Il Blog di Luca C.

Dalla città degli innamorati a quella delle biciclette

Posted on: 14 ottobre 2014

Mi sono assentato per una settimana dalle pagine del mio blog, un po’ per impegni, un po’ per stanchezza, un po’ per stress e un po’ perché non ho ancora imparato a ritagliarmi dei miei spazi e tempi personali legittimi e prevedo che c’è tanto lavoro da fare… Quindi riprendo da oggi e parlerò dei cinque giorni trascorsi a Verona e a Ferrara. Sicuramente una vacanza al mare sarebbe stata più rilassante, ma i prezzi proibitivi ce l’hanno vietato. Ma è meglio non lamentarsi quando c’è tanta gente che non è riuscita nemmeno a fare una vacanzina.

VERONA

Abbiamo prenotato al B&B Ai Leoni in via XX Settembre 7, vicino al centro della città. Non sono mai stato in un B&B, ma penso che ce ne siano di migliori sia per la comodità dei letti che per la pulizia e l’organizzazione. Niente di negativo, ma ho espresso una mia opinione forse un po’ troppo severa. Comunque da B&B abbiamo dovuto posteggiare l’auto a dieci minuti a piedi dal centro cittadino perché i costi dei posteggi sono esagerati (15 euro al giorno). Ovviamente l’attrazione principale di Verona è l’Arena che è spettacolare e magnificamente conservata. Il fatto che sia ancora usata per i concerti fa sì che la struttura si conservi a lungo a parte la solita inciviltà dei turisti e degli spettatori che gettano le cartacce per terra o lasciano le bottiglie tra una poltroncina e l’altra. Il costo del biglietto d’ingresso è di 7 euro, ma ben spesi. L’ingegneria degli antichi romani era avanzata a giudicare dall’ottima visibilità verso il palco. Vicino all’Arena è possibile passeggiare lungo le antiche mura della città, oppure lungo il “liston” ovvero una serie di bar e ristoranti per lo più turistici, ma merita sicuramente una visita in via Mazzini in cui ci sono negozi di lusso e di grandi marchi e una libreria storica della città oltre all’enorme Feltrinelli. Altra attrazione super turistica è la casa di Giulietta letteralmente presa d’assalto. Anche qui l’inciviltà dei turisti ha dell’incredibile: le pareti sono totalmente scritte tanto che sono stati aggiunte delle pareti su cui scarabocchiare. Siccome non c’è più spazio i turisti hanno escogitato di attaccare i cerotti e scriverci sopra coprendo le scritte sottostati, ma al peggio non c’è limite: è stato attaccato pure un assorbente femminile per fortuna non usato, ma ci sono anche un’infinità di gomme da masticare colorate. Se non sbaglio il biglietto d’ingresso costa 7 euro e comprende la visita nella casa di Giulietta in cui sono conservati gli abiti e il letto utilizzati per il film di Zeffirelli e la visita alla tomba di Giulietta che è però un po’ fuori mano e non vi perdete niente di speciale: si tratta di un sarcofago in una vecchia cripta umida sotto il museo di arte contemporanea oltre le mura della città vicino a Ponte Nuovo. Dopo aver passeggiato nelle stradine di Verona, esserci meravigliati di Piazza delle Erbe e delle Arche Scaligere e dei palazzi tutto intorno, ci siamo recati nella nostra stanza per una doccia veloce per ritornare in centro città. Abbiamo cenato presso l’Antica Osteria al Duomo in via Duomo 7/a consigliato dal ragazzo che ci ha accolto al B&B. Anche se un po’ caro, ma nella media abbiamo cenato egregiamente con stufato di carne di cavallo (comunque è come il gulash) e bevuto un ottimo bicchiere di amarone, un vino che era a noi ignoto. Praticamente è un vino recente nato negli anno ’70 del secolo scorso per una dimenticanza del prezioso liquido in una botte per almeno tre anni. Quando se ne sono ricordati, il vino era ancora buono, ma tutti gli zuccheri si sono trasformati in alcool, quindi il vino è molto forte (15°), fermo, corposo, rosso scuro rubino con un retrogusto di amarena. Il vino costa carissimo, si parte dal almeno 26 euro a bottiglia perché viene prodotto in piccole quantità con cinque tipi di uva tra cui il valpolicella e se non sbaglio l’amorone che sembrerebbe in via di estinzione. Dopo la botta alcolica della sera, il giorno dopo abbiamo fatto il tour delle chiese ovvero San Zeno, il Duomo, Sant’Anastasia e San Fermo; quest’ultima non visitata per mancanza di tempo e voglia anche se più vicino a Ponte nuovo e al nostro B&B. Il costo del biglietto cumulativo è di appena 6 euro e permette di visitare gran parte della città a piedi e scoprire vie commerciali carine come via Cappello (da vedere la Porta dei Leoni) e via Borsari in cui regna ancora l’insegna della prima pasticceria Melegatti in cui è stato creato il Pandoro. Ora al suo posto c’è un negozio di scarpe e borse. Vorrei stilare la classifica delle chiese che abbiamo visitato: la prima in assoluto è quella di San Zeno in cui si può ammirare il trittico di Mantegna, al secondo posto la basilica di Sant’Anastasia con i suoi splendidi decori e il dipinto di Pisanello e di seguito il Duomo con la sua meravigliosa volta e la possibilità di osservare la cripta e i resti della chiesetta romanica sottostante il duomo. Qui Dante fece il suo famoso discorso “Acqua e Terra”. Tornando indietro verso il B&B una sosta di meritato riposo sulle panchine vicino a Ponte Scaligero e a Castelvecchio ed infine una passeggiata alla Veronetta attraversando il romantico Ponte Pietra e visitando il Teatro romano anch’esso utilizzato tutt’oggi per gli spettacoli. Infine dopo due giorni la partenza per Ferrara passando prima per Soave, ridente paesino medioevale sovrastato dal castello dal quale si può ammirare uno splendido panorama sulla Pianura Padana.

