Il Blog di Luca C.

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Artisti Vari - Sanremo 2019

E’ da tanto tempo che non stilavo la mia classifica personale delle canzoni in gara al Festival di Sanremo. Eh sì, sono trascorsi ben cinque anni: l’ultimo post dedicato alla gara canora risale al 2014. Sarò molto veloce, in quanto avevo promesso di non fare più critiche negative. Bando alle ciance… I primi tre classificati (secondo me) sono:

Al terzo posto: Arisa con Mi sento bene per il suo messaggio positivo perché di questi tempi ci serve, per la sua splendida voce, per la musica orecchiabile e per il suo simpatico video “simil-disneyano”. Forse è tutto qui il mio vivere, quasi elementare e semplice. Ridere non è difficile se cogli il buono di ogni giorno ed ami sempre fino in fondo. Adesso voglio vivere così. Almeno proviamoci!

Al secondo posto: Achille Lauro con Roll Royce per il testo scomodo, per il ritmo rock ballabile che si discosta dalle altre canzoni in gara, ma che secondo la mia personale interpretazione, leggendo il testo tra le righe descrive anziché la vita da “star” la nostra attuale società superficiale, succube della moda e delle grandi firme, del potere, dei soldi e di falsi eroi eroi, che non ha nuove prospettive per il futuro rifugiandosi nel passato. Di noi che sarà? Dio, ti prego, salvaci da questi giorni! Ahimè, come dargli torto?

Al primo posto: Simone Tristicc… (ehm) Simone Cristicchi con Abbi cura di me per la profondità del testo, per la musica e per il suo futuro progetto ovvero un documentario sulla felicità. Ognuno combatte la propria battaglia. Tu arrenditi a tutto e non giudicare chi sbaglia, perdona chi ti ha ferito, abbraccialo adesso perché l’impresa più grande è perdonare sé stesso. Attraversa il tuo dolore e arrivaci fino in fondo anche se sarà pesante come sollevare il mondo e ti accorgerai che il tunnel è soltanto un ponte e ti basta solo un passo per andare oltre. Parole emozionanti.

A loro modo questi brani sono lo specchio di un malessere sociale: c’è chi lo affronta con positività suggerendo di trovare la felicità nelle cose piccole, chi proponendo un percorso alla scoperta di sé stessi, attraversando il proprio dolore per arrivare al vero “io” e chi esterna il disagio chiedendo un po’ d’aiuto.

Quali sono le tre canzoni di Sanremo 2019 che preferite e perché?

Infine vi lascio con la citazione che introduce il video di Roll Royce:

La moda riflette sempre i tempi in cui vive, anche se, quando i tempi sono banali, preferiamo dimenticarlo (Coco Chanel).

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Il riassunto: Chi non conosce Bebe Vio la famosa schermista italiana che ha partecipato alle Paralimpiadi di Rio 2016? L’atleta ha voluto raccontarsi in un libro scritto di getto, quindi vero e autentico, sulla sua vita privata e pubblica, sulla sua determinazione a rialzarsi dopo la meningite che la colpì da bambina, a coltivare la passione dello scherma, a ottenere la convocazione a Rio, a vincere, a vivere… Soprattutto vuole lanciare ai lettori un messaggio importante: mai arrendersi difronte a ciò che sembra impossibile da raggiungere se ci crediamo veramente.

Il mio giudizio personale: A molti potrebbe sembrare il classico libro “commerciale” scritto da una persona famosa al momento del successo e quindi molto appetibile al pubblico, ma invece direi che bisognerebbe leggerlo per il messaggio positivo e di speranza che veicola. Nonostante le difficoltà c’è sempre un metodo per superarle, se solo lo volessimo, se solo imparassimo a guardare da un’angolazione diversa, se solo fossimo determinati, positivi e con un po’ di autoironia. La positività porta altra positività e il futuro ci potrebbe riservare delle belle sorprese (molto divertente il capitolo sull’incontro con il presidente Obama). Sembra scontato, ma non è così. Bebe Vio ha scritto un libro che tutti dovremmo leggere, soprattutto in questo momento di grande sconforto, insicurezza e paura.

