Il Blog di Luca C.

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coperitna di L’ultimo disco dei Mohicani

Se apri una finestra verso il mondo, prima o poi il mondo entrerà.

[…] i figli dell’immigrazione del Sud Italia, i più presenti e padroni del territorio. Sono i tarri, contrazione dell’ormai nazionale epiteto tamarro […]. Augusta Tarrinorum.

[…] macchine in doppia fila ovunque. […] Quelli che hanno parcheggiato regolarmente tornano e iniziano a suonare il clacson come bestie. […] Bava alla bocca e voglia di prendere a vangate la macchina che gli impedisce di volare a casa. Certe volte suonano per dieci minuti, la gente che cammina si lamenta del casino, loro diventano viola in faccia. Ecco, quando il colore si avvicina al porpora, entra in scena Ramirez. Punta una macchina in doppia fila e comincia a corrergli incontro da lontano. Dritto, con lo sguardo fisso. Quando è quasi a tiro, il tipo attaccato al clacson lo inquadra e capisce, “Ecco lo stronzo bastardo puttissi muriri che sta arrivando” Ma appena tenta di organizzarsi o arma un pugno da spaccargli il setto nasale, Ramirez tira dritto e continua a correre. Va avanti, supera la macchina, va. […] ma lo stupore sulla faccia di quello inchiodato al parcheggio è fenomenale. Non ci può credere. Un paio di volete gli hanno urlato: “Ma dove cazzo vai?”, “Pigli per il culo?”. Al ché Ramirez inchioda si gira e, senza farci una piega, risponde: “E proibito correre? […].

I due sposini sono stati accolti all’uscita dalla chiesa con venti chili di pasta (rigatoni e fusilli scagliati con violenza da un metro, roba che se ti entrano in un occhio ti serve un cane da ciechi anche per attraversare il tinello), un sacco di pastone per maiali […], riso tirato con le scatole di cartone semi-aperte e una confezione di fagioli borlotti lanciati a pioggia […]. Hanno sparato raudi e il prete li ha implorati […]. Gli sposi sono saliti su una macchina d’epoca che aveva attaccata dietro una fila di scatolame degna del reparto legumi di un Carrefour. Un bordello infernale. […]Tra noi e il prevosto c’era una quantità d’immondizia alta almeno tre centimetri. […] “Minchia, sembra il giorno dopo il carnevale di Milazzo”.

Donna di una certa età. “Avete un bel disco su Gesù? Lo volevo regalare a mio nipote, insieme a un dvd sugli apostoli che ho già comprato, fatto molto bene. Bisogna darsi da fare, che poi se no crescono con questa parola Islam sulla fronte. Uno si distrae e quelli lo plagiano, magari ti torna a casa un parente con il turbante e la barba”. Sta ancora parlando mentre il Signor Franco le batte lo scontrino per Jesus Christ Superstar.

“Davvero sei laureato in Giurisprudenza e vendi dischi? Complimenti, bella cazzata”.

“Lasciatelo dire da uno che sta a uno sportello di banca, tu fai il lavoro più bello del mondo”.

(Maurizio Blatto, L’ultimo disco dei Mohicani, Castelvecchi Editore, 2010)

Pe info:

http://www.castelvecchieditore.com/lultimo-disco-dei-mohicani/

Altri libri consigliati in questa rubrica li trovate qua sotto:

https://ilblogdilucac.wordpress.com/2016/02/04/il-libro-consigliato/

https://ilblogdilucac.wordpress.com/2016/03/24/il-libro-consigliato-2/

https://ilblogdilucac.wordpress.com/2016/04/21/il-libro-consigliato-3/

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Si, lo so, ce ne sono una moltitudine di siti, di blog, di forum, di quello che volete voi sugli anni ’80, quindi non mi dilungherò sui soliti argomenti del tipo vi ricordate Arnold, Emilio, Cioè, gli Europe, Gimme Five, i cartoni animati giapponesi, la Girella, l’omino del Mulino Bianco e i suoi giochi,… Cliccate sul vostro motore di ricerca preferito e troverete tutte le curiosità sugli anni ’80. In quello che sto scrivendo, direi che tutto è nato un po’ per caso, perché verso ogni fine estate è praticamente impossibile non farsi venire in mente il testo di L’estate sta finendo dei Righeira. Così sono riuscito a recuperare il disco, forse più famoso, del 1983, Vamos a la playa (e tutti gli altri successi): sonorità molto sintetiche tipiche della italo-dance di quegli anni, molto trash, molto semplice, ma di grosso impatto e successo. A parte le hit super famose il disco non è un granché, ma vale la pena tenerlo come cimelio storico, perché io ho vissuto in quegli anni e mi ricordo di quei tormentoni anche se ero bambino. Una curiosità di questo disco che mi ha sorpreso non poco è scoprire che il brano Innamoratissimo è stato composto niente meno che da Rocco Tanica, il tastierista di Elio e le storie tese. Comunque non è mia intenzione fare una tesi sui Righeira e sugli anni ’80, ma nei giorni scorsi riprogrammando per l’ennesima volta il digitale terrestre (qualcuno mi spieghi perché molti canali scompaiono e ricompaiono solo dopo una risintonizzazione) ho scoperto Radio Capital Tivvù in cui vengono riproposti molti video dagli anni’60 fino ai ’90. Molti di essi sembrano video rari e anche curiosi: erano molto diversi da quelli di oggi. Tra questi, mi ha colipito quello dei Cutting Crew con la canzone (I just) died in your arms, non tanto per il video in sé, ma per la musica che ormai era stata rimossa dalla mia memoria e che mi ha riattivato molti ricordi infantili. Era il 1986 o il 1987 e in quel periodo c’erano musiche che, non so perché, mi scatenavano una sorta di sentimento nostalgico. Mi ricordo ad esempio Luca Carboni con Silvia lo sai, Farfallina, Chicci di grano, oppure gli Europe con Carry e questa dei Cutting Crew che io non sapevo che fossero loro e l’ho scoperto solo dopo 26 anni. Così mi sono subito segnato nome del gruppo, titolo del brano e titolo del disco di cui sono già in possesso. In effetti, anche questo disco, se non fosse per I just died in your arms, non mi dice molto, ma devo ascoltarlo ancora bene. Nel frattempo ho cercato lo spartito su internet, ma i siti che lo propongono ne danno solo un’anteprima. Possibile che non si riesca ad avere gratis? Sono passati 26 anni! Qualcuno è in grado di fornirmelo completo e possibilmente semplificato? E, infine, sono riuscito senza fatica (non volevo scaricare sul mio pc programmi di conversione audio-video) a trovare il lato b, il B side, del 45 giri For The Longest Time, mai pubblicato sul loro album se non per la primissima volta sulla ristampa di Broadcast pubblicata in U.S.A. nel 201o.

 



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