Il Blog di Luca C.

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Risultati immagini per fotografia creativa franco fontana

Il riassunto: Franco Fontana ci guiderà alla scoperta della fotografia creativa, prima raccontandoci il suo percorso personale, artistico e professionale per poi invitarci a svolgere qualche esercizio di creatività cercando di non imitarlo, ma seguendo la nostra vocazione.

Il mio giudizio personale: Questo bellissimo libro non è un manuale di tecnica fotografica. Non importa se abbiamo una macchina fotografica da un migliaio di euro o una da un centinaio di euro. Non importa se non siamo ottimi fotografi. E’ importante, invece, trasmettere qualcosa di noi stessi attraverso la fotografia e la sperimentazione anche grazie all’utilizzo di software appositi. Più che un corso di fotografia fine a se stesso questo libro è anche un invito a fare un percorso personale alla ricerca di noi stessi, della nostra vera essenza e della nostra espressione. Si può applicare alla nostra Vita.

La citazione: Non partite di corsa, allora. Non abbiate fretta. Dedicatevi piuttosto a mettere a fuoco la vostra meta. Se procedete senza di essa, avrete solo l’impressione di essere in cammino; in realtà, non sarete partiti e non arriverete da nessuna parte. Se invece la individuerete, troverete il modo per raggiungerla perché, anche se ora non ne siete consapevoli, quel modo sta già germogliando dentro di voi. A quel punto sarà tutto veloce, vi sembrerà quasi che le cose si compiano da sole, ma si tratterà di un’impressione: se il seme germoglierà, sarà solo grazie alla vostra decisione di mettervi in cammino, ritornare principianti, affrontare il cambiamento e voltare pagina. La mia speranza è che la vostra scelta sia proprio questa, una volta finito il libro: voltare pagina; altrimenti nessuno lo farà per voi e la pagina rimarrà bianca.

Per info:

http://www.librimondadori.it/libri/fotografia-creativa-franco-fontana#9788852071775

http://www.palazzomadamatorino.it/it/eventi-e-mostre/mostra-franco-fontana-paesaggi

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E’ giunta la primavera e con le temperature più miti le uscite sono più piacevoli. Quindi, tirate fuori dal garage le vostre biciclette o indossate delle comode scarpe da ginnastica perché con la mia attività prenotabile sul sito https://www.guidemeright.com/it/cosa-fare-a/torino/alla-scoperta-di-borgo-san-paolo vi guiderò

Alla scoperta di Borgo San Paolo (prenota QUI)

Secondo la mia opinione da Local, il quartiere San Paolo a Torino è una delle zone della città più interessanti da vedere, a piedi o in bicicletta. Un’esperienza significativa per tutti coloro che amano i luoghi con una rilevante memoria storica.

Forse avete già sentito parlare di Borgo San Paolo come del “borgo rosso” o “borgo operaio”. San Paolo è il quartiere delle fabbriche, delle officine meccaniche e delle botteghe artigiane. Proprio per questo amo passeggiare per le sue vie e nel tempo ho raccolto aneddoti e curiosità.

Solitamente io seguo un percorso ad anello di circa 12,5km che parte dalla modernissima Stazione Porta Susa. Si tratta dell’intero vecchio percorso dell’ex raccordo ferroviario, ora trasformato in pista ciclabile, che collegava le fabbriche alle vie ferrate che andavano verso Milano, Genova e la Francia. Entreremo anche nel cuore del quartiere, in strade poco trafficate. L’itinerario è interamente pianeggiante ed è adatto a tutti. Vi propongo due alternative per percorrerlo:

  • la bicicletta, il mezzo più comodo per questa attività (2 ore e 45 minuti circa)
  • a piedi, consigliato agli appassionati di trekking urbano

Su vostra richiesta, è possibile mangiare in alcune trattorie che servono cucina regionale o in delle pizzerie storiche di Borgo San Paolo, ma anche visitare il Museo del carcere (presso il Carcere Le Nuove), la Fondazione Sandretto Rebaudengo o la Fondazione Merz (arte contemporanea). Precisazione importante: io parteciperei con voi alle visite in qualità di visitatore; non sono una guida turistica, né ho l’abilitazione per farlo.

Tra i luoghi da visitare in città, il quartiere San Paolo a Torino è sicuramente uno dei più rappresentativi. Per farvi capire meglio l’atmosfera che vi si respira, voglio condividere con voi questo bel pensiero di Diego Novelli, ex sindaco di Torino, tratto dalla prefazione al libro “Borgo San Paolo” di Federica Calosso e Luisella Ordazzo (Graphot Editrice, 2009):

“C’è una sostanziale differenza tra nostalgia e memoria. La nostalgia è un valore passivo, al limite negativo, che nel crogiuolo dei ricordi induce alla malinconia, alla rassegnazione, al rimpianto di cose passate che non ritorneranno mai più, che non sono riproducibili, ripetibili. La memoria invece è un valore positivo, attivo perché il ricordo non induce al lamento, bensì alla riflessione. Descrivere un Borgo, cioè uno spicchio di città fatta “non solo di mura e di pietre” come scrive Agostino da Ippona, “ma di uomini” perché “la città è gente” (Sofocle); raccontare attraverso testimonianze a viva voce, oppure con la lettura, lo studio di carte, documenti e anche ingialliti ritagli di giornale, significa trasformare la cronaca in storia, una storia minore, certamente, ma preziosissima per capire e soprattutto per pensare.”

