Il Blog di Luca C.

Archive for the ‘Fotografia’ Category


OpenHouse Torino - Collegio Sacra Famiglia (03)
Complice il maltempo quest’anno ho partecipato anche io all’evento Open House Torino. E’ la prima volta che mi organizzo per visitare più luoghi nella stessa giornata. Inizialmente avevo optato per le strutture architettoniche moderne ovvero Bernini 2, Campus San Paolo e Casa Hollywood, ma avendo il tempo contato ho deciso di rimanere principalmente nel mio quartiere. Escludendo Casa Hollywood in quanto chiusa nel pomeriggio di domenica mi sono dedicato (armato di macchina fotografica) a:

  1. Bernini 2 – La villa e la torre: inizialmente nel 1906 fu costruita la villa del signor Talmone, sì proprio quello del cioccolato molto famoso a Torino. In seguito furono apportate modifiche soprattutto dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale. L’abitazione fu ricostruita alla fine degli anni 50 e rimase così fino agli anni 2000 quando fu decisa una ristrutturazione “invasiva” che aggiungeva alla villa la “torre” che oggi vediamo e il tutto fu trasformato in un unico condominio. L’androne della torre è principalmente in vetro per una migliore illuminazione naturale. Elementi decorativi della villa del dopo guerra invece sono rimasti così com’erano. https://www.openhousetorino.it/edifici/bernini-2/

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  2. Scultura Fiori: è un negozio di fiori ricavato da una delle tante villette che venivano edificate a inizio ‘900 con tanto di serra nel cortile. La meraviglia di questa villa è costituita dai decori floreali disposti con cura in tutti gli spazi. https://www.openhousetorino.it/edifici/scultura-fiori/

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  3. Collegio Sacra Famiglia: praticamente di fronte a Scultura Fiori era inizialmente una villa in stile Tesoriera. Quando fu reso collegio fu aggiunta anche la scuola più moderna, ma lo stile architettonico diverso rende tutto disomogeneo e bruttino da vedere. La visita si concentra in particolar modo nella villa. Quello che più mi ha stupito è la presenza di una delle tre copie di un dipinto del Caravaggio di cui l’originale fu rubato e mai più ritrovato. Ora quel dipinto, anche se è un ottima copia, è tenuto sotto stretta sorveglianza proprio per sopperire alla mancanza dell’originale. Nel giardino antistante alla villa sono presenti alberi secolari. https://www.openhousetorino.it/edifici/collegio-sacra-famiglia/

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  4. Casa D: è un’appartamento privato all’interno di un bel condominio degli anni ’30, quindi niente foto. Il proprietario dell’alloggio ha ingaggiato un architetto per ristrutturare l’appartamento con elementi moderni, ma mantenendone alcuni originali e restaurati per ricordarne la memoria dei nonni. E’ stata sfruttata il più possibile l’illuminazione naturale eliminando una parete e creando una T che unisce ingresso, cucina e soggiorno: l’unico punto luce classico (un lampadario a soffitto) si trova nel punto di intersezione delle tre stanze sopracitate, mentre tutto il resto è illuminato da led nascosti alla vista. I mobili sono ricavati da armadi a muro che fanno un tutt’uno con le pareti. I mobili come li intendo io sono quelli della cucina e della zona TV. Le due camere da letto e il bagno sono rimasti dov’erano in origine, ovviamente ristrutturati anch’essi. Un bagno di servizio è stato ricavato dividendo la cucina di due sulla parte più lunga. Quello che stupisce è l’armoniosità tra i nuovi materiali architettonici e quelli vecchi che riescono a convivere grazie alle ottime capacità dell’architetto. https://www.openhousetorino.it/edifici/casa-d/

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Purtroppo il mio tempo a disposizione è terminato e non ho potuto raggiungere il Campus San Paolo di via Caraglio che è stato costruito dove inizialmente c’era una fabbrica Lancia (sempre che non mi sbagli) in cui durante la seconda guerra mondiale venivano parcheggiati i carri armati. In seguito l’area fu abbandonata e si cercò a fine anni ’90 di recuperarla creando all’interno un punto verde estivo invano. In ultimo vi ricordo che per accedere e visitare gli edifici bisogna registrarsi sul sito https://www.openhousetorino.it/registrazione/ e scaricare sul proprio telefonino (ma sarebbe anche meglio stampare) il codice QR.

