Il Blog di Luca C.

Archive for the ‘Citazioni’ Category

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Non esisterà più il disco che ti consumi all’infinito nella tua cameretta, ci sarà solo una lunghissima playlist in continuo aggiornamento. Oggi sono le stesse piattaforme di streaming a dettare le regole per scrivere le canzoni: da tempo Spotify manda mail dove invita noi produttori a seguire indicazioni precise – a partire dalla durata dell’intro, fino a quando far entrare la voce in un pezzo – al fine che i brani funzionino meglio. Ogni singolo secondo della canzone viene smembrato per capire esattamente quando l’utente ha premuto stop ed è passato ad altro. Può essere una cosa brutta o, al contrario, molto stimolante, non mi interessa esprimere un giudizio, ma ti immagini se ai Pink Floyd avessero consigliato di modificare la stesura di Time, su The Dark Side of the Moon, perché prevedevano che dopo il trentesimo secondo l’utente si sarebbe annoiato, secondo te come avrebbero reagito?

(RollingStone, Intervista a Michele Canova)

Sarà per questo che riscopriamo il passato e là ci rifugiamo per ovviare alla mediocrità di oggi? Sarà per questo che mi rifugio nel buon vecchio jazz o rhythm’n’blues o classical o rock’n’roll? Ed io che pensavo invece di stare invecchiando precocemente…

Per leggere l’intervista completa: http://www.rollingstone.it/musica/news-musica/nel-pop-di-oggi-ce-tutto-tranne-che-la-speranza-michele-canova-ci-spiega-come-si-scrivono-le-hit-in-usa/2017-11-11/

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Il riassunto: Franco Fontana ci guiderà alla scoperta della fotografia creativa, prima raccontandoci il suo percorso personale, artistico e professionale per poi invitarci a svolgere qualche esercizio di creatività cercando di non imitarlo, ma seguendo la nostra vocazione.

Il mio giudizio personale: Questo bellissimo libro non è un manuale di tecnica fotografica. Non importa se abbiamo una macchina fotografica da un migliaio di euro o una da un centinaio di euro. Non importa se non siamo ottimi fotografi. E’ importante, invece, trasmettere qualcosa di noi stessi attraverso la fotografia e la sperimentazione anche grazie all’utilizzo di software appositi. Più che un corso di fotografia fine a se stesso questo libro è anche un invito a fare un percorso personale alla ricerca di noi stessi, della nostra vera essenza e della nostra espressione. Si può applicare alla nostra Vita.

La citazione: Non partite di corsa, allora. Non abbiate fretta. Dedicatevi piuttosto a mettere a fuoco la vostra meta. Se procedete senza di essa, avrete solo l’impressione di essere in cammino; in realtà, non sarete partiti e non arriverete da nessuna parte. Se invece la individuerete, troverete il modo per raggiungerla perché, anche se ora non ne siete consapevoli, quel modo sta già germogliando dentro di voi. A quel punto sarà tutto veloce, vi sembrerà quasi che le cose si compiano da sole, ma si tratterà di un’impressione: se il seme germoglierà, sarà solo grazie alla vostra decisione di mettervi in cammino, ritornare principianti, affrontare il cambiamento e voltare pagina. La mia speranza è che la vostra scelta sia proprio questa, una volta finito il libro: voltare pagina; altrimenti nessuno lo farà per voi e la pagina rimarrà bianca.

Per info:

http://www.librimondadori.it/libri/fotografia-creativa-franco-fontana#9788852071775

http://www.palazzomadamatorino.it/it/eventi-e-mostre/mostra-franco-fontana-paesaggi

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Il riassunto: il protagonista Octave è un pubblicitario creativo di enorme successo. Da lui dipendono le più importanti multinazionali che vogliono promuovere i loro prodotti e viceversa. Il successo e i soldi portano Octave ad una vita fatta di estremi, di cocaina e sesso a pagamento. Octave, che comunque è una persona intelligente e acculturata, ci aprirà la mente sul mondo delle pubblicità (e dei loro messaggi), sul potere delle multinazionali e sulle influenze (negative) che esse hanno sulla società intera. A Octave questo sporco gioco non piace più e ha deciso di vendicarsi denunciandolo, anche con un po’ di notizie storiche e facendo nomi (da controllarne poi la veridicità), in questo interessantissimo libro, mescolando le sue tragiche vicissitudini personali e cercando un’alternativa al mondo attuale.

