Il Blog di Luca C.

Archive for the ‘Viaggi’ Category

GITE IN MONTAGNA (e campagna) E RIFUGI PROVATI PER VOI

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Dopo un lungo periodo di assenza ritorna questa simpatica rubrichina dedicata a chi, durante il giorno di pausa, vuole cimentarsi in percorsi salutari in mezzo alla natura piuttosto che trascorrere il proprio tempo libero in città o, peggio, nei centri commerciali. Come avrete notato ho aggiunto nel sottotitolo una parola in più: campagna. Ebbene sì, più di una volta ci è capitato di fare gite sia in campagna o in collina. Questa volta vi porto nel Roero seguendo il Sentiero dei Castelli, un anello che parte da Magliano Alfieri e termina a Govone. Si esce dalla residenza barocca degli Alfieri percorrendo il Sentiero S3 che vi guiderà attraverso frutteti e vigne fino a Priocca (da cui svetta l’imponente chiesa neogotica). Da Priocca bisogna proseguire sino all’abitato di Serra Moriondo e prendere come punto di riferimento il Santuario di Madonna delle Grazie (in realtà una chiesetta), ma iniziano i problemi perché la segnaletica S3 sparisce o è fuorviante, quindi è facile perdersi anche seguendo l’itinerario che abbiamo stampato in cui è scritto circa 20 metri prima del Santuario di Madonna delle Grazie si scende su un brevissimo “scivolo” di strada asfaltata che porta ad una strada campestre sterrata, ma in realtà sono circa 50 metri dopo… Se invece seguite la cartellonistica della ciclo-strada S3 vi ritroverete in mezzo all’erba alta un metro circa, praticamente in un vicolo cieco. Calcolate circa 2h30′ da Magliano Alfieri a Serra Moriondo se non vi perdete. A questo punto se non volete bestemmiare vi conviene scaricare l’app GPX Viewer e la mappa dal sito (che citerò in seguito). Quindi, dopo altre due orette circa, guardando lo schermo del cellulare anziché la natura che vi circonda potrete essere fieri di aver raggiunto la residenza sabauda di Govone, patrimonio dell’Unesco. Ma anche qui le insidie non terminano: seguite sempre la mappa sul vostro smartphone perché i cartelli turistici marroni del Sentiero S3 vi faranno tornare indietro o finire chissà in quale anfratto. Appena vedete all’orizzonte Govone fiondatevi sulla strada provinciale SP235 e raggiungete il paese. Sarà stata la stanchezza (circa 8 chilometri), la rabbia per essere stati disorientati o il meteo che volgeva la peggio, ma Govone con tutto il suo splendore ci è sembrato un paese fantasma: nessun’anima viva per le stradine, un castello aperto al pubblico che sembrava chiuso, un solo bar aperto in cui abbiamo preso due caffè e le ultime due brioche. Giungeva infine il tempo di tornare al punto di partenza passando per Canove: la strada sembrerebbe più semplice perché è quasi interamente asfaltata, ma sono sempre altri 7,5 chilometri. Siamo arrivati abbastanza stremati a Magliano Alfieri dopo 6,5 ore di cammino (dalle 10.30 alle 17.00). Questa volta abbiamo sopravvalutato la difficoltà: EE (escursionisti esperti) e MF (mountain-bike facile). Avrei qualche dubbio sulla MF. Di per sé il paesaggio è bellissimo (vi ricordo che siamo nel Roero), ma bisognerebbe migliorare la segnaletica dei percorsi (anche se sul sito internet, tra l’altro fatto bene, ci sono le avvertenze) e, soprattutto, rivalutare la potenzialità turistica di questi splendidi luoghi.

Per info:

https://www.ecomuseodellerocche.it/it/sentieri/24/sentiero-dei-castelli

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Altri post di questa rubrica in questo blog:

