Il Blog di Luca C.

ISIS in pillole (5) – Conclusioni

Posted on: 18 novembre 2015

Sono vittime di questa propaganda, dunque, anche i mujaheddin che si fanno immortalare mentre sparano all’impazzata come se fossero in un film americano e poi caricano i loro video-selfie su Youtube. […]In un caso o nell’altro sono stati uccisi culturalmente da Sylvester Stallone. Ma il loro tentativo di restituire all’Occidente il suo stesso trash si esaurisce sul nascere, soccombendovi. Se non è chiara la conclusione di tutto questo ragionamento, tanto vale essere più espliciti: l’ISIS l’abbiamo creato noi. Se non riusciamo a vederlo è solo perché non vogliamo vedere, al di là dello specchio, l’orrore in cui è riuscita ad arrivare la nostra “civiltà”, capace perfino di creare mostri del genere per distruggere la diversità al proprio interno. Non vogliamo scoprire di essere noi stessi l’orrore. Siamo ancora lontani dal vedere e dal prendere atto del fallimento totale del nostro modello di sviluppo, con i suoi criminali tentativi di esportazione nei Paesi del cosiddetto Sud del mondo. La nostra civiltà pretende di essere il modello superiore universale che deve trionfare, una mega macchina tecnico-scientifica che impone al di fuori di qualsiasi possibilità di controllo i propri imperativi mercantili e nello stesso tempo distrugge la diversità dal suo interno diventando autofaga. La crisi dell’Occidente è nella sua inarrestabile distruzione del sociale, proprio e altrui, con la proposizione di un pensiero e di un modello unico. Al nostro pensiero unico risponde specularmente l’ISIS, proponendo l’immutabilità della cultura islamica. Ma una cultura è tale solo in quanto capace di crearsi continuamente: “Una cultura che si riproduce sempre tale e quale (una cultura da ghetto o da riserva) è un cancro sociologico, una condanna a morte, proprio come una lingua che non si parla più, che non mutua più elementi da altre lingue, che non inventa più, è una lingua morta. E’ dunque sempre abbastanza pericoloso voler difendere o proteggere le culture, e illusorio voler creare la purezza perduta”.

Quello che dev’essere chiaro a tutti è che Internet e la comunicazione, utilizzate in questo modo, diventano l’arma definitiva in grado di accelerare la distruzione delle identità culturali, dell’alterità, in favore del pensiero unico. Dobbiamo combattere contro chiunque stia usando quest’arma (fossimo anche noi stessi) in questo modo, non solo difenderci da un’aggressione terroristica. Se non saremo in grado di farlo, la storia sarà scritta ancora una volta dai vincitori. In un mondo in cui l’accesso all’informazione viene negato dall’eccesso d’informazione, ciascuna delle parti in campo potrà raccontare ai propri sudditi di aver vinto. Nessuno potrà verificare se è la verità o meno.

(Bruno Ballardini, ISIS® il marketing dell’apocalisse, Baldini & Castoldi)

Per info:

ISIS®

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