Il Blog di Luca C.

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Finalmente il 16 luglio ho aperto uno dei regali di Natale più attesi: il concerto di Jovanotti allo Stadio Olimpico di Torino. Per fortuna il tempo è stato clemente, sia quello meteorologico, sia quello lavorativo. Infatti nel tardo pomeriggio un forte temporale si è abbattuto sulla città e il cielo si è aperto subito dopo, mentre gli orari lavorativi mi hanno permesso di partecipare all’evento. Se avessi lavorato nel pomeriggio molto probabilmente avrei perso molto oppure non sarei potuto andare. Tralascio ogni commento. Invece alle 19.30 eravamo già seduti in curva Maratona di fronte al palco. Anche se lontani si vedeva abbastanza bene. I miei nuovi occhiali progressivi ai quali mi sto abituando solo ora mi fanno vedere in full HD, eppure sono più deboli di quelli vecchi che sono riuscito a spezzare. Secondo me può essere anche vero che le tribune laterali sono più vicine al palco, ma sono comunque lontane e per pagare anche 20 euro in più non ne vale la pena. Sicuramente per chi è stato in curva il secondo anello è stato il migliore. Inoltre i diffusori acustici sono sempre diretti verso la curva, quindi chi è stato sulle tribune avrà sentito bene? Non lo so, comunque abbiamo atteso ansiosi un’ora e mezza l’inizio del concerto, durante la quale si sono esibiti i Tre allegri ragazzi morti e un dj napoletano. Non posso scrivere nulla di queste esibizioni perché non le ho ascoltate attentamente. Noi aspettavamo il Jova. E finalmente eccolo lui e la sua band che aprono il concerto allo stadio con Ciao mamma (“che bello è quando lo stadio è pieno!”) e altri grandi successi del primo Jovanotti (MixGimme five, …) per poi passare a La mia moto, ma la festa vera è cominciata quando la luce del giorno è calata, i fari dello stadio si sono spenti per dare spazio a luci e a laser coloratissimi. Una raffica di brani uno dopo l’altro con qualche breve commento; il più lungo forse è quello dei puntini per introdurre Gente della notte. Il brano che invece ha fatto tremare lo stadio è stato Ti porto via con me  di cui la versione strumentale (“in questa notte fantastica…”) ha fatto da chiusura ufficiale del concerto con il saluto di Lorenzo e la band. Un unico bis è stato concesso ovvero Penso positivo in una versione aggiornata più dance. Una volta lasciato il palco i titoli di coda (con tutti i nomi di chi ha lavorato per la realizzazione del concerto) sono stati accompagnati dal nuovo singolo Estate nonostante sugli spalti il pubblico intonasse ancora le note di Ti porto via con me. A questo punto ci siamo alzati anche noi e una volta fuori dalle gradinate ci siamo regalati le calamite da frigo e una maglietta con l’immagine del primo Jovanotti (Go Jovanotti Go!). Prima di uscire veramente dallo stadio abbiamo cercato invano le nostre pastiglie Leone in scatolina metallica che gli addetti alla sicurezza ci hanno fatto lasciare dietro un blocco di cemento. Ovviamente non c’erano più. Peccato, non per le caramelle, ma per la lattina perché era una delle nostre bomboniere personalizzate per il nostro matrimonio. L’errore è stato nostro perché non siamo frequentatori degli stadi, anzi era la prima volta in uno stadio: abbiamo evitato di portare gli ombrelli, ma non abbiamo fatto i conti con una piccolissima lattina che in confronto alle bottiglie di vetro di birra vendute all’interno dello stadio sarebbe stata totalmente innocua. Speriamo che l’addetto alla sicurezza le abbia regalate a Lorenzo. Comunque siamo stati contenti di avere partecipato al Backup Tour. Carico di energia positiva e un po’ assonnato mi sono addormentato con in testa una frase di uno dei monologhi di Jovanotti: “tutti ce la possiamo fare!” (ché in questo periodo di un incoraggiamento ne abbiamo veramente bisogno).

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Se c’è qualcuno che c’ha voglia di ballare
Si faccia avanti si faccia avanti
Se c’è qualcuno che c’ha voglia di cambiare
Si faccia avanti si faccia avanti
I funzionari dello Stato italiano
Si fanno prendere spesso la mano
Inizian bene e finiscono male
Capita spesso che li trovi a rubare
E fanno cose che stan bene solo a loro
A usufruire di vantaggi esagerati
Così abbandonano ogni tipo di decoro
E si comportano come degli impuniti

Questa è la cumbia
La cumbia di chi cambia
La cumbia di chi cambia

Io non sono mai stato un qualunquista
Quelli che dicono che sono tutti uguali
Quella non è la mia maniera di pensare
Però lo ammetto certe volte l’ho pensato
I funzionari dello stato italiano
Sembrano spesso personaggi da vetrina
Sotto alla luce sono belli ed invitanti
Quando li scarti poi ti accorgi che eran finti

Questa è la cumbia
la cumbia di chi cambia
la cumbia di chi cambia

Si dice sempre che ogni popolo assomiglia
In tutti i sensi alla sua classe dirigente
Ma è solo un modo per generalizzare
Per scaricare la responsabilità
Perché la storia invece è piena del contrario
Di gente brava che ha ispirato altra gente
Ed è proprio quando tutti pensano una cosa
Che trova spazio una versione differente