Per info:

https://www.openhousetorino.it/

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Risultati immagini per fotografia creativa franco fontana

Il riassunto: Franco Fontana ci guiderà alla scoperta della fotografia creativa, prima raccontandoci il suo percorso personale, artistico e professionale per poi invitarci a svolgere qualche esercizio di creatività cercando di non imitarlo, ma seguendo la nostra vocazione.

Il mio giudizio personale: Questo bellissimo libro non è un manuale di tecnica fotografica. Non importa se abbiamo una macchina fotografica da un migliaio di euro o una da un centinaio di euro. Non importa se non siamo ottimi fotografi. E’ importante, invece, trasmettere qualcosa di noi stessi attraverso la fotografia e la sperimentazione anche grazie all’utilizzo di software appositi. Più che un corso di fotografia fine a se stesso questo libro è anche un invito a fare un percorso personale alla ricerca di noi stessi, della nostra vera essenza e della nostra espressione. Si può applicare alla nostra Vita.

La citazione: Non partite di corsa, allora. Non abbiate fretta. Dedicatevi piuttosto a mettere a fuoco la vostra meta. Se procedete senza di essa, avrete solo l’impressione di essere in cammino; in realtà, non sarete partiti e non arriverete da nessuna parte. Se invece la individuerete, troverete il modo per raggiungerla perché, anche se ora non ne siete consapevoli, quel modo sta già germogliando dentro di voi. A quel punto sarà tutto veloce, vi sembrerà quasi che le cose si compiano da sole, ma si tratterà di un’impressione: se il seme germoglierà, sarà solo grazie alla vostra decisione di mettervi in cammino, ritornare principianti, affrontare il cambiamento e voltare pagina. La mia speranza è che la vostra scelta sia proprio questa, una volta finito il libro: voltare pagina; altrimenti nessuno lo farà per voi e la pagina rimarrà bianca.

Per info:

http://www.librimondadori.it/libri/fotografia-creativa-franco-fontana#9788852071775

http://www.palazzomadamatorino.it/it/eventi-e-mostre/mostra-franco-fontana-paesaggi

E’ giunta la primavera e con le temperature più miti le uscite sono più piacevoli. Quindi, tirate fuori dal garage le vostre biciclette o indossate delle comode scarpe da ginnastica perché con la mia attività prenotabile sul sito https://www.guidemeright.com/it/cosa-fare-a/torino/alla-scoperta-di-borgo-san-paolo vi guiderò

Alla scoperta di Borgo San Paolo (prenota QUI)

Secondo la mia opinione da Local, il quartiere San Paolo a Torino è una delle zone della città più interessanti da vedere, a piedi o in bicicletta. Un’esperienza significativa per tutti coloro che amano i luoghi con una rilevante memoria storica.

Forse avete già sentito parlare di Borgo San Paolo come del “borgo rosso” o “borgo operaio”. San Paolo è il quartiere delle fabbriche, delle officine meccaniche e delle botteghe artigiane. Proprio per questo amo passeggiare per le sue vie e nel tempo ho raccolto aneddoti e curiosità.

Solitamente io seguo un percorso ad anello di circa 12,5km che parte dalla modernissima Stazione Porta Susa. Si tratta dell’intero vecchio percorso dell’ex raccordo ferroviario, ora trasformato in pista ciclabile, che collegava le fabbriche alle vie ferrate che andavano verso Milano, Genova e la Francia. Entreremo anche nel cuore del quartiere, in strade poco trafficate. L’itinerario è interamente pianeggiante ed è adatto a tutti. Vi propongo due alternative per percorrerlo:

  • la bicicletta, il mezzo più comodo per questa attività (2 ore e 45 minuti circa)
  • a piedi, consigliato agli appassionati di trekking urbano

Su vostra richiesta, è possibile mangiare in alcune trattorie che servono cucina regionale o in delle pizzerie storiche di Borgo San Paolo, ma anche visitare il Museo del carcere (presso il Carcere Le Nuove), la Fondazione Sandretto Rebaudengo o la Fondazione Merz (arte contemporanea). Precisazione importante: io parteciperei con voi alle visite in qualità di visitatore; non sono una guida turistica, né ho l’abilitazione per farlo.