La citazione: Mettetela così: in un certo senso, tutti hanno le proprie disabilità. […] Allora scegliete di essere solari e cominciate a cambiare il vostro punto di vista su quello che vi succede. Non domandatevi: perché è successo proprio a me? Chiedetevi: cosa posso fare per ricominciare da qui?

Il riassunto: Ove è un uomo che si “è fatto da solo” partendo da un adolescenza travagliata. E’ cresciuto imparando duri mestieri e sviluppando un carattere a dir poco scontroso ed è molto ligio all’ordine. Cova un odio verso i “burocrati”. Nonostante ciò, riesce a conoscere l’amore della vita che lo rispetta per quello che è perché in fondo Ove non è quello che sembra, a detta di tutti “un vecchio inacidito”. La Vita sarà molto dura con Ove: prima gli mette la moglie su una sedia a rotelle a causa di un incidente e poi le fa venire il cancro. Questa situazione accresce in Ove l’odio verso i “burocrati” che gli vogliono portar via, in una casa di cura, l’unico motivo della sua esistenza. Finché la moglie resterà in vita Ove combatterà. In seguito inizierà a pensare al suicidio, ma ogni volta che prova ad escogitare un modo per morire in santa pace c’è sempre qualcosa o qualcuno che lo blocca: i vicini di casa rompiscatole e un gatto randagio. Lentamente Ove si accorgerà che ha ancora dei motivi per cui vale la pena di vivere.

Il mio giudizio personale: nonostante la vicenda appaia tragica, il libro si legge velocemente perché la storia affascina e il protagonista diventerà il nostro eroe. Ove è il classico burbero dal cuore grande! Non mancano i momenti in cui si sorride, si ride e ci si commuove. Chissà che non ci sia un bravo regista che decida di farne un film, magari da presentare nel periodo natalizio. Secondo me sarebbe un successo! Anzi, ora che sto consultando Wikipedia scopro che il film (del regista Hannes Holm) è uscito nel 2015, guarda caso il 25 dicembre. Sarà presentato in Italia nel 2017 distribuito da Academy Two, almeno così dicono, ed è candidato a due premi Oscar.

La citazione: La morte è una cosa curiosa. Viviamo tutta la vita come se non esistesse, ma il più delle volte è una delle ragioni in assoluto più importanti per vivere. Alcuni di noi ne diventano consapevoli così in fretta che vivono più intensamente, più ostinatamente, e in maniera più furiosa. Altri necessitano della sua costante presenza per sentirsi vivi. Altri ancora finiscono per accomodarsi nella sua sala d’attesa molto tempo prima che lei abbia annunciato il suo arrivo. La temiamo, eppure la gran parte di noi teme soprattutto l’eventualità che colpisca qualcun altro, qualcuno a cui vogliamo bene. Perché la più grande paura legata alla morte è che ci passi accanto. Che si prenda chi amiamo. E che ci lasci soli.

Info:

http://www.mondadoristore.it/uomo-che-metteva-ordine-mondo-Fredrik-Backman/eai978880465943/

http://www.fredrikbackman.com/

Trailer ufficiale del film:

L’Italia è l’unico Paese europeo che non ha mai fatto una Rivoluzione: per questo motivo ha maturato una grande abilità nell’arte di gestire le proprie contraddizioni, senza risolverle mai completamente: così la categoria dell’esagerazione è diventata una strategia utile a dilatare, senza arrivare mai al punto di rottura, la convivenza conflittuale tra le parti sociali, tra la propria storia e il proprio presente.

(Andrea Branzi, Una generazione esagerata. Dai radical italiani alla crisi della globalizzazione, 2014)

Albert-Einstein

“Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.

La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere ‘superato’.

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’ inconveniente delle   persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.”

(Albert Einstein, Il mondo come io lo vedo, 1931)


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