Il Blog di Luca C.

Archive for the ‘Salute e Benessere’ Category

Come anticipato qualche post fa, avrei dovuto scegliere se continuare a svolgere l’attività di ginnastica in sala pesi. Ho deciso di impegnarmi a casa e ricominciare nuoto libero. Sicuramente una scelta di tipo economico, ma anche coraggiosa perché bisogna riuscire a rispettare l’impegno preso con se stessi. In questo tardo pomeriggio ho iniziato così a fare un po’ di movimento a casa. A chi non fosse in grado di gestirsi da solo mi piacerebbe dare una mano sulle pagiune del mio blog. Tanto per iniziare bisogna fare tutto con calma, mantenendo il respiro calmo e costante, mantenendo un postura corretta con lo sguardo dritto davanti a voi e riposandosi un minuto e mezzo tra un esercizio e l’altro.

RISCALDAMENTO: saltelli sul posto (5 min.);

GAMBE: schiena diritta, braccia in avanti, piegamenti sulle gambe (3 serie x 15);

GLUTEI: in piedi con le mani che sostengono su un appoggio davanti a voi (o sdraiati su un fianco) alzare lateralmente una gamba (non piegata) e poi l’altra (2 serie x 20);

ADDOMINALI LATERALI: con le mani dietro la nuca (o con il bastone dietro la nuca, tipo croce) piegare lateralmente il busto a destra e a sinistra (5 min.);

ADDOMINALI ALTI: sdraiati sulla schiena con le mani sul petto alzare il torace da terra (4 serie x 20);

BRACCIA, SCHIENA E PETTORALI: sdraiati a pancia in giù, le mani di fianco alle spalle eseguire le flessioni (3 serie x 10);

AVAMBRACCIA: aprire e chiudere velocemente a pugno le mani (1 min.)

Dopodiché proseguire con un po’ di stretching, ricordandovi di svolgere gli esercizi con estrema calma, meglio con musica poco ritmata. Siccome descrivere gli esercizi di stretching mi sembra un po’ troppo lungo e complicato, ho preferito allegare le seguenti immagini che spero possano esservi utili. Alla prossima lezione!

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Quest’anno mi sono iscritto in sala pesi per cambiare dal nuoto. Per tutta la bella stagione ho cercato di mantenermi in forma andando a correre al parco Ruffini approffittando degli attrezzi che il comune di Torino ha posto all’ingresso del parco, con i quali allenare braccia, schiena e addominali. Per altri tipi di esercizi ci penso io, perché anche se non sembra, ho alle spalle un po’ di esperienza: nuoto in primis, un po’ di sala pesi e poi cinque anni di arti marziali ovvero shaolin kung-fu. Non ridete tanto, perché anche se non sono in grado di combattere ho appreso il modo, grazie al bravissimo e paziente istruttore (che merita di essere citato nel mio blog, Alessandro Cascio), di potenziare i muscoli senza avere attrezzi e fare stretching. Lo dico sempre a tutti che se uno vuole e, ovviamente, se è in grado di gestirsi come un po’ riesco io, si può fare tutto a casa. Certamente ci sono dei limiti come ad esempio non poter correre o saltare. Per fortuna ho pagato solo un mese di palestra perché fare pesi, sì, serve, però mi annoio. Così ho pensato nel periodo invernale di ritornare a nuoto e di impormi di fare esercizi a casa. Ripeto che se uno vuole fa tutto a casa pagando una fesseria: basta andare alla più vicina Decathlon e acquistare 1 tappetino per sdraiarsi, 2 manubri da riempire con acqua o sabbia (prendetene magari due vuoti con una buona capienza da superare i 5Kg, così potrete gradualmente aumentare il peso) e anche 1 bilancino per pesare le valigie che userete per pesare i manubri, un elastico lungo e robusto per vogare, 1 bastone per scope… La cosa importante è fare tutto con estrema calma e respirare bene durante gli esercizi. Mi piacerebbe potervi spiegare i vari tipi di esercizi che si possono fare per allenare quasi tutti i muscoli del corpo, ma dovrei scrivere troppo e verrebbe un post lunghissimo. Per fortuna esistono libri e dvd che possono descrivervi tutto, sicuramente meglio di me. Proprio oggi sono andato in palestra e sono sempre più convinto che mi annoia. Poi mi viene da sorridere vedendo tutti quei maschioni con i muscoli gonfissimi, che non sono più in grado di piegarsi e li vedi che sollevano pesi da 60Kg e anche oltre, facendo uno sforzo sovrumano tanto da deformare i muscoli facciali; poi ci sono quelli che hanno meno muscoli e che rispetto ai primi sollevano meno pesi, ma lo fanno alla velocità della luce, così sembra che il muscolo si gonfi immediatamente. Invece no, ci vuole calma e pazienza. Chi frequenta questi posti sicuramente avrà notato la differenza tra gli esercizi effettuati dalla clientela femminile e quella maschile: fateci caso, gli uomini allenano soprattutto le braccia e il torace, così da avere la parte alta del corpo gonfia di muscoli e le gambe che rimangono degli stuzzicadenti. Le donne allenano quasi sempre tutto il corpo con pesi ultraleggeri, ma soprattutto rassodano il sedere e le cosce. C’è proprio una differenza enorme: non vedo perché il maschio che allena glutei e cosce sia visto come un frocetto. Io l’ho sempre fatto senza vergogna di mia spontanea volontà, perché se aspetto che me lo dica l’istruttore… Comunque, in verità, bisogna avere una buona spinta a fare ginnastica a casa, perché la tendenza è quella di dire “e vabbé, lo faccio domani, adesso non ho voglia”; così passano i giorni e non si fa nulla, invece una volta sborsati i soldi ci si sente obbligati di andare ad allenarsi. Ovviamente ci sono i pro e i contro: in palestra paghi, ma vedi anche un po’ di gente (tra cui tanta fauna femminile) e un minimo sei seguito dall’istruttore; d’altro canto a casa risparmi, ma non sei seguito con il rischio di fare danni e hai meno vita sociale. In conclusione la morale è questa: fate sport, qualunque sport, qualsiasi attività che vi piace, ma fatelo, perché ci stiamo impigrendo in maniera esagerata, stiamo diventando obesi, soprattutto le generazioni dopo la nostra. Stiamo diventando anche più soli e un’attività sportiva, meglio se di gruppo, permette più vita sociale, anziché stare a chattare su FB con finti amici. Non siamo nemmeno più in grado di parlare con il prossimo, se non tramite sms. Ma questa è un altra storia…

