Il Blog di Luca C.

Archive for the ‘Viaggi’ Category

GITE IN MONTAGNA E RIFUGI PROVATI PER VOI

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Mappa percorso “Anello del Torcetto”

Va bene, non si tratta solo di montagna… Se volete passeggiare tranquillamente in mezzo ad una stupenda campagna ecco una gita che va bene per tutti. Approfittando del bel tempo e consultando Torino7 abbiamo scoperto che l’associazione Cibinbici organizza interessanti gite in biciletta con soste enograstronomiche. Ovviamente le escursioni sono a pagamento e, a mio parere, al costo di 20/30 euro si possono fare delle belle esperienze in mezzo alla natura, ma data la situazione attuale abbiamo scelto di arrangiarci per conto nostro. Dopo avere consultato alcuni siti Internet e qualche cartina, il dado è stato tratto: si parte per percorrere a piedi “L’Anello del Torcetto“. Si inizia dallo splendido Castello di Agliè, scendendo per il viale alberato che porta al posteggio sottostante. Giunti al primo incrocio svoltate a sinistra. Una leggera salita vi porterà alla Cascina La Mandria. Proseguite costeggiando il muro di cinta del parco del Castello di Agliè fino a quando finisce la strada sterrata; svoltate a sinistra e al primo bivio a destra seguendo le indicazioni per Villa Meleto, la residenza estiva di Gozzano. Per evitare il traffico prendete la stradina per la località Ruggie ed infine proseguite diritto. Il lungo viale alberato vi porterà nei luoghi frequentati da Gozzano fino alla sua villa che è visitabile al costo di 5 euro a persona. Due simpatici coniugi, custodi della villa, vi accompagneranno nelle stanze in cui vissero i componenti della famiglia Gozzano raccontandovi vari aneddoti. Gli arredi sono all’80% originali riacquistati dal compratore della villa, che ne ha fatto poi il museo. Terminata la vista proseguite per la Strada del Meleto verso la Chiesa Madonna delle Grazie (noterete le tre guglie) costeggiando i vigneti e delle belle ville di campagna. Al termine della strada svoltate a destra ed entrerete nei boschi. Osservate le segnalazioni con due freccine rosse seguendo le indicazioni per Torre Canavese. Terminato il sentiero avrete davanti a voi la strada asfaltata e una villa con mattoni a vista con a destra un piccolo arco che introduce al vicolo La Viassa. A quel punto entrate nel paese e godetevi le stradine ornate con dipinti a muro di vari pittori, specialmente russi. Giungerete alla torre del ricetto per iniziare la discesa. L’associazione Cibinbici aveva previsto il pranzo presso La Piola d’la Tur in cui si organizzano pranzi e/o cene medievali invitando i commensali a vestire abiti dell’epoca. Usciti da Torre Canavese non siamo riusciti ad individuare il percorso segnato sulla cartina, quindi abbiamo imboccato la provinciale SP41 per Bairo e Agliè (vedere correzione in rosso sulla cartina soprastante) per poi riprendere il percorso all’altezza delle segnalazioni per il Maneggio Rolanda. La stradina è poco frequentata e facilmente riconoscibile perché è dipinta in giallo la corsia per le biciclette. Raggiunto il maneggio, in cui potete fare una sosta, proseguite dritti fin dove la strada ritorna sterrata e svoltate a sinistra. Continuate diritto, costeggiando il canale alla vostra sinistra, attraversando la strada provinciale SP41 e raggiungendo la fabbrica tessile, poi diventata Olivetti ed infine abbandonata con tutto il suo amianto. Ebbene, siete ritornati ad Agliè: costeggiate la fabbrica, il cimitero e rientrate nel centro storico del paese su Via Gozzano. Complimenti avete camminato per 14 chilometri! Ma alla fine questi torcetti? Appena dopo via Gozzano c’è la panetteria pasticceria Il Piccolo Forno (via IV Novembre) in cui preparano i buonissimi torcetti di Agliè famosi in tutto il Canavese.

Per info:

http://collinecanavesane.it/percorso/anello-del-torcetto/

http://collinecanavesane.it/download/Torcetto.pdf

https://www.facebook.com/Cibinbici/

http://www.comune.aglie.to.it/agl/mangiare_e_bere

N.B. Le foto seguono l’ordine dei luoghi incontrati durante il percorso.

