Il Blog di Luca C.

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Mi domando che cosa potremmo fare per costringere gli invasori intraterrestri a fermarsi, a far tacere le armi, a ritirarsi. Non ci sto. […]Ma, per fare qualcosa di veramente efficace dobbiamo prepararci cominciando a cambiare in piccolo, partendo da noi. Magari riducendo la nostra aggressività nei piccoli gesti e iniziando a riflettere su che cosa sia importante nella nostra vita. Viviamo in un mondo che sta cambiando, le persone vogliono cambiare, per ora lo fanno in modo contraddittorio e disarticolato, a piccoli gruppi, non collegati, non rappresentati nei media. Siamo cittadini che vogliono contare sempre di più, non amiamo essere contati, tanto meno decimati. Per capire questi cambiamenti dobbiamo imparare a “perdere tempo” con le persone, ascoltare, deporre la rabbia. Stanchi, ma non vinti, guerrieri della vita, possiamo essere protagonisti di una grande rivoluzione, di una rivolta, che comincia attorno a noi. Siamo accomunati dal gusto delle piccole cose, che possono diventare grandi. In fondo ci accontentiamo di poco, vogliamo solo poter guardare un tramonto, leggere un libro, giocare sulla spiaggia con i nostri figli, conversare mentre siamo a tavola, o starcene in silenzio.

(Bruno Contigiani, La sostenibile lentezza dell’essereLinus, agosto 2014)

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GITE IN MONTAGNA E RIFUGI PROVATI PER VOI

E siamo giunti a raccontare quel che è successo il giorno di ferragosto del corrente anno, o meglio i tre giorni in cui ho potuto godere di un po’ di libertà dal lavoro, cioè fino al 17 agosto. Per l’occasione ci siamo recati a Bardonecchia ospitati a casa della suocera, dove ci hanno raggiunti in tarda mattinata gli amici con cui abbiamo pranzato. Nel pomeriggio abbiamo provato a fare una passeggiata verso la Valle Stretta, ma le temperature poco favorevoli di questa estate ed il vento ci hanno fatto stare sdraiati sui prati per pochissimo tempo. Il giorno dopo, invece, abbiamo attraversato il confine passando dalla Valle Stretta per il Col de l’Echelle in cui ho scoperto dei luoghi fantastici che non conoscevo (la strada è un po’ stretta e difficile per i neopatentati), per giungere a Briançon in cui a pranzo abbiamo mangiato nella oramai familiare trattoria Le passage la nostra solita e gustosa tartiflette. Anche qui il tempo non era eccezionale e anche se c’era il sole le temperature erano bassine, ma non ci siamo fatti scoraggiare a prendere la cabinovia che dalla città francese parte verso Prorel (2360mt/slm) passando per Pra Long (1624mt/slm). Dalla cabinovia si può ammirare un panorama stupendo di tutta la vallata francese e anche oltre, fino in Italia. Arrivati in cima abbiamo fatto ben poco a causa del freddo e così dopo aver respirato aria frizzante, ossigenato per bene i polmoni e aver goduto del meraviglioso panorama siamo ridiscesi a valle un po’ infreddoliti, ma ne è valsa la pena per 12 euro a testa per la salita e la discesa in cabinovia. Vi ricordo che a Pra Long si può fare una sosta perché bisogna fare il cambio di cabinovia. Questi luoghi d’inverno sono ideali per sciare o per le gite con le racchette da neve, mentre d’estate sono frequentati da moltissimi ciclisti in mountain-bike. Comunque conoscendo oramai il posto sarà possibile organizzarci per una futura gita in alta montagna non prima di aver gustato la tartiflette. Dunque, passiamo al terzo ed ultimo giorno di vacanza in montagna: ci siamo incontrati con una coppia di amici che hanno la casa ad Ulzio e che non vedevamo dal loro matrimonio. E’ stato piacevole incontrarli. Siamo ritornati in Valle Stretta e abbiamo potuto godere di una bellissima giornata di sole con cielo terso e temperature finalmente estive per l’altitudine raggiunta.  Da Bardonecchia si raggiunge in auto la Valle Stretta, ma anziché proseguire per Nevache bisogna imboccare la stradina a destra e dopo qualche tornante si può posteggiare l’auto sui prati pagando un’irrisoria somma di due euro. Questi soldi saranno utilizzati per la manutenzione delle strade: chissà se ne occuperà l’Italia o la Francia? In pratica si è già in territorio francese, ma la gestione è italiana. Nei giorni festivi e nei week-end questi posti sono presi letteralmente d’assalto, quindi è consigliabile andare in settimana per poter godere al meglio del paesaggio montano. Una passeggiata molto semplice da fare è quella che porta al Lago Verde, un bellissimo laghetto di origine glaciale che ha delle stupende sfumature verdi. Tutto intorno al lago si fermano a sostare i turisti, chi solo per mangiare, chi per campeggiare con tanto di amaca. La passeggiata, come dicevo è semplice, ma è meglio portarsi delle pedule o degli scarponcini robusti. I cartelli di indicazione al laghetto sono un po’ fuorvianti perché ci sono tanti percorsi che portano al lago, ma quelli indicati dai cartelli fanno percorrere dei sentieri più tortuosi. Dopo aver ammirato il laghetto (vien voglia di buttarsi in acqua o di bere delle fresche sorsate) siamo tornati indietro al rifugio Tre Alpini in tempo per pranzare (avevamo prenotato un tavolo). Ovviamente abbiamo mangiato l’impossibile: piccolo antipasto con salumi, formaggi e fagioli, polenta con cervo, salsiccia e spezzatino al sugo, dolci, caffé, acqua a volontà e un bicchiere di vino rosso (20 euro a testa). Approfittando del bel tempo e della voglia di riposarci ci siamo sdraiati sui prati antistanti il rifugio. Finalmente un po’ di sole è venuto a trovarci, almeno in questo ultimo giorno di mini vacanza. L’indomani si tornerà alla solita vita, in città, al lavoro, con il solito cielo grigio minaccioso di pioggia.