Questa è la cumbia
La cumbia di chi cambia
La cumbia di chi cambia

Io non ci credo che tutti gli Italiani
Sotterrerebbero l’amianto nei campi
Infangherebbero il nome degli avversari
Al solo scopo di non averli lì davanti
E comprerebbero la partita agli arbitri
Ma in quanto arbitri si farebbero comprare
Racconterebbero bugie su una disgrazia
E’ l’occasione che fa l’uomo criminale

Questa è la cumbia
La cumbia di chi cambia
La cumbia di chi cambia

Io mi inchino ai valori della Resistenza
Ogni paese ha la sua rivoluzione
Ma tra i valori che si stanno affievolendo
Quello più urgente è quello dell’innovazione
L’Italia è un punto esclamativo che si allunga
Dal centro Europa fino all’Africa del nord
Siamo il paese che ha fondato un nuovo mondo
Un grande ponte tra il futuro ed Amarcord

Questa è la cumbia
La cumbia di chi cambia
La cumbia di chi cambia aaa

Se c’è qualcuno che si gioca tutto quanto 
Si faccia avanti si faccia avanti
Se c’è qualcuno che c’ha voglia di cambiare
Si faccia avanti si faccia avanti
Posso affermare che non sono un idealista
E la politica mi scalda poco il cuore
Ma a volte penso che staremmo tutti meglio
Se pretendessimo qualcosa di migliore
Stiam diventando un popolo di anaffettivi
Stiam diventando un popolo di compulsivi
Stiam diventando o lo siamo sempre stati
Io mi domando forse ci siamo rassegnati
Personalmente non lo sono gli elementi
Per poter credere che in tanti non lo sono
Ognuno fabbrica da solo i cambiamenti
E non c’è lampo che non abbia dopo un tuono

Questa è la cumbia
La cumbia di chi cambia
La cumbia di chi cambia

Se c’è qualcuno che si gioca tutto quanto
Si faccia avanti si faccia avanti
Se c’è qualcuno che c’ha voglia di cambiare
Si faccia avanti si faccia avanti

Questa è la cumbia
la cumbia di chi cambia
la cumbia di chi cambia

Io mi inchino ai valori della Resistenza 
Ogni paese ha la sua rivoluzione
Se c’è qualcuno che c’ha voglia ballare
Si faccia avanti si faccia avanti

(Adriano Celentano, La cumbia di chi cambiaFacciamo finta che sia vero, 2011 – Testo di Lorenzo Jovanotti Cherubini)

In questa notte fantastica, che tutto sembra possibile, mentre nel cielo si arrampica un desiderio invincibile che lascia una scia come astronave lanciata a cercare una via verso una nuova dimensione, un’illuminazione, in questa notte fantastica di questo inizio del mondo i nostri sguardi si cercano. Con ali fatte di musica posso toccare il cielo, lo posso fare per davvero. Lascia che questa atmosfera ti porti con se; non c’è più niente da perdere.

Ti porto via con me in questa notte fantastica. Ti porto via con me, ribalteremo il mondo.

Una cascata di bassi che fanno vibrare la spina dorsale, una manciata di ore da metterci dentro il delirio totale. Due come noi che si fondono per diventare una nota sola, due come noi che si cercano dentro una musica nuova. Dentro una macchina suona una ritmica forte: si sente da fuori. Un temporale elettronico lava la polvere dai cuori. Dj suona musica buona BPM 130. Respira, respiro.

Ti porto via con me in questa notte fantastica di questo inizio del mondo con mille storie che nascono e mille amori che esplodono in mezzo alla strada e fanno una luce più forte del sole. In questo spazio elettronico posso toccare il cielo. Ti porto via con me.

Non ti fermare da questo equilibrio; se guardi si vede lontano. Tutti i colori li vedi più forti adesso che sai che ci siamo. Come filmare una scena per dire chi siamo su un altro pianeta. In questa parte di mondo la strada finisce: comincia la vita.

Senti il dolore si scioglie nel tempo che scorre e che scivola via. Non resterò qui a guardare, ho già iniziato a viaggiare. Ti porto via con me.

Una cascata di bassi che spingono il mondo ad un nuovo mattino. Donna che danza la notte fa nascere il sole, ti sento vicino. Dentro una pancia di musica muoio e rinasco più forte di prima. In questa parte di mondo la strada comincia. Ti porto via con me.

(Jovanotti, Ti porto via con meBackup, 2012)

Ci vuole il coraggio ogni giorno, ogni ora, ogni momento. Coraggio per la demolizione e coraggio per la creazione. Coraggio dinanzi al ridicolo e coraggio dinanzi all’amore.

“Marcia del coraggio”/Giovanni Papini

Una volta in Brasile parlando con un giornalista mio amico criticavo il fatto che a due passi da una favela stessero costruendo grattacieli moderni e sfolgoranti, lo giudicavo un affronto, un gesto prepotente e disumano, e lui mi gelò dicendomi “è l’unico modo per cui un bimbo nato in una favela possa volere un giorno, abitare in uno di quei palazzi, se non li vedesse resterebbe dov’è per tutta la vita, in questo modo può accendersi in lui il desiderio di cambiare la propria vita”.

Ecco dunque due generi di persone: quelle che accettano la felicità e quelle che hanno paura della felicità. Disney fu tra i primi a sfidare l’idea che dovremmo aver paura della felicità. Al contrario: dobbiamo abbracciarla e farle festa.

“Disneyland, ossia il demone disneyano per la felicità”/Ray Bradbury

(Lorenzo Jovanotti Cherubini, Gratitude, Backup 1987-2012, 2012)


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