Il Blog di Luca C.

Santa gallina!

Posted on: 17 dicembre 2014

Sono ritornato a scrivere qualche cosa di mio che non sia la solita citazione o video, ma in questo periodo va così. Sembra tutto fermo come in uno stagno, ma in fondo dentro ci trovi la vita che si muove. Eppure qualcosa si sta muovendo in questi giorni: che sia la volta buona? E’ meglio muoversi per non fare ristagnare i pensieri negativi e allora cosa c’è di meglio che uscire con la propria donna e/o con gli amici soprattutto ora che si avvicina il Natale, questo triste Natale del 2014 che si porta dietro un bel carico di stanchezza, stress, ansia e pessimismo cosmico. Ma ha ragione chi dice che bisognerebbe godere delle piccole cose. Infatti, un sms inaspettato con cui siamo stati invitati ad una cena ha scosso il mio umore cupo, forse perché colui che ce lo ha inviato era Mattia S., un bravo e simpatico ragazzo, ovvero il cuoco che ci ha preparato il delizioso pranzo di nozze. Siccome, causa mutua, non abbiamo potuto partecipare alla serata “Polenta immacolata”, siamo stati nuovamente invitati alla cena “Santa gallina” e questa volta, cascasse il mondo, ci siamo andati. Il luogo non era il ristorante in cui abbiamo pranzato il famoso 21 giugno 2013, ma una locanda, o meglio una birreria in cui si organizzano anche i concerti. Il locale è Lo sbarco in via Silvio Pellico 0 (zero) nel cuore del quartiere San Salvario a Torino. Forse non è proprio elegante, ma è accogliente e i ragazzi che ci lavorano sono molto gentili e amichevoli. Il desiderio di assaggiare le nuove prelibatezze di Mattia era alle stelle. Il menù comprendeva:

Cipolla bionda ripiena di salsiccia, robiola e nocciole

Insalata di gallina (ovviamente), radicchio e mele

Carciofi ripieni

Capunet di baccalà (che ovviamente non ho mangiato)

Risotto ubriaco (di vino rosso)

Dolcettino di crema, cioccolato e amaretto

Il tutto 18 euro a testa compreso vino e acqua. Le capacità culinarie di Mattia sono notevoli, soprattutto per gli accostamenti, a mio dire, bizzarri. Tutto era buono, pure il baccalà era invitante, ma a me il pesce proprio non riesce di assaggiarlo. I colori delle portate erano molto autunnali: la cipolla avvolta ancora dalla sua pellicina rossastra, l’insalata bianca e rossa, il carciofo ovviamente verde, il baccalà avvolto da una foglia di cavolo e accompagnato da una crema (penso di castagne) marroncina, il risotto violaceo; tutti colori molto caldi e autunnali; molto diversi dai colori chiari del nostro pranzo nuziale, ma tutto molto buono. Finalmente Mattia esce dalla cucina per fare quattro chiacchiere con noi, ma il suo lavoro creativo ai fornelli non ci ha permesso di di dialogare più di tanto, ma ci ha promesso che ci terrà informati su altri venti mangerecci. Chissà che ci scappi anche una serata in cui lui non lavori e si stia in compagnia di nuove persone tutte da conoscere.

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