Il Blog di Luca C.

Archive for the ‘Cibo e bevande’ Category

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L’interno dell’Emporium Infernalis

Per festeggiare i dieci anni dal nostro primo incontro avvenuto esattamente il 9 maggio 2009 abbiamo pensato di andare a cenare in un locale che da un po’ di tempo ci aveva incuriosito, ovvero l’Emporium Infernalis. Si tratta di una locanda in stile medioevale in cui vengono proposte il più fedelmente possibile le ricette di quel periodo storico. Entrati all’Emporium Infernalis sembra di fare un salto di secoli: ad accoglierci è l’oste, un uomo alto e robusto con barba e capelli lunghi, vestito con abiti medioevali e con tanto di spada e coltello. Le luci sono molto soffuse e, anche se elettriche, creano l’effetto luminoso delle candele, l’arredamento è completamente in legno massiccio e i tavoli sono disposti a ferro di cavallo (come in teoria doveva essere una taverna medioevale) per migliorarne la convivialità. La musica di sottofondo è tendenzialmente rock gotico, rock scandinavo o che so, ma immagino che la selezione prevede anche canti gregoriani e musiche tipiche del periodo. Ma veniamo alle portate: noi abbiamo ordinato due zuppe di farro con formaggio, menta, cipolla e limone veramente ottime, un piatto di straccetti di pollo con miele, vino, noci e uva passa e un piatto di straccetti di maialino con frutta secca. E’ possibile condire ulteriormente il cibo con varie spezie messe a disposizione sui tavoli. Come bevande vengono consigliati il sidro di mele o l’idromele che non bisogna confondere con il primo perché è, in sostanza, a base di miele e acqua. L’oste ricorda ai viandanti che si fermano nella locanda che per vivere un’esperienza unica si mangia con le mani aiutandosi con un coltello in quanto la forchetta non esisteva ancora. Per le zuppe ovviamente c’è il cucchiaio. Non ci sono nemmeno i tovaglioli: nel medioevo non si usavano, ma l’oste, come nelle migliori locande dell’epoca, ha messo a disposizione un catino riempito di acqua, lavanda e limone. Se proprio siete schizzinosi portatevi dei fazzoletti di carta o andate a lavarvi le mani in bagno. Beh, il bagno è moderno e a norma!: non immaginatevi solo una tinozza o, che so, un buco creato sulla terra battuta! La locanda è a disposizione di chi vuole semplicemente trascorrere una serata in compagnia giocando a giochi di ruolo sorseggiando una bevanda, ma la precedenza viene data a chi vuole mangiare. Forse i prezzi sono un pochino alti, ma posso dire con piacere che la nostra esperienza medioevale è stata ottima! Ve lo consiglio.

L’Emporium Infernalis si trova in via Calvo 3 a Torino, proprio all’uscita della stazione Nizza della Metro1.

Per info:

https://www.emporiuminfernalis.com

https://it-it.facebook.com/EmporiumInfernalis

 

MU Bao

Posted on: 6 marzo 2019

Se avete visto al cinema Gli Incredibili 2 avrete assistito sicuramente alla proiezione del bellissimo cortometraggio che precedeva il film, ovvero Bao, la storia di una mamma che fa fatica a “lasciar andare” il figlio oramai cresciuto. Tutta la storia gira intorno ad una pietanza tipica cinese, il bao appunto.

Foto tratta dal blog http://www.monsubarachin.it

Il bao è un raviolone, o se volete un panino bianco, morbido, caldo, cotto al vapore, che al suo interno contiene solitamente verdure e carne di maiale ed è molto invitante. Io non l’avevo mai assaggiato fino a qualche settimana fa, quando passeggiando per il centro di Torino ci siamo imbattuti in un nuovo locale, il MU Bao in via Accademia delle scienze 2/e aperto da gennaio 2019. Il MU Bao è un chioschetto in cui abili mani esperte cucinano il bao da asporto. Ce ne sono di tutti i tipi: vegani e non, salati e dolci, a partire da €3,50 in su e si possono trovare anche i classici ravioli cinesi, i jiaozi. Ci hanno offerto anche un bicchiere di the cinese caldo in attesa dei nostri bao, uno dolce con ripieno di crema pasticcera e uno salato “tipico” con verdure, funghi e carne di maiale macinata. Devo dire che sono molto buoni e sono un’ottima alternativa al solito cibo d’asporto, soprattutto nella stagione fredda. Mu Bao è una novità a Torino assolutamente da provare!