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Da Torino a Superga a piedi

Punta Serena, ma non per tutti

Due gite semplici in Val di Susa

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Gita al Rifugio Chaligne

Gita al Rifugio Selleries

Gita al Rifugio Guido Rey

Gita al Rifugio Salvin

Gita al Rifugio Terzo Alpini

Varie in breve

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Vi accompagniamo noi è un video ideato e realizzato da Paolo Vinai e il mio amico ed ex-collega Flavio Sasso. Grazie alla collaborazione di alcuni volontari al turismo della città di Torino e, immagino, alle varie autorizzazioni, è stato possibile creare questo cortometraggio che ha l’intento di promuovere ciò che è possibile visitare ed ammirare nella nostra città iniziando dai musei frequentati dai viaggiatori di Costa Crociere ovvero partendo dalla Mole Antonelliana e il Museo del cinema, il Museo Egizio per poi spostarsi verso la periferia (Museo della Juventus) giungendo alla prima cintura (Reggia di Venaria Reale). In venti minuti di video Vi accompagniamo noi, con il suo montaggio ben fatto e un’ottima colonna sonora, raggiunge il suo scopo: promuovere la città metropolitana di Torino stimolando la curiosità di potenziali turisti e omaggiare tutti i volontari che ogni giorno aiutano a renderla accogliente e interessante. BRAVI!

Per info: https://www.youtube.com/channel/UCsbt4vEeOn0IsHLdM-8v-0w

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Finalmente, dopo alcuni anni, siamo riusciti a trascorrere una settimana di vacanza “classica” al mare e con “classica” intendo dormire, poltrire, mangiare, spiaggia, bagni, niente wi-fi e telefoni spenti. Tra le varie scelte a nostra disposizione abbiamo optato per quella più conveniente a  noi sia come distanza, sia economicamente.

Camp Long e dintorni

La scelta è caduta su Camp Long presso Villa Mélodie, un accogliente B&B gestito dalla gentilissima signora Francesca. Camp Long è una delle frazioni della città Saint-Raphaël, tra Le Dramont e Agay. Villa Mélodie dista a pochi metri dal mare, più precisamente sulla “nostra” Spiaggia di Camp Long sulla splendida insenatura circondata da coloratissime rocce rosse. La spiaggia (sabbiosa) è libera, attrezzata con docce (acqua fredda), bagno chimico, bar e ristorante (prezzi medio-alti) e ogni mattina viene rastrellata e pulita. Grazie all’insenatura le onde del mare si infrangono sulle rocce più al largo permettendo così di avere quasi sempre l’acqua calma: infatti, la spiaggia è indicata per famiglie con bambini. Camp Long è un posto molto tranquillo e poco affollato (almeno nel periodo in cui siamo andati noi, tra il 17 e il 23 giugno), quindi se le vostre intenzioni sono altre vi conviene spostarvi verso Saint-Raphael o Cannes. Un’altra spiaggia raggiungibile facilmente a piedi è la Spiaggia de l’Île d’Or di fronte all’isola omonima che è privata e dalla quale Hergé si ispirò per ambientare la sua opera Le Avventure di Tin Tin. La spiaggia è importante in quanto il 15 agosto 1944 fu meta del primo sbarco delle truppe statunitensi che contribuirono insieme a quelle francesi alla liberazione della Francia occupata dai tedeschi. Un mezzo anfibio da sbarco USA è stato posto in prossimità della strada statale in memoria dell’evento. Comunque la Spiaggia de l’Île d’Or è molto sassosa per cui, a mio parere, non è molto adatta ai bambini, a chi vuole piantare un ombrellone o a chi non sa nuotare. Per chi ama fare anche delle passeggiate consiglio vivamente il percorso Sentier du littoral immerso nella splendida vegetazione tipicamente mediterranea e contornato dalle onnipresenti rocce rosse: noi siamo partiti dalla spiaggia di Camp Long per raggiungere il faro Semaphore du Dramont (è vietato l’accesso in quanto zona militare) e il Belvedére de la Batterie lungo un percorso mozzafiato. Il sentiero è adatto a tutti, ma il mio consiglio è quello di tenere sotto stretta sorveglianza i bambini perché alcuni tratti sono a strapiombo e senza protezioni. Si possono notare ancora numerosi resti di postazioni militari e case matte dell’ultima guerra mondiale e, come si può intuire, il Belvedere de la Batterie era una posizione favorevole per piazzare l’artiglieria pesante.