Per info e prenotazioni cliccare QUI.

Per il 2017 mi sono promesso di esercitarmi ad essere il più possibile positivo almeno su queste paginette virtuali. Anche se la situazione attuale non è avvincente e tutti i sentimenti negativi conducono alla continua lamentela ottenendo nulla se non peggio, conviene cercare qualcosa, seppur piccolo, di bello, di costruttivo e di propositivo. Iniziamo dal principio: qualche mese fa, scervellandomi su come ci si possa reinventare, sono capitato quasi per caso sul sito http://guidemeright.com. Si tratta di un sito in cui si possono proporre delle attività (a pagamento) a chiunque sia interessato, in primis ai turisti. Quindi, dopo avere letto le linee guida, ho deciso anche io di diventare un “local friend” proponendo un’attività, a mio avviso, molto interessante:

Alla scoperta di Borgo San Paolo.

Borgo San Paolo è il quartiere in cui vivo da quarant’anni. Fu un borgo prettamente operaio perché qui si insediarono le fabbriche, le officine meccaniche e i laboratori artigianali all’inizio del XX secolo. Come potete immaginare, il quartiere conobbe un periodo di crescita della popolazione che dalle campagne veniva a cercare un lavoro più stabile e, in seguito, un periodo di crisi profonda durante e dopo la Seconda guerra mondiale a causa dei bombardamenti che rasero al suolo molte aree industriali. Per anni alcune di esse furono lasciate in un grave stato di degrado e abbandono, altre furono risanate costruendoci condomini residenziali, parchi e gallerie d’arte, ma altre ancora sono tutt’ora in fase di recupero. Ma quali furono le fabbriche più importanti e famose in Borgo San Paolo? Sono tutt’oggi esistenti? Quali storie ha da raccontarci Borgo San Paolo? Ebbene, con questa attività potrete conoscere le risposte e scoprire molte altre informazioni e curiosità! Ho pensato di intraprendere questo mini-tour in bicicletta o, per gli amanti dell’urban-trekking, a piedi. Si tratta di un percorso ad anello di circa dieci chilometri, da me studiato, che partirà dalla modernissima stazione ferroviaria Porta Susa, seguirà il tracciato dell’ex raccordo ferroviario di Borgo San Paolo e si immergerà nel cuore del quartiere. Il percorso è completamente pianeggiante, adatto a tutti e principalmente su pista ciclabile, aree pedonali o strade a bassa densità di traffico. E per chi volesse è possibile fare una pausa pranzo in una delle numerose trattorie con cucina tipica piemontese o in una delle pizzerie storiche di Borgo San Paolo oppure visitare il Museo del Carcere “Le Nuove” o, per gli amanti dell’arte contemporanea, la Fondazione Sandretto Rebaudengo o la Fondazione Merz. Precisazione importante: io parteciperei con voi alle visite in qualità di visitatore; non sono una guida turistica, né ho l’abilitazione per farlo. Insomma, questa attività vuole accontentare un po’ tutti con un percorso archeologico industriale, storico culturale ed enogastronomico! L’attività costa appena 18 euro a persona (prezzo stabilito automaticamente dal sito Guide Me Right), esclusi visite museali e pranzi. Prenotate ora l’attività cliccando sul link https://www.guidemeright.com/it/cosa-fare-a/torino/alla-scoperta-di-borgo-san-paolo. Vi aspetto numerosi!

(Bibliografia: Calosso Federica e Ordazzo Luisella, Borgo San Paolo, Graphot Editrice, 2009).

Borgo san Paolo

C’è una sostanziale differenza tra nostalgia e memoria. La nostalgia è un valore passivo, al limite negativo, che nel crogiuolo dei ricordi induce alla malinconia, alla rassegnazione, al rimpianto di cose passate che non ritorneranno mai più, che non sono riproducibili, ripetibili. La memoria invece è un valore positivo, attivo perché il ricordo non induce al lamento, bensì alla riflessione.
Descrivere un Borgo, cioè uno spicchio di città fatta “non solo di mura e di pietre” come scrive Agostino da Ippona, “ma di uomini” perché “la città è gente” (Sofocle); raccontare attraverso testimonianze a viva voce, oppure con la lettura, lo studio di carte, documenti e anche ingialliti ritagli di giornale, significa trasformare la cronaca in storia, una storia minore, certamente, ma preziosissima per capire e soprattutto per pensare.
Diego Novelli – Borgo San Paolo, 28 febbraio 2009