FERRARA

Arriviamo a Ferrara nel tardo pomeriggio presso il R&B D’Elite in via Francesco del Cossa 9, gestito da una simpatica famiglia napoletana che ha aggiunto anche una rosticceria tipica (?) napoletana con il loro tanto pubblicizzato panuozzo® (tanto di marchio registrato). Anche qui ci siamo dovuti un po’ adattare soprattutto per i materassi nei quali si sprofondava letteralmente. La nostra stanza è stata ricavata chissà come e si affaccia su quello che prima era un cortile ora chiuso con un tendone rimovibile e utilizzato come pizzeria (alla faccia della privacy e della tranquillità); però non siamo stati malissimo, tutto sommato. Il resto del R&B era arredato in maniera così sfarzosa da essere pacchiano. Ferrara è una cittadina tranquillissima e a misura d’uomo (inteso come essere umano). Sono tante le persone che utilizzano le biciclette per i loro spostamenti. Abbiamo notato che le biciclette non vengono legate con le catene, forse perché qui la gente è più rispettosa del prossimo. In attesa della cena abbiamo passeggiato per il centro storico molto ampio, dicono il più grande d’Europa. Ferrara è solo centro storico, si può dire. Abbiamo cenato nell’Osteria degli Angeli in via delle Volte 4 dove abbiamo gustato la salama, l’antenato del cotechino, ma molto più buono anche se sostanzioso. Via delle Volte è rimasta così com’era fin dall’epoca medioevale utilizzata dai mercanti e dagli artigiani. Lungo questa via ricca di volte, appunto, c’è una targa in cui si ricordano le origini di Dante Alighieri (Aldighieri). La piazza della Cattedrale (che abbiamo visitato il mattino dopo) è frequentatissima dai ferraresi e dai turisti. La maggior parte dei locali, diurni e notturni, è in questa zona: osterie, gelaterie, bar, ristoranti e negozi di tutti i tipi, grandi marchi e non: merita una visita la mega libreria IBS dove prima c’era l’università. Una curiosità: le campane della cattedrale sono ancora suonate dai campanari. Tutte le vie si possono girare tranquillamente a piedi scoprendo nuovi scorci da fotografare e palazzi e chiese da visitare (ricordo il ghetto ebraico o Palazzo Schifanoia, anche se quest’ultimo l’abbiamo saltato). Il giorno dopo ci siamo dedicati alla visita guidata del Castello Estense e alla casa di Ariosto poco frequentata dai turisti e che invece è stata visitata da grandissimi personaggi (ricordo Giuseppe Verdi perché mi ha colpito, tra tutte quelle che c’erano, la sua firma e guai a fotografarla!). Nel pomeriggio abbiamo passeggiato fino a Piazza Ariostea dove si tiene il Palio di Ferrara. Ne abbiamo approfittato per gustare l’ottimo gelato alla gelateria Romana che ha aperto da qualche mese. In serata abbiamo deciso di assaggiare il panuozzo® tanto pubblicizzato dai gestori del D’Elite: che dire? Di napoletano non ci ho trovato nulla di speciale e anche le pizze non mi sembravano tutta ‘sta delizia classica partenopea e presentate su vassoi di plastica classici dei self-service. Se devo essere sincero mi sembravano più piatti da Autogrill. E vabbé! Qualche critica la devo sempre fare altrimenti non sono contento. Certo che se fossi stato con l’umore migliore e la mente non offuscata da pensieri negativi mi sarei rilassato di più e avrei gustato meglio questa vacanzina e pure il panuozzo®. Purtroppo dovrò affrontare di nuovo le mie insicurezze, ma questa è un’altra storia.

Per info:

http://www.bbaileoni.com/

http://www.delite.it/

https://it-it.facebook.com/osteriadegliangeli.ferrara

Questo slideshow richiede JavaScript.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

Segui assieme ad altri 182 follower

Archivi

Categorie

Il blog di Luca C. è stato visitato

  • 66,065 volte
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: