Il Blog di Luca C.

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Albert-Einstein

“Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.

La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere ‘superato’.

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’ inconveniente delle   persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.”

(Albert Einstein, Il mondo come io lo vedo, 1931)

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vergognosamente-felice

Questo è uno dei titoli delle tante rubriche del mensile Linus, ma non mi ricordo quale giornalista curava questa, forse da Esposito, in cui si parlava in modo molto chiaro di questi tempi cupi e sicuramente a luglio si sarebbe parlato delle situazioni della Grecia e della Turchia. Ma non solo questa rubrica era interessante, ce n’erano molte altre come “Convergenze divergenti” o “tipi pscicologici” di Massimo Cirri e tutte le strisce a fumetti a partire dal mitici Peanuts al comicissimo Monty. Purtroppo la crisi ha colpito anche una delle grandi case editrici che pubblica proprio il mensile Linus, la Baldini & Castoldi. Mai come quest’anno avverto anche io la crisi e la sto vivendo, purtroppo, di persona e spero tanto che finisca il più presto possibile. Penso che la perdita di un giornale come Linus sia un fatto estremamente grave come la perdita delle reti emittenti pubbliche greche. Anche se si tratta di un giornale a tirature non proprio altissime, si tratta pur sempre di un’importante rivista di divulgazione culturale negli ambiti politici, economici, sociali, musicali, cinematografici, teatrali e scientifici. Alla faccia di tutti quei giornaletti scandalistici che si trovano in edicola. La perdita di Linus significherebbe, a mio parere, un ulteriore decadimento culturale della nostra società, un’affermazione della nostra scarsa cultura. Anche se Linus, come potrebbero sostenere alcuni, è un giornale “di parte” è pur sempre un pezzo di divulgazione culturale che si perde. A me sembra che Linus non sia più un giornale tendenzialmente di sinistra, anzi negli ultimi anni ho captato molti segnali che lo rendono un giornale veramente libero di esprimere senza paura le proprie opinioni sulle ideologie di destra, di sinistra, di centro e anche quelle anarchiche, molto spesso pure criticandole. Molte mie idee, molti miei punti di vista sono stati rivalutati grazie anche al giornale Linus che mi ha permesso di ragionare, di scoprire, di avere la mente aperta verso altri panorami. Purtroppo la crisi si fa sentire, soprattutto nel campo dell’editoria e dopo ben più di quarant’anni di uscite mensili la rivista ha rischiato di non essere più pubblicata. In questo momento i numeri che non sono usciti in edicola sono solo due, quelli di maggio e di giugno. Io sono un abbonato al giornale da alcuni anni pagando il costo molto conveniente per due anni. Lo sgomento principale per me non è stato perdere sessanta tre euro, bensì quello di perdere un appuntamento mensile tanto atteso anche dalla mia consorte. Il mio pensiero va a tutti quei giornalisti, scrittori e agli altri lavoratori che ogni giorno si prodigano per far sì che Linus sia un punto di riferimento culturale seppur piccolo in questo mondo sempre più imbarbarito. Per adesso di Linus si salva solo la pagina ufficiale su Facebook perché il sito non esiste più. Spero che anch’esso riprenda a vivere sul web. Del 10 giugno 2013 la notizia che Linus sarà in edicola dal 5 luglio. Speriamo bene… Di seguito i messaggi della casa editrice postati su Facebook:

(28 maggio 2013)

Cari Lettori,
con un pesante ma giustificato ritardo eccoci a comunicarvi lo stato dell’arte. Linus si è temporaneamente fermato per una serie di problemi gravi e di complicata soluzione, riguardanti stampa e logistica e conseguenti a un difficile momento della società editrice.
Avremmo atteso più volentieri il momento della soluzione definitiva delle questioni ancora sospese, ma alcune inopportune e mal suggerite sciocchezze uscite sui quotidiani dei giorni scorsi ci convincono a intervenire per fare chiarezza.
La volontà dell’editore è senz’altro quella di proseguire la pubblicazione di Linus, come ovvio permettendo agli abbonati di recuperare i numeri persi, ma perché la volontà si trasformi in qualcosa di più concreto, e quindi nelle prossime uscite del mensile, mancano ancora alcuni passaggi che speriamo di potervi comunicare al più presto.
Intanto vi ringraziamo dei moltissimi messaggi di solidarietà e degli incitamenti ricevuti, faremo del nostro meglio per essere all’altezza.

Baldini&Castoldi srl

(10 giugno 2013)

Siamo felici di comunicarvi che Linus tornerà in edicola il 5 luglio. Gli abbonati riceveranno comunicazioni sul recupero delle uscite perse all’interno del giornale.

Per info:

https://www.facebook.com/linus.rivista

http://www.bcdeditore.it/linus/

http://it.wikipedia.org/wiki/Linus_(rivista)

http://urlm.it/www.linus.net (sito ufficiale momentaneamente sospeso)

Ebbene sì, alla fine ho ceduto in preda allo sconforto, all’ansia, alle tante preoccupazioni che questo momento storico di crisi che stiamo attraversando e ci ha investito un po’ tutti ci costringe a subire. Cosa è giusto, cosa è sbagliato? Si può essere ancora liberi di esprimersi oppure no? Quanto influisce la libertà di pensiero e di espressione su chi potrebbe giudicarti e decidere della tua vita? Cosa potrebbe scatenare un post dal contenuto educato, ma non condiviso? Quanto la rete può essere dannosa? Insomma, tutte domande (e alcune coincidenze) che mi hanno fatto decidere a malincuore di essere un po’ più anonimo. Quindi reset, più nessun riferimento che potrebbe far risalire facilmente alla mia persona anche se gli amici sanno chi sono, anche se i veri informatici sanno come risalire all’origine di tutto. Da lì non si scappa, sarebbe ingenuo pensare che non sia possibile, ma un forte senso di pudore e una preoccupazione un po’ troppo esasperata mi hanno fatto prendere questa decisione da cui non si torna indietro; quindi, niente più “seguaci” (ne avevo ben dieci), statistiche azzerate (avevo raggiunto numerose visite giornaliere). Nell’ultimo periodo, prima di resettare tutto, alcuni miei post sono stati molto seguiti, commentati, discussi, condivisi, sono stati di consiglio a qualche persona e questo mi rende orgoglioso. Ma la voglia di scrivere per me stesso e ogni tanto per gli altri, la libertà di esprimermi mantenendo sempre un tono educato, scherzoso, ironico, a volte serio, ma spero mai offensivo, non mi ha fermato, quindi ricomincio, da zero certo, ricomincio da oggi 12 marzo 2013, ma ricomincio da Il Blog di Luca C.