Cannes e Saint-Raphaël

Le due brevi uscite “fuori porta” le abbiamo dedicate a Cannes e a Saint-Raphaël: la prima per una veloce visita alla Fnac -momenti di nostalgia- (lungo la via commerciale dei soliti marchi di lusso) e a Cultura.com (nel centro commerciale di fronte all’aeroporto) per il solito acquisto di souvenir musicali e culturali. Un negozio da non perdere è Fragonard famoso per i suoi ottimi profumi creati a Grasse in cui potete visitare il museo dei profumi. Per il tempo in cui siamo stati noi (ahimè, solo due ore) Cannes appare una bella città dal punto di vista architettonico. E’ una città viva, ma molto caotica e cara. Sarebbe opportuno visitarla per benino perché merita, ma la confusione durante tutto l’anno e la trasfusione di soldi (iniziando dai €9,60 per due ore nel posteggio sotterraneo) ne fanno una meta ardua, almeno per il momento.

Saint-Raphaël, invece, è la classica città di mare con una bella passeggiata lungo la costa, la sua ruota panoramica e i suoi numerosissimi e frequentatissimi locali. Ci siamo recati qui in occasione della Festa della musica del 21 giugno per assistere agli eventi musicali di RTL2 presso i Jardin Bonaparte in cui abbiamo potuto conoscere la trascinante rock band Nous sommes Princesse(s) di cui vi parlerò in seguito. Sono suggestive le zone pedonali centrali cioè quella intorno a Place Pierre Coullet e quella adiacente all’Église San Rafeu. Meritano una visita la particolarissima Librairie Papeterie Parisienne al numero 76 di Rue Charles Gounod e il negozio di dischi L’introuvable in Place Ortolan 6 (sigh! Siamo arrivati troppo tardi).

Dove mangiare e fare la spesa

Per la nostra esperienza i posti in cui mangiare ci sono sembrati onerosi, però vi consiglio i seguenti:

  • El Rio a Le Dramont poco distante dalla Spiaggia dello sbarco (tuttavia abbastanza economico, portate tipicamente turistiche, specialità cozze, personale simpatico ed accogliente)
  • Rotisserie du Sémaphore a Le Dramont poco distante dalla Spiaggia dello sbarco (prezzi buoni, ottimi polli arrosto con erbe provenzali, altre gustose prelibatezze locali compreso il taboulè, il personale parla anche italiano)
  • Restaurant Le Berbere a Saint-Raphaël in Avenue de Valescare 97 (cucina mediorientale) in cui con appena 27 euro (in due persone!) abbiamo assoporato un ottimo e abbondante cus-cus accompagnato da quattro tipi di carne grigliata e verdure, due birre piccole e acqua senza dimenticare l’antipastino di ceci.
  • Supermarché Spar a Le Dramont poco distante dalla Spiaggia dello sbarco (quello meno caro e più fornito)
  • Boulangerie Patissier Dalmasso & fils a Le Dramont in Rue du Débarquement (ottimo pane artigianale)

Un po’ di link

http://villa-melodie.com/it

https://www.saint-raphael.com/it

https://www.restaurant-pizzeriaelrio.com

https://www.facebook.com/pages/Rotisserie-du-Sémaphore/1426770984053609

https://www.facebook.com/Restaurant-Le-Berbère-ST-Raphael-1571327359840295

http://www.librairieparisienne.com

https://www.vinyle-actu.fr/magasin/lintrouvable

https://www.fragonard.com/fr/boutique/cannes

https://www.fnac.com/Cannes/Fnac-Cannes/cl110/w-4

https://www.facebook.com/NousSommesPrincesses

Un po’ di foto

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Dopo un po’ di assenza da queste pagine virtuali ritorno per raccontarvi di una breve gita, di un viaggio improvviso nelle terre della bassa padana approfittando di due giorni consecutivi di pausa dal lavoro e del bel tempo. Per non strafare abbiamo optato per Roncole Verdi e quindi Bussetto (in cui nacque, visse e crebbe musicalmente Giuseppe Verdi) per giungere, infine, a Brescello (famoso per essere stato il set cinematografico della serie di film dedicati a Don Camillo).

