non pensavo che ci avrebbe lasciato così presto. Il suo funerale civile voleva essere una sorta di festa al contrario secondo le sue disposizioni: la bara nel giardino di casa sua, la banda che suonava le canzoni che più lo rappresentavano, Azzurro, Piemontesina bella, Bella ciao e Bandiera rossa, il sindaco di Condove, i vari rappresentati delle associazioni citate sopra e gli amici più cari hanno letto poesie e aneddoti sulla vita del defunto. Il feretro è stato accolto nel primo pomeriggio di lunedì 14 luglio dagli applausi di tantissima gente, non pensavo così tanta da dover aggiungere degli altoparlanti all’ingresso di casa sua perché non c’era abbastanza spazio per tutti in giardino e da chiudere temporaneamente al traffico la piccola via in cui abitava. Sempre secondo le sue disposizioni dopo la funzione funebre è stato allestito un banchetto in cui tutti potevano mangiare e bere perché a casa sua era abitudine offrire qualcosa da mangiare e bere, guai se non fosse stato così. La sua ospitalità la si poteva intuire dalle dimensioni del tavolo in soggiorno e dalla grandezza delle pentole. Se non fosse stato per non far scappare i suoi amati cani la porta di casa sarebbe stata sempre aperta. Quest’uomo ha seminato tante buone cose e le persone che gli sono state vicino ne hanno potuto godere, come ne ho potuto godere anche io per qualche anno. Ho trattenuto a stento le lacrime, ma ho cercato di non piangere perché ho pensato che non avrebbe voluto vederci piangere. Il nodo alla gola quasi mi strozzava, ma ho resistito. Mai riuscirò a dimenticare una persona così tanto buona che si prodigava per gli altri esseri viventi, umani, animali e vegetali. Ora le sue ceneri sono sparse nei boschi da lui tanto amati in cui andava a passeggiare e a raccogliere i funghi e se mi capiterà di percorrere quei sentieri saprò che ci sarà lui al mio fianco che mi consiglierà la strada come in qualche modo, inconsapevolmente, ha fatto in questi anni. Il mondo avrebbe bisogno di molte più persone come te, ma adesso il mondo dovrà fare a meno di Pino. Grazie Pino!

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