Oggi avrei voluto pubblicare la terza lezione su “I preparativi per il giorno più importante”, ma ho deciso di cambiare argomento, dato che si avvicina un giorno ben più importante, ovvero il 27 gennaio, il giorno della memoria. Vi avviso che con questo post, potrei scatenare nuovamente polemiche e potrei fare nuovamente generalizzazioni, ma non mi va di stare zitto. Gradirei, quindi, per ovviare alle mie generalizzazioni, ricevere i commenti di Uno (senza ironia), con il quale si è aperto un interessante dibattito sulla riqualificazione della ex ditta Snia e del centro sociale Gabrio. Il fatto si riferisce a ieri, quando un mio conoscente ha condiviso su Facebook la foto con su scritto LAVORO AGLI ITALIANI E NON ALLO STRANIERO! postata  domenica 20 gennaio 2013. La pagina dalla quale arrivano questa immagine, e altre immagini e scritte offensive (che non allego assolutamente sul mio blog), è “Italia fascista”, di cui di seguito il link: http://facebook.com/pages/Italia-Fascista/180861201937139. Purtroppo questa pagina vanta ben 32545 “Mi piace”, che stanno aumentando. Direi che è vergognoso, vuole dire che dalla Storia non abbiamo proprio imparato nulla e continuiamo ad essere ignoranti. Riguardo alla scritta sopracitata che incita all’odio verso gli stranieri voglio semplicemente ribadire che il problema non sono gli stranieri. Purtroppo in momenti di grave crisi economica, dove tutti sono più poveri, sfiduciati e incazzati, è più semplice prendersela con i più deboli e con gli stranieri. Basta vedere cosa succede in Grecia dove la disperazione ha portato al successo il partito xenofobo, ma osservando bene, la Grecia ospita ogni estate moltissimi turisti stranieri che amano quella nazione. Non è un controsenso? In tempi di crisi come questi le popolazioni cercano un leader che sia forte, che prometta loro gloria e successo, ma se andate a vedere un po’ i libri di storia, guarda caso sono nate le dittature. Un esempio per gli ignoranti che hanno messo “mi piace”: Mussolini, Hitler, Stalin e Salazar. Vogliamo fare un esempio su Hitler? Come si fa a venerare un pazzo che desiderava la pulizia etnica e la creazione della razza ariana perfetta alta, bionda e forte mentre proprio lui era brutto e basso, con i capelli e gli occhi neri? Oppure Mussolini, che avrà introdotto molte innovazioni tecnologiche e sociali, ma a discapito della libertà di pensiero, di stampa, di espressione, o ancora Salazar, professore d’economia portoghese che ha evitato di portare in guerra la sua nazione (sul lastrico), ma ha instaurato una dittatura in stile fascista fino al 1974. Tutto questo per dimostrare che in tempi cupi, come quelli che stiamo vivendo attualmente, conviene utilizzare la testa e avere un minimo di coscienza. E’ vero che forse in Italia ci sono tanti immigrati clandestini, ma ce ne sono altrettanti regolari che sognano una vita migliore e si adattano a svolgere mestieri umili, sgobbano come muli e molte volte sono sottopagati, senza protezioni e sfruttati dagli Italiani. Fatevi magari una simpatica gita nelle campagne attorno a Foggia e scoprirete un Italia ben diversa. Vorrei sottolineare che la parola umile è ben diversa da umiliante, perché non c’è nessun lavoro umiliante, semmai è la nostra società ormai abituata al benessere (che non c’è più) a considerare umiliante un lavoro come pulire i cessi o stare chinato ore ed ore a raccogliere pomodori. Non abbiamo ancora capito che gli immigrati possono essere una ricchezza economica e culturale per il nostro paese allo sfascio. Il momento storico che stiamo vivendo sta portando alla disperazione molte persone, anche per colpa dei malgoverni precedenti, di quei politici che non hanno intenzione di lasciare il loro posto e non stanno facendo nulla per l’Italia (con tanti comizi che ci sono in giro, nessuno parla di lavoro – leggetevi gli articoli su Linus di gennaio 2013 di Stefano Feltri Lavoro cercasi e di Marco Esposito Le idee oltre i cento giorni), con l’ingresso di movimenti nati da sentimenti di rabbia e insoddisfazione (sempre su Linus, l’articolo di Massimo Cirri Sotto il cielo di 5 Stelle). Il governo tecnico è stato voluto perché la nostra situazione è nera e il sig. Monti, secondo me, ha cercato in tutti i modi di fare quadrare i conti, e rendere l’Italia quantomeno una nazione ri-credibile. Non è riuscito al 100% nel suo intento (su Linus l’articolo di Steano Fantacone Il cane si è morso la coda e ha fatto indigestione…). Insomma, facciamo attenzione a non ricadere negli errori del passato perché la situazione è molto critica non solo in Italia. Alle prossime elezioni votiamo con coscienza, evitando l’astensionismo, i voti di protesta, le schede bianche e nulle. Votiamo, ma chi? Votiamo almeno quello che per noi rappresenta il male minore. Vi invito a visitare la pagina “Italia Fascista” su Facebook e ad osservare gli slogan che inneggiano a Mussolini e a Hitler, che sono offensivi verso le altre parti politiche e purtroppo anche verso gli stranieri, verso i musulmani e gli Ebrei (su un’immagine si può vedere un registratore di cassa con su scritto “pianoforte per Ebrei”). Un dato allarmante è che molti aderenti alla pagina sono giovanissimi. Qua non si parla più di politica, economia e benessere per tutti, qua si istiga alla violenza e al razzismo. Forse esistono molti altri siti internet, giornali e quant’altro legati al fascismo e alla xenofobia. Iniziamo a segnalare agli amministratori di facebook la presenza di questa triste pagina: http://facebook.com/pages/Italia-Fascista/180861201937139: io l’ho già fatto, fatelo anche voi!

