Il Blog di Luca C.

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Eccomi di nuovo a scrivere su eventi oramai passati da quasi un mese e di cui non ho trovato né il tempo, né la voglia, né le forze. L’evento di cui parlerò oggi mi ha fatto conoscere un uomo e un artista formidabile ovvero Shlomo Mintz uno dei più famosi violinisti al mondo se non l’unico che è stato invitato al Conservatorio Giuseppe Verdi il tre ottobre per dirigere l’orchestra degli allievi. Ogni tanto andare ad assistere a concerti di musica classica fa bene alla salute e alle orecchie da tempo sottomesse ad ogni tipo di rumore e immondizia musicale. Inoltre come non si può perdere il concerto quando è gratis e c’è il posto a sedere assicurato? E’ ovvio che per accedere alla struttura bisogna presentarsi una buona ora e mezza prima e fare pazientemente la coda, ma ne è valsa la pena. Il programma era così suddiviso:

Franz Joseph Haydn

Concerto Hob VIIa: 1 in do maggiore per violino e orchestra

Franz Schubert

Rondò in la maggiore per violino e orchestra D438

Ludwin van Beethoven

Sinfonia n.5 op.67

In tutto circa due ore di ottima musica dal vivo con una sorpresa fantastica tra primo e secondo tempo. Shlomo Mintz ha eseguito il Capriccio n.24 di Niccolò Paganini, quello più famoso e conosciuto. La sua maestria è impressionante. Una goduria per le orecchie e per gli occhi: vedere cosa faceva con il suo violino e come muoveva le mani ha rapito tutti gli spettatori che al termine del brano si sono alzati in piedi ad applaudire a lungo. Quel che mi è piaciuto maggiormente è la scelta di opere famose e soprattutto molte orecchiabili. Una scelta, questa, per me importante perché la musica deve saper intrattenere il pubblico e deve creare un’emozione possibilmente di gioia e non si tratta di “commerciabilità” o di banalità, termine che odio da quando alcuni amici saccenti consideravano alcune opere musicali famosissime appunto banali perché “alla portata” di tutti. Comunque noi ci siamo divertiti alla faccia loro e abbiamo avuto la possibilità di conoscere qualcosa di nuovo che male non fa e, anzi, il giorno dopo siamo andati a cercarci i cd, o meglio i vinili di circa trenta-quarant’anni fa perché hanno un suono più caldo e avvolgente. Un’ultima nota la vorrei scrivere: il maestro Sholomo Mintz era scortato (attorno al conservatorio cellulari della polizia e dei carabinieri e uomini in divisa antisommossa) perché è ebreo: purtroppo devo dire che mi ha creato disagio constatare che c’è ancora tanta ignoranza e odio in giro che nemmeno la Musica riesce a sconfiggere.

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