Il mio giudizio personale: sinceramente pensavo si trattasse di un saggio, mentre invece mi ritrovo fra le mani una specie di diario scritto quasi di getto da un pubblicitario cocainomane. In realtà lo scrittore è Frédérich Beigbeder. Sicuramente nel volume vengono narrate situazioni “un po’ forti”, ma l’argomento è così interessante che lo inserirei tra i libri che bisognerebbe far leggere  agli adolescenti che frequentano la scuola dell’obbligo. Giusto per aprirgli la mente, per mettergli la pulce nell’orecchio, per far capire loro a che bassezza è arrivata la cultura occidentale e consumistica, con la speranza di un qualche cambiamento sociale radicale, perché di questo passo non va bene. Il consiglio lo estendo anche a tutti quelli che si fanno rapire da tutte queste “realtà plastificate” che creano falsi bisogni e non si rendono conto che ci hanno lobotomizzato il cervello. Per dirla alla Caparezza Siamo peggiorati tanto che te ne vergogni, che i migliorati sono solo bambole dei sogni. […] Ridi pure, ma la situazione è tragica…*

La citazione: Sono un pubblicitario: ebbene sì, inquino l’universo. Io sono quello che vi vende tutta questa merda. Quello che vi fa sognare cose che non avrete mai… Io vi drogo di novità, e il vantaggio della novità è che non resta mai nuova. C’è sempre una novità più nuova che fa invecchiare la precedente. Farvi sbavare è la mia missione. Nel mio mestiere nessuno desidera la vostra felicità, perché la gente felice non consuma.

[…]l’uomo moderno preferisce, nel complesso, essere buono. Detesta solo annoiarsi. La noia lo terrorizza, mentre non c’è nulla di più costruttivo e generoso che una giusta dose quotidiana di tempi morti, di istanti inerti, da soli o in compagnia. Octave lo ha capito: il vero edonismo è la noia. Solo la noia permette di godere del presente, ma tutti hanno l’obiettivo opposto: per divertirsi gli occidentali evadono attraverso la televisione, il cinema, internet, il telefono, i videogiochi, o una semplice rivista. Fanno le cose ma non ci sono mai con la testa, vivono per procura, come fosse un disonore accontentarsi di respirare qui e ora. Quando ci si piazza davanti alla tv o a un sito interattivo, quando si parla al cellulare o si gioca con la Playstation, non si vive. Si è da un’altra parte rispetto a dove si sta. Forse non si è morti, ma neanche troppo vivi. Sarebbe interessante misurare quante ore al giorno passiamo altrove dall’istante. Altrove da dove ci troviamo. Tutte queste macchine ci rendono sempre meno presenti a noi stessi, e sarà sempre più complicato sbarazzarsene. Tutti quelli che criticano la società dello spettacolo hanno la tele in casa. Tutti i denigratori della società dei consumi hanno una Carta Visa. La situazione è inestricabile. Nulla è cambiato dai tempi di Pascal: l’uomo continua a fuggire la propria angoscia con il divertimento. Solo che il divertimento è diventato così onnipresente da sostituire Dio.

Info:

http://www.lafeltrinelli.it/libri/frederic-beigbeder/lire-26900/9788807817915

https://it.wikipedia.org/wiki/Fr%C3%A9d%C3%A9ric_Beigbede

*Caparezza, Limiti (Verità supposte), 2003

Il riassunto: Ove è un uomo che si “è fatto da solo” partendo da un adolescenza travagliata. E’ cresciuto imparando duri mestieri e sviluppando un carattere a dir poco scontroso ed è molto ligio all’ordine. Cova un odio verso i “burocrati”. Nonostante ciò, riesce a conoscere l’amore della vita che lo rispetta per quello che è perché in fondo Ove non è quello che sembra, a detta di tutti “un vecchio inacidito”. La Vita sarà molto dura con Ove: prima gli mette la moglie su una sedia a rotelle a causa di un incidente e poi le fa venire il cancro. Questa situazione accresce in Ove l’odio verso i “burocrati” che gli vogliono portar via, in una casa di cura, l’unico motivo della sua esistenza. Finché la moglie resterà in vita Ove combatterà. In seguito inizierà a pensare al suicidio, ma ogni volta che prova ad escogitare un modo per morire in santa pace c’è sempre qualcosa o qualcuno che lo blocca: i vicini di casa rompiscatole e un gatto randagio. Lentamente Ove si accorgerà che ha ancora dei motivi per cui vale la pena di vivere.

Il mio giudizio personale: nonostante la vicenda appaia tragica, il libro si legge velocemente perché la storia affascina e il protagonista diventerà il nostro eroe. Ove è il classico burbero dal cuore grande! Non mancano i momenti in cui si sorride, si ride e ci si commuove. Chissà che non ci sia un bravo regista che decida di farne un film, magari da presentare nel periodo natalizio. Secondo me sarebbe un successo! Anzi, ora che sto consultando Wikipedia scopro che il film (del regista Hannes Holm) è uscito nel 2015, guarda caso il 25 dicembre. Sarà presentato in Italia nel 2017 distribuito da Academy Two, almeno così dicono, ed è candidato a due premi Oscar.

