Il Blog di Luca C.

Archive for the ‘Teatro’ Category

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Tra le numerosissime uscite di cd, dvd, blu-ray, mp3 da scaricare dai vari negozi digitali è diventato difficile districarsi (almeno per me) per cercare qualcosa di buono che non sia la solita canzone super-hit che passano alla radio o uscita da chissà quale talent-show. Smistando qua e là, però, si può incappare in qualche tesoro. Questa volta si tratta dei Radiodervish, un gruppo che già conoscevo, ma di cui non mi ero più informato sui loro ultimi lavori. Il Sangre e il Sal è un bellissimo disco in cui si raccontano le storie odierne dei popoli che vivono intorno al Mar Mediterraneo. Un Mediterraneo fatto da persone, non da nazioni, al fine di raccogliere il senso umano della bellezza e della civiltà quotidiana composta da gesti semplici come quello del contadino che con amore consapevole e sforzo coltiva la sua vigna o il suo oliveto o come quello del sindaco coraggioso che antepone i valori della bellezza e della giustizia alla sua stessa vita. Gesti naturali ma allo stesso tempo epici, che implicano fatica […]. Il mare, gli echi della guerra, i check point, il vento, le onde e i suoni della natura fanno da sfondo a queste vicende umane cariche di antichi valori universali, un panorama che a tratti diventa paesaggio sonoro e che si intreccia con la musica. (tratto da http://www.radiodervish.com/album/radiodervish-2017) Molti brani sono cantati principalmente in italiano, altri in francese, greco e arabo e hanno fatto da colonna sonora allo spettacolo teatrale di Pino Petruzzelli, immagino, dal titolo omonimo e che non ho avuto la fortuna di assistere. Chissà, magari più in là… Vi terrò informati. Intanto vi invito ad ascoltate Il Sangre e il Sal.

Per info: http://www.radiodervish.com/

 

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Lo so, è passato un po’ di tempo, ma voglio parlarne lo stesso perché questo evento per noi è stata una bella scoperta quasi casuale. Lunathica è un festival, anzi il festival internazionale di teatro di strada alla sua XVII edizione. Ben diciassette edizioni e non ce ne siamo mai accorti: vabbè, va detto che gli eventi proposti forse sono sempre stati presentati fuori Torino come potete vedere dalla locandina di quest’anno. L’articolo che ha attirato la nostra attenzione sfogliando le pagine di Torinosette è stato quello dedicato allo spettacolo della Nuova Barberia Carloni (che girano il mondo con le loro rappresentazioni): sono tre barbieri musicisti che per ingannare l’attesa dei clienti  (il pubblico) li intrattengono con musica e gag davvero divertenti. Peccato che abbiamo letto il trafiletto il giorno dopo l’evento. Azz! Così ci siamo informati sul festival Lunathica e abbiamo deciso di assistere alla prima italiana di uno strampalato e fantasioso duo francese Drôle d’impression. I clown interpretavano la parte di due attacchini che, attraverso varie gag, raccontavano (senza parlare) la storia di una città del nord della Francia e del suo porto (non ricordo il nome), incollando le foto in formato gigante sulla parete a loro disposizione. A raccontarvela così probabilmente non sono riuscito a suscitarvi la curiosità, ma posso assicurarvi che lo spettacolo è stato a dir poco meraviglioso e sono volate quasi due ore in un batter d’occhio! il programma di Lunathica è stato pregno di eventi, ma non siamo riusciti ad assistere ad altri spettacoli. Inoltre, quasi tutte le rappresentazioni sono gratuite. Un plauso va agli organizzatori di Lunathica per il loro lavoro di scoperta di tutti gli artisti italiani ed internazionali. Vi lascio con i soliti link di info, il video di presentazione degli artisti citati nel post e la foto del risultato finale dello spettacolo dei Drôle d’impression.