Tra i luoghi da visitare in città, il quartiere San Paolo a Torino è sicuramente uno dei più rappresentativi. Per farvi capire meglio l’atmosfera che vi si respira, voglio condividere con voi questo bel pensiero di Diego Novelli, ex sindaco di Torino, tratto dalla prefazione al libro “Borgo San Paolo” di Federica Calosso e Luisella Ordazzo (Graphot Editrice, 2009):

“C’è una sostanziale differenza tra nostalgia e memoria. La nostalgia è un valore passivo, al limite negativo, che nel crogiuolo dei ricordi induce alla malinconia, alla rassegnazione, al rimpianto di cose passate che non ritorneranno mai più, che non sono riproducibili, ripetibili. La memoria invece è un valore positivo, attivo perché il ricordo non induce al lamento, bensì alla riflessione. Descrivere un Borgo, cioè uno spicchio di città fatta “non solo di mura e di pietre” come scrive Agostino da Ippona, “ma di uomini” perché “la città è gente” (Sofocle); raccontare attraverso testimonianze a viva voce, oppure con la lettura, lo studio di carte, documenti e anche ingialliti ritagli di giornale, significa trasformare la cronaca in storia, una storia minore, certamente, ma preziosissima per capire e soprattutto per pensare.”

Per info e prenotazioni cliccare QUI.

Per il 2017 mi sono promesso di esercitarmi ad essere il più possibile positivo almeno su queste paginette virtuali. Anche se la situazione attuale non è avvincente e tutti i sentimenti negativi conducono alla continua lamentela ottenendo nulla se non peggio, conviene cercare qualcosa, seppur piccolo, di bello, di costruttivo e di propositivo. Iniziamo dal principio: qualche mese fa, scervellandomi su come ci si possa reinventare, sono capitato quasi per caso sul sito http://guidemeright.com. Si tratta di un sito in cui si possono proporre delle attività (a pagamento) a chiunque sia interessato, in primis ai turisti. Quindi, dopo avere letto le linee guida, ho deciso anche io di diventare un “local friend” proponendo un’attività, a mio avviso, molto interessante:

Alla scoperta di Borgo San Paolo.

Borgo San Paolo è il quartiere in cui vivo da quarant’anni. Fu un borgo prettamente operaio perché qui si insediarono le fabbriche, le officine meccaniche e i laboratori artigianali all’inizio del XX secolo. Come potete immaginare, il quartiere conobbe un periodo di crescita della popolazione che dalle campagne veniva a cercare un lavoro più stabile e, in seguito, un periodo di crisi profonda durante e dopo la Seconda guerra mondiale a causa dei bombardamenti che rasero al suolo molte aree industriali. Per anni alcune di esse furono lasciate in un grave stato di degrado e abbandono, altre furono risanate costruendoci condomini residenziali, parchi e gallerie d’arte, ma altre ancora sono tutt’ora in fase di recupero. Ma quali furono le fabbriche più importanti e famose in Borgo San Paolo? Sono tutt’oggi esistenti? Quali storie ha da raccontarci Borgo San Paolo? Ebbene, con questa attività potrete conoscere le risposte e scoprire molte altre informazioni e curiosità! Ho pensato di intraprendere questo mini-tour in bicicletta o, per gli amanti dell’urban-trekking, a piedi. Si tratta di un percorso ad anello di circa dieci chilometri, da me studiato, che partirà dalla modernissima stazione ferroviaria Porta Susa, seguirà il tracciato dell’ex raccordo ferroviario di Borgo San Paolo e si immergerà nel cuore del quartiere. Il percorso è completamente pianeggiante, adatto a tutti e principalmente su pista ciclabile, aree pedonali o strade a bassa densità di traffico. E per chi volesse è possibile fare una pausa pranzo in una delle numerose trattorie con cucina tipica piemontese o in una delle pizzerie storiche di Borgo San Paolo oppure visitare il Museo del Carcere “Le Nuove” o, per gli amanti dell’arte contemporanea, la Fondazione Sandretto Rebaudengo o la Fondazione Merz. Precisazione importante: io parteciperei con voi alle visite in qualità di visitatore; non sono una guida turistica, né ho l’abilitazione per farlo. Insomma, questa attività vuole accontentare un po’ tutti con un percorso archeologico industriale, storico culturale ed enogastronomico! L’attività costa appena 18 euro a persona (prezzo stabilito automaticamente dal sito Guide Me Right), esclusi visite museali e pranzi. Prenotate ora l’attività cliccando sul link https://www.guidemeright.com/it/cosa-fare-a/torino/alla-scoperta-di-borgo-san-paolo. Vi aspetto numerosi!

