Il Blog di Luca C.

Il museo civico del paesaggio sonoro

Posted on: 5 agosto 2014

Finalmente una domenica libera in cui incontrare gli amici, ma il tempo di inizio luglio è quello che si avrebbe in autunno e non ci permette di fare gite in montagna o di andare in piscina o al mare. Quindi, pur di non stare a casa ci siamo recati all’agrigelateria di Poirino. Il gelato è sempre buono, ma il locale è troppo affollato, bambini che urlano e corrono, i genitori che li inseguono urlando anche loro, una pozza d’acqua marrone che dovrebbe ospitare le trinche che si possono osservare da una vetrata, ma essendo l’acqua molto sporca non si vede proprio un bel niente. In più hanno costruito quella che dovrebbe essere un’arena per gli spettacoli con getti d’acqua per niente attraenti con i bambini che vi si buttano dentro. Forse non ero io dell’umore giusto, ma avevo bisogno di tranquillità e silenzio e l’afa del posto non contribuiva a rendermi la giornata serena. Così ci siamo spostati in macchina senza una meta precisa decidendo che al primo paese incontrato ci saremmo fermati a curiosare e facendo così siamo capitati a Riva presso Chieri, un paese tranquillissimo di domenica, molto, ma molto silenzioso. Quello che ci ha colpito è stata l’indicazione di un museo, il Museo del paesaggio sonoro. Quando si tratta di musica mi si rizzano le orecchie. E così ci siamo recati al museo di Riva presso Chieri che fortunatamente era aperto. L’ultima domenica del mese si possono effettuare le visite guidate di tutto il palazzo in cui ha sede il municipio. In un’ala del palazzo si può appunto visitare il Museo del paesaggio sonoro. Non so indicarvi il costo del biglietto perché avendo la tessera musei siamo entrati gratis. L’impiegato molto gentile ci ha chiesto se volevamo vistare per conto nostro oppure con lui che faceva da guida. Secondo voi quale è stata la risposta? Il nostro cicerone ci ha spiegato come e perché è nato il museo. In pratica si tratta di sale in cui sono state esposti oggetti “musicali” ritrovati o ricostruiti che si usavano ad inizio XX secolo, per giocare, cacciare e lavorare. Man mano che si andava avanti con la visita abbiamo scoperto una serie di oggetti, abitudini e tradizioni ormai perse nel territorio piemontese e più precisamente intorno a Chieri. Si va dalle ocarine agli strumenti musicali artigianali costruiti dai contadini a quelli professionali per chi conosceva la musica, alle campane con tanto di sala in cui si può riprodurre il loro suono. Un percorso interessante, multimediale ed interattivo adatto a tutti, bambini e non. A parte le sale molto buie e la temperatura eccessiva (magari un ricircolo d’aria sarebbe necessario) ci siamo divertiti ed abbiamo imparato qualcosa di nuovo, tradizioni del passato e che purtroppo si stanno perdendo o che abbiamo già perso con tutta questa tecnologia che ci aiuta, ma di cui si abusa fin troppo. Un piccolo museo assolutamente da visitare. Di seguito la brochure.

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