Per info: http://lnx.lunathica.it/lun/

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Ho scoperto questo musicista qualche anno fa quando mi feci incuriosire da una recensione su un suo lavoro (Vivaldi – The four season ricomposed by Max Richter) in cui, come si intuisce dal titolo, ha rivisitato a modo suo la famosa opera di Antonio Vivaldi aggiungendo un pizzico di elettronica. Ma non è di questo disco che voglio parlarvi, bensì della sua recente composizione Three worlds: musics from Woolf works ispirata a tre libri della scrittrice e creata appositamente per il pluripremiato spettacolo di danza Woolf works della compagnia di ballo “The Royal Ballet” al quale abbiamo assistito l’otto febbraio in diretta da Londra dal teatro Royal Opera House e trasmessa in circa 900 cinema in una ventina di paesi europei. Preciso che io non ho letto nessun libro dell’autrice a cui è dedicato il balletto, ma la consorte che ama Virginia Woolf mi ha spiegato un bel po’ di cose sulla sua vita e i suoi scritti. I libri da cui prendono ispirazione sia il musicista Max Richter, sia il coreografo Wayne McGregor sono La signora Dalloway, Orlando e Le onde. Se vogliamo essere pignoli potrei includere questo post anche nella rubrichina “Il libro consigliato” e “Il film consigliato” sperando che venga prodotto anche il blu-ray dello spettacolo. Dai romanzi sono stati realizzati tre balletti: in ordine I now, I then, Becomings e Tuesday. Ora, io non sono un bravo oratore, né scrivo bene, quindi riassumo velocissimamente (ero molto bravo a riassumere anche i Bignami!) quello che ricordo dai tre scritti di Virginia Woolf. La signora Dalloway pone l’attenzione sulle domande esistenziali e sulle scelte di vita di una donna al momento dell’entrata nell’età adulta della figlia. Immagina così la sua vita come è stata, com’è e come sarebbe potuta essere: I now, I then (Io ora, Io dopo). I pensieri della donna sono momentaneamente interrotti dagli incontri con un reduce di guerra in preda alla pazzia e alle allucinazioni causate dalla morte di un suo compagno soldato che non è riuscito a salvare. L’uomo, nonostante la vicinanza della moglie, si suiciderà. In Orlando Virgilia Woolf racconta la storia di un uomo che vive per circa trecento anni reincarnandosi in altri uomini o donne e ricominciando a vivere altre vite: Becomings (Divenire). Un modo per esplorare il proprio Sé e per affermare che ognuno di noi a molteplici Sé. Le onde è il romanzo più sperimentale della scrittrice che narra le vicende di sette personaggi che raccontano le loro vicende, ma tra di loro non c’è interazione perché si tratta di monologhi tranne che per il settimo. E’ un’esplorazione del proprio io, dell’individualità e della società. Insomma, roba tosta. L’ultimo balletto è preceduto dalla lettura della lettera d’addio di Virginia Woolf, ormai in preda alla malattia mentale che l’attanaglia da anni, al marito scritta il giorno prima della sua morte ovvero giovedì, Tuesday. In questi romanzi c’è molto dei pensieri e della vita della scrittrice. Woolf Works (un lavoro realizzato nel 2015) della compagnia The Royal Ballet è stato premiato come miglior balletto di danza classica. Tra i ballerini ricordo l’italianissima e bravissima Alessandra Ferri che veste i panni di Virginia Woolf. Ma il plauso va a tutti i ballerini, ai musicisti (eh sì, la musica era suonata dal vivo), ai coreografi, agli scenografi, a tutti quelli che hanno potuto realizzare questo capolavoro! Bellissime le scenografie, soprattutto quelle di Becomings con giochi di luci laser. Coinvolgenti i balletti. Interessanti le interviste durante le due pause, in particolar modo quella a Max Richter che spiega come sono nate le musiche. Ovviamente, stupende le musiche di Max Richter, sempre con un po’ di elettronica che non guasta mai.