Per info:

http://www.terzoalpini.com/IT/index.html

http://www.bardonecchia.it/

http://www.ot-briancon.fr/it/

http://www.serre-chevalier.com/it

http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g219218-d1730289-Reviews-Restaurant_Le_Passage-Briancon_Hautes_Alpes_Provence.html

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Gli acquisti su Internet sono molto comodi quando non si riesce a trovare quello che desideriamo nei negozi italiani. Il prodotto in questione è la colonna sonora di un film francese molto delicato, una storia d’amore e una macchina da scrivere come protagonista: Populaire. Il titolo mi sembra di non averlo visto né nell’elenco dei cinema e dei film sull’ultima pagina de La Stampa né sui siti internet italiani dedicati al cinema come http://iovadoalcinema.it; L’unica soluzione è stato scaricarlo in lingua originale, perché in rete non si trova neanche il film doppiato in italiano. Populaire è uno di quei film sarà destinato per un pubblico di nicchia e per i cinema d’essai. Chissà perché? E’ così carino e ben fatto e non è per niente noioso. Ve lo consiglio vivamente anche per la colonna sonora, anch’essa introvabile sul mercato italiano. Neppure a Mentone in Francia, eppure è edita dalla Sony Music. L’unica soluzione dovendo pagare la colonna sonora ed averla come minimo in supporto fisico con copertina e libretto è stato acquistarlo su http://amazon.com con spedizione tramite corriere SDA direttamente a casa nostra. L’acquisto è stato effettuato il 7 agosto; il tempo di attesa era di circa una settimana, quindi il 14 agosto. Calcolando che eravamo nella settimana di ferragosto ci aspettavamo qualche ritardo. Invece il corriere è passato il giorno 14: purtroppo non eravamo in casa. E’ ripassato il 16 agosto: purtroppo non eravamo a casa. Ma della nostra spedizione non abbiamo avuto nessuna notizia da parte del corriere SDA se non fosse che abbiamo letto l’avviso inviato dal personale di Amazon. Possibile che il corriere per ben due volte non abbia lasciato una ricevuta, un avviso del suo passaggio e del luogo dove poter ritirare eventualmente il cd? Quindi ci siamo collegati al sito http://sda.it. Per fortuna tramite Amazon avevamo il numero di spedizione se no stavamo freschi. Inserendo il codice abbiamo potuto scoprire tutti i passaggi del corriere e ribadisco la domanda: possibile che nessuno si sia degnato di lasciare uno straccio di avviso nella nostra buca delle lettere? Siccome dal sito non abbiamo potuto ordinare nessun ritiro a domicilio perché per “ritiro a domicilio” di un pacco si intende che il corriere passa a casa tua per ritirare un pacco da inviare( quindi non da ricevere). Più che conoscere gli spostamenti del nostro pacco non abbiamo potuto fare altro che chiamare il servizio clienti. Ovviamente il numero di telefono non è un numero verde ma con prefisso 199! Abbiamo chiamato l’199.11.33.66 (costo max da tel. fisso 14.35 eurocent/minuto) e dopo avere seguito le solite noiose istruzioni