Il Blog di Luca C.

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E allora si comincia dalla fotografia! Qualche anno fa comprai un libro con dvd, un libro ben fatto e alla portata di tutti. Si tratta di In soli 187 minuti di Roberto Grano. Un video corso di fotografia: e perché non farlo? E allora si parte! così ho iniziato a farlo. Certo non ho una reflex, ma una compatta della Sony, ovvero la DSC-WX200. E cerco di sfruttare al massimo la funzione semi-manuale. Sono ancora agli inizi (pre-visualizzazione, composizione, la luce, l’esposizione), ma così ho capito che la fotografia rimarrà una passione per divertirmi, e non diventerà una professione, ma almeno mi sono tolto il tarlo e può sempre servire in futuro, non si sa mai! E quindi vi presento alcune foto che ho scattato durante una passeggiata lungo il Po dal parco del Valentino al parco delle Vallere durante una magnifica giornata di sole. C’è ancora tanto lavoro da fare, dalla tecnica alla ricerca di ispirazione. Ma tant’è! Ho intitolato questo primissimo lavoro fotografico:

Passeggiata dal parco del Valentino al parco delle Vallere.

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Si accettano commenti e critiche costruttive.

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Approfitto ora che sono in mutua a riprendere il mio piccolo spazio sul blog. Ho saltato alcune settimane, mi sono preso delle pause necessarie in quanto non avevo spunti e riflessioni da condividere ed esternare. Voglio che il mio spazio virtuale sia un piccolo mondo gioioso, nello stesso tempo serio e non frivolo e non lo voglio sprecare per vomitare tutte le mie negatività. Utilizzo questo spazio soprattutto per scrivere diari di viaggio, impressioni, discussioni più o meno importanti, consigli e fare conoscere a tutti voi eventi e situazioni che ho vissuto personalmente nella mia città, provincia, regione e anche più in là. Questa volta vi racconterò di un festival che si tiene in autunno a Moncalieri ovvero Moncalieri Jazz. E’ la prima volta che assisto ad uno spettacolo di questo evento. Normalmente tutto inizia con una notte bianca nel centro della città con musica, ovviamente jazz, arte e sapori. Quest’anno le notti bianche sono state ben due perché due sono stati gli eventi da festeggiare e due è il numero che si ripete: il bicentenario della fondazione dell’arma dei Carabinieri e il bicentenario della nascita di Adolphe Sax. Bene, nella mia ignoranza ho imparato che il sassofono è stato inventato da questo signore e ce ne sono di tutti i tipi, piccoli, grandi ed enormi: il più grande al mondo entrato nel guiness dei primati (funzionante davvero) era in mostra al castello di Moncalieri, ma non ho avuto la possibilità di ammirarlo. E’ inutile dire che per tutto il festival il sassofono è stato il protagonista. Comunque, dopo la festicciola casalinga di Halloween, direi ben riuscita, il primo novembre avendo libero un giorno di festa (grazieaddioognitantocapitapureame) siamo andati ad assistere al concerto della Fanfara del 3° battaglione Carabinieri Lombardia diretta dal maresciallo Andrea Bagnolo. Lo scrivo con fierezza che abbiamo assistito ad un evento più unico che raro! Voi direte che cosa sarà mai una fanfara dei Carabinieri? E io vi risponderò che per la prima volta nella storia di tutta l’arma dei Carabinieri è stato suonato il jazz. Spero solo che la musica sia stata registrata e venga messo in vendita su un supporto fisico in modo che non si perdi questa unicità. Non ci capisco nulla di musica jazz, ma posso dirvi che tutti i brani selezionati e suonati nella Piazza d’armi del Castello di Moncalieri erano orecchiabili e famosissimi, alla portata di tutti. Tra gli ospiti invitati dai Carabinieri c’erano musicisti che in passato erano nell’arma. Molti per me sono sconosciuti e solo adesso leggendo i nomi scopro che sono stati collaboratori di importanti artisti ed istituzioni: Claudio Chiara con Paolo Conte, Flavio Boltro con Michel Petrucciani, Gianfranco Marchesi per l’Orchestra Sinfonica della RAI, per citarne alcuni. E’ bello vedere come la musica sia di tutti e non sia chiusa in scompartimenti stagni. E’ così che deve essere. Il programma del jazz festival è terminato tre giorni fa, il 15 novembre. Alcuni concerti si sono tenuti nel Teatro Civico Matteotti, molti altri nelle Fonderie Limone, altri ancora all’aperto e gratuiti. Mi chiedo solo se sia possibile anticipare il Moncalieri Jazz Festival in un periodo dell’anno meno freddo, magari a fine settembre quando il clima ancora mite permetta di assistere agli spettacoli all’aperto in modo che gli spettatori non se ne vadano infreddoliti durante il concerto come abbiamo fatto noi. Soprattutto quando si organizzano eventi irripetibili ed unici come questo del quale siamo stati testimoni e che è stato a mio dire importante. E nella speranza che il cd sia prodotto e messo in vendita gustatevi il video di tutto il concerto (o quasi) trovato su Youtube postato da Alamari Musicali augurandomi che non lo cestini.