Per info:

http://www.maxrichtermusic.com/en/news/view/238/MT

http://www.deutschegrammophon.com/en/cat/4797158

http://www.roh.org.uk/productions/woolf-works-by-wayne-mcgregor

Altri dischi consigliati in questa rubrica li trovate qua sotto:

https://ilblogdilucac.wordpress.com/2016/09/01/il-disco-consigliato/

E si continua a raccontare qualcosina della settimana di vacanza appena trascorsa parlandovi de “La santa coppia” tenutosi al teatro Gioiello di Torino. Si tratta di una replica, forse dell’anno scorso. In breve la storia: l’ex Papa Ratzinger riceve una lettera di Papa Bergoglio in cui si evince che ben presto verrà a soggiornare nella sua residenza per prepararsi insieme a compiere una missione segreta. Con il suo segretario particolare porteranno scompiglio in casa di Ratzinger e della sua perpetua, la quale peggiora la situazione comprendendo, invece, che i due papi sono in pericolo di vita. Tutto ciò reso credibile dalla presenza improvvisa e fastidiosa dei fratelli Babbione, fratelli stranamente tutto fare e sempre presenti al momento del bisogno. Ma quale sarà la missione segreta dei papi? Saranno veramente in pericolo? I fratelli Babbione sono veramente coinvolti? Intanto a breve si svolgerà anche la partita di calcio Germania-Argentina. I misteri aumentano. Una commedia per ridere con Margherita Fumero come suorina perpetua, Mauro Villata come Ratzinger, Franco Barbero come papa Francesco, Gianpiero Perone come il suo segretario, Francesco Damiano e Cristian Messina come i fratelli Babbione. Se lo spettacolo venisse replicato nuovamente vi invito ad andare a vederlo. E se siete fortunati come lo siamo stati noi due troverete tra il pubblico Enrico Beruschi e Beppe Braida!

Per info:

http://www.teatro.it/spettacoli/gioiello/la_santa_coppia_1862_32937

 


Grazie a Simone ho scoperto i Voca People. Infatti una sera a casa di Luca ci ha fatto vedere qualche loro video su You Tube e mi sono convinto subito a prenotare i biglietti per il loro concerto tenutosi al teatro Colosseo di Torino il 18 dicembre. Per sicurezza ho prenotato un mese prima e ho fatto bene, perché i posti rimasti erano pochissimi, tanto che è stata aggiunta la seconda data. Purtroppo erano rimaste le ultime file della platea. Il teatro Colosseo non è il massimo per comodità (anche per trovare posteggio) e visibilità, ma comunque ne è valsa la pena. Per chi ancora non lo sapesse i Voca People sono diventati famosi in Italia grazie ad una pubblicità di qualche anno fa delle famose caramelline Tic Tac. Il gruppo è formato da ben otto elementi che cantano e suonano a cappella. Ogni persona riproduce uno strumento e un suono diversi : il basso, il tenore, il soprano, il mezzo soprano, il creatore di beat e il simpatico Scratcher che imita appunto lo scratch, tecnica usata dai dj consistente nel costringere il vinile ad andare al contrario. Oltre a cantare e “suonare”, i  Voca people ballano, recitano e coinvolgono il pubblico, facendo anche salire sul palco alcuni (s)fortunati spettatori. Il loro repertorio comprendente famosi brani internazionali è molto vasto e non ci si stanca mai di vedere cosa sono in grado di fare. Peccato che al termine dello spettacolo, dopo un lunghissimo applauso e le molte richieste del pubblico, gli otto simpatici amici non abbiano concesso nessun bis. Un plauso è obbligatorio anche al tecnico delle luci, che ha reso lo spettacolo ancor più emozionante. Mi è spiaciuto molto per Simone, che dopo aver proposto lo spettacolo, non sia potuto venire perché il giorno dello spettacolo gli hanno rubato lo zaino contenente il biglietto di ingresso al teatro. Alla prossima…

Per info: http://www.voca-people.com


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