La citazione: La morte è una cosa curiosa. Viviamo tutta la vita come se non esistesse, ma il più delle volte è una delle ragioni in assoluto più importanti per vivere. Alcuni di noi ne diventano consapevoli così in fretta che vivono più intensamente, più ostinatamente, e in maniera più furiosa. Altri necessitano della sua costante presenza per sentirsi vivi. Altri ancora finiscono per accomodarsi nella sua sala d’attesa molto tempo prima che lei abbia annunciato il suo arrivo. La temiamo, eppure la gran parte di noi teme soprattutto l’eventualità che colpisca qualcun altro, qualcuno a cui vogliamo bene. Perché la più grande paura legata alla morte è che ci passi accanto. Che si prenda chi amiamo. E che ci lasci soli.

Info:

http://www.mondadoristore.it/uomo-che-metteva-ordine-mondo-Fredrik-Backman/eai978880465943/

http://www.fredrikbackman.com/

Trailer ufficiale del film:

E’ giunta la primavera e con le temperature più miti le uscite sono più piacevoli. Quindi, tirate fuori dal garage le vostre biciclette o indossate delle comode scarpe da ginnastica perché con la mia attività prenotabile sul sito https://www.guidemeright.com/it/cosa-fare-a/torino/alla-scoperta-di-borgo-san-paolo vi guiderò

Alla scoperta di Borgo San Paolo (prenota QUI)

Secondo la mia opinione da Local, il quartiere San Paolo a Torino è una delle zone della città più interessanti da vedere, a piedi o in bicicletta. Un’esperienza significativa per tutti coloro che amano i luoghi con una rilevante memoria storica.

Forse avete già sentito parlare di Borgo San Paolo come del “borgo rosso” o “borgo operaio”. San Paolo è il quartiere delle fabbriche, delle officine meccaniche e delle botteghe artigiane. Proprio per questo amo passeggiare per le sue vie e nel tempo ho raccolto aneddoti e curiosità.

Solitamente io seguo un percorso ad anello di circa 12,5km che parte dalla modernissima Stazione Porta Susa. Si tratta dell’intero vecchio percorso dell’ex raccordo ferroviario, ora trasformato in pista ciclabile, che collegava le fabbriche alle vie ferrate che andavano verso Milano, Genova e la Francia. Entreremo anche nel cuore del quartiere, in strade poco trafficate. L’itinerario è interamente pianeggiante ed è adatto a tutti. Vi propongo due alternative per percorrerlo:

  • la bicicletta, il mezzo più comodo per questa attività (2 ore e 45 minuti circa)
  • a piedi, consigliato agli appassionati di trekking urbano

Su vostra richiesta, è possibile mangiare in alcune trattorie che servono cucina regionale o in delle pizzerie storiche di Borgo San Paolo, ma anche visitare il Museo del carcere (presso il Carcere Le Nuove), la Fondazione Sandretto Rebaudengo o la Fondazione Merz (arte contemporanea). Precisazione importante: io parteciperei con voi alle visite in qualità di visitatore; non sono una guida turistica, né ho l’abilitazione per farlo.

Tra i luoghi da visitare in città, il quartiere San Paolo a Torino è sicuramente uno dei più rappresentativi. Per farvi capire meglio l’atmosfera che vi si respira, voglio condividere con voi questo bel pensiero di Diego Novelli, ex sindaco di Torino, tratto dalla prefazione al libro “Borgo San Paolo” di Federica Calosso e Luisella Ordazzo (Graphot Editrice, 2009):

“C’è una sostanziale differenza tra nostalgia e memoria. La nostalgia è un valore passivo, al limite negativo, che nel crogiuolo dei ricordi induce alla malinconia, alla rassegnazione, al rimpianto di cose passate che non ritorneranno mai più, che non sono riproducibili, ripetibili. La memoria invece è un valore positivo, attivo perché il ricordo non induce al lamento, bensì alla riflessione. Descrivere un Borgo, cioè uno spicchio di città fatta “non solo di mura e di pietre” come scrive Agostino da Ippona, “ma di uomini” perché “la città è gente” (Sofocle); raccontare attraverso testimonianze a viva voce, oppure con la lettura, lo studio di carte, documenti e anche ingialliti ritagli di giornale, significa trasformare la cronaca in storia, una storia minore, certamente, ma preziosissima per capire e soprattutto per pensare.”

Per info e prenotazioni cliccare QUI.


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