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GIORNO 1: da Torino ci sono circa due ore e mezza di viaggio in auto prendendosela comoda. Alle ore 10.30 eravamo già a Roncole Verdi in cui abbiamo visitato la Casa natale di Giuseppe Verdi (monumento nazionale), che fu anche l’osteria gestita dal papà del musicista. La guida interattiva accompagna i visitatori nelle varie stanze arredate nello stile dell’epoca raccontando vari aneddoti sulla vita della famiglia Verdi e su come si viveva nel XIX secolo. Di fianco alla casa natale di Giuseppe Verdi c’è il museo dedicato a Giovannino Guareschi, che prima era il ristorante voluto dal giornalista-scrittore e gestito dai suoi figli. La Casa archivio di Guareschi è gestita dall’associazione culturale Club dei Ventitré che ha allestito lo spazio occupato dal ristorante con numerosi pannelli con documenti e cimeli del creatore di Don Camillo. All’interno è possibile acquistare vari libri di Guareschi tra cui Diario clandestino considerato il più bello dell’autore e, purtroppo, il meno conosciuto. Terminata anche questa visita ci siamo precipitati a Busseto per evitare la chiusura delle strade a causa della corsa ciclistica Milano-Busseto perdendoci così la possibilità di entrare nella Chiesa di San Michele Arcangelo in cui un giovanissimo Giuseppe Verdi suonò l’organo. Essendo, quindi, giunta l’ora di pranzo abbiamo scelto di mangiare nella Gastronomia di Busseto Sapori della bassa: ottimi salumi, ottimi formaggi, gestori gentilissimi, prezzi medio-alti (ma considerate che abbiamo assaporato il culatello che costa tra gli 80-90 euro al chilo). Dopo la sosta ristoratrice abbiamo aspettato l’apertura pomeridiana degli altri due luoghi da visitare: il Teatro Verdi e Casa Museo Barezzi. Il primo fu costruito in onore di Giuseppe Verdi quando ancora era in vita. Il musicista non ne rimase entusiasta e non si presentò neanche all’inaugurazione: avrebbe preferito che i soldi fossero spesi per aiutare i più bisognosi. Il graziosissimo teatro, seppur piccolo, è famoso per aver ospitato musicisti e direttori d’orchestra illustri e ancora oggi è utilizzato per gli spettacoli. Casa Museo Barezzi, invece, è la casa in cui il ricco signor Barezzi, appassionato all’inverosimile di musica, insegnò a Giuseppe Verdi a suonare. Fu talmente colpito dalla sua bravura che pagò di persona tutti gli studi privati. All’interno della casa museo si possono ammirare documenti, spartiti, locandine e articoli di giornali originali e anche il meraviglioso forte-piano suonato da Giuseppe Verdi: la tentazione di toccare i tasti era forte, ma ho desistito: d’altronde anche Riccardo Muti si rifiutò di suonare lo stesso strumento che suonò il Maestro. E chi sono io per poterlo fare? Queste visite fanno conoscere meglio la vita di Giuseppe Verdi, forse meno le sue opere, ma è stato comunque molto istruttivo. Ottime anche le spiegazioni delle guide. E’ possibile a pagare un biglietto cumulativo per la Casa Natale di Verdi, il Teatro Verdi e la Casa Barezzi: sconticino con la Tourist Card gratuita che dovrebbe servire anche in altri esercizi commerciali, ma poi non è così. Intanto è giunto il tempo di partire per recarci a Brescello in cui abbiamo prenotato il B&B che non nominerò perché non abbiamo avuto una buona esperienza: al nostro arrivo il gestore non si è presentato al check-in e non era rintracciabile al telefono. Per fortuna un simpatico ragazzo in bici intuendo la nostra preoccupazione si è fermato è ci ha consigliato un altro B&B: “Cercate da dormire? Mo vé che ci penso io a voi due!”. In quelle parole ho percepito qualcosa di non buono oltre all’alito di lambrusco del ciclista… Intanto la serata si svolge al positivo con una bella cena a base di tagliatelle al culatello e Lambrusco presso l’ottima Trattoria La Bottega molto frequentata dai turisti (italiani e non), dai brescellesi e, a giudicare dalle numerose fotografie, anche dal cantante emiliano Zucchero Fornaciari.