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Varie in breve

GITE IN MONTAGNA E RIFUGI PROVATI PER VOI

Con la stagione primaverile abbiamo ripreso pedule e bastoni e abbiamo iniziato a fare qualche passeggiata per sgranchirci le gambe, sciogliere e rassodare la muscolatura troppo rilassata in questi lunghi mesi di inattività e per allontanare momentaneamente i problemi che ci assillano quotidianamente. La prima passeggiata del 2017 di cui vi scrivo oggi è dedicata ai percorsi che da Torino portano alla Basilica di Superga. Non fatevi ingannare dalla posizione geografica (si penserebbe che tanto si è in città, che quindi i percorsi saranno semplici e basteranno un paio di scarpe da ginnastica): si tratta di ben 400 metri di dislivello lungo sentieri immersi nel bosco da percorrere con particolare attenzione in quanto alcuni punti sono abbastanza ripidi o poco protetti. Per la salita abbiamo seguito il percorso n.27 “Antica strada delle traverse”. Deve il suo nome alla presenza, in passato, di terrazze sulle quali si coltivavano i vigneti. Per la discesa abbiamo optato per il sentiero n.28 che inizia poco sotto la basilica. Bisogna prestare molta attenzione ai punti ripidi e ai ciclisti di MTB che scendono veloci. Entrambi i percorsi partono alla sinistra della Stazione Sassi della cremagliera ovvero Strada per Superga e terminano alla basilica. Parte dei due sentieri sono su strada asfaltata ad alto scorrimento di traffico; più precisamente il n.28 subito dall’inizio per qualche centinaio di metri, mentre il n.27 a circa metà percorso a Pian Gambino. Prestate quindi molta attenzione. Calcolate circa 2 ore di cammino sia all’andata che al ritorno. I percorsi della collina torinese sono facilmente raggiungibili e offrono comunque un’immersione nella natura a pochi passi dalla città a costi molto contenuti: bastano due biglietti GTT da una corsa. Poi se volete fare meno fatica non fatevi mancare la suggestiva salita/discesa con la cremagliera.

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Per info:

I percorsi collinari di Torino (sito: comune.torino.it)

I percorsi collinari di Torino (sito: parcopotorinese.it)

Percorso n.27 – PDF

Percorso n.28

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Il 22 aprile 2017 si celebra in tutto il mondo il Record Store Day, la più grande manifestazione dedicata alla musica e agli amanti dei vinili. Sono molti i negozi di dischi che parteciperanno anche a Torino, la mia città. Colgo l’occasione, quindi, per promuovere la mia attività prenotabile sul sito https://www.guidemeright.com/it/cosa-fare-a/torino/alla-ricerca-di-vinili-rari-a-torino ovvero:

Alla ricerca di vinili a Torino (prenota QUI)

Amate la musica e vi emozionate alla vista di un disco raro? Vi immagino trascorrere ore e ore ad ascoltare i vostri artisti preferiti, soli con il vostro fedele impianto HI-FI stereo. Oppure passare le ore in un negozio di dischi con centinaia di titoli a catalogo. Allora la mia local experience alla ricerca di vinili a Torino fa al caso vostro!

Non è importante quale sia il vostro genere musicale preferito: rock, pop, musica classica, dance. Così come non conta se siete torinesi o turisti in visita a questa bellissima città. Il legame tra Torino e la musica è molto forte. La più importante città piemontese è da anni molto viva nel panorama musicale, spesso apripista di nuove tendenze.

Andare insieme alla ricerca di vinili a Torino sarà piacevole e divertente. Vi aiuterò a cercare un disco particolarmente importante per voi, che non riuscite a trovare da anni, oppure un’edizione specifica. Questa attività non è solo per collezionisti di vinili, ma anche per quelli che preferiscono i CD.

Se condividi questa passione con me, non perderti la mia local experience!

Per info e prenotazioni cliccare QUI.

Per consultare l’elenco dei vinili stampati per il Record Store Day clicca QUI.

E’ giunta la primavera e con le temperature più miti le uscite sono più piacevoli. Quindi, tirate fuori dal garage le vostre biciclette o indossate delle comode scarpe da ginnastica perché con la mia attività prenotabile sul sito https://www.guidemeright.com/it/cosa-fare-a/torino/alla-scoperta-di-borgo-san-paolo vi guiderò

Alla scoperta di Borgo San Paolo (prenota QUI)

Secondo la mia opinione da Local, il quartiere San Paolo a Torino è una delle zone della città più interessanti da vedere, a piedi o in bicicletta. Un’esperienza significativa per tutti coloro che amano i luoghi con una rilevante memoria storica.

Forse avete già sentito parlare di Borgo San Paolo come del “borgo rosso” o “borgo operaio”. San Paolo è il quartiere delle fabbriche, delle officine meccaniche e delle botteghe artigiane. Proprio per questo amo passeggiare per le sue vie e nel tempo ho raccolto aneddoti e curiosità.