Per vedere il concerto su Youtube cliccate sul link sottostante:

Moncalieri Jazz Festival 2014 – Fanfara III Battaglione Carabinieri “Lombardia”

Per info:

http://www.moncalierijazz.com/

E’ trascorsa qualche settimana dalle prime ferie che abbiamo fatto, ma solo ora vi consiglierò qualche visita interessante che abbiamo fatto.

Per iniziare vi propongo Brain, la mostra sul cervello che si tiene al museo di storia naturale di Milano, in corso Venezia 55. La mostra si distribuisce lungo le sale espositive dell’ala sinistra del museo. Si tratta di una visita interessante in quanto molto interattiva e facile da capire. Proprio per questo motivo il museo è preso d’assalto dalle scolaresche e quindi vi troverete in un marasma impressionante di marmocchi che urlano, spingono e non ascoltano le povere guide che si sgolano per farsi sentire. Per stare un po’ tranquilli converrebbe andare di domenica o il giovedì a partire dal tardo pomeriggio perché la chiusura è alle 22.30. Essendo un museo con sale espositive con angoli interattivi risulta divertente capire come funziona il nostro cervello stupendoci di fronte ai giochini proposti. Usciti dalle sale che ospitano la mostra Brain è possibile continuare la visita nel resto del museo. Il biglietto intero costa 10 euro. Affrettatevi perché la mostra terminerà il 13 aprile 2014.

Per info:

http://mostrabrain.it

Brain 1Brain 2

La seconda visita interessante che abbiamo fatto è stata quella al castello di Fenis in Valle d’Aosta: parte del castello è stata copiata per ricostruirla al parco del Valentino di Torino nel borgo medioevale. Il castello di Fenis non è un castello di difesa, ma semplicemente una residenza dei nobili proprietari per far notare il loro prestigio. Ovviamente il castello è stato scrupolosamente restaurato in quanto nei secoli è stato abbandonato e usato come cascina o rifugio. Il costo del biglietto è irrisorio e la visita è accompagnata con le spiegazioni di guide preparate. Usciti dal castello si può visitare il museo dell’artigianato della Valle d’Aosta e conservando il biglietto del castello si ha diritto alla riduzione. Fenis è un centro piccolissimo e se volente pranzare o cenare vi consiglio il bar ristorante pizzeria Des Alpes, Frazione Chez Sapin 10 nel centro di Fenis. E’ curioso che oltre alla cucina valdostana viene proposta la cucina pugliese ed il locale sembra gestito da una coppia di origini russe o comunque dell’est Europa. Le porzioni sono abbondanti, costano poco, ma non vi aspettate dei piatti da gourmet. La visita può poi continuare visitando gli altri castelli o recandovi ad Aosta e passeggiando nel centro storico. Mentre sto scrivendo, sia ad Aosta, sia al Forte di Bard stanno girando alcune scene per il film The Avengers 2 ambientato in Russia (rischiate di avere le strade chiuse e transennate). Un commento: agli americani la Valle d’Aosta ricorda la Russia; ma che ne capiscono loro delle bellezze artistiche italiane?