Esattamente un anno fa facemmo una lezione prova di tango vicino a casa nostra, ma a causa di mancanza di persone che partecipassero alle ore 22.00, il corso fu spostato in un’altra sede a noi sconveniente, così lasciammo correre i mesi in attesa di qualcosa di più propizio. Inoltre, ad Elena il tango non garbava più di tanto e anche se si tratta di un ballo passionale la prima cosa che deve piacere è ovviamente la musica. Decidemmo di evitare i balli caraibici perché non ne posso più di salsa e bachata. Optammo per un corso di boogie-woogie e rock’n’roll, ma le scuole che propongono queste danze sono rare. Passò tutto il 2010 e gran parte del 2011 e finalmente a ottobre un’e-mail del Cus Torino mi ha avvisato che sarebbero iniziate le prove e i corsi di ballo tra cui il rock’n’roll. Non abbiamo aspettato altro che fare la lezione prova che si è tenuta all’interno della grande palestra della sede di via Braccini e a cui hanno assistito molte persone. Al termine della prova eravamo esausti e sudatissimi; non avrei mai pensato a 35 anni di non riuscire a stare dietro una canzone rock’n’roll per cinque minuti di seguito. Anche se mi sono un po’ impigrito, ho sempre cercato di mantere il fisico facendo nuoto (che quest’anno sostituirò con la sala pesi) oppure facendo corse d’estate, ma seguire i passi veloci di boogie boogie e rock’n’roll è più faticoso dei balli caraibici; sicuramente è più entusiasmante. Abbiamo così deciso di iscriverci subito per non perdere l’occasione perché i corsi sono a numero chiuso. Ieri abbiamo partecipato alla prima lezione e per fortuna la palestra era fresca grazie all’aria condizionata. Il bravo e paziente istruttore ci ha accompagnato gradualmente nell’eseguire i primi passi di rock’n’roll (diversi da quelli del boogie-woogie), all’inizio molto accentuati e ridicoli per farci seguire il ritmo, come se si trattase di una marcia militare. In seguito questi movimenti dovranno essere più snelli, più veloci, con l’aggiunta dei “calci” e per di più svolti in coppia. Per darvi un’idea vi spiego come si fa il movimento che deve eseguire l’uomo. Innanzitutto il tempo è scandito in questo modo: 1, 2, 3, 4, 5, 6 e si parte con la gamba sinistra. Le gambe sono leggermente divaricate e i piedi paralleli lungo una linea immaginaria. Si alza la gamba sinistra con il ginocchio verso l’alto due volte sul posto (1 e 2), poi si passa alla gamba destra che anch’essa si alza con il ginocchio verso l’alto una volta (3) e una seconda volta, ma questa volta il piede destro indietreggia (4). La punta del piede destro deve stare all’altezza del tallone del piede sinistro. Adesso il piede sinitro indietreggia all’altezza del piede destro (5) e poi il piede destro avanza di un passo in avanti, in pratica dov’era prima (6). Il destro avanza anch’esso dov’era prima (1) ricominciando da capo. Vi ricordo che bisogna sempre alzare un po’ le gambe perché poi vi si dovrà aggiungere il “calcio” o meglio lo slancio delle gambe e che i passi non devono essere troppo ampi altrimenti sorgono problemi di stabilità soprattutto quando si balla in coppia. Inoltre, per iniziare ad ammorbidire e velocizzare i movimenti appoggiate a terra sempre le punte dei piedi e mai  tutta la pianta dei piedi. Quando si è in coppia l’uomo deve muovere le gambe all’esterno per evitare di calciare la compagna. D’altro canto anche la donna deve stare molto attenta a come muove le gambe per ovvi motivi. Infine, la donna dovrà fare i movimenti speculari all’uomo, come se fosse davanti ad uno specchio. Questo è tutto, anche se in verità abbiamo già fatto il giro con il cambio posto (quello che vedrete nel video, anche se i passi sono stati ancor più semplificati) e aggiunto l’accenno di spinta che l’uomo dà alla donna per farla girare su stessa. Per adesso penso che sia già tanto quello che ho scritto. Alla prossima lezione!