Solitamente io seguo un percorso ad anello di circa 12,5km che parte dalla modernissima Stazione Porta Susa. Si tratta dell’intero vecchio percorso dell’ex raccordo ferroviario, ora trasformato in pista ciclabile, che collegava le fabbriche alle vie ferrate che andavano verso Milano, Genova e la Francia. Entreremo anche nel cuore del quartiere, in strade poco trafficate. L’itinerario è interamente pianeggiante ed è adatto a tutti. Vi propongo due alternative per percorrerlo:

  • la bicicletta, il mezzo più comodo per questa attività (2 ore e 45 minuti circa)
  • a piedi, consigliato agli appassionati di trekking urbano

Su vostra richiesta, è possibile mangiare in alcune trattorie che servono cucina regionale o in delle pizzerie storiche di Borgo San Paolo, ma anche visitare il Museo del carcere (presso il Carcere Le Nuove), la Fondazione Sandretto Rebaudengo o la Fondazione Merz (arte contemporanea). Precisazione importante: io parteciperei con voi alle visite in qualità di visitatore; non sono una guida turistica, né ho l’abilitazione per farlo.

Tra i luoghi da visitare in città, il quartiere San Paolo a Torino è sicuramente uno dei più rappresentativi. Per farvi capire meglio l’atmosfera che vi si respira, voglio condividere con voi questo bel pensiero di Diego Novelli, ex sindaco di Torino, tratto dalla prefazione al libro “Borgo San Paolo” di Federica Calosso e Luisella Ordazzo (Graphot Editrice, 2009):

“C’è una sostanziale differenza tra nostalgia e memoria. La nostalgia è un valore passivo, al limite negativo, che nel crogiuolo dei ricordi induce alla malinconia, alla rassegnazione, al rimpianto di cose passate che non ritorneranno mai più, che non sono riproducibili, ripetibili. La memoria invece è un valore positivo, attivo perché il ricordo non induce al lamento, bensì alla riflessione. Descrivere un Borgo, cioè uno spicchio di città fatta “non solo di mura e di pietre” come scrive Agostino da Ippona, “ma di uomini” perché “la città è gente” (Sofocle); raccontare attraverso testimonianze a viva voce, oppure con la lettura, lo studio di carte, documenti e anche ingialliti ritagli di giornale, significa trasformare la cronaca in storia, una storia minore, certamente, ma preziosissima per capire e soprattutto per pensare.”

Per info e prenotazioni cliccare QUI.

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Yellow

Il 2017 è iniziato anche con la visita alla mostra ritenuta dalla CNN tra le dieci migliori al mondo: The Art of the Brick dell’artista Nathan Sawaya. Il signore in questione, classe 1973, ex avvocato, decise di abbandonare il suo lavoro per dedicarsi a tempo pieno al suo passatempo preferito, i mattoncini LEGO®! Ma lo scopo di Nathan Sawaya non era quello collezionare set ad edizione limitata, ma quello di creare. Creare, riprodurre, inventare, stupire, divertire e divertirsi. Le sue incredibili creazioni non sono assolutamente commerciabili per il gruppo danese: sapete quante migliaia di mattoncini servirebbero per costruire quello che abbiamo visto alla mostra? Per non parlare delle istruzioni di montaggio: servirebbero centinaia, se non migliaia, di pagine! Immaginate i costi di vendita! Quello a cui abbiamo assistito ci ha lasciati a bocca aperta, esterrefatti: riproduzioni dei dipinti e delle sculture più famosi (anche in scala 1:1) ricostruiti con i mattoncini LEGO® e costruzioni di inventiva dell’artista incentrati sul significato dei sentimenti, delle emozioni e della condizione umana. La mostra era divisa per tematiche: Mattoncini dipinti, Condizione umana, Dinosauri, Espressione umana, Un mondo nuovo e Il giardino scolpito. L’opera più imponente, con appena 80000 pezzi, è quella che riproduce lo scheletro di un dinosauro di circa sei metri. L’opera più famosa è Yellow, ovvero l’uomo giallo che si apre il torace facendo cascare centinaia di mattoncini gialli. Ovviamente le sculture sono tutte incollate con una super colla: non oserei pensare cosa succederebbe in caso di rottura! Comunque è difficile dire quale sia l’opera di Nathan Sawaya più bella. Personalmente mi hanno colpito di più quelle sulle emozioni e sulla condizione umana ed in particolar modo Il nuotatore con il suo messaggio chiaro e semplice:

Nuota contro corrente!
Segui la tua strada!

Trova il coraggio dentro di te!

Nathan Sawaya

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The swimmer

Ho deciso di non inserire altre foto per lasciare a voi la possibilità di meravigliarvi con le opere di Nathan Sawaya. Mancano sono tre giorni alla chiusura della mostra. Affrettatevi!

Per info: http://artofthebrick.it

E per seguire non fatevi mancare una visitina al LEGO® Store di Piazza San Babila a Milano.


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