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GITE IN MONTAGNA E RIFUGI PROVATI PER VOI

Altra gita molto vicina a Torino, di durata breve (circa mezz’ora e ci si può andare in un pomeriggio), ma a mio parere non per tutti è quella che porta a Punta Serena nelle Valli di Lanzo. Da Torino raggiungete Lanzo seguendo le “non” indicazioni per Chiaves: praticamente non entrate in Lanzo, non seguite le indicazioni “Valli di Lanzo”, non percorrete la galleria, ma attraversate il passaggio a livello a ridosso della stazione. Colgo l’occasione per invitare il sindaco di Lanzo a far mettere qualche indicazione stradale in più. Una volta raggiunta Chiaves, arrivate in piazza, svoltate nella stradina stretta a sinistra ignorando le due discesine ripide sulla destra. Giunti poco dopo sul piazzale a sinistra posteggiate l’auto e imboccate la mulattiera che porta a Punta Serena. Il sentiero è molto ripido e conviene avere le pedule e i bastoni. Terminato il bosco il percorso diventerà più pianeggiante non per questo semplice: la mulattiera è più stretta e passa in mezzo ad alcune rocce. Insomma, è un sentiero un po’ impervio, ma giunti a destinazione sul piazzale erboso potrete godere di uno splendido panorama verso Venaria e Torino. Si tratta solo di trenta minuti, ma che fatica!

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N.B.: i post soprastanti potrebbero essere un po’ datati: vi invito ad aggiornali nella sezione commenti.

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Questa estate pazza ci ha concesso di fare una gita in montagna, la prima del 2014. Per iniziare, dopo mesi di inattività, ci siamo recati al rifugio Salvin a 1580 mt./slm. Partendo da Torino bisogna raggiungere Lanzo e qui bisogna fare attenzione a imboccare la strada giusta perché non ci sono segnalazioni e se ci sono sono malfatte e/o poco visibili. Per facilitarvi il percorso, arrivati a Lanzo, non seguite le indicazioni per le Valli di Lanzo, cioè dove c’è il traforo, né quelle per Balangero, ma quelle per il centro città (insomma, la strada davanti a voi, né a destra, né a sinistra). In pratica dovete attraversare il passaggio a livello. Da qui seguite le indicazioni per Coassolo, Monastero di Lanzo e Chiaves. Se riuscirete a trovarle subito siete fortunati; noi abbiamo subito preso la strada sbagliata e ci siamo andati ad infognare a Ceres per poi tornare indietro a Pessinetto ed infine a Lanzo attraversando la montagna e perdendo una buona mezz’ora. A questo punto se siete sulla strada giusta prima o poi troverete un cartello turistico marrone con la segnalazione del rifugio Salvin e l’indicazione ormai cancellata dal tempo per Mecca. Seguite sempre la strada per Mecca e dopo qualche tornante arriverete alla borgata di Mecca (non segnalata) e all’imbocco di una strada sterrata, ma percorribile in auto. Ecco questa strada sterrata vi porterà al rifugio. Da qui è iniziata la nostra prima escursione del 2014: si tratta di ben 8 km di strada facilmente percorribili sia a piedi che in bici, nonché con l’auto. Direi che l’auto per una volta potete lasciarla riposare. A passo lento e continuo ci vogliono due ore e mezza per raggiungere il rifugio. La strada sale, ma non è ripida ed è molto ombrosa grazie al bosco circostante. Durante il percorso potete fermarvi a visitare il piccolissimo borgo di Marsaglia. Purtroppo, il tempo non ha tenuto e la nebbia e scesa riducendo la visibilità a poche decine di metri. Per fortuna eravamo quasi alla fine del percorso e i morsi della fame e la stanchezza si facevano sentire. Nell’ultimo tratto la nebbia era così fitta che ci siamo orientati grazie ai fari accesi del rifugio, all’abbaiare dei cani e alla radiolina accesa proveniente da una stalla. Per fortuna che abbiamo pensato di telefonare al rifugio e prenotare un tavolo (i gestori sono inglesi, ma parlano un ottimo italiano). Siamo stati puntualissimi: abbiamo detto al gestore che alle ore 14 saremmo arrivati al rifugio e così è stato! Il pranzo è stato ottimo e rigeneratore: antipasto con lardo, salame e primo sale al verde; per seguire polenta concia con spezzatino e salsiccia; per terminare torta con pere passando dall’assaggio di formaggi di capra con miele. Caffè, acqua e soprattutto vino compresi. Costo: 20 euro a persona, ma si mangia a volontà e bene! Purtroppo non è stato possibile ammirare il panorama intorno a causa della nebbia e così dopo un po’ di riposo meritato abbiamo cominciato la discesa verso valle dove l’afa e la pioggia ci aspettavano. Un buon motivo per ritornare, ma questa volta con un tempo migliore sempre che il buon Dio ci conceda un po’ di sole e caldo.

Per info: http://www.rifugiosalvin.eu/


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