GIORNO 2: dopo una notte quasi insonne nel nuovo B&B consigliatoci, cioè nella nostra stanza posta sopra l’enorme sala di una risto-pizzeria in cui si è fatto karaoke e si è ballato sulle note del reaggeton fino alle ore piccole ed, in seguito, con la risistemazione delle tavolate per il giorno seguente (strisciando i tavoli e le sedie sul pavimento), ci siamo svegliati pronti per visitare Brescello. E per fortuna che si trattava di un B&B con colazione in camera: merendine da discount, ovetti al cioccolato sciolto e macchinetta da caffè con acqua ristagnante da chissà quanto tempo! Meglio brioche e cappuccino al bar Don Camillo nella piazza del paese. Al Punto Informazioni (è consigliabile arrivare di buon’ora per evitare la bolgia di turisti) si può acquistare con la modica cifra di 5 euro il biglietto cumulativo per la visitata guidata al paese soffermandosi nei punti in cui sono state girate le scene più famose dei film di Don Camillo, per il Museo Peppone e Don Camillo, per il Museo Guareschi e per il Museo Archeologico (gli ultimi due li abbiamo saltati). Insomma, tutto il paese fu per anni il set cinematografico di Don Camillo e tutti i paesani volenti o nolenti furono stati coinvolti. Dalla visita a Brescello si viene a conoscenza di molti aneddoti sui film, sugli attori, sull’autore di Don Camillo e su problemi tecnici, burocratici e soprattutto politici, ma che non sto qui a raccontarvi perché mi dovrei dilungare molto. Lascio a voi il piacere della scoperta. Intanto, il tempo a nostra disposizione volgeva al termine e quello meteorologico al brutto. Prima di riprendere il viaggio di ritorno abbiamo pranzato presso la gastronomia La Botte Golosa in cui abbiamo gustato ottimi tortelli di zucca e strozzapreti al culatello ovviamente sempre accompagnati da un buon bicchiere di lambrusco. Sperando di avervi messo un po’ di curiosità vi invito a fare visita in questi meravigliosi luoghi, B&B permettendo!

Per info:

https://visitbrescello.it/ oppure cliccare sui link nel testo sopra.

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Approfittando di una splendida giornata autunnale ottobrina abbiamo deciso di recarci nelle Langhe in quel di Barolo per visitare il Museo del vino e godere dei meravigliosi panorami che offre il territorio. Vi sembrerà strano, ma io non avevo ancora visitato suddetti luoghi e ne sono rimasto affascinato. Il Museo del vino (gratis per i possessori di Tessera Musei) si trova all’interno del Castello di Barolo ed è composto da ben quattro piani e si snoda lungo un interessante percorso multimediale ed interattivo. Si parte dal terzo piano dedicato a I tempi del vino dalla coltivazione della vite alla produzione del vino seguendo il ciclo delle stagioni e della natura attraversando stanze in cui sono state installate stupefacenti scenografie. Si passa al secondo piano dedicato a Il vino nella storia e nella arti dalla sua produzione nelle civiltà antiche fino ai giorni nostri passando attraverso tutte le arti (letteratura, pittura, musica, teatro e cinema). Si scende quindi al primo piano che conserva gli arredi originali della famiglia Falletti di Barolo e in cui ci si immerge più in particolare nella Storia e nelle vicende dei marchesi ed in particolare su come è nato il vino Barolo. Si termina nel piano interrato dedicato alle ultime trasformazioni del castello grazie alla marchesa Giulia. Ovviamente il percorso sfocia nella sala dello shopping e delle degustazioni di Barolo di tutte le cantine (degustazioni a pagamento da uno a quattro euro). La visita dura almeno un’ora con possibilità di noleggiare l’audio-guida. Una volta usciti dal castello è bello passeggiare lungo le caratteristiche stradine di Barolo incontrando molti turisti stranieri. Nel paese non mancano ovviamente trattorie, sale degustazioni ed enoteche che al momento risultano molto onerose per le nostre tasche. Abbiamo quindi optato per il bar DiVin Café (prenotato già al mattino appena giunti a Barolo) in cui vengono offerti piatti caldi ben cucinati e i vini: con 15 euro a testa ci siamo gustati due hamburger di fassona con contorno di verdure di stagione accompagnato da un bicchiere di Barolo, due dessert, due caffè e due bottigliette d’acqua. Il pomeriggio è trascorso con la visita al curioso Museo del cavatappi (gratuito per i possessori di Tessera Musei) e con la passeggiata al paese vicino La Morra molto più tranquillo di Barolo, ma non per questo meno suggestivo. Termina così una piacevole giornata all’insegna del buon cibo e di splendidi paesaggi autunnali grazie anche ad una calda giornata quasi estiva.

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Per info:

http://www.wimubarolo.it

http://www.museodeicavatappi.it

http://www.comune.barolo.cn.it

http://www.comune.lamorra.cn.it

 


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