Per info:

http://comune.fenis.ao.it/cfe/index.cfm/castello-di-fenis.html

http://regione.vda.it/cultura/patrimonio/castelli/castello_fenis/default_i.asp

http://ristorantedesalpes.weebly.com

Fenis 1Fenis


La terza visita è una visita ancora più interessante perché riguarda la nostra città, Torino, devastata dai bombardamenti nella seconda guerra mondiale. La mostra è ospitata all’interno di Palazzo di Barolo, nelle cantine. Nelle cantine come le persone che si rifugiavano durante i bombardamenti aerei, che spesso facevano la fine del topo. La mostra inizia con reperti e documenti della città da poco prima dell’entrata in guerra in cui la popolazione non si rendeva ancora conto della gravità della situazione e dell’inferno a cui stavano andando incontro. Durante la visita lentamente si entra in uno stato sempre più angoscioso e capiamo come siamo fortunati noi giovani generazioni per non avere vissuto quell’inferno. Documenti, abiti, foto, musiche, curiosità, bombe, ricostruzioni storiche, storie raccontate in video interviste ci accompagnano fino al termine della guerra e della liberazione nell’estate del 1943: impressionante osservare la distruzione di Torino dalle foto aeree. Una mostra vivamente consigliata e gratis per i possessori dell’Abbonamento Musei. Unico neo: la mappa del percorso mette un po’ in confusione.

Per info:

http://arestorino.it/

http://www.operabarolo.it/

Castello della Manta

Sala delle Grottesche

Sala Baronale

Ingresso alle cantine

Con l’avvicinamento della primavera e le temperature più miti risulta più interessante leggere su Torino7 gli appuntamenti fuori Torino. Così, approfittando della domenica in comune con Elena, ho proposto di andare a visitare il Castello della Manta, vicino a Saluzzo. L’edificio inizialmente era di proprietà del signore feudale Valerano e dopo di lui, di Michele Antonio. Il castello è ora proprietà del FAI il quale, oltre a far visitare l’interno, ha dato l’opportunità di assistere alle danze rinascimentali curate dalla compagnia Gaia di Torino. All’interno della Sala Baronale in cui gli affreschi sono conservati egregiamente, i ballerini vestiti a tema hanno danzato su due coreografie: una ispirata alla leggiadria femminile e l’altra di tema guerresco. Nel salone delle Grottesche (più recente di costruzione) abbiamo assistito a danze di coppia e di gruppo. Non è mancata la spiegazione di abili ciceroni anche sulle pregiate ceramiche prodotte nel saluzzese. Al termine della visita ci è stato consigliato di visitare le cucine del castello in cui era stata predisposta la visione dei lavori di tessitura di Mia Dvorak, specializzata nell’arte antica del merletto. Ritornati, invece, al punto di partenza, ovvero alle cantine del castello, un piccolissimo assaggio (un cucchiaino di marmellata all’albicocca accompagnato da un minuscolo biscottino e un bicchierino di succo di mela) a cura dell’agriturismo “Il Baco da seta”. Penso che abbiamo fatto bene a prenotare la visita per telefono perché tutti gli ingressi fino alle ore 16.30 erano già stati chiusi. Forse nemmeno chi ha organizzato l’evento l’evento non si aspettava così tanta affluenza, tanto da dover aggiungere l’ultimo ingresso al castello alle ore 17.30, cioè dopo il nostro. Non mi stupisco, quindi, che la degustazione dei prodotti dell’agriturismo fosse ridotta al minimo. Il costo del biglietto è stato di 9 euro (€7,50 per i tesserati Torino Musei), ma ne è valsa veramente la pena. Una nota negativa la devo sempre aggiungere perché altrimenti non sono contento: una volta usciti dall’autostrada Torino-Pinerolo i cartelli stradali di indicazione per Saluzzo sono praticamente assenti e quei pochi che ci sono sono maltenuti. E’ stata un’impresa raggiungere il castello, ma anche riprendere la strada del ritorno. Penso che sia più semplice percorrere l’autostrada Torino-Savona e uscire per Saluzzo, anche se si allunga di molti chilometri e si paga di più. E’ un peccato che ci siano questi disguidi perché non permettono di valorizzare i tesori che abbiamo in Piemonte.

Per info:

http://www.fondoambiente.it/beni/castello-della-manta-beni-del-fai.asp

http://www.florasarzotti.it/

http://miadvorak.com/


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