Per info:

http://www.custorino.it/danza/

http://www.custorino.it/

 

Il 31 luglio mi sono presentato in un’ASL di Torino Sud per farmi asportare un tappo di cerume dall’orecchio destro.
Il mio medico ha segnato urgenza B, siccome tra una settimana partirò per le vacanze e siccome le avevo spiegato che la sensazione di tappo era presente da mesi.
Giunto sul posto chiedo gentilmente dove posso pagare il ticket, però ahimè non posso pagare in quanto lo sportello “Punto Giallo” non accetta contanti, ma solo ed esclusivamente bancomat.
Chissà perché il Bancoposta non si può mai utilizzare: le Poste Italiane dovrebbero intervenire per agevolare i loro correntisti.
L’unica possibilità che ho è quella di recarmi in una banca Unicredit e pagare la prestazione con il modulo che mi hanno dato gli addetti dell’ASL.
Per fortuna posso pagare entro 10 giorni.
Quindi mi dirigo verso la porta 12 dove attendo il mio turno: sono solo io.
Il dottor Franco (il nome è di fantasia e tra poco capirete perché l’ho soprannominato così) mi chiama, ma appena entro suona il telefono e con il classico gesto della mano mi invita ad uscire: vabbé, sarà stata una telefonata personalissima.
Attendo una decina di minuti. Intanto arriva una signora anche lei per parlare con Franco e senza problemi entra nella stanza chiude la porta e così mi tocca aspettare altri dieci minuti.
Purtroppo sono troppo buono, avrei dovuto gentilmente bussare, entrare, spiegare alla signora che prima di lei c’ero io, e mandarla via a calci in c***!
Arriva finalmente il mio turno. La stanza è asettica, c’è poco o nulla, sembra di stare in una sala medica dell’Est Europa più povero.
Il dottor Franco è un uomo di corporatura robusta, mani grosse, sicuramente del Sud Italia, ma non mi dà l’idea di un dottore, anzi… Mi ricorda molto Franco Neri il Calabrese di Torino con la valiga e la soppressata!
Senza un saluto, ma con un grugnito, mi fa cenno di sedermi sulla poltrona e aspettare: era davanti al monitor a studiare qualcosa.
A giudicare dalla frequenza dei click e dallo spostamento del mouse, ho avuto l’impressione che stesse giocando a “campo minato”.
Dopo qualche minuto di attesa, finalmente il dottor Franco si schioda a fatica dalla sedia, con una smorfia e uno sbuffo di noia: peccato gli sarà esplosa una mina!
Con fare scocciato mi ficca nell’orecchio lo strumento per controllarne l’interno, senza controllare (?) lo toglie, mi accosta sul collo (sempre con fare scocciato) la vaschetta dove poi si rovescerà l’acqua che stapperà l’orecchio.
Con la coda dell’occhio noto che la vaschetta non è molto pulita: qualche piccolo rimasuglio di cerume di altre persone c’è ancora. Vabbé dai, è solo cerume!
Dopo aver liberato l’orecchio destro, svuota la vaschetta nel lavandino nel quale c’era una caraffetta di plastica con all’interno chissà quale schifezza. Oramai mi vengono un po’ di dubbi sulla conoscenza dell’igiene di questa persona. Apre il rubinetto, con le mani sente la temperatura dell’acqua, riempie la siringa dalla caraffa e passa all’orecchio sinistro.
L’acqua è caldissima, per fortuna non bollente, glielo faccio notare e dico che adesso mi sembra tappato il sinistro.
Il dottore risponde con cinque parole sempre borbottando: è solo acqua, fai così, portando la mano sul padiglione auricolare e scuotendo la testa.
Si risiede davanti alla scrivania, in attesa che io esca, senza un saluto, un “come sta adesso?”, nulla…
Esco arrabbiato, lasciando la porta aperta, che avrei voluto sbattere violentemente.
Vado a pagare, ma mi reco all’unica Unicredit che mi viene in mente sul momento, quella vicino a casa a circa 6 Km di distanza. Se mi metto a chiedere magari disturbo i gentili addetti della segreteria. In questi casi vale il proverbio chi fa per sé, fa per tre.
Pago, ritorno, lascio la ricevuta e torno a casa dubbioso: se l’Italia toglie i fondi a tutto, ricerca scientifica, cultura, scuola, forze dell’ordine, servizi ai cittadini (tra cui le ASL), lasciando il personale statale solo e allo sbando, assumendo infine gente che scalda le sedie come il dottor Franco, dove andremo a finire?
L’unica soluzione è andare dai medici privati sborsando più denaro. Sì, ma chi è più povero? Lo Stato dovrebbe tutelare i cittadini.
Povera Italia.
(Aggiornato il 13 gennaio 2012)
 