Per info: https://www.facebook.com/MUbaotori

logo Maithai

Oggi parlerò di cibo e siccome ci piace provare nuovi locali e ristoranti ci siamo regalati una serata romantica a tema tailandese presso Mai Thai di Via Gropello22 a Torino. Abbiamo scoperto questo nuovo ristorante passeggiando in alcune piccole vie del quartiere Cit Turin. In realtà queste stradine nascondono un crogiuolo di attività gastronomiche (e non solo) molto invitanti che presumibilmente in un futuro non molto lontano proveremo. Con tutti questi ristoranti cinesi e giapponesi perché abbiamo scelto quello tailandese? Tutto è nato circa un anno fa quando abbiamo acquistato tre libri di ricette editi da Guido Tommasi: Le basi della cucina indianaLe basi della cucina mediorientaleLe basi della cucina asiatica. Ne abbiamo sperimentate alcune, almeno quelle più semplici. A mio parere le ricette più faticose sono quelle indiane e, soprattutto, quelle asiatiche sia per la loro complessità, sia per la difficoltà di reperire in Italia gli ingredienti. Per fortuna esiste il negozio storico Ditta Ceni a Porta Palazzo in cui si può trovare di tutto e di più. Per farla breve abbiamo sperimentato sulla nostra lingua che la cucina cinese e giapponese è ben diversa e migliore da quella che ci propongono nei ristoranti. Sicuramente molte portate non sono gradite per i nostri gusti occidentali come ad esempio la zuppa di miso (a mio avviso immangiabile). La cucina asiatica è ricca di verdure, riso, carne di pollo e maiale e, ahimè, pesce e alghe. In quasi tutte le ricette (di verdure, di carne o di pesce) la base è la salsa di pesce o di ostriche. Come per noi, almeno in Italia, lo è il soffritto di cipolla e aglio. Immaginate la mia felicità dato che non mangio tutto ciò che vive in acqua! Insomma, abbiamo seguito le ricette del libro Le basi della cucina asiatica modificando le salse sopracitate con il brodo vegetale. Abbiamo deciso di provare il Mai Thai perché il menù propone delle ricette molto simili, se non identiche, a quelle del libro e a quelle poche che abbiamo cucinato a casa. La cucina del Mai Thai è sorprendentemente buona e, oserei dire, rispecchia quella tailandese (o perlomeno quella indicata dal libro di ricette come tailandese). E, sorpresa delle sorprese, si può chiedere di non mettere la salsa di pesce o di ostriche tranne che nel curry (la zuppa), ma solo perché gli ingredienti devono essere cucinati insieme. Il personale del ristorante, pur essendo un giorno particolarmente faticoso, è sempre stato cordiale, amichevole e mai frettoloso. Infine, essendo San Valentino è stata regalata una rosa rossa ad ogni coppia presente. Ci ritorneremo con gli amici!