Il 28 e il 29 maggio si è tenuta a Montemagno (AT) la fiera mangereccia Pane al pane, sottotitolata Elogio del pane monferrino. Siamo stati fortunati perché il nostro amico ci ha ospitato nella sua casa, proprio nel centro storico del paese, e poi il tempo è stato clemente, soprattutto sabato. Montemagno ha, a mio parere, un bellissimo centro storico da far invidia, che so io, al Ricetto di Candelo. Lo farei rientrare tra i borghi più belli d’Italia. Purtroppo il paese sembra molto spopolato e molte case d’epoca sono in grave stato di abbandono. Si ritorna al solito discorso: se solo si avesse coscienza delle bellezze che abbiamo in Italia, se solo si favorissero lo sviluppo di attività in questi luoghi, se solo si pubblicizzassero di più, si potrebbe curare un pochino questa crisi economica! Ma siamo in Italia, mica in Francia dove ti sanno valorizzare una pietra per terra. Comunque, a Montemagno c’è anche un castello privato che, se volessero i conti che lo abitano e i cavilli burocratici tipici italiani, potrebbe essere un’attrazione turistica notevole. Per fortuna, grazie ai pochi residenti rimasti, qualcosina si muove. La proloco ha organizzato questa fiera mangereccia rinominata da me Mo'(n)te magno (la n non si pronuncia). Alcuni cortili del paese sono stati utilizzati per offrire ai forestieri del buon cibo. Alla fine il pane c’entra poco, però meritano una lode coloro che si sono impegnati a rendere per due giorni Montemagno un paese accogliente e rilassante come lo sono le campagne circonstanti che ho fotografato per valorizzarne i luoghi ed invitarvi a visitare almeno una volta il paese. Intorno ad esso ci sono delle brevi e semplici passeggiate in mezzo alla natura adatte alle famiglie con bambini. A giudicare dall’afflusso di gente ne ho dedotto che poche persone conoscono sia questi splendidi luoghi dell’astigiano, sia le fiere che vi organizzano. A voi il giudizio. Infine, il solito commento ai signorotti che ci governano: se uno vuole e se lo Stato italiano venisse incontro a chi ha voglia di aprire un’attività, si potrebbero avere molti vantaggi sfruttando il turismo, l’artigianato, l’arte, la cultura e l’enogastronomia del nostro splendido e disastrato Paese. Di seguito il programma ed il menù di Pane al pane edizione 2016 e alcuni scorci della campagna di Montemagno.

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1Adesso che è arrivata la primavera penso che chiunque abbia alzato almeno una volta la testa al cielo per godere della vista dei germogli verdi e delle prime fioriture sulle numerose piante che ornano Torino e cercare di cogliere il profumo che contraddistingue questa splendida stagione, smog a parte. E sempre alzando lo sguardo si possono fare scoperte strabilianti e scoprire che la mano dell’uomo può provocare numerosi cambiamenti alla natura, scusate il gioco di parole, snaturandola. Che sia l’effetto dell’inquinamento, delle sostanze chimiche, degli OGM, della cocaina che sembra scorrere nel Po (ed immagino anche trasportata dal vento)? Tutto è possibile! Ma sarebbe grave se gli effetti fossero così devastanti. Bisognerebbe starci attenti, altrimenti le conseguenze potrebbero essere disastrose. Guardate attentamente la foto, guardate bene, cosa notate? Se non riuscite a r2ispondere continuate a leggere e ad osservare la prossima foto. Come avrete intuito le foto sono state scattate in corso Matteotti all’altezza del Centenario poco prima del distributore Agip. Io me ne sono accorto osservando dal finestrino del bus che mi portava all’INPS e sono rimasto di stucco. Così mi sono ripromesso di tornarci e scattare alcune foto con lo smartphone non appena avrei finito i miei impegni burocratici. Siete riusciti a capire cosa c’è di così particolare? Nemmeno dalla seconda foto? Beh, a questo punto se la curiosità è forte, vi invito a continuare a leggere. Diciamo che l’albero produce dei frutti molto particolari, trattasi di calzature. Scarpe, avete letto bene, di qualunque tipo, scarponi, da ginnastica, da passeggio, comunque con lacci. Dai rami pendono scarpe! E quando ho accennato alle sostanze chimiche, alle droghe, all’inquinamento mi riferivo ai loro effetti sul cervello umano! Vorrei capire chi è il genio che si è arrampicato sull’albero e come ci è salito, dato che molte scarpe sono attaccate alle estremità dei rami che, quindi, non sosterrebbero il peso di una persona. Avrà usato una scala, un’impalcatura, uno di quei furgoni con la pedana che si alza o semplice un bastone telescopico per il giardinaggio? E quando si sarà messo all’opera? Molto probabilmente di notte. Ma soprattutto perché? Un quesito che rimarrà irrisolto, a meno che qualche testimone o, addirittura, l’artefice legga questo post e risponda. Eccovi le altre foto! Questo albero merita una visita!


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