Il Blog di Luca C.

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Sempre più spesso quando passeggiamo in centro ci capita di percorrere quelle vie laterali che di solito sono snobbate dalla maggior parte delle persone, ma che in  un modo o nell’altro ci sorprendono con vedute diverse della città, con informazioni storiche e  artistiche e con la scoperta di un mondo commerciale fatto di piccole botteghe artigiane e di giovani imprenditori coraggiosi. Così, per esempio, ci si può imbattere in Balocco Arte in cui si restaurano vecchie bambole e si vendono anche meravigliosi carillon, oppure in I love spices in cui potete trovare tutte le spezie del mondo, oppure in Braciolemani in cui potete gustare le famosissime braciole messinesi accompagnate dalla Birra dello Stretto del Birrificio Messina salvato dai suoi dipendenti dopo il licenziamento da parte di una famosa multinazionale della birra, oppure in molte librerie come ad esempio Pop Hearth specializzata in libri di arte e design. Se invece amate gli i cibi americani c’è Americalicious in cui si vendono prodotti di importazione che non troverete da nessun’altra parte. Ma oggi vi voglio parlare della scoperta di un piccolo laboratorio in via Mercanti 2/G a Torino che produce e vende tiramisù da passeggio. Il negozio si presenta come una piccola gelateria solo che al posto del frigorifero con le vaschette di gelato ci sono delle graziose scatolette di cartone contenenti il famoso dolce in varie versioni. Quando siamo entrati ci ha accolto una ragazza gentile che ci ha presentato tre versioni di tiramisù disponibili: quelli classici, quelli alla nocciola e quelli alla fragola. Abbiamo optato per gli ultimi e siamo rimasti soddisfatti dalla bontà. La dose è consistente e i quattro euro li vale tutti. Sicuramente ci ritorneremo e chissà che non ci siano nuovi “gusti” di tiramisù, anzi di Tirmesù (in piemontese).

Dopo un po’ di assenza dal blog, a parte qualche post già programmato da settimane, eccomi di nuovo a scrivere qualcosina. Avrei un bel po’ di esperienze ed eventi vissuti da raccontare, ma il tempo è tiranno e la stanchezza sovrana. Non essendo un internet dipendente in questo ultimo periodo ho trascurato un po’ la “vita virtuale” per vivere il più possibile le esperienze reali che sto per raccontarvi. Che dire? Le mie “domeniche” autunnali, scritto tra virgolette perché capitano nei giorni feriali come turni di riposo lavorativo sono state all’insegna della scoperta della mia città o almeno di alcuni scorci in cui riscopri la bellezza e la parte più vera e sincera del centro di Torino. E così ci si organizza per andare a passeggiare per le vie pedonali con il pretesto di cercare un disco e osservare le novità editoriali evitando le vie più famose che oramai si sono trasformate in unico centro commerciale di grandi marchi multinazionali senza un’anima propria, uguali in tutto il mondo. E allora assapori il gusto di passeggiare lentamente nelle vie laterali, quelle più nascoste dai riflettori globalizzati scoprendo che esiste una realtà parallela e più sincera, quella fatta di stupendi cortili con giardino come ad esempio quello di Palazzo Cisterna che da pochi mesi è stato aperto al pubblico, quella fatta di botteghe artigiane come il liutaio di via Carlo Alberto in cui non siamo entrati ma mi sarebbe piaciuto annusare l’odore del legno e osservare i lavori di restauro e manutenzione, o quella fatta di negozi “particolari” come Lovever in via San Massimo e lungi da me dire che è un sexy shop, ma un negozio dedicato all’amore, mai volgare, in cui puoi parlare senza disagio e con un tocco di ironia con la proprietaria. E in ora di pranzo, quando la pancia gorgoglia, cercare un luogo di ristoro accorgendoti che esistono piccoli spazi creati da grandi giovani che hanno avuto una grande idea e che hanno realizzato con grandi sacrifici e con grande coraggio, mettendoci anima e corpo nel loro progetto, e io provando un po’ di invidia per loro che forse sono scappati da una realtà noiosa per creare qualcosa di personale che soddisfi le loro esigenze e che li faccia sentire veramente realizzati. Auguro sinceramente che le loro attività siano il più redditizie possibili perché giovani così se lo meritano. Insomma, tra un take-away di cibi greci, uno di cibi curdi, uno di cibi turchi (alla fine li proverò tutti) abbiamo scelto quello di cibi siciliani, o meglio messinesi. Braciolemani, così si chiama il locale di questo giovane imprenditore messinese che si è messo a preparare e cucinare una delle portate più famose di Messina, appunto le braciole. Non si tratta di fette di carne spessa come molti possono immaginare, ma di sottilissimi involtini di carne (bovino o maiale, volendo pesce) con un cuore di pan grattato e un dadino di formaggio cucinati alla piastra e serviti con varie salse leggere. Noi abbiamo provato quelli al pistacchio e subito quel gusto della carne mi ha fatto tornare indietro di qualche anno quando me li preparava mia zia. Sono proprio loro, sono fatti così ho detto a mia moglie, facendo i complimenti al gestore. E potrai trovare anche la birra Messina! Poi da via delle Rosine, in cui è sito Braciolemani, la passeggiata continua, chiacchierando e osservando, osservando e chiacchierando facendoti venire in mente un sacco di idee regalo per Natale per i tuoi cari e ripromettendoti di ritornare in quei negozi e in quelle botteghe che non hanno nulla a che fare con l’invasione di tutti quei negozi gestiti da multinazionali.

Per info:

http://www.cittametropolitana.torino.it/urp_cm/palazzo_cisterna/storia

https://www.facebook.com/LoveverTorino/

http://www.francescopiloni.it/

http://www.braciolemani.it/


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