e qualche minuto di attesa finalmente abbiamo potuto parlare con l’operatore che ci ha spiegato che, sì, il corriere era passato ma non trovandoci ha messo in giacenza il pacco nello stabilimento di Torino in Strada Cebrosa 3 a Settimo Torinese. Non si capisce perché dicono che lo stabilimento è a Settimo Torinese quando in realtà è a Torino. Quindi abbiamo concordato che il pacco anziché venire recapitato a casa nostra venisse messo in giacenza il giorno dopo al kipoint di via Cibrario 32/bis a Torino, un po’ più vicino alla nostra residenza. Costo della chiamata €3,00. Il giorno dopo mi sono recato in loco nell’ora stabilita per scoprire che il Kipoint  era chiuso per ferie dal 12 al 26 agosto! E che cazzo! Non poteva vederlo a monitor la centralinista? Così abbiamo dovuto richiamare il servizio clienti per avere delucidazioni e dove ci confermavano che il Kipoint era chiuso per ferie e che il pacco era nuovamente in giacenza a Settimo Torinese e che avremmo potuto ritirarlo l’indomani in strada Cebrosa. Purtroppo la centralinista non poteva controllare fisicamente se c’era il pacco perché rispondeva da Roma! E fare un servizio decentralizzato porca vacca? L’unico consiglio che ci ha dato è stato quello di richiamare il servizio clienti l’indomani mattina alle ore 8.30 (cosicché qualcuno ci avrebbe risposto subito senza spendere ulteriormente denaro, tanto oramai avremmo speso sì e no dieci euro) e che avremmo potuto ritirare il cd. Così al mattino ho richiamato per sapere che ‘sto benedetto pacco non avrei potuto ritirarlo nemmeno quel giorno, ma ancora l’indomani mattina perché avevano avuto l’ordine di tenere in giacenza il pacco da Roma e che lo avevano visto in quel momento a ufficio aperto, quindi dovevano aprire prima la lavorazione richiesta. Ma di che lavorazione state parlando se il pacco è lì? All’ennesima richiesta di voler ricevere il pacco a casa o in un kipoint ho risposto subito e secco che il pacco l’avrei ritirato io personalmente a Settimo Torinese e di non fare più nessun altro spostamento. Posso dire che finalmente abbiamo questa benedetta colonna sonora di Populaire, però quante trafile burocratiche inutili, quanti soldi buttati via per le telefonate al servizio clienti, tutto perché oramai non si ha più voglia di svolgere il proprio lavoro con cura. E mi riferisco anche ai postini di Poste Italiane (SDA e Kipoint fanno parte del Gruppo Poste Italiane) che quando devono consegnare una raccomandata A/R sembra abbiano preso l’abitudine di lasciare in buca solo lo scontrino di mancata consegna causa assenza, quando so per certo che le due volte in cui è capitata questa situazione ero a casa. Posso capire che ad agosto il personale possa essere ridotto, ma almeno abbiate il buon cuore di non obbligarci a recarci in depositi sperduti in estrema periferia o comunque a crearci inutili disagi. Perché noi potremmo lavorare e non essere in ferie come molti. Ad agosto.


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