Per info: https://www.maithai.it/it/home

Approfittando di una splendida giornata autunnale ottobrina abbiamo deciso di recarci nelle Langhe in quel di Barolo per visitare il Museo del vino e godere dei meravigliosi panorami che offre il territorio. Vi sembrerà strano, ma io non avevo ancora visitato suddetti luoghi e ne sono rimasto affascinato. Il Museo del vino (gratis per i possessori di Tessera Musei) si trova all’interno del Castello di Barolo ed è composto da ben quattro piani e si snoda lungo un interessante percorso multimediale ed interattivo. Si parte dal terzo piano dedicato a I tempi del vino dalla coltivazione della vite alla produzione del vino seguendo il ciclo delle stagioni e della natura attraversando stanze in cui sono state installate stupefacenti scenografie. Si passa al secondo piano dedicato a Il vino nella storia e nella arti dalla sua produzione nelle civiltà antiche fino ai giorni nostri passando attraverso tutte le arti (letteratura, pittura, musica, teatro e cinema). Si scende quindi al primo piano che conserva gli arredi originali della famiglia Falletti di Barolo e in cui ci si immerge più in particolare nella Storia e nelle vicende dei marchesi ed in particolare su come è nato il vino Barolo. Si termina nel piano interrato dedicato alle ultime trasformazioni del castello grazie alla marchesa Giulia. Ovviamente il percorso sfocia nella sala dello shopping e delle degustazioni di Barolo di tutte le cantine (degustazioni a pagamento da uno a quattro euro). La visita dura almeno un’ora con possibilità di noleggiare l’audio-guida. Una volta usciti dal castello è bello passeggiare lungo le caratteristiche stradine di Barolo incontrando molti turisti stranieri. Nel paese non mancano ovviamente trattorie, sale degustazioni ed enoteche che al momento risultano molto onerose per le nostre tasche. Abbiamo quindi optato per il bar DiVin Café (prenotato già al mattino appena giunti a Barolo) in cui vengono offerti piatti caldi ben cucinati e i vini: con 15 euro a testa ci siamo gustati due hamburger di fassona con contorno di verdure di stagione accompagnato da un bicchiere di Barolo, due dessert, due caffè e due bottigliette d’acqua. Il pomeriggio è trascorso con la visita al curioso Museo del cavatappi (gratuito per i possessori di Tessera Musei) e con la passeggiata al paese vicino La Morra molto più tranquillo di Barolo, ma non per questo meno suggestivo. Termina così una piacevole giornata all’insegna del buon cibo e di splendidi paesaggi autunnali grazie anche ad una calda giornata quasi estiva.

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Per info:

http://www.wimubarolo.it

http://www.museodeicavatappi.it

http://www.comune.barolo.cn.it

http://www.comune.lamorra.cn.it

 

Scansione

Sempre più spesso quando passeggiamo in centro ci capita di percorrere quelle vie laterali che di solito sono snobbate dalla maggior parte delle persone, ma che in  un modo o nell’altro ci sorprendono con vedute diverse della città, con informazioni storiche e  artistiche e con la scoperta di un mondo commerciale fatto di piccole botteghe artigiane e di giovani imprenditori coraggiosi. Così, per esempio, ci si può imbattere in Balocco Arte in cui si restaurano vecchie bambole e si vendono anche meravigliosi carillon, oppure in I love spices in cui potete trovare tutte le spezie del mondo, oppure in Braciolemani in cui potete gustare le famosissime braciole messinesi accompagnate dalla Birra dello Stretto del Birrificio Messina salvato dai suoi dipendenti dopo il licenziamento da parte di una famosa multinazionale della birra, oppure in molte librerie come ad esempio Pop Hearth specializzata in libri di arte e design. Se invece amate gli i cibi americani c’è Americalicious in cui si vendono prodotti di importazione che non troverete da nessun’altra parte. Ma oggi vi voglio parlare della scoperta di un piccolo laboratorio in via Mercanti 2/G a Torino che produce e vende tiramisù da passeggio. Il negozio si presenta come una piccola gelateria solo che al posto del frigorifero con le vaschette di gelato ci sono delle graziose scatolette di cartone contenenti il famoso dolce in varie versioni. Quando siamo entrati ci ha accolto una ragazza gentile che ci ha presentato tre versioni di tiramisù disponibili: quelli classici, quelli alla nocciola e quelli alla fragola. Abbiamo optato per gli ultimi e siamo rimasti soddisfatti dalla bontà. La dose è consistente e i quattro euro li vale tutti. Sicuramente ci ritorneremo e chissà che non ci siano nuovi “gusti” di tiramisù, anzi di Tirmesù (in piemontese).


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