(Bibliografia: Calosso Federica e Ordazzo Luisella, Borgo San Paolo, Graphot Editrice, 2009).

Borgo san Paolo

C’è una sostanziale differenza tra nostalgia e memoria. La nostalgia è un valore passivo, al limite negativo, che nel crogiuolo dei ricordi induce alla malinconia, alla rassegnazione, al rimpianto di cose passate che non ritorneranno mai più, che non sono riproducibili, ripetibili. La memoria invece è un valore positivo, attivo perché il ricordo non induce al lamento, bensì alla riflessione.
Descrivere un Borgo, cioè uno spicchio di città fatta “non solo di mura e di pietre” come scrive Agostino da Ippona, “ma di uomini” perché “la città è gente” (Sofocle); raccontare attraverso testimonianze a viva voce, oppure con la lettura, lo studio di carte, documenti e anche ingialliti ritagli di giornale, significa trasformare la cronaca in storia, una storia minore, certamente, ma preziosissima per capire e soprattutto per pensare.
Diego Novelli – Borgo San Paolo, 28 febbraio 2009

Il 28 e il 29 maggio si è tenuta a Montemagno (AT) la fiera mangereccia Pane al pane, sottotitolata Elogio del pane monferrino. Siamo stati fortunati perché il nostro amico ci ha ospitato nella sua casa, proprio nel centro storico del paese, e poi il tempo è stato clemente, soprattutto sabato. Montemagno ha, a mio parere, un bellissimo centro storico da far invidia, che so io, al Ricetto di Candelo. Lo farei rientrare tra i borghi più belli d’Italia. Purtroppo il paese sembra molto spopolato e molte case d’epoca sono in grave stato di abbandono. Si ritorna al solito discorso: se solo si avesse coscienza delle bellezze che abbiamo in Italia, se solo si favorissero lo sviluppo di attività in questi luoghi, se solo si pubblicizzassero di più, si potrebbe curare un pochino questa crisi economica! Ma siamo in Italia, mica in Francia dove ti sanno valorizzare una pietra per terra. Comunque, a Montemagno c’è anche un castello privato che, se volessero i conti che lo abitano e i cavilli burocratici tipici italiani, potrebbe essere un’attrazione turistica notevole. Per fortuna, grazie ai pochi residenti rimasti, qualcosina si muove. La proloco ha organizzato questa fiera mangereccia rinominata da me Mo'(n)te magno (la n non si pronuncia). Alcuni cortili del paese sono stati utilizzati per offrire ai forestieri del buon cibo. Alla fine il pane c’entra poco, però meritano una lode coloro che si sono impegnati a rendere per due giorni Montemagno un paese accogliente e rilassante come lo sono le campagne circonstanti che ho fotografato per valorizzarne i luoghi ed invitarvi a visitare almeno una volta il paese. Intorno ad esso ci sono delle brevi e semplici passeggiate in mezzo alla natura adatte alle famiglie con bambini. A giudicare dall’afflusso di gente ne ho dedotto che poche persone conoscono sia questi splendidi luoghi dell’astigiano, sia le fiere che vi organizzano. A voi il giudizio. Infine, il solito commento ai signorotti che ci governano: se uno vuole e se lo Stato italiano venisse incontro a chi ha voglia di aprire un’attività, si potrebbero avere molti vantaggi sfruttando il turismo, l’artigianato, l’arte, la cultura e l’enogastronomia del nostro splendido e disastrato Paese. Di seguito il programma ed il menù di Pane al pane edizione 2016 e alcuni scorci della campagna di Montemagno.

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