Il Blog di Luca C.

Turisti per caso a Torino – Seconda tappa

Posted on: 4 novembre 2015

Dopo un po’ di assenza dal blog, a parte qualche post già programmato da settimane, eccomi di nuovo a scrivere qualcosina. Avrei un bel po’ di esperienze ed eventi vissuti da raccontare, ma il tempo è tiranno e la stanchezza sovrana. Non essendo un internet dipendente in questo ultimo periodo ho trascurato un po’ la “vita virtuale” per vivere il più possibile le esperienze reali che sto per raccontarvi. Che dire? Le mie “domeniche” autunnali, scritto tra virgolette perché capitano nei giorni feriali come turni di riposo lavorativo sono state all’insegna della scoperta della mia città o almeno di alcuni scorci in cui riscopri la bellezza e la parte più vera e sincera del centro di Torino. E così ci si organizza per andare a passeggiare per le vie pedonali con il pretesto di cercare un disco e osservare le novità editoriali evitando le vie più famose che oramai si sono trasformate in unico centro commerciale di grandi marchi multinazionali senza un’anima propria, uguali in tutto il mondo. E allora assapori il gusto di passeggiare lentamente nelle vie laterali, quelle più nascoste dai riflettori globalizzati scoprendo che esiste una realtà parallela e più sincera, quella fatta di stupendi cortili con giardino come ad esempio quello di Palazzo Cisterna che da pochi mesi è stato aperto al pubblico, quella fatta di botteghe artigiane come il liutaio di via Carlo Alberto in cui non siamo entrati ma mi sarebbe piaciuto annusare l’odore del legno e osservare i lavori di restauro e manutenzione, o quella fatta di negozi “particolari” come Lovever in via San Massimo e lungi da me dire che è un sexy shop, ma un negozio dedicato all’amore, mai volgare, in cui puoi parlare senza disagio e con un tocco di ironia con la proprietaria. E in ora di pranzo, quando la pancia gorgoglia, cercare un luogo di ristoro accorgendoti che esistono piccoli spazi creati da grandi giovani che hanno avuto una grande idea e che hanno realizzato con grandi sacrifici e con grande coraggio, mettendoci anima e corpo nel loro progetto, e io provando un po’ di invidia per loro che forse sono scappati da una realtà noiosa per creare qualcosa di personale che soddisfi le loro esigenze e che li faccia sentire veramente realizzati. Auguro sinceramente che le loro attività siano il più redditizie possibili perché giovani così se lo meritano. Insomma, tra un take-away di cibi greci, uno di cibi curdi, uno di cibi turchi (alla fine li proverò tutti) abbiamo scelto quello di cibi siciliani, o meglio messinesi. Braciolemani, così si chiama il locale di questo giovane imprenditore messinese che si è messo a preparare e cucinare una delle portate più famose di Messina, appunto le braciole. Non si tratta di fette di carne spessa come molti possono immaginare, ma di sottilissimi involtini di carne (bovino o maiale, volendo pesce) con un cuore di pan grattato e un dadino di formaggio cucinati alla piastra e serviti con varie salse leggere. Noi abbiamo provato quelli al pistacchio e subito quel gusto della carne mi ha fatto tornare indietro di qualche anno quando me li preparava mia zia. Sono proprio loro, sono fatti così ho detto a mia moglie, facendo i complimenti al gestore. E potrai trovare anche la birra Messina! Poi da via delle Rosine, in cui è sito Braciolemani, la passeggiata continua, chiacchierando e osservando, osservando e chiacchierando facendoti venire in mente un sacco di idee regalo per Natale per i tuoi cari e ripromettendoti di ritornare in quei negozi e in quelle botteghe che non hanno nulla a che fare con l’invasione di tutti quei negozi gestiti da multinazionali.

Per info:

http://www.cittametropolitana.torino.it/urp_cm/palazzo_cisterna/storia

https://www.facebook.com/LoveverTorino/

http://www.francescopiloni.it/

http://www.braciolemani.it/

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2 Risposte to "Turisti per caso a Torino – Seconda tappa"

Bello conoscere questi angoli nascosti di Torino, storie di locali, buona cucina, un mix di tradizione e innovazione.

Due consigli: realizza una rubrica ad hoc e pubblicizzala su fb, twitter, google+, e blog. Saresti seguito e aiuteresti turisti e non a conoscere questi locali.
Ti propongo di scrivere le recensioni anche su tripadvisor.

Secondo consiglio: si tratta di un consiglio tipografico, …non scrivere l’articolo a blocco, agli occhi di un lettore occasionale equivale a un mattone. Metti interlinee, costruisci blocchi di argomenti e separali. Lo scritto risulterà più scorrevole e meno “pesante”.

Take care

grazie per le dritte

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