Oggi parlerò di una infezione che ho preso la settimana appena passata.
Tutto è iniziato lunedì svegliandomi con un mal di testa diffuso che nella giornata si è concentrato sotto l’occhio sinistro.
Ma che strano, penso…
Vado a lavoro, a nuoto, insomma svolgo le faccende di tutti giorni.
Poi mi accorgo che sotto il naso è nato un brufolo, e un altro se ne sta creando sotto il labbro internamente alla bocca; non dò particolarmente importanza alla cosa, ma la sensazione di indolenzimento sotto l’occhio persiste.
Passa un giorno e inizio ad avere i denti doloranti e molto sensibili: penso ad un colpo di freddo o al solito dente del giudizio che fa i capricci, però la situazione sembra procedere in modo negativo.
Passa ancora un giorno, i dolori rimangono nonostante il mio Moment, anzi aumentano, quindi giovedì decido, fortunatamente, di andare dal medico.
Noto con dispiacere che i brufoli, seppur piccoli, sono aumentati, e avverto un leggerissimo fastidio all’occhio sinistro.
Il medico, abbastanza allarmato mi invia al pronto soccorso dell’Oftalmico, con codice bianco: potrebbe trattarsi del grazioso herpes zoster causato dal simpaticissimo virus della varicella (in pratica dovrebbe essere il famoso fuoco di Sant’Antonio).
Ma come? Penso, la varicella l’ho avuta dieci anni fa! Non importa: il corpo umano è un sistema tutto sommato vulnerabile, basta anche un po’ di stress, le difese immunitarie che si abbassano e il gioco è fatto. Tutti i medici mi hanno chiesto se stavo passando un periodo stressante, ma a me non pare proprio.
Comunque sembra nulla di estremamente grave, ma bisogna iniziare le cure al più presto possibile con degli antivirali potenti: il vero rischio è che il virus attacchi la rétina, allora sì che saranno guai.
Inoltre, il virus può propagarsi in altre parti del corpo.
Il dermatologo mi prescrive anche degli antidolorifici, che purtroppo servono a poco: il virus intanto ha già scoperto la guaina del nervo facciale trigemino. Ecco scoperta la causa dei mal di testa, mal di denti e delle ghiandole ingrossate.
Al dolore si aggiunge anche lo sgomento per i costi delle medicine: pensate che le pastiglie FAMVIR 500mg (quelle più potenti) valgono 295,44 euro! Per fortuna sono passabili di mutua quindi me la cavo con pochissimi euro.
Mantenersi sani ha un costo: e chi non può permetterselo? Meglio non pensarci.
Come è meglio non pensare alle condizioni dei servizi igienici della sala d’attesa di un pronto soccorso. E va bé che ci sono tanti pazienti, però passare almeno uno straccio inbevuto di alcool sul pavimento non sarebbe male!
Tuttavia sembra che i rischi di contagio siano nulli, tranne che per i bambini molto piccoli. Comuque per precauzione preferisco non usare in comune gli asciugamani, e devo stare a casa a riposare tranquillo, non si sa mai nella vita.
E’ proprio vero, i veri dominatori del nostro azzurro pianeta non sono gli esseri umani, ma i batteri e i virus, risistenti alle condizioni anche più estreme.

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