Chissà se quest’anno riusciremo ad organizzare una vacanza estiva, nonostante la crisi economica? Sono proprio amareggiato: è aumentato tutto, e anche troppo (tranne gli stipendi). Se penso che lo scorso anno abbiamo trascorso ben due settimane a Rodi, in Grecia, in una struttura all inclusive con pensione completa, biancheria da bagno e da letto, animazione, piscina, navetta da/per il mare, trasferimento da/per l’aeroporto e aggiungendo il noleggio auto per una settimana, la benzina, il mangiare fuori, i souvenir per noi e i parenti, scroccando un po’ le spiagge a pagamento, circa €700,00 a testa! E forse abbiamo pagato leggermente di meno. Dimenticavo: tasse di agenzia, tasse aeroportuali, aumento carburante inclusi nella cifra! Quest’anno è raddoppiato tutto: alla faccia della crisi! Secondo me stanno sbagliando tutti; mi riferisco a chi ci governa non solo in Italia, ma in tutta Europa. E’ vero che stiamo attraversando un periodo difficile per l’economia mondiale, con le crisi in Nord Africa, con alcuni paesi dell’Europa (unita?) in difficoltà come la Grecia, però pagare il 50% in più per una settimana, esclusi noleggio auto, tasse varie, e tesseramento obbligatorio presso la struttura mi sembra veramente un furto. Penso che le agenzie di viaggio quest’anno siano in seria difficoltà e sperano nei last minute. Persone come noi con uno stipendio normale da impiegato di 4° livello, con le spese che ci sono, devono fare dei sacrifici. Inoltre, è aumentata l’inflazione e Poste Italiane Spa ha eliminato pure quell’1% di interessi sui conti corrente, proponendo ai suoi clienti BancoPosta Più in cui le spese annuali sono eliminate se: 1.fai addebitare le bollette sul conto, 2.fai accreditare lo stipendio sul conto, 3. se spendi almeno €4.800 in anno, 4. c’è altro? A questo punto mi tengo i soldi sotto il materasso e faccio prima. Inoltre, viene da pensare che se la Grecia è in crisi abbasserà i prezzi nelle strutture turistiche; e invece no, li aumenta! Perché? Perché, come mi hanno riferito in agenzia, nessuno prenota le vacanze in Egitto! Ma cosa c’entra? Ho letto su Linus, la famosa rivista mensile di fumetti e attualità, quella di Snoopy per intenderci, che se la Grecia (e l’Europa) vogliono salvarsi potrebbero abbassare il costo della vita (di tutti i prodotti) nei Paesi con gravi problemi economici, pur mantenendo la moneta euro. Così facendo il Paese in crisi esporterebbe di più all’estero, sarebbe una meta turistica per molte persone, di conseguenza si creerebbero nuove attività, la gente ricomincerebbe ad arricchirsi e via di seguito, fino a ristabilirsi. Tutto questo spiegato in maniera molto semplificata, sperando di avere capito bene il testo. E invece che fanno? A Bruxelles continuano a prestare milioni, miliardi di euro ai Paesi in crisi indebitandoli sempre di più (è ovvio che i soldi devono ritornare indietro con gli interessi), rischiando di farli uscire dalla moneta unica. Con questo scenario si creerebbe un effetto domino che andrà a sfaldare tutti le nazioni europee già in crisi, e addio all’Europa Unita. Che poi… tutta questa unità dov’è? Basta vedere come è stata gestita l’emergenza dei profughi libici e si è detto tutto! E poi bisogna sperare che chi ci governa sia onesto, ma qui si aprirebbe un altro capitolo… C’è crisi